Il programma economico di Confindustria; investimenti pubblici per manifattura e grandi opere

18/feb/2018 12:38:55 IP Report Contatta l'autore

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Il punto essenziale è quello di una nuova dotazione infrastrutturale, per realizzare la quale occorre attivare sia l’Europa che le istituzioni nazionali. Perché si tratta di liberare risorse considerevoli, pari a 251,5 miliardi di euro in cinque anni, con l’emissione di eurobond, con l’obbligo per fondi pensione e casse di previdenza di investire dal 5% al 10% delle risorse in economia reale, con la compartecipazione al costo dei servizi pubblici dei contribuenti sulla base di fasce di reddito e con altre misure. D’altra parte, per Confindustria le infrastrutture sono la precondizione per la crescita, che è uno dei tre obiettivi, insieme a lavoro e riduzione del debito pubblico, che si intendono conseguire con il documento programmatico “La visione e la proposta” stilato da Confindustria e presentato ieri alle Assise di Verona. Tre missioni, da realizzare attivando al contempo sei leve, relative alla semplificazione burocratica, alla formazione, agli investimenti per le infrastrutture, alla digitalizzazione delle imprese, a nuove relazioni tra fisco e impresa e a una nuova governance di Bruxelles orientata allo sviluppo. Secondo Confindustria, se il piano fosse realizzato, gli effetti sarebbero importanti: per esempio, il rapporto debito-Pil scenderebbe di più di 21 punti, dall’attuale 131,6 al 110,5%. Rispetto allo scenario a politiche invariate, si tratterebbe di oltre 14 punti di Pil di minor debito, 170 miliardi di euro. Ma analizziamo il documento in dettaglio.

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