La Zona Morta magazine a cura di D. Longoni (I Luglio 2018)

04/lug/2018 20:04:52 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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ANTIPASTI

La Zona Morta Magazine numero 24 di Davide Longoni

Premio Ernesto Vegetti 2018: i vincitori a cura della redazione


PRIMI PIATTI

Intervista a Tom DeFalco di Davide Longoni

La maschera nella letteratura grottesca di Thomas Ligotti di Davide Rosso

Solo: A Star Wars Story di Elena Romanello

Gauntlgrym a cura della redazione


SECONDI PIATTI

Fantascienza Story 183 di Giovanni Mongini

Fantascienza Story 184 di Giovanni Mongini

Mario Luca Moretti si racconta di Filippo Radogna

Chi li ha visti? 11 a cura della redazione


CONTORNI - LE CRONACHE DI

Schock di Davide Longoni

Dellamorte Dellamore di Davide Longoni



FRUTTA

Sergio Martino 03/05 di Gordiano Lupi

Shining in the dark a cura della redazione


DESSERT

Nasce NPS Edizioni a cura della redazione


BEVANDE

StraniMondi 2018

Smallmovie Festival 2018

SpaceCon 2018

ToHorror Film Fest 2018: al via la campagna crowdfunding

Oltre la soglia 2018


EXTRA

Diamo spazio ora agli extra iniziando con una segnalazione poetica del nostro Gordiano Lupi, che ci parla stavolta del volume Fermento di Falesia (80 pagine; 12 euro) diStefano Giannotti, Edizioni Cinquemarzo.

Stefano Giannotti è autore che conosciamo per aver apprezzato i suoi primi romanzi editi, - Alla ricerca dell’isola perduta e La biblioteca di sabbia -, pervasi di citazioni da Borges, Proust e altri autori che compongono il suo immaginario letterario.

Non conoscevamo la sua inclinazione poetica, ma questa silloge dedicata alla città natale, dimostra che l’ispirazione lirica non è meno coinvolgente rispetto alla dimensione della prosa. La dedica compone una sorta di lirico (quanto condivisibile) incipit: A Piombino, dove sono nato,/ che da giovane ho creduto essere tutto il mondo./ Adesso che di mondo ne ho visto abbastanza,/ non so se da ragazzo mi sbagliavo poi molto, che dà il via a una proustiana ricerca del tempo perduto, segnata dal rimpianto e dal vivere con i ricordi, patrimonio personale irrinunciabile. Amarcord felliniano per immagini che colpiscono improvvise e scaturiscono dagli oggetti più impensati e dai luoghi ritrovati nelle vesti d’un tempo.

Il poeta percorre le strade della sua città mentre da ogni angolo fa capolino il passato, sotto forma di sensazione indelebile e di flashback della memoria che ricorda sequenze indimenticabili de Ilposto delle fragole. Il portachiavi, le camicie e l’orologio/ non sapranno mai che me ne sono andato/ ma questa città non mi abbandona/ aspetta che sia sempre parte di lei/ sono nato, sono stato e sempre starò a Falesia. Piombino - Falesia è il nome antico che ricorda le scogliere - occupa gran parte dei componimenti, intenso come luogo dell’infanzia, la Combray indimenticabile di Proust, dove tutto comincia e dove si tende a tornare.

Altre liriche sono dedicate a se stesso, ai libri, alla biblioteca, al vento che soffia dalla Provenza, alle donne del passato, a scrittori e personaggi di romanzi, ma su tutto aleggia il panorama indimenticabile d’un promontorio, dal Golfo di Baratti alla Cittadella, passando per la piazza sul mare dedicata a Giovanni Bovio. Che ne sarà stato di quei ragazzi/ che verso il mille e novecento ottanta/ si ritrovavano su quelle panchine/ a cercare senza trovarlo/ un luogo dove spendere il tempo/ ignari del tedio che porterà il futuro/ ma felici a notte fonda di dire/ ci vediamo domani, amici.

Il rimpianto resta nota indelebile: Cosa non darei per scambiare ancora/ le figurine in via Dalmazia/ il nascondino o un calcio al pallone/ un gioco continuo fino al tramonto. L’Isola d’Elba all’orizzonte segna la rotta da seguire, una volta mollati gli ormeggi, lasciando alle spalle ciminiere corrose che non fanno alcun fumo/ un mostro l’altoforno di fatiscente ferro. Dal ponte della nave si ammirano le case e le strade di quel tempo perduto/ la spiaggia e gli amori di quei giorni passati. Una traversata che assomiglia alla vita, anche se il porto a vent’anni era un ponte sospeso/ verso mondi migliori e donne d’amare, mentre adesso non resta che un cupo orizzonte fatto di angoscia e paura, anche se continua la ricerca dell’isola perduta.

