La raccolta dell’olio esausto con le taniche in PE rigenerato di Ecoplen garantisce la piena Sostenibilità Ambientale

28/set/2016 10.58.09 Ecoplen. Innovazioni Sostenibili Contatta l'autore

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L’utilizzo dell’olio sia in cucina per qualsiasi genere di frittura o nel campo lavorativo specie in quello dell’auto, con l’olio motore, o per la lubrificazione di ingranaggi, ha portato già da molti decenni a porci il problema dello smaltimento dopo l’utilizzo.

L’olio esausto, sia vegetale che lubrificante, è un problema che va affrontato se si vuole mettere in pratica il meccanismo della sostenibilità ambientale cercando di non versare questi liquidi nell’ambiente e quindi di tutelare la natura.

Le taniche rigenerate Ecoplen sono un ottimo strumento per la raccolta degli oli esausti e in più garantiscono la sostenibilità ambientale perchè realizzate con rifiuti di plastica post-consumo.

 

I danni da olio esausto

L’olio esausto può far enormi  danni se non smaltito correttamente, dal lavandino, attraverso la rete fognaria, raggiunge gli impianti di depurazione causandovi gravi danni. Versato, invece, in uno specchio d'acqua, un solo litro d'olio è capace di formare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio riducendone pericolosamente l'ossigenazione così da rendere non potabile un milione di litri d'acqua (più o meno il consumo di acqua di un individuo per ben 14 anni). L’olio esausto, disperso nel suolo, impedisce l'assunzione delle sostanze nutritive da parte della flora e, rientrando nella catena alimentare, come mangime per gli animali ad esempio, ha conseguenze nefaste anche sulla nostra salute.

Da anni il Consorzio Obbligatorio degli Oli usati, il Coou è impegnato nella promozione delle modalità di svolgimento dell'attività di raccolta e smaltimento ed dal 2001  è stato creato anche Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti, il Conoe che raggruppa associazioni di raccoglitori (ANCO), di rigeneratori (Anirog e Aroe), di produttori (Confcommercio, Confartigianato, Coldiretti, CNA, Federalberghi, Fipe e Una-Confindustria) coinvolgendo all'incirca 12.000 imprese. Entrambi i consorzi hanno l’obiettivo di creare sul territorio una filiera capillarmente distribuita tale da aumentare la raccolta di oli esausti e quindi diminuire l’immissione nell’ambiente di questo prodotto.

 

La raccolta degli oli esausti

 Il riciclaggio degli oli esausti è un settore specifico del riciclaggio dei rifiuti, e consiste in un insieme di operazioni che vengono svolte su olio lubrificante o olio vegetale usati, per ottenere oli rigenerati da rimmettere nel mercato con la produzione lubrificanti, biodiesel, tensioattivi e saponi.

 

 

 

La raccolta degli oli esausti può avvenire con l’utilizzo delle taniche rigenerate di Ecoplen, realizzate da rifiuti plastici post-consumo, così da chiudere il ciclo del riciclo utilizzando materiali figli della raccolta differenziata.

La gamma di taniche in plastica Ecoplen (di capacità 5, 10, 20 e 25lt) ad elevata resistenza grazie alla coestrusione in tre strati di polietilene con non meno del 70% di Rilene® (polietilene rigenerato) contenuto fra due stratificazioni di polimero vergine, può soddisfare qualsiasi tipo di esigenza domestica e nella raccolta degli oli usati e inoltre si presenta come prodotto ad impatto zero.

La tipica colorazione a trasparenza inoltre garantisce il controllo del livello di riempimento del contenitore senza mai  far perdere al recipiente le caratteristiche tecniche che ne determinano la resistenza e la tenuta. 

Come si ricicla l’olio esausto

Il processo di riciclo dell’olio che meglio valorizza il prodotto di scarto è la rigenerazione. Mediante 100 kg di olio usato si possono ottenere circa 65 kg di olio base rigenerato e 20/25 grammi di gasolio e bitume. Circa il 25% del mercato delle basi lubrificanti è costituito da basi rigenerate. L’olio può essere rigenerato con tre differenti processi che portano alla formazione di un olio trasparente con bassissimo contenuto di zolfo e polinucleari aromatici. Oltre la rigenerazione, l’olio usato può essere utilizzato come combustibile: l’olio esausto ha un potere calorifico di 9.500 kcal/kg, simile a quello del normale olio combustibile.

Il riciclo dell’olio parte con la raccolta, ecco come operarla

1.    Il vecchio olio di frittura può essere accumulato in contenitori di plastica, meglio se realizzati con plastica rigenerata da rifiuti post-consumo, come le taniche green di Ecoplen.

2.    Procuratevi un contenitore capiente (meglio partire da contenitori da 5 litri o superiori), ad ogni frittura, dopo aver fatto raffreddare l’olio depositatelo nel contenitore.

3.    Il contenitore saturo di olio potrà essere consegnato nelle apposite isole ecologiche oppure, se il comune di residenza lo prevede, può essere consegnato insieme agli altri rifiuti della classica raccolta porta a porta.

 

Inoltre, la Ecoplen, prima azienda al mondo a produrre, nel campo del soffiaggio delle materie plastiche, taniche con non meno del 70% di plastica riciclata da rifiuti post-consumo, ha ottenuto  per le taniche in plastica riciclata l’omologa ADR da parte del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, per il trasporto delle merci pericolose.

 

Oggi tutti i prodotti Ecoplen, che si fregiano del prestigioso marchio Plastica Seconda Vita, possono essere utilizzati anche nel campo degli Acquisti Verdi per le Pubbliche Amministrazioni promuovendo l’uso razionale delle risorse, cercando di incentivare la sostenibilità ambientale e la pratica del GPP (Green Public Procurement).

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