I Parchi del Lazio sono elemento portante dell'Agenda Verde regionale ?

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11/dic/2013 19:01:40 luca pagni Contatta l'autore

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I Parchi del Lazio sono elemento portante dell'Agenda Verde regionale ?

Il presidentete dell'Associazione Zero Waste Lazio, Massimo Piras,
ha disdetto l'atto sottoscritto con il sindaco Giuliano Sala,
a fronte di una ormai inequivocabile posizione di incompatibilità
tra le scelte politiche e gestionali adottate
e gli impegni presi e sottoscritti su RIFIUTI ZERO.

VENERDI' 6 DICEMBRE 2013

presso la Casa del Mare di Ostia,
si è tenuto un importante momento di incontro del mondo dei parchi del Lazio dal titolo "Verso la Conferenza Nazionale dei Parchi �“ I Parchi protagonisti dello sviluppo sostenibile del Lazio". Partecipano il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l'Assessore all'Ambiente della Regione Lazio, Fabio Refrigeri, l'Assessore all'Ambiente di Roma Capitale, Estella Marino, il Commissario straordinario di RomaNatura, Maurizio Gubbiotti. L'evento vuole essere un'occasione di confronto tra istituzioni, esperti, operatori e associazioni sul futuro dei parchi in vista della Conferenza Nazionale dei Parchi "La natura dell'Italia, biodiversità e aree protette: la green economy per il rilancio del Paese", che si terrà a Roma il prossimo 11 dicembre 2013.

MERCOLEDI' 11 DICEMBRE 2013

Ore 14.30 - Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray firmano un protocollo d'intesa finalizzato al completamento del percorso di redazione congiunta del piano territoriale paesaggistico regionale del Lazio.
L’evento si svolge presso la Sala della Crociera del Mibac
via del Collegio Romano, 27 Roma.

MERCOLEDI' 11 e GIOVEDI' 12 DICEMBRE 2013

presso l’Aula Magna dell’Università 'La Sapienza',
Il Ministero dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare
presenta la Conferenza nazionale sulla Biodiversità
"La Natura dell’Italia. Biodiversità e Aree protette:
la green economy per il rilancio del Paese”

VENERDI' 13 DICEMBRE 2013

ore 16.00 - Convegno "Roma Verso Rifiuti Zero"
Sala Gonzaga via della Consolazione 4 Roma

L’associazione Zero Waste Lazio è lieta di invitarvi al convegno “Roma Verso Rifiuti Zero”, un incontro cittadino aperto a tutti i soggetti civici ed istituzionali interessati, organizzato con il supporto di relatori illustri per illustrare il percorso della Delibera di iniziativa popolare omonima, depositata a giugno 2012 in Campidoglio.

La Delibera-quadro disegna per Roma Capitale un percorso di uscita dalla gestione di rifiuti indifferenziati “talquale”, che per trenta anni sono stati raccolti con il sistema dei cassonetti stradali e sotterrati nella mega-discarica di Malagrotta, che finalmente ha visto la sua chiusura da parte della nuova giunta Marino anche se dovrà essere oggetto di un grande progetto di bonifica ambientale.

Il cammino di Roma Verso Rifiuti Zero è infatti ridisegnato a partire dall’introduzione graduale ma generalizzata del sistema di raccolta domiciliare “porta a porta” con isole ecologiche di quartiere, dalla redazione di un Piano comunale di Prevenzione e Riduzione, dalla creazione di Centri comunali di Riuso e riparazione, dalla realizzazione di impianti di riciclo e recupero “a freddo” di materia dalle frazioni secche ed umide, con la contestuale riconversione degli impianti esistenti di TMB per il recupero di materia e la riorganizzazione funzionale di AMA spa.

Il tavolo di confronto istituito ad ottobre dall’assessore Estella Marino, per mettere a confronto l’Amm.ne comunale e l’AMA con le proposte tecniche di Zero Waste Lazio e degli esperti nazionali chiamati a supporto, sta positivamente lavorando per verificare la loro piena attuazione e la concreta fattibilità.

