Come si realizza una carta geografica

21/dic/2017 12.24.35 Cartografica Visceglia Contatta l'autore

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Per realizzare una carta geografica si utilizzano differenti strategie, alcune volte a stabilire i reali punti nevralgici sulla mappa, altre a comprendere la loro distanza, la conformazione del terreno, la tipologia di montagne e di laghi presenti naturalmente.

Come si realizza una carta geografica

La triangolazione del terreno

Prima di tutto bisogna effettuare la triangolazione del terreno che si basa sul concetto geometrico che conoscendo un lato e due angoli di un triangolo, è possibile stabilire tutti gli altri parametri.

In parole povere, si decidono dei luoghi piuttosto vicini e non allineati, come il campanile di una chiesa o la cima di una montagna, in rapporto ternario; successivamente si comprende la distanza tra di loro che diventerà il segmento geodetico e sarà riportato in scala sulla carta geografica.

Da qui, il gioco è il medesimo e si procede a realizzare delle reti di triangolazione, rappresentando tutto lo spazio a disposizione.

Rilevamento topografico

Un altro procedimento fondamentale è il rilevamento topografico, volto a capire la conformazione del territorio, l'altitudine delle cime montuose, la profondità dei fiumi e dei laghi, oltre all'andamento del loro corso. Si stabilisce anche la presenza di elementi artificiali come strade, ponti, sottopassaggi.

Un tempo, il rilevamento topografico si effettuava in loco, sul suolo; oggi si utilizzano degli strumenti tecnologici che facilitano e velocizzano i risultati, come il telerilevamento e l'aerofotogrammetria.

Quest'ultima sfrutta la scia fotografica di molteplici scatti rapidi e super ravvicinati con cui si ottiene la rappresentazione di immagini tridimensionali. Le fotografie vengono effettuate grazie a dei velivoli che sorvolano la zona in questione. Le immagini sovrapponibili vengono poi messe in relazione grazie ad un particolare strumento, chiamato stereoscopio. In questa maniera si ottiene la rappresentazione virtuale della carta geografica in 3D.

Il telerilevamento

Il telerilevamento, invece, sfrutta degli apparecchi presenti nei satelliti che fluttuano a centinaia di chilometri dal suolo. Qui vengono captate immagini ad infrarossi, visibili o ultraviolette, radiazioni elettromagnetiche ed altri segnali che poi sono inviati a delle basi terrestri che li trasformano in fotografie.

Questi metodi sono efficaci non solo per comprendere la profondità dei mari e dei laghi, ma anche la tipologia dei terreni da coltivare ed i metodi per prevedere calamità naturali come terremoti ed inondazioni.

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