VENDEMMIA 2012: IL DOLCETTO DI DIANO GUARDA ALLA QUALITA'

07/set/2012 15:07:49 Livio Copywriter Contatta l'autore

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Primavera piovosa, estate torrida e... un settembre iniziato con le piogge tanto desiderate. Anche nelle Langhe i presupposti per una vendemmia incentrata sulla qualità sembrano esserci tutti. E, nella zona del Dolcetto di Diano, il fantastico microclima che si crea tra le colline, può essere decisivo per una vendemmia 2012 all'insegna di un'uva sana, per un vino che rispecchia, ancora una volta, le caratteristiche di un territorio che regala vini di carattere.

Due parole per definire la raccolta settembrina: qualità interessante con punte di eccellenza, e quantità, seppur minore (seconda vendemmia più scarsa dal 1950 a livello di raccolta), formata da uve sane. I titolari della Cantina Giovanni Abrigo (www.abrigo.it) ci spiegano la vendemmia 2012.

UVE SANE: FATTORE IMPORTANTE. Poppea prima e Bacco poi. Non sono due nuovi vitigni, ma i nomi che i meteorologi hanno dato alle perturbazioni che hanno investito l'Italia nelle prima due settimane di settembre. La prima, Poppea, ha portato la pioggia tanto sperata, la seconda, Bacco, è l'anticiclone delle Azzorre che ha alzato le temperature su livello quasi estivi. Un toccasana per le uve, in fase di vendemmia. Anche per il Dolcetto di Diano d'Alba, come spiegano Giorgio e Paola, titolari della Cantina Giovanni Abrigo: «Uve sane. Partiamo da questo fattore, il più importante. Il Dolcetto di Diano quest'anno presenta grappoli con acini dalla buccia forte e sana, grazie al caldo estivo. Le piogge di inizio settembre hanno fatto molto bene alle uve, ed il caldo che attendiamo permetterà una maturazione qualitativamente interessante». Ma come si ottengono le uve sane, nonostante un'estate così torrida? Sono due i punti base per ottenerle: «Grappoli di Dolcetto disidratati? Voci di corridoio - prosegue Paola Morando – stanno creando allarmismo ingiustificato. L'uva è sana, le analisi lo confermano. Certo, bisogna tenere conto della posizione dei vigneti e del metodo di lavorazione sulle foglie che proteggono il grappolo. Nel diradamento dopo l'invaiatura non si devono togliere le foglie sul grappolo! Sono fondamentali per la sua crescita».

GIOVANNI ABRIGO: VINO DOLCETTO GIA' IN VIGNA. Il vino di qualità si fa già in vigna quindi. Almeno così la cantina di Diano concepisce il lavoro che durante l'anno si svolge nei vigneti. E per ottenerlo come si lavora?: «Nel microclima della zona del Dolcetto di Diano tra notti fresche e piogge non invasive, il grappolo d’uva è cresciuto bene in un ambiente dove lo stress, idrico o di altro genere, non c’è stato. Durante l’anno le foglie non hanno dato segni di patimento ed i giusti trattamenti per controllare lo Ioidio e la Peronospera hanno avuto effetti positivi. Importante l’equilibrio tra qualità e quantità durante il diradamento: il grappolo è da proteggere con il giusto numero di foglie, per evitare vini che sanno di “cotto”, per effetto della sovramaturazione».

 

VENDEMMIA: COME RACCOGLIERE BENE. La vendemmia è come un puzzle composto da tanti tasselli. Dopo averne messi diversi nel giusto posto durante l’anno, bisogna essere bravi a sistemare gli ultimi, per ottenere il disegno completo. Alla Cantina Giovanni Abrigo lo sanno bene: «L’atto della raccolta in vigna richiede una logica ben precisa. Io la chiamo “vendemmia fresca”: il saper riconoscere i giusti momenti per portare uve fresche in cantina, è fondamentale per evitare fermentazioni che partano già ad alte temperature. L’andamento climatico durante la fase di raccolta è essenziale e può variare. Le previsioni per il Dolcetto sembrano buone. Se si porta uva sana in cantina, il vino rispecchierà di più le caratteristiche della sua denominazione: questo si ottiene durante l’anno e nel momento finale della vendemmia».

Livio Oggero

 

 

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