Biasiucci - Longobardi - 8 gennaio 2015

L'ORIGINE CASERTANA NON IMPEDISCE A BIASIUCCI DI ESSERE A PIENO TITOLO, COME LONGOBARDI, UN ABITANTE DELL'IMMAGINARIO NAPOLETANO.

04/gen/2015 22:21:01 luca pagni Contatta l'autore

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Biasiucci - Longobardi

CHE COSA TIENE INSIEME ANTONIO BIASIUCCI E NINO LONGOBARDI? NONOSTANTE LA CITTADINANZA CONDIVISA, I DUE PRESENTANO LINGUAGGI E STORIE E PROPONGONO CONCETTI E IMMAGINI A PRIMA VISTA IRRIDUCIBILI, NON OMOLOGABILI A UNA VISIONE DEL MONDO COMUNE. L'ORIGINE CASERTANA NON IMPEDISCE A BIASIUCCI DI ESSERE A PIENO TITOLO, COME LONGOBARDI, UN ABITANTE DELL'IMMAGINARIO NAPOLETANO. MA, PER L'APPUNTO, NON È NAPOLI IL LEGAME CHE LI ESPONE QUI A UNA PRIMA ESPERIENZA DI DIALOGO TRA OPPOSTI. NIENTE CHE SIA ANTROPOLOGICO E LA TOTALE ASSENZA DI COLORE: ECCO LE PRIME COORDINATE DI UN RAPPORTO ARTISTICO CHE VIENE ANALIZZATO NON PER CI�’ CHE I LINGUAGGI DELLA PITTURA O DELLA FOTOGRAFIA DICONO O MOSTRANO, MA PER CI�’ CHE FANNO E PER COME LO FANNO. IL LINGUAGGIO PITTORICO DI LONGOBARDI È SCARNO, COMPOSTO DI BIANCHI E DI GRIGI, QUASI CONSUNTO DAL TRASCORRERE DEL TEMPO. TRATTA SPESSO LA MORTE E I SUOI RESTI FISICI, MA NON SI SCOMPONE NELLA RAPPRESENTAZIONE DELL’EVENTO. IL NERO PROFONDO È PER BIASIUCCI L'INIZIO E LA FINE DEL PROCESSO DI FIGURAZIONE CUI LA RAPPRESENTAZIONE FOTOGRAFICA TENDE PER NATURA DI LINGUAGGIO. ANCHE NEL SUO CASO PER�’ IL RISULTATO DELL'IMMAGINE NON SI PRESENTA FORMALIZZANDOSI, BENSÌ QUASI COME UN PASSAGGIO DEL VIVENTE, PRESO NELL'INCERTEZZA DELLA TRANSIZIONE DEL DOPPIO SENSO TRA ANIMATO E INANIMATO. LA ZONA FREQUENTATA DA LONGOBARDI E DA BIASIUCCI È UN LUOGO DI INDECISIONE IN CUI SI OSSERVA L'APPARIRE DELL'UMANO COME L'ETERNO RITORNO DI UN'IPOTESI NECESSARIA, IN ALCUNI CASI SUGGESTIVA. IL RISULTATO FINALE PER LONGOBARDI È UN’OPERA CHE È TANTO LINEARE QUANTO MATERICA, DI UNA MATERIA ESSICCATA, CONDENSATA E CHE SEMBRA ESSERSI PRODOTTA DIRETTAMENTE DAL PROPRIO MODELLO. COSÌ COME NEI CALCHI DI POMPEI, LA FORMA UMANA APPARE RIEMPIENDO I VUOTI CHE I CORPI STESSI HANNO LASCIATO SCIOGLIENDOSI NELLA MATERIA INCANDESCENTE. PER BIASIUCCI QUESTA VOLTA ALLE PRESE ANCHE CON IL RITRATTO, LE SEMBIANZE DEI VISI, COME QUELLE DEI CRANI, DELLE PIETRE, DEI PANI E ORA DELLE MOZZARELLE, SONO FLUTTUAZIONI CHE VAGANO TRA IL NERO E LA LUCE E QUANDO VENGONO IN PRIMO PIANO APPAIONO COME SPORGENZE DI UN INTERNO INSONDABILE. LA MATERIA BIANCA E QUELLA NERA DI LONGOBARDI E BIASIUCCI CONDIVIDONO IL MEDESIMO DESTINO ONTOLOGICO, RIEMPIENDO DI POSSIBILITÀ ESPRESSIVE, CIOÈ DI MATERIE E DI FORME NUDE, LE CAVITÀ VUOTE DEL REALISMO.
 
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