Nostalgia e passione sono la nota dominante di una raccolta di liriche sincera e per niente costruita, pur se lo stile denota ricerca e studio della parola per conferire al verso musicalità e ritmo. Poesia racconto che ricorda il Pavese di Lavorare stanca, ma anche molte liriche ambientate a Piombino composte da Maribruna Toni che consigliamo di rileggere con attenzione. Un piccolo grande libro da leggere e rileggere, per metabolizzarlo in profondità. Essere piombinesi aiuta ma non è indispensabile, perché le liriche rappresentano un’elegia della provincia e del tempo perduto che può essere universalizzata e rivolta a ogni luogo dell’anima.

Concludiamo con un assaggio lirico, forse con il componimento più emblematico che unisce la sinfonia dei ricordi a sprazzi di poesia civile sullo stile de Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini.

Torniamo a leggere poesia. Fa bene al cuore”.

FALESIA

Sono nato in un’altra città che pure si chiamava Falesia.

Ricordo ogni tipo di odore, piacevole e fastidioso,

quello acre delle polveri della fabbrica,

quello pungente delle alghe bagnate sulle spiagge,

quello di cocco della crema solare

spalmata dai bagnanti in estate,

quello arido delle reti dei pescatori al porticciolo,

quello nauseante del pesce nella pescheria di mia zia,

quello fragrante della schiaccia appena sfornata,

quello floreale delle ginestre in quelle notti di maggio,

quello silvestre degli aghi di pini nella mia spiaggia.

Ricordo la piazza dove ho imparato a leggere

ma pure giocavo a pallone con l’amico che non c’è più,

ricordo la pizzeria delle notti a ridere con gli amici,

ricordo il piazzale con le barche dove imparai a nuotare,

ricordo quel golfo dove per la prima volta mi dichiarai

ma anche l’anfratto dove in penombra detti il primo bacio.

Ricordo la granita al tamarindo con le labbra salate,

le mattine al porto a veder salpare i traghetti

credendo un giorno di partire per destinazioni sconosciute.

Ricordo lo stadio sulle cui gradinate esultavo per il gol,

il palazzetto dove gioivo per un canestro decisivo.

Ricordo la piazza con le due cabine del telefono

dove ogni giorno ritrovavo i miei amici

senza pensare che quel giorno non ci sarebbe più stato.

Ricordo l’operaio che si rifiutò di consegnare il tricolore

mentre cantava Bella ciao e quelli che occuparono la fabbrica

lasciando i figli senza pane per rivendicare i propri diritti.

Ricordo lo specchio che rifletté per l’ultima volta

il volto di mio padre.

Ora in quella città sarei un estraneo

qualcuno forse più giovane di me

non leggerà mai questa pagina

ma rimpiangerà quel campo di ulivi

e quell’amore mai sbocciato.


Restando in tema poetico, Kipple Officina Libraria ci segnala l’uscita del nono numero di Bibbia d’Asfalto - Poesia Urbana e Autostradalerivista aperiodica di poesia e narrativa diretta da Enzo Lomanno che potete leggere e acquistare sul sito www.kipple.it e nelle principali librerie online. 

Fin dal suo esordio, prima come blog e successivamente come rivista, BdA è sempre stata terra di sperimentazioni su strade alternative, abrasiva come l'asfalto e votata alla ricerca di nuove connessioni e collaborazioni. BdA rinasce a nuova vita, più indomita della fenice, come atto di resilienza da parte della redazione e come luogo in cui custodire cose preziose per domani. La via è aperta, l'asfalto è bollente e le pagine sono incandescenti.

La copertina è realizzata da Ksenja Laginja.

Leggiamo dall’editoriale di Stefania Di Lino:

Molte esperienze non sono dicibili, accadono in uno spazio in cui mai nessuna parola è penetrata (R.M. Rilke).

Si scrive per l'assenza, per l'assoluta totale mancanza, e per l'incongruente stridore delle cose che pure continuano ad esistere malgrado tutto, ignare. Si scrive nel tentativo compulsivo di trovare un senso e di lasciare una traccia del passaggio in queste strade. Si scrive per tentare di fermare l'oblio e la dimenticanza che tutti ci cancella, come fossimo, tutti noi, scritti sulla sabbia. E si aspetta l'onda che arriva che arriva a cancellarci, sicura arriverà quest'onda a investirci di stupore, obbedendo anch'essa a chissà quale oscura legge che regola sia il finire che il ri-cominciare. E il finire e il ri-cominciare si ripetono mai uguali, come fossero sempre nuovi. Ma si nasce e si muore allo stesso modo, che pure è nuovo e assoluto per ognuno di noi. 