Sarà illustrato pertanto questo nuovo percorso, nato dall’espresso intento dell’assessore Estella Marino di condividere i principi e le modalità della Delibera di iniziativa popolare. Ma dal momento che la stessa delibera non è modificabile, si sta procedendo alla stesura di una parallela Delibera di giunta sulla base del testo condiviso nel tavolo tecnico, raccogliendo lo spirito e le finalità, aggiornando obiettivi e scadenze in parte superate e prevedendo modalità di attuazione di linee-guida condivise.

SABATO 14 dicembre 2013

alle ore 10,00
al Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle
presentazione del progetto “la strada del lago”.

Intesa tra i Comuni di Anguillara, Bracciano, Trevignano, Manziana, Canale Monterano e il Consorzio Lago di Bracciano per il rilancio del turismo, un settore strategico per il territorio Sabatino.

E’ stato approvato nelle diverse sedi istituzionali uno storico protocollo d’intesa che ha l’intento di creare una rete tra istituzioni, operatori del settore, attività produttive e commerciali intorno alle politiche del turismo.

“Il turismo sostenibile rappresenta una scelta strategica per il rilancio del territorio �“ si legge dal documento �“ che non può prescindere dalla tutela e dalla valorizzazione del nostro paesaggio, della nostra cultura, dell’eccellenza della produzione locale e della tipicità dei prodotti del nostro territorio che devono essere messi in rete in modo da ottenere un effetto sinergico per un marketing territoriale comprensoriale”.

Ora che la Strada del Lago è ora tracciata sta a tutti avviare il cammino per fare del Lago Di Bracciano una meta per turismo di qualità in Italia e all’estero, anche se non pare molto coerente il parlare del rispetto della natura e della tutela dei parchi, quando si stanno di fatto favorendo la morte del parco di Bracciano, della faggeta di Oriolo, e del parco di Canale Monterano, con progetti di discariche ed inceneritori.

Rinaldo Borzetti, assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico del Comune di Bracciano, evidenzia che  “così puntiamo allo sviluppo economico e culturale del territorio. Rilanciare il prodotto lago come risorsa turistica, meta privilegiata per turisti, italiani e stranieri, crocieristi compresi, mettere in rete i Comuni del territorio, ottimizzare i servizi, razionalizzare l’offerta. Tutto questo è quanto si propone di fare il progetto La Strada del Lago, un progetto che va oltre all’immediato e che mira a promuovere il territorio anche con la creazione di uno specifico marchio che identifichi e valorizzi tutto quel patrimonio culturale ed artistico che rende il lago di Bracciano un’area unica in Europa. Nasce dalla stretta sinergia tra cinque comuni, Bracciano (capofila), Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Canale Monterano e Manziana, e il Consorzio Lago Bracciano, il nuovo progetto che sarà presentato ai cittadini, operatori ed associazioni in un incontro in programma il 14 dicembre alle 10 nella eccezionale cornice del Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle.

Si tratta di un progetto che riprende le fila di accordi passati e che, con la firma di uno specifico protocollo d’intesa, rilancia come essenziale per questa area la risorsa turistica, sulla quale fare leva per promuovere lo sviluppo economico e culturale dell’area.

Tra le iniziative inserite ne La Strada del Lago la realizzazione di un centro unico di prenotazione valido per tutte le strutture ricettive del territorio �“ dai campeggi, agli alberghi, ai bed & breakfast -, la produzione di materiale promozionale con la messa a punto di una guida turistica dell’intero territorio, la messa in rete dei servizi al turista, dai maneggi alle escursioni e alle visite guidate, la realizzazione di un calendario unico per gli eventi e la partecipazione a fiere ed eventi di carattere internazionale per promuovere ai tour operator internazionali il prodotto lago. 

E’ un progetto in cui crediamo molto. Le sinergie tra istituzioni ed operatori costituiscono oggi l’unica strada per razionalizzare al meglio le risorse e permettere che le attività turistiche e ricettive facciano da volano per lo sviluppo economico di questa area di pregio anche sotto il punto di vista ambientale. Siamo infatti in un parco regionale ricco di storia e tradizioni.

La Strada del Lago costituisce per noi un progetto importante per ripartire offrendo anche all’imprenditoria locale una prospettiva di riconversione votata al turismo e all’accoglienza. Negli anni passati molto si è fatto per valorizzare l’offerta turistica ma bisogna senz’altro proseguire e lo strumento della collaborazione costituisce un valore aggiunto”.

