Scuderia Italia alla Fiera di Hong Kong si conferma ambasciatrice del vino italiano di eccellenza

24/nov/2015 17:37:19 Scuderia Italia Press Contatta l'autore

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Hong Kong, una delle principali porte di accesso al vasto mercato dell’Est Asiatico: nella prima settimana di novembre Scuderia Italia ha portato in Estremo Oriente una selezione di vini di alta qualità, rappresentativi della produzione italiana dalla Sicilia al Veneto.

 

Scuderia Italia ad Hong Kong

Flavio Sartori, amministratore delegato di Scuderia Italia, fra il 5 e il 7 novembre era all’Hong Kong International Wine and Spirits Fair: una delle più importanti fiere del settore. Il suo ruolo era quello di assistere e promuovere i rapporti commerciali di alcune tra le più prestigiose cantine italiane.
“Non si tratta solo di una via preferenziale per la grande Cina – spiega Sartori – Hong Kong stessa è una città-Stato con uno stile di vita per certi versi più simile a quello occidentale, dove i consumi di vino sono piuttosto elevati. E’ inoltre un crocevia per i commerci internazionali, vicina a Paesi come Singapore, Thailandia, Vietnam, Taiwan: gli operatori arrivano da tutto l’Est Asiatico”.
La fiera ha raggiunto l’ottava edizione e vanta un migliaio di espositori da 32 provenienze differenti.

Scuderia Italia era presente con una rappresentativa di vini di diverse fasce di prezzo e diverse località per soddisfare una pluralità di richieste: ciascun operatore conosce il proprio mercato e sa quali vini potrebbero interessargli.
Sei vini che hanno offerto un panorama – pur sintetico – dell’Italia, prodotti che hanno riscosso un bel successo.
“Per rappresentare la zona della Valpolicella abbiamo scelto l’Amarone di San Cassiano, per l’Emilia Romagna la Cuvée Palazza di Drei Donà, dalla Basilicata l’Aglianico Don Anselmo di Paternoster, la Calabria era rappresentata dal Cirò della cantina Enotria ed il vino siciliano era lo Shymer prodotto da Baglio di Pianetto. Si tratta di aziende di primaria importanza e con cui abbiamo ottimi rapporti di collaborazione. Il Chianti c’era con il nostro nome, Scuderia Italia”.

Ma come viene gestita l’organizzazione di una fiera così importante? “C’è un lavoro preparatorio, poi la fiera vera e propria per presentare di persona i prodotti e stabilire nuovi contatti, quindi è fondamentale consolidare le relazioni una volta chiuso l’evento – spiega Sartori -. In questo è determinante l’aiuto che riceviamo dai nostri partner del posto”.
Sartori in Asia può contare sull’assistenza di un’azienda cinese, importatrice e distributrice, nata proprio alla scopo di promuovere e rappresentare i vini proposti da Scuderia Italia.

“Un primo passo è la scelta delle fiere. Per noi quest’anno sono state due nel mercato asiatico. Prima di Hong Kong c’è stata ChengDu – capitale della regione cinese del Sichuan, nel sud-ovest del Paese – presso l’hotel Kempiski. La partecipazione ad entrambe è stata promossa da Vinitaly International”.
Poi si tratta di selezionare i vini: devono incontrare i gusti del particolare mercato cui si rivolgono, risultare attrattivi per i professionisti che ne valuteranno il carattere e l’immagine. Il tutto in un mercato che cambia rapidamente.
“Per la preparazione vera e propria della fiera abbiamo invitato i vari contatti che già avevamo in Cina. Sono oltre 300 operatori selezionati con cui avevamo avuto relazioni o rapporti commerciali: importatori, distributori, ristoratori, albergatori, opinion leader – famosi  sommelier, nomi della stampa – e altre figure. Stessa cosa hanno fatto i nostri collaboratori cinesi. Una parte ha dato un riscontro positivo. Va detto tuttavia che la proliferazione di fiere, a differenza di qualche anno fa, ha ridotto la disponibilità degli operatori a spostarsi”.

Flavio Sartori entra più in dettaglio su ciò che avviene in fiera: “Nell’arco della giornata si presentavano diversi operatori del settore, ai quali facevamo degustare i vini in base alle specifiche esigenze. Una volta incontrato il loro interesse si poteva discutere anche di eventuali rapporti commerciali. Si tratta comunque di momenti conoscitivi, generalmente la fiera non è il posto per formalizzare vendite e stipulare contratti. Può essere l’occasione per incontrare nuovi operatori o per fare assaggiare prodotti diversi a chi già avevamo tra i nostri contatti”.

Quali vini hanno avuto maggior successo? “Parto dal presupposto che la selezione vedeva prodotti di eccellenza e nomi di spicco del panorama enologico italiano. Ma il re incontrastato, nella nostra missione, è stato l’Amarone. L’Amarone è molto conosciuto ad Hong Kong, molto richiesto: sicuramente perché è un vino importante ma evidentemente c’è stata una promozione efficace. Un’altra denominazione che ci è stata molto richiesta è quella del Chianti, grazie alla conoscenza che ne ha il mercato. Tutta la selezione si è dimostrata comunque all’altezza della situazione e ha riscosso un ottimo gradimento dagli operatori del settore”.

Un bilancio. “Ho riscontrato una partecipazione meno numerosa, ma gli operatori presenti mi sono sembrati decisamente più professionali rispetto ad altre fiere di questo tipo. In altre occasioni parecchi “operatori” improvvisati, spacciandosi per professionisti del settore, portavano ad un considerevole dispendio di tempo ed energie. Vedendo un mercato in crescita tentavano di inserirsi millantando solidità finanziaria e qualifiche inesistenti. E’ possibile che questi, trovando una situazione meno florida e più complessa rispetto alle loro aspettative, abbiano abbandonato l’attività. Se inizialmente questa mancanza di folla in fiera poteva sembrare preoccupante, abbiamo visto poi che il tutto si è svolto con meno confusione e possiamo dirci soddisfatti del viaggio.
Gli operatori che abbiamo incontrato erano in prevalenza cinesi, seguiti a breve distanza da quelli di Hong Kong. Hanno mostrato interesse anche persone da Singapore, Thailandia e Australia.
Infine l’occasione della fiera è stata utile per formalizzare alcuni rapporti commerciali con i nostri partner cinesi e per concludere anche qualche vendita. Quindi nel complesso il bilancio della visita si può dire decisamente positivo”.
(Fonte: Staff di Scuderia Italia, www.scuderia-italia.it)

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