Financecommunity: Qualche riflessione dall'Ipo di Garofalo Health Care

08/nov/2018 11:14:33 FUTURGUERRA Contatta l'autore

 

Da: Newsletter Financecommunity 
 


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Newsletter N° 170 del 07 novembre 2018

Qualche riflessione dall’Ipo di Garofalo Health Care


di laura morelli

In un mercato borsistico che assomiglia più a campo minato che a una piazza finanziaria, l’annuncio dell’Ipo del gruppo romano della sanità privata Garofalo Health Care, tra l’altro avvenuto in pieno ponte di Ognissanti, ha sorpreso molti.

Per un’azienda, una qualsiasi, sfidare così le turbolenze della Borsa mentre l’Italia gioca a braccio di ferro con l’Europa sul deficit e lo spread sembra uno yo-yo a seconda di questa o quella dichiarazione politica, poteva essere un suicidio.

Eppure Garofalo ha registrato una richiesta da parte degli investitori istituzionali per oltre tre volte l'offerta. Certo, come prezzo si è posizionata sulla parte bassa della forchetta (3,34 euro), ma considerando il contesto non avrebbe potuto chiedere di più.

Occorrerà aspettare il giorno del debutto in Borsa, previsto per il 9 novembre, per dare un giudizio definitivo ma considerando le premesse è possibile fare almeno un paio di riflessioni.

La prima è che la qualità batte l’incertezza. Aziende con un business solido, con un piano industriale ben definito e operanti in settori stabili e anticiclici vanno avanti e crescono a prescindere dal quadro politico-economico. E Garofalo dimostra che anche aziende operanti soprattutto in Italia, quindi legate al Paese, sono in grado di ottenere la fiducia degli operatori di mercato. Il sottostante delle imprese italiane eccellenti, ma ormai questo lo abbiamo capito tutti, esiste e rappresenta le fondamenta della nostra economia. La crisi ha in qualche modo fortificato questa fascia di imprese e ha dato loro la spinta verso una maggiore apertura ai capitali. Qualsiasi politica di crescita l’Italia voglia intraprendere non potrà dunque prescindere da questo.

La seconda riflessione riguarda la presenza di Peninsula Capital quale anchor investor con un committment di oltre 27 milioni. Senza questo soggetto per Garofalo la strada verso la Borsa sarebbe stata probabilmente molto più difficile. Il fondo ha un orizzonte temporale a medio-lungo termine e quindi è meno influenzato nelle sue scelte di investimento dall’andamento attuale del mercato. Il valore del titolo fra tre o quattro mesi per soggetti come questo conta ma relativamente, ciò che importa è il valore tra tre o quattro anni.
Investitori così sono oggi più che mai essenziali per l’Italia. Serve qualcuno che creda nelle aziende e riesca a guardare al di là. Qualcuno che forse è oggi più in grado di cogliere le opportunità del mercato rispetto ad altri, più concentrati sulla volatilità nel breve.

D’altronde ciò che accade adesso in Italia non è niente al quale non siamo già stati ampiamente abituati. Il nostro Paese, con il suo debito pubblico, è per molti il target ideale per creare scompiglio sul mercato. Ed è per questo la salvezza può esserci solo se restiamo fedeli alla nostra capacità imprenditoriale, a patto che ci sia qualcuno in grado di capirlo. 


laura.morelli@financecommunity.it

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