All’incontro di presentazione del progetto La Strada del Lago interverranno gli assessori dei Comuni firmatari del protocollo d’intesa, il presidente del Consorzio Lago Bracciano Rolando Luciani e esponenti del settore della Regione Lazio tra i quali il direttore dell’Apt Lazio, G. Bastianelli e il presidente della Commissione regionale al Turismo, Eugenio Patanè.
E’ stato invitato anche il Presidente della Regione Lazio N. Zingaretti.

Molti cittadini, di fronte al buon proposito di far  ripartire l’ imprenditoria locale in una prospettiva di riconversione del territorio votato al turismo e all’accoglienza, rammentano alle istituzioni che tra Anguillara Sabazia e Bracciano è in progetto la realizzazione di un impianto BIO GAS e che tra Bracciano e Cerveteri, meta turistica per eccellenza con la sua necropoli etrusca, insiste la famigerata discarica di Cupinoro che per quanto abbiamo potuto accertare ieri mattina, continua a crescere in altezza, all’interno di una ZPS, sopra vecchi ritrovamenti archeologici e limitrofa a scuole ed aziende agricole e casearie che temono di respirare aria poco salubre oltre che di produrre prodotti della terra e di macelleria potenzialmente inquinati  dall’apparente assenza di punti  di monitoraggio delle matrici, esterni al perimetro di Cupinoro, e per il percolato che sembrerebbe essere raccolto in vasche poco sicure con tanto di fuoriuscita di materiale nelle campagne circostanti.

Tra il parco archeologico etrusco di Tarquinia e Cerveteri, ed il futuro auspicabile parco archeologico del Lago di Bracciano, non crediamo che una discarica di questo tipo, possa fungere da buon biglietto da visita e da timone economico locale. Molte proposte operative e risolutive sono state protocollate, come il consorzio A.T.O. A.R.O. con il sistema VedeLago proposti dai Cittadini di Bracciano in Movimento, ed ora i vari Comuni che dovranno valutare se inquinare o salvaguardare il patrimonio ambientale che hanno.

FOTO (c) Luca Pagni, 2013


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Discarica sempre più alta a Cupinoro, con questo tipo do vasca per il  percolato e forse senza monitoraggi esterni.



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Impianto BIO GAS di Pian della Carlotta scoperchiato dal vento in località IL SASSO a Cerveteri (RM)


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ARPA VT davanti alla cementeria Tuscia Prefabbricati a Bassano Romano (VT) che potrebbe ricevere rifiuti da Civitavecchia (RM)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggetto: Interrogazione Parlamentare del M5S a tutela di salute e territorio.

 

Interrogazione Parlamentare del M5S a tutela di salute e territorio.

 

Anche i cittadini attendono una risposta dal Ministro Andrea Orlando.

 

Nella discarica di Cupinoro, sita in località Cupinoro, nel comune di Bracciano, ad oggi, sono conferiti i rifiuti provenienti da ventiquattro comuni (Anguillara, Bracciano, Campagnano, Canale Monterano, Cerveteri, Castelnuovo di Porto, Capena, Magliano, Fiano, Formello, Civitella S. Paolo, Ladispoli, Manziana, Mazzano, Nazzano, Morlupo, Ponzano Romano, Riano, Rignano, Sacrofano, Santa Marinella, Sant'Oreste, Torrita Tiberina, Trevignano, Filacciano) e quattro aziende private.

In data 16 ottobre 2013, al n. di protocollo G00480, la Regione Lazio ha espresso pronuncia di compatibilità ambientale alla Bracciano Ambiente spa, ente gestore della discarica, in relazione alla proposta di progetto per la realizzazione di un lotto funzionale di discarica denominato «Vaira 1» con capacità di 450.000 metricubi.

La società Bracciano spa ha motivato l'intervento, intendendo garantire il corretto funzionamento degli impianti di trattamento già autorizzati nell'area di Cupinoro (trattamento meccanico biologico e linea compost di qualità in anaerobico autorizzati in autorizzazione integrata ambientale dalla regione Lazio con determina dirigenziale n. B1671 del 4 maggio 2009).

