Un esempio che molte aziende dolciarie dovrebbero seguire: Ferrero

10/apr/2018 13:03:15 diego_me Contatta l'autore

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Tutte le aziende dolciarie italiane dovrebbero conoscere la storia di una delle più grandi aziende dolciarie del mondo, la “Ferrero”. Un’ azienda sicuramente innovativa e che attua una strategia ed una pianificazione pubblicitaria altamente creativa e rivoluzionaria dal periodo della sua nascita, ovvero il dopoguerra.


In questo articolo vedremo con quali strategie una delle migliori aziende dolciarie è riuscita a conquistare, non solo l’Italia ma anche i mercati esteri e vedremo come sono nati i loro prodotti e in quale periodo. Tutti dovrebbero conoscere la storia della “Ferrero”, indipendentemente dal settore in cui si opera, perché è proprio da alcune delle azioni da loro intraprese che tanti imprenditori dovrebbero prendere spunto per migliorare il proprio business.


Nel maggio del 1946 nasce ”Indusria Ferrero”, un piccolo laboratorio di pasticceria in Piemonte e precisamente ad Alba, in cui vengono fatti esperimenti e si ha la volontà di creare prodotti golosi ed innovativi. Pietro Ferrero è il fondatore e si avvale della collaborazione del fratello Giovanni e del figlio Michele di soli vent’anni, per poi dare lavoro a circa 40 mila lavoratori italiani.


Nell’immediato dopoguerra non era facile reperire materie prime e ingredienti anche quelli più semplici, per cui l’intuizione fu quella di sfruttare le materie che il territorio offriva, ovvero le nocciole. Nasceva così il primo prodotto targato Ferrero, “la Pasta Gianduja” o “Giandujot” una barretta a base di nocciole che tagliata a fette, può essere spalmata sul pane, un prodotto a basso costo e che si rivolge a tutti.


L’obiettivo era proprio quello di dare alla pasticceria un tocco diverso, non d’elite ma in grado di attirare quanti più clienti possibili, concedendo a tutti l’opportunità di gustare i loro prodotti. Fu questa la formula magica che Ferrero utilizzò per conquistare Alba ed il Piemonte.


Ora l’attenzione della neonata attività dolciaria si rivolge all’espansione della vendita del “Giandujot” in tutta Italia, ma come fare? L’idea venne a Giovanni Ferrero, fratello di Pietro, dopo un’inaspettata avventura a Milano, avvenuta durante l’incontro con un grossista.


Durante l’attesa, l’auto di Giovanni venne circondata da tantissime persone che intendevano acquistare subito il “Giandujot”, tanto che vendette all’istante tutto il carico che aveva con sè. Fu così che nacque l’idea di realizzare una fitta rete di vendita, a livello nazionale, con tantissimi furgoncini marchiati “Ferrero” sparsi per le varie città e regioni italiane, che distribuivano i prodotti direttamente al consumatore finale senza affidare la vendita ai vari rivenditori.

Per un’ azienda altamente innovativa, sfornare nuove idee è molto facile, agli inizi degli anni 50 che nascono i nuovi prodotti targati “Ferrero” tra cui:


  • “Cremalba” che cambiò nome successivamente in “Supercrema” e può ritenersi un’antenata della “Nutella”. Un prodotto spalmabile venduto in bicchieri di vetro o barattoli.

  • “Cremablok, cioccolato ripieno di nocciola

  • “Il Sultanino”, una stecca di cioccolato venduta a seguito di un test di gradimento effettuato di nascosto dal figlio di Pietro Ferrero, contro la volontà di Giovanni. Test che ebbe un esito positivo tanto che le richieste per questo prodotto furono tantissime.


I prodotti “Ferrero” sono grandi successi nazionali che hanno conquistato un’ampia fascia della popolazione ed ora, l’intento è quello di espandere la vendita a nuovi mercati, in particolare quello tedesco.


Nel 1956 nasce il primo stabilimento estero ma non solo, viene ideato un nuovo prodotto proprio con l’intento di affermarsi nei mercati tedeschi. Parliamo di “Mon Chéri” una pralina di cioccolato con all’interno una gustosa ciliegia. Inutile dire quali siano stati i risultati raggiunti con questo prodotto, “Mon Chéri” è sul mercato ancora oggi ed è un grande successo.


Negli anni sessanta, l’azienda passa sotto la direzione di Michele Ferrero che ne aumenta la creatività utilizzando forme promozionali originali ed innovative, con l’obiettivo di rivolgersi sempre più ai mercati esteri e creare così un brand di fama mondiale.


Nascono da questo momento, fino ad arrivare ad oggi, tantissimi prodotti che ancora abbiamo il piacere di gustare:


  • “Nutella” è una rivisitazione della “Supercrema” alla quale viene cambiato il nome al fine di portare il prodotto fuori dai confini (nut è una termine inglese che significa nocciola)

  • “Kinder Cioccolato” una berretta di cioccolato ripiena di latte, anche in questo caso, la scelta del nome è strategica poichè kinder è un termine tedesco che significa bambino.

  • “Pocket Coffee”, letteralmente pacchetto di caffè, una pralina di cioccolato con all’interno del caffè.

  • “Tic Tac”, delle mentine confezionate in piccoli astucci, questa è la scelta aziendale per la conquista del mercato Statunitense.

  • “Ferrero Rocher” è divenuto oggi il prodotto simbolo dell’azienda.

  • “Kinder Fetta al Latte”, “Kinder Pinguì”, “Kinder Paradiso”, “Kinder Bueno”, sono snack pensati esclusivamente per i ragazzi.



Le aziende dolciarie italiane hanno tanto da apprendere ed imparare dalla storia di “Ferrero” una delle più grandi aziende a livello mondiale.

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