NCC e TAXI in una ricerca di Banca D'Italia

19/ott/2017 15:14:35 angelomontini Contatta l'autore

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Come per molti altri comparti dei trasporti, anche il servizio di noleggio con conducente (NCC) ha ricevuto di recente l’attenzione del legislatore. Pur mantenendo un ampio grado di regolamentazione e di barriere all’entrata, già nell’estate del 2006 sono stati introdotti alcuni strumenti normativi volti ad ampliare le modalità per accrescere l’offerta del servizio, una responsabilità che resta demandata ai singoli Comuni. 

La domanda di trasporto – di taxi e autovetture in NCC così come di trasporto pubblico locale e con mezzi di trasporto privati – risponde alle esigenze di mobilità dei residenti e dei visitatori di una città, risultando una domanda derivata. In generale, lo spostamento spaziale del consumatore non ha utilità in sé, ma gli consente di fruire di beni e servizi altrimenti non disponibili. Le decisioni includono perciò la destinazione, l’orario, il percorso e, inter alia, la modalità di trasporto; la scelta di una determinata modalità dipende dai costi monetari e di tempo relativi oltre che dalla comodità intrinseca di questa in confronto alle altre.

A parità di prezzo del trasporto in quanto tale, la sostituibilità fra le diverse modalità di trasporto urbano è parziale e dipende da vari fattori: i tempi di attesa, la relativa velocità media e l’incertezza (variabilità) di questa, la regolamentazione all’accesso delle diverse aree urbane da parte dei mezzi privati, la disponibilità ed il costo di parcheggi, la comodità del viaggio; la necessità di soddisfare specifiche esigenze (disabili, persone con bagaglio pesante, ecc.). In generale il taxi (n.d.r. o del NCC - Noleggio con conducente) offre un servizio point to point più comodo e veloce e senza costi monetari e di tempo accessori (ad es. la necessità di trovare un parcheggio), di solito con una minore incertezza sui tempi di percorrenza attesi. Elevati tempi di attesa dei taxi e un traffico di superficie particolarmente intenso possono tuttavia rendere la metropolitana (dove disponibile) uno stretto sostituto del taxi. 

Un ulteriore aspetto critico del servizio è rinvenibile nel fatto che la predeterminazione di una tariffa può di per sé favorire l’incontro tra domanda ed offerta: in un ipotetico regime di libera concorrenza in cui si avviasse una contrattazione bilaterale fra cliente e operatore ogni volta che è richiesto il servizio, ne potrebbero derivare risultati molto variabili, grande incertezza da parte di utenti e fornitori del servizio e alti costi di ricerca che potrebbero condurre ad un sottodimensionamento del mercato (Visco Comandini et al., 2004); ne risulta l’utilità di forme di regolamentazione specificamente miranti ad accrescere la trasparenza delle condizioni di mercato, anche con la fissazione (a tutela del consumatore) di tariffe massime. Solo nel primo dei due casi ora citati il prevedere barriere all’entrata potrebbe peraltro avere una sua ragion d’essere: si tratterebbe d’una contropartita di un obbligo di prestare servizio anche in periodi e orari a domanda meno intensa.


Nelle città grandi le tariffe risultano inferiori a quelle degli altri gruppi di città. Una possibile spiegazione della differenza è che questa rifletta la maggiore dimensione del mercato e la presenza di poli di concentrazione degli utenti, quali ad esempio, aeroporti e stazioni ferroviarie principali, che tendono a ridurre i tempi di attesa della clientela e le corse a vuoto. La maggiore congestione delle grandi città tenderebbe inoltre ad aumentare il costo effettivo rispetto alla tariffa teorica in misura maggiore che negli altri centri urbani; ad esempio per la tariffa in vigore a Roma per N C C - Noleggio con conducente Roma - e Taxi nel 2007, un viaggio di 5 km con 5 minuti di stazionamento (ogni volta che l’auto è ferma in mezzo al traffico o a un semaforo, scatta la tariffa a tempo) aumenta il costo complessivo di quasi un terzo.

L'articolo è desunto da una ricerca di Chiara Bentivogli dal titolo "Il servizio di taxi e di noleggio con conducente dopo la riforma Bersani: un'indagine sulle principali città italiane"

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