Problema doping: maggior rischio tra le fila degli amatoriali

21/nov/2012 18:44:08 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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Anche con il freddo sopraggiunto nel corso di queste ultime settimane, i veri sportivi continuano il proprio percorso senza timori ne remore, dimostrando una preparazione fisica di alto livello. Una dimostrazione lampante, anche se spesso meno in primo piano rispetto tanti altri sport, è data dai ciclisti che anche esposti a correnti gelide e sotto una pioggia battente, non demordono nell'affrontare percorsi estremamente impegnativi in grado di consumare rapidamente le energie dell'atleta. Ed è contro i “falsi eroi” di  questo panorama, che nel corso degli ultimi anni ha raccolto un interessante numero di nuovi “adepti”, che si rivolge l'ultima campagna contro l'antidoping. In realtà la campagna non è rivolta contro qualcuno, ma in difesa della salute degli atleti sia professionisti che amatoriali; anzi è proprio a riguardo di quest'ultimo settore che si rivolge con maggiore impegno la campagna. A differenza di quel che si potrebbe essere portati a pensare infatti, è più facile scoprire casi di doping nelle fila amatoriali piuttosto che in quelle professionali, l'incidenza è in effetti di 10 a 1 stando a quanto riportato da una recente indagine di settore. Senza dubbio non si è qui a fare la caccia alle streghe, non si intende certo denigrare un utilizzo serio e adeguato di integratori, quello a cui si punta è sostanzialmente una sensibilizzazione delle “possibili vittime” riguardo gli effetti nocivi (oltre che anti-sportivi) di sostanze per le quali spesso mancano i controlli fondamentali, in grado di mettere seriamente a rischio la salute.

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