Mi chiedo se vi sia altro per cui valga la pena scrivere, se non continuare nel tentativo di trovare una parola capace di spiegare tale stupore, una parola in grado di attraversare l’assoluto”.  

Dalla quarta di copertina invece si evince che “il dibattito sulle riviste letterarie dura da oltre un secolo ma recentemente pare giunto a una conclusione condivisa: tale forma editoriale di fatto non ha ragione d’esistere. Non rende, non ha lettori, è espressione di una cultura sorpassata. Le riviste sono troppe, inutili, sostituite da blog e social network, non valgono la fatica, i mal di pancia, gli amici persi. Non è un mistero che la rivista si sia presa una pausa fino al numero precedente, che sia stata messa in discussione, che sia stata in pericolo di vita e che oggi qui continui la sua rinascita. Se questo è avvenuto è stato grazie a una riflessione profonda e a un atto di volontà. 

Ne è venuta fuori una rivista. Che volere di più? Non un mero luogo di deposito di testi vari, ma uno spazio in cui echeggiano anime, che si situa nel tempo ma non lo corteggia, che non si lascia sedurre dal bisogno di piacere al secolo. Non un rotocalco, una fanzine, un giornaletto usa e getta ma una vera rivista letteraria. Un luogo in cui si custodiscono cose preziose per domani”.


Per le Edizioni Kimerik invece, vi segnaliamo l’uscita di alcuni libri veramente interessanti, magari da leggere sotto l’ombrellone durante questa calda estate.


Iniziamo la carrellata con Ricordi e riflessioni di uno psicoanalista (224 pagine; 16 euro) di Renzo Zambello: in un’epoca in cui la quotidianità obbedisce alle regole sempre più frenetiche della comunicazione mediatica, una riflessione profonda su chi veramente “si È” appare quanto mai suggestiva e attraente. Ricordi e riflessioni di uno psicoanalista è il diario di un uomo che ha avuto la tenacia e il coraggio di conquistare la propria esistenza, combattendo i mostri che sin dalla prima infanzia la ostacolavano. Il Dottor Renzo Zambello racconta la sua vita - dalle origini di una famiglia di campagna fino ai giorni trascorsi in studio accanto ai suoi pazienti - ricalcando con involontaria somiglianza la vita di Carl Gustav Jung, leggendario psicoanalista particolarmente attratto dal magico mondo dell’inconscio e della sfera spirituale. Una somiglianza che si riflette anche nel modo di pensare e gestire l’analisi, sensibile al linguaggio dell’invisibile, in cui la relazione con il paziente si concentra tutta sul preconscio, piuttosto che sulla verbalizzazione. Ne emerge una autoanalisi coinvolgente rivolta anche ai non addetti ai lavori, che possa essere d’incoraggiamento a chiunque cerchi una via per trovare se stesso.


Il secondo volume è Lo strano colloquio (168 pagine; 12,80 euro) di Simone Ceccarelli. Simone Bini ha scritto in merito: “Fate silenzio, adesso parla il libro”; è così che inizia questo testo, questo lavoro narrativo letterario di Simone Ceccarelli. Il vostro silenzio, quello dell’Autore, quello della fanciulla, quello della conversazione tra i due protagonisti immersi in una confusione letteraria avvolta in un palcoscenico colmo di libri. Incontri, stanze, parole, poesie, conigli e personaggi allegorici e strambi si intersecano nella lettura di questo testo ermetico. Non potrebbe esserci inizio migliore per un romanzo, questo, che invita lettrici e lettori ad ascoltare prima ancora di parlare, di esporre i propri quesiti e pensieri. Ascoltare che è divenuto oggi, in questa società frenetica, un lavoro quasi impossibile.


Altro libro targato Kimerik che vi segnaliamo è I miei passi nel silenzio (76 pagine; 12,60 euro) di Antonio Tanzillo di cui Tommaso Zarrillo ha scritto: “in linea con le cose semplici e con le condivisioni universali, Antonio evita di cadere nelle giravolte sofistiche o baroccheggianti o nei meandri di linguaggi indecifrabili di parte della poesia contemporanea. Ridimensiona perciò la trama allusiva e simbolica del linguaggio per fare spazio invece a un dettato, che, con la forza di una comunicabilità più aperta e con chiarezza espressiva, arrivi a un pubblico più ampio e lo renda partecipe delle sue idee”.


