LA STRADA DEL LAGO: perché tanta fretta ? - Esiste un rapporto di subordinazione tra Civita e Cerroni ?

23/dic/2013 09:41:00 luca pagni Contatta l'autore

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LA VIA DEL LAGO: perché tanta fretta ?

Esiste un rapporto di subordinazione tra Civita e Cerroni ?


AGO: perché tanta fretta ?

 

Sabato  14 dicembre 2013  si  è  svolta,  presso  il  museo  dell’aeronautica  di  Vigna  di  Valle  le  presentazione  del protocollo  d’intesa  “LA STRADA DEL LAGO” per rilanciare il prodotto lago come risorsa turistica, meta privilegiata per turisti, italiani e stranieri, crocieristi compresi, mettendo in rete i Comuni del territorio al fine di ottimizzare i servizi e razionalizzare l’offerta.

 

Erano presenti gli assessori al turismo dei Comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Canale Monterano e Manziana, insieme con il presidente del Consorzio Lago Bracciano Rolando Luciani ed esponenti del settore della Regione Lazio tra i quali il direttore dell’Apt Lazio, G. Bastianelli e il presidente della Commissione regionale al Turismo, E. Patanè. Grande assente il Presidente della Regione Lazio N. Zingaretti, a cui sono stati richiesti 50.000 euro per il progetto.

 

Tra le iniziative inserite nel progetto “La Strada del Lago”, la realizzazione di un centro unico di prenotazione valido per tutte le strutture ricettive del territorio, dai campeggi agli alberghi, ai bed & breakfast, con la produzione di materiale promozionale, la messa a punto di una guida turistica dell’intero territorio, la messa in rete dei servizi al turista, dai maneggi alle escursioni e alle visite guidate, la realizzazione di un calendario unico per gli eventi e la partecipazione a fiere ed eventi di carattere internazionale per promuovere ai tour operator internazionali il prodotto lago.

 

L ’evento è stato annunciato per mezzo di inviti che promettevano  il lancio di un  “progetto molto concreto”  per il turismo locale.

 

Alcuni relatori hanno dichiarato di non sapere nulla del progetto che si stava presentando, avendone avuto cognizione ed invito solo il giorno prima.

 

Di fatto sono state esposte teorie  generali, idee vaghe,  dati numerici  disorganici, con l’immancabile  appello  alla  collaborazione  ed  un  breve  sciorinare  di  tecniche  di marketing turistico, mentre le proposte concrete sono di fatto rimaste solo scritte sugli inviti e sui comunicati stampa diffusi forse un po’ troppo frettolosamente.

 

Tutti i relatori si sono dimostrati fortemente infastiditi dal fatto che dal pubblico, composto per lo più da addetti alla ricezione ed alla promozione turistica, si chiedesse a gran voce di spiegare come poter conciliare l’attrazione turistica e la valorizzazione del territorio con la discarica di Cupinoro e con il nuovo P.T.P.R. che prevede anche un impianto di BIOGAS tra Anguillara Sabazia e Bracciano per il quale sono già stati predisposti i progetti preliminari, definitivi ed esecutivi, a firma del progettista Ing. Francesco Martino per la committente ROMANA MACERI, che potrebbe gestire un impianto di valorizzazione delle RD di tipo secco da 30. 000 t/a con valorizzazione della FORSU da 10 000 t/a.

 

Quale panorama e quali afrori dovrà subire il turista che dopo essere sbarcato a Civitavecchia intendesse venire a Bracciano passando per i siti archeologici etruschi di Tarquinia e di Cerveteri, o arrivando dal Castello di Santa Severa per la via del Sasso dove insiste l’impianto di Pian della Carlotta ?

 

Nel lancio del progetto  “La strada del lago”  si è notata l’assenza ingiustificata e paradossale del

lago  di Bracciano stesso, che è un S.I.C. d’interesse internazionale che potrebbe diventare un parco archeologico, qualora ci si decidesse a valorizzare la zona verde e termale di Vicarello, evitando di degradarla ulteriormente con nuove strutture ricettive nella conca del lago.

