Succo di frutta o integratore? I casi che debilitano un mercato di valore

21/nov/2012 14:34:26 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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Quel che ultime indagini rivelano a proposito di integratori alimentari è essenzialmente quanto segue: risulta assai più conveniente consumare un classico succo di frutta al 100% piuttosto che un integratore al mirtillo. E’ vero, l’esempio è sbagliato, si tratta in effetti di un caso specifico, di una singola linea di prodotti ma l’immagine che ne riceve il consumatore è il più delle volte quella appena sopra espressa. Una visione globale del mondo degli integratori che si opacizza all’istante, dopo i grandi e continui successi nel campo dell’alimentazione, delle interessanti scoperte che interessano sempre più la medicina, i tanti prodotti di ottima qualità presenti sul mercato. Serve oggi maggiore attenzione da parte degli organi che sono chiamati a tenere sotto osservazione costante e meticolosa l’intero comparto degli integratori. Casi come quelli riportati rischiano di annichilire non solo uno dei più straordinari e fiorenti mercati del momento ma soprattutto portano alla costruzioni di vere e proprie fobie verso una categoria di prodotti di buona qualità che, se ben utilizzati, possono migliorare di parecchio diversi aspetti salutistici della società moderna. Il problema di base, quello su cui è oggi necessario operare al meglio, è la scarsità regole che governano il settore, questo consente l’accesso da parte di marchi interessati unicamente a sfruttare l’ottimo momento di questo comparto attraversa. Nel frattempo che gli “addetti ai lavori” incrementano metodi e tipologie di controlli è importante che sia il consumatore a farsi attento e cauto, favorendo l’acquisto di integratori sicuri e di qualità certificata.

 

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