ARTICOLO: Lettera aperta al Direttore del PERIODICO "TRE" dal Comitato Villaggio Montebello

10/ott/2014 20:25:27 luca pagni Contatta l'autore

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Lettera aperta al Direttore del PERIODICO “TRE”

                Signor Direttore, la  ringrazio per aver raccolto nel numero scorso il nostro grido di dolore. Noi ci battiamo da trent’anni contro la ricorrente inerzia bipartisan dei Pubblici Poteri, i quali, escluso qualche periodo positivo come il 2010-2012, stanno degradando un quartiere esclusivo, a firma Portoghesi, in un quid somigliante alla “terra dei fuochi”e alla sua “cultura”. La situazione resta critica, malgrado la cortesia  individuale (anch’essa bipartisan), di alcuni Politici, come il sindaco Sala, il presidente del Consiglio Capparella, i leaders della minoranza Massi e Tondinelli, che infatti hanno votato all’unanimità un odg comunale di solidarietà alle nostre lotte.

                Il disagio non siamo noi a dirlo; lo dice un organo super partes come l’Asl, massima autorità regionale per la prevenzione igienico-sanitaria. Il suo Personale tecnico, infatti, il 30 settembre scorso ha compiuto un secondo sopralluogo nel nostro territorio, dopo quello comunicato il 15 novembre 2013. A distanza di quasi un anno è emerso (si scrive) “un quadro sostanzialmente invariato, a tratti anche peggiorato”. Il rapporto chiede poi al Sindaco l’esito, finora infruttuoso, della sua ordinanza 114 del 15-7-2014, con la quale egli disponeva quanto meno (quanto meno!...) lo sgombero di un’area verde, occupata abusivamente da materiali edili, e adesso persino da uno scooter senza targa, oltre che da discariche di cosacce. Il motivo? Si rischia “l’inquinamento ambientale”. (A proposito, per i depositi leciti non si dovrebbe pagare un’apposita tassa comunale?). Il primo sopralluogo del 2013, peraltro, non si limitava a denunciare quanto sopra, ma stigmatizzava anche le jungle di ciarpame con ratti, rettili e zanzare,  pericolosi per la salute e incendiabili; i tondini di ferro che fuoriescono dai muri di cemento; i lampioni cadenti o divelti con impianti  non a norma; l’affossamento di tombini; i tratti di strada non asfaltata con nugoli di polveri dannosi a chi ha patologie respiratorie. L’Asl chiedeva pertanto al Comune un rapido intervento per “l’incolumità dei Residenti”.

                Bene. Quel rapporto Asl dorme nei cassetti; e nulla si fa, tranne la citata, infruttuosa e riduttiva ordinanza.

                Il Comune cerca di difendersi con la solita solfa: “non abbiamo fondi”.

                Ma noi, signor Direttore, stiamo chiedendo al Comune di “introitare”, non di “spendere”.

                Lo sgombero del deposito abusivo, infatti, dovrebbe comprendere una salatissima multa, a favore delle casse erariali. Qualora il Responsabile rifiutasse lo sgombero, è vero che dovrebbe effettuarlo il Comune, ma in danno di costui (cioè a spese sue); e se lui non provvedesse a pagare, il Comune dovrebbe rifarsi sul materiale edile abusivamente depositato, il cui valore è largamente superiore al costo del trasporto.

                V’è di più. Il Comitato ha avuto segnalazioni, trasmesse e protocollate, secondo cui a Montebello alcuni manufatti avrebbero utilizzato, in tutto o in parte, particelle di verde, spesso di proprietà pubblica. Qualora ciò fosse vero, tali immobili sarebbero da abbattere o da acquisire, adibendoli ad usi collettivi (asili, sedi dei Vigili e/o delle Associazioni, ecc.). Ma  gli accertamenti non si fanno; e tutto rimane in un limbo nebbioso.

                Non abbiamo avuto risposte neanche ad una nostra diffida extragiudiziale del 31 luglio 2013, a firma del prof. avv. Fabio Francario. Con essa si chiedeva che, in attuazione delle ordinanze Tar-Lazio 1774, 1784 e 1785 del lontanissimo 23-4-2010, si demolissero o si acquisissero al patrimonio pubblico, insieme alle aree di sedime, una dozzina di opere abusive. Beh, signor Direttore, quella diffida è rimasta (finora) lettera morta, se si eccettua l’incarico professionale ad un Geometra, il quale, a quanto ci risulta, avrebbe già presentato, com’è suo diritto, la relativa fattura.

                Che aggiungere? Ci battiamo affinché l’intera Collettività di Bracciano goda d’un parco pubblico attrezzato di 7 ettari, la cui manutenzione non ricadrebbe (come insinua qualche ignorantello bipartizan) nel bilancio comunale, ma sarebbe affidata al vincitore dell’appalto per la costruzione e l’utilizzo di due campi da tennis e di altre opere, previste dalla Convenzione. Ancora. Ci battiamo affinché il completamento delle opere d’urbanizzazione non si faccia col denaro pubblico, ma con le fidejussioni da un milione di euro; e invitiamo il Comune a impegnarsi, affinché il Tribunale di Civitavecchia vari al più presto la sentenza su tale problema.

                Come vede, signor Direttore, noi per il Comune non siamo un peso finanziario, ma una ricca opportunità di crescita, con ricadute favorevoli anche per l’Imprenditoria della zona. E allora perché incontriamo una miriade di ostacoli? Eppure paghiamo le tasse, con cui si sostiene l’apparato politico-amministrativo, che, senza di noi, svernerebbe sotto i ponti del Tevere. Qualcuno ci ha persino depennati dalle delibere 297 e 298 del 22 luglio 2014 per la manutenzione delle aree a verde pubblico. E qui mi taccio per carità di patria, porgendole al contempo cordiali saluti.

Dr. Amedeo Lanucara

(Presidente del Comitato Villaggio Montebello)

Via delle Rose, 30/A

                Bracciano, 10 ottobre 2014.

 




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