 

Durante l’incontro nulla si  è  detto  sul precario  stato  di  salute  del lago e  nulla  sembra  che  il  protocollo  d’intesa preveda per la sua tutela e conservazione. Il lago è invece fortemente minacciato dall’inquinamento dei suoi  fossi immissari e dall’inadeguatezza  del  COBIS,  il  collettore  fognario  progettato  negli  anni  ’70  ed  ormai  insufficiente  al  suo scopo.

 

Le istituzioni, anziché limitarsi a produrre carte  e memorie a Legambiente, farebbero forse meglio ad approfittare del protocollo d’intesa per coinvolgere l’ACEA cercando una soluzione concertata e magari evitando le ingiunzioni a mantenere gli impegni di adesione ad ACEA ATO 2 come fatto dal Comune di Bracciano, che ha speso tanti soldi pubblici per degli impianti di dearsenificazione che sono gestiti da un’azienda nel cui organigramma non figurano ingegneri o tecnici specializzati ma solo ballatori amatoriali provenienti dal sud d’Italia.

 

Tornando alle proposte presentate, la misura  più interessante  e concreta è stata quella di un ritorno dei Punti di Informazione Turistica sotto l’egida del Consorzio Lago di Bracciano, peccato che pare si stia ancora allo stadio di mera richiesta formulata alla Provincia di Roma.

 

 

L’altro asse portante del programma  di  rilancio  turistico  è  il  Centro  di  Prenotazione  Unica,  che  si  andrebbe  ad  interfacciare  tra  i turisti  e  le  strutture  ricettive,  mirando  ad  introdurre  nel  territorio  il  concetto  di  albergo  diffuso.  L’idea sarebbe buona, se non nascondesse delle insidie per gli operatori: a questo piano di azione, infatti, è legata la possibilità che verrà data ai privati possessori di appartamenti sfitti di affidare questi in gestione al centro unico di  prenotazione che curerà  in autonomia  il flusso degli ospiti,  e, volendo i servizi connessi come  la pulizia dei locali.

 

Per gli operatori turistici del territorio, già stretti tra la burocrazia asfissiante  e le  difficoltà dei tempi,  si prospetta un boccone natalizio amaro, grazie a questo regalo che le amministrazioni concederanno  a palazzinari  e  speculatori.  Si potrebbe inoltre agevolare una vera e propria concorrenza  sleale, 

ponendo un  problema  di possibile conflitto  di  interessi  a  cui  stiamo  andando  incontro, ovvero: 

 

chi  gestirà  il  centro  di prenotazione  unico  avrà  più  interesse  a  promuovere  gli  alloggi  da  cui  ricaverà  esclusivamente  una percentuale sulla vendita, o quelli ottenuti  in piena gestione,  su cui lucrerà anche nell’erogazione di servizi accessori, come la pulizia o le piccole manutenzioni? Non è chiaro nemmeno il rapporto tra centro unico di prenotazione e PIT: coincideranno o saranno due realtà diverse? 

 

Non  sono state fornite delucidazioni, ma nel primo caso  già è  stridente l’incompatibilità tra la funzione pubblica del PIT, che, pagato  a monte  con i soldi pubblici, deve garantire la promozione di tutti gli operatori, e quella del centro unico di prenotazione, che  può  (e  deve)  promuovere  e  gestire  soltanto  le  strutture  aderenti  (e  paganti).  Infine  va  ricordato  il “portale”,  insigne  esempio di  carrozzone informatico:  forse avrà maggior successo delle decine di portali dedicati al lago di Bracciano che lo hanno preceduto, ma  se non  dovesse incontrare fortuna  avrà  un  posto assegnato nel cimitero dei siti  patrocinati.  In sintesi la mattinata di sabato è stata un circo di idee bizzarre, proposte  inefficaci  quando  non  dannose,  progetti  lacunosi  o  allo  stadio  larvale,  esibiti  da  amministratori che  non sempre hanno dato  l’impressione  di conoscere la materia.  Il giudizio finale  che se ne può dare  è quello di una presentazione  organizzata alla rinfusa  e in tutta  fretta su un progetto prematuro.