La situazione del comprensorio ove è ubicato l'impianto necessita di un'attenzione particolare, stante la presenza massiccia di un significativo fattore di criticità ambientale legato alla tutela della avifauna e degli habitat naturali.


L'intervento previsto ricade, infatti, in zona ZPS (zona di protezione speciale) identificate con il codice IT6030005 denominato «Comprensorio Tolfetano Cerite Manziate» facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche �“ Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1992 �“).

 

La rete comprende anche zone create ai sensi della direttiva «Uccelli»

e mira a fornire una valida protezione per le zone faunistiche più importanti dell'Europa.


Gli Stati membri ex articolo 3 della direttiva Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici classificano in particolare come zone di protezione speciale (ZPS) i territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione di tali specie, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la direttiva «Habitat».


L'ampliamento della discarica di Cupinoro mette a serio repentaglio la tutela delle migrazione degli uccelli e delle specie selvatiche nell'ambito della zone di protezione sociale (ZPS), considerato che attorno all'area in esame, gravitano alcune aree SIC (un sito di interesse comunitario che contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat) nei comuni di Bracciano, Cerveteri e Manziana che per il loro pregio floro-faunistico creano una rete di flussi migratori che sarebbe inevitabilmente compromessa dall'ulteriore ampliamento del sito di discarica, venendo meno agli obiettivi perseguiti dalla direttiva citata.

 

Con queste premesse il gruppo parlamentare del M5S ha presentato l’Interrogazione Parlamentare a risposta scritta 4-02473, a tutela del territorio, rivolta al MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE chiedendo se il Ministro sia a conoscenza dei fatti narrati e quali azioni intenda adottare alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell'articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all'occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie, alla luce dell'ampliamento della discarica di Cupinoro a Bracciano. (4-02473)

 

Cit. aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/02473&ramo=CAMERA&leg=17&parlamentare=ZOLEZZI&gruppoPartecipanti=5&primoFirmatario=ZOLEZZI&gruppo=5&testo=4 ZOLEZZI

 

INTERROGAZIONE AL SINDACO E ALL’ASSESSORA ALL’AMBIENTE IN MERITO AL PROGETTO DI FATTIBILITA’ : “DISCARICA DI CUPINORO �“ AMPLIAMENTO DISCARICA SU EX CAVA VAIRA E AREA DENOMINATA “ AMPLIAMENTO NORD” �“ VOLUMETRIE POTENZIALMENTE REALIZZABILI �“ DATI DIMENSIONALI.

 

 

 

 

Siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di uno studio di fattibilità commissionato dalla società Bracciano Ambiente S.p.a al geometra Luca  Vergaro di Terni nel gennaio 2012 avente per oggetto:

 

-          DISCARICA DI CUPINORO �“ AMPLIAMENTO DISCARICA SU EX CAVA VAIRA E AREA DENOMINATA “ AMPLIAMENTO NORD” �“ VOLUMETRIE POTENZIALMENTE REALIZZABILI �“ DATI DIMENSIONALI.

 

Tale studio di fattibilità, corredato di elaborati grafici, nella sua relazione introduttiva recita:

 

“Lo studio di massima in esame prevede di profilare la ex cava Vaira con un graduale taglio di circa 3 mt  della collina lato strada Settevene Palo con uno spostamento di circa 10 mt verso la stessa strada.

Alla parete collina si aggancerà un argine artificiale che collega l’area Vaira all’area soprastante direzione NORD, su una parete naturale che segue la strada Settevene Palo, tenendosi ad una distanza di sicurezza di circa 20 mt dalla stessa strada.

L’ipotesi di ampliamento della Vaira parte da questo aggancio che mantiene intatta la collina lato strada Settevene Palo e  dalla quale si mantiene a distanza di sicurezza.

Lo sviluppo dell’invaso sottende verso NORD in una area geomorfologicamente idonea a creare lotti di discarica, su terreni che hanno una predisposizione alla attività di cava essendo di natura pozzolanica, come quelli dell’attuale discarica.