Non possiamo poi non menzionare Affido le lacrime al vento (168 pagine; 16 euro) di Maurizio Bianco: il titolo del romanzo sintetizza già il groviglio di sentimenti e di impasti insito nel rapporto che si crea tra il protagonista maschile e le due donne. Un triangolo amoroso che va ad analizzare i rapporti di coppia. Relazioni tra chi ama e chi è amato. In questo contesto, l’amore diventa lotta, contesa tra dominante e dominato.


Un’altra novità per quest’estate è sicuramente anche L'ultima nuvola (414 pagine; 16 euro) di Lauro Venturi: Riccardo, un manager di mezz’età, s’arrampica sul pennone del traghetto per lanciare un grido che è quasi un’invocazione: “Terra! Terra!”. Una volta sbarcato a Portoferraio, viene consegnato ai Carabinieri, ma decisivo è l’incontro con il professor Mariotti. Grazie a questo psicoterapeuta di grande umanità, Riccardo avvia un percorso di autocoscienza e guarigione: ripercorre la sua carriera a Londra, lanciata verso promettenti sviluppi ma compromessa dalla nomina di un Amministratore Delegato insipiente e geloso dei successi altrui. Comincia così a risentire dello stress maturato e anche il rapporto con la moglie entra in crisi. Durante i colloqui con il professor Mariotti, il protagonista si prepara a una nuova partenza, consapevole che la speranza, pur non garantita, è comunque possibile perché le nuvole non sono il cielo. Il fil rouge del libro è senza dubbio l’indignazione quasi adolescenziale per le ingiustizie. Non solo sul lavoro, perché, con un originale escamotage narrativo, l’incontro con il padre di Alessandro - un vecchio partigiano - e quello con un giovane carabiniere diventano il pretesto per commoventi pagine sulla Resistenza e sul drammatico G8 di Genova, sostanziando che la scelta tra rassegnarsi o reagire rimane sempre e comunque una responsabilità individuale. L’ultima nuvola racconta anche di grandi amicizie e buona tavola, di tanghi appassionati, di amori complicati e di calde giornate di mare.


Infine vi segnaliamo, sempre per le Edizioni Kimerik, il libro Emilia-Romagna, Argentina (194 pagine; 16 euro) di Alvio Amadio, che raccoglie diversi racconti, più o meno lunghi, in cui i protagonisti sono degli emigranti che raccontano il loro percorso, sia prima che dopo il viaggio. Narra, con una descrizione esemplare, i sentimenti travagliati degli espatriati.


LA CLASSIFICA

I cinque articoli più letti nelle ultime due settimane:

  1. Cadavere squisito a cura della redazione

  2. I figli di Cardea a cura della redazione

  3. Macbeth Neo Film Opera a cura della redazione

  4. Intervista a Laura Pariani di Filippo Radogna

  5. Nasce Novilunio Stampe Amatoriali di Daniele Vacchino e Davide Rosso




PROSSIMAMENTE

Interviste a Carlo Lucarelli, Franco Forte, Andrea Gallerani, Alberto Odone, Alessio Del Debbio, Elena Covani, Gianluca Malato, Luciana Volante, Gaetano Cappelli e Cliff Wright; Fantascienza Story; Il thriller gotico nei KKK e nei Racconti di Dracula; Pirati dei Caraibi; L’automa di Dio; Widow's Point; Samsara; trittico horror di Richard Laymon; The Avengers: Infinity War; Hollywood paganism and sexual murder in Weimar Germany; letteratura dell’orrore nel XXI secolo; la letteratura dei riti pagani e dei campi di grano; Perdere la testa; La Settima Musa: arriva il trailer; Misteri e Curiosità di H. P. Lovecraft; Culti di morte nelle anse del fiume; Nocturnia presenta: Serie Classiche - Gli episodi ritrovati; Il programma; il cinema di Michele Soavi; il cinema di Sergio Martino; Star Trek - tutte le serie tv; Marvel 2099; Babylon 5; Body bags - Corpi estranei; Captain America II; Carmina Burana; Il villaggio dei dannati; la saga di Vampires; Tru calling; The ward - Il reparto; Terry Brooks; La dama bianca; Grosso guaio a Chinatown; Gunan il guerriero; la krivapete; La stirpe dei dannati; Stephen King; tutti gli “Starman”; Spiderman Homecoming; la saga della Profezia; Planet of the apes: la nuova trilogia; la serie di Maniac Cop; Michael Moorcock; Paranoia; Space Invaders; Il pianeta delle scimmie - la serie tv; Montague Rhodes James.


Arrivederci nell’aldilà!

Davide Longoni

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