 

A fronte di tutto questo viene da chiedersi  il  perché  di  tanta  urgenza e  si potrebbe giungere a pensare che  forse  qualcuno tema di non riuscire ad arrivare alla fine del proprio mandato.

 

Ovviamente non stiamo parlando del Dr. Giuseppe Curatolo,

che ha richiamato tutti "...all'applicazione di metodi di gestione e di restauro ambientale allo scopo di favorire l'integrazione tra uomo ed ambiente, anche mediante il recupero e la valorizzazione delle testimonianze antropologiche, archeologiche, storiche ed architettoniche e delle attività agro silvo pastorali tradizionali, attraverso misure integrate che sviluppino la valenza economica ed educativa delle aree protette, con una promozione del turismo sostenibile e delle attività ad esso connesse, favorendo nuove forme di occupazione, ivi comprese le attività conesse alle fattorie sociali e didattiche." Tutto questo "elaborando una strategia coerente di rilancio del settore nel comprensorio sabatino".      

 

 

 

Commissario Straordinario dall’8 agosto 2013 del Parco Naturale Regionale di Bracciano e Martignano, istituito il 25 novembre 1999 con L.R. n. 36 e gestito ai sensi della L.R. 29/97 da un Ente regionale di diritto pubblico dotato di autonomia amministrativa.

 

L’area protetta del Parco di Bracciano-Martignano include ambienti lacuali considerati SIC (Sito di Interesse Comunitario) IT6030010 nell’ambito della ZPS (Zona a Protezione Speciale) IT6030085.

 

A questo proposito l’Ente intende sviluppare anche attività di monitoraggio atte a valutare la conservazione della fauna ittica e vegetazionale del lago, visto il notevole abbassamento del livello delle acque dovuto anche alle alte temperature della scorsa estate ed al conseguente periodo di siccità che ha portato alla emersione di isolotti e di fasce, una volta sommerse, importantissime per la conservazione della fauna ittica che in condizioni normali vi trova un habitat elettivo per la deposizione delle uova.

 

Il Dr. Giuseppe Curatolo ha infine parlato di una qualità che auspichiamo posta instillarsi in tutti gli amministratori locali, provinciali, regionali e nazionali, quale la COERENZA.

 

"La coerenza in quanto assenza di contraddizioni ci si presenta come un uno organico che agisce in maniera conforme ad una legge che lo regola: non esistono frammentazioni morali, ideali, argomentative o d'azione. La coerenza è la qualità dell'unità indivisa, che si muove nella stessa direzione con ogni sua parte".

La REGIONELAZIO pare che non abbia ad oggi ancora risposto ad una interrogazione del M5S datata 24/06/2013 e rivolta al Presidente della Giunta Regionale Cons. Nicola Zingaretti ed all'assessore alle Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti Michele Civita AFFINCHE' RIFERISCANO IN AULA sul contenuto delle intercettazioni tra Michele Civita e Manlio Cerroni risalenti al 2011 e pubblicate dal settimanale l'Espresso in data 22/06/2013 

Secondo il consigliere regionale DEVID PORRELLO del M5S dal testo delle intercettazioni, oltre a profilarsi ipotesi di tentativi di reato nei confronti della pubblica amministrazione,  emerge un rapporto di subordinazione dell'allora assessore Michele Civita nei confronti del Cerroni; che se il contenuto delle intercettazioni pubblicate fosse confermato lo stesso Michele Civita risulterebbe inidoneo  allo  svolgimento  dell'incarico conferito,  oltre che per motivi etici e morali, soprattutto per una evidente incapacità a tutelare gli interessi pubblici derivante da una palesata posizione di soggezione nei confronti di imprenditori, oltretutto in un settore di particolare importanza in materia di interesse e salute pubblica. In caso di conferma del contenuto delle intercettazioni si dovrebbe procedere a immediata revoca delle deleghe conferite a Civita o dimissioni dello stesso.  




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