La quota basale di riferimento di tutto l’invaso Vaira+ampliamento NORD è quella della prevista per le prime ipotesi fatte per la ex cava Vaira, + 375 mt con 3 mt di scavo rispetto all’attuale quota basale + 378 mt; tale scavo è propedeutico perchè lo strato di impermeabilizzazione basale, che è di circa 1,70 mt, sottrae volumetria utile.    

La quota della chiusura sommitale dei lotti Vaira+ampliamento NORD, sarà quella autorizzata per l’attuale discarica di Cupinoro che è di 318 mt ad assestamenti finiti.

Sono state considerate anche le volumetrie che si possono potenzialmente realizzare attraverso l’aggancio tra la discarica di Cupinoro e quella della ex cava Vaira alla quota + 318  mt “.

 

Seguono i dati dimensionali che ci consegnano una volumetria disponibile abbancabile di 4.802.000 mc.

 

Considerato il carattere totalmente autoreferenziale di questa amministrazione, a seguito delle vicende che si sono succedute negli ultimi due anni, dalla comunicazione alla Regione Lazio del 23 Novembre 2011 in cui si manifestava disponibilità ad accogliere ulteriori 1.200.000 mc di rifiuti , all’approvazione del Piano di Sviluppo triennale presentato dalla società Bracciano Ambiente, approvato e palesemente  disatteso, al bando per la messa all’asta  di 20.000 mc di volumetria a privati, siamo a chiedere chiarimenti in merito al progetto di fattibilità denominato “DISCARICA DI CUPINORO �“ AMPLIAMENTO DISCARICA SU EX CAVA VAIRA E AREA DENOMINATA “ AMPLIAMENTO NORD” �“ VOLUMETRIE POTENZIALMENTE REALIZZABILI �“ DATI DIMENSIONALI.

Nella fattispecie si chiede perché, anche in questa occasione, nulla è stato riferito, né in sede istituzionale, né tantomeno alla cittadinanza considerate le pesanti ricadute che tale ipotesi, se realizzata, può avere su questo territorio in termini ambientali, di salute pubblica,  di mancanza totale dei basilari principi di democrazia e di partecipazione. Ci preoccupa la sola idea che l’abbiate pensata; anche il 1.200.000.mc erano solo un’idea del Direttore Generale, e invece...Abbiamo pensato male, abbiamo fatto peccato ma ci avevamo indovinato.

Altro che piccoli ATO, riduzione del rifiuto, raccolta differenziata spinta, riciclo e riuso , voi volete continuare a realizzare megadiscariche, all’insaputa di tutti…

Cos’altro uscirà dal cappello a cilindro del premiato presidente Marchesi o del Direttore Generale Andrea Riccioni?

A giudicare da quanto esposto dal D.G. nella sua ultima nota, quella del 6 novembre u.s., laddove si riferisce “all’impianto di TMB autorizzato ( quello da 135.000 tn) o comunque da autorizzare secondo il piano pluriennale approvato…”, alla mancanza di fondi e alla conseguente necessità di ricorrere ad una società di scopo per realizzarlo fino alle conclusioni a cui giunge: “niente impianti e maggiori volumetrie disponibili da destinare ai conferimenti di rifiuti provenienti da fuori il bacino di Roma Nord”, tutto sembra tornare.

Con quali risorse economiche la B.A. sta realizzando gli imponenti lavori di sbancamento e abbancamento terra a cui stiamo assistendo considerato lo stato di enorme difficoltà economica in cui versa che ha determinato il licenziamento di 21 lavoratori e, come dice il Sindaco, la necessità di mettere a bando spazi di conferimento?

Facciamo chiarezza, una volta per tutte e che ognuno abbia il coraggio delle proprie azioni e si prenda le proprie responsabilità.





 

CITTADINI DI BRACCIANO IN MOVIMENTO

COMITATO DI CITTADINI NO PROFIT

P.IVA/C.FISC.: 97744780582

BRACCIANO 

Via dei Pioppi, 25 int. 12 Bracciano 00062 rm

Tel 06 60666947

meetupbraccianom5s@gmail.com

cittadinidi-braccino-in-movimento@poste-certificate.it

(leg. ric. con DPR 1111/1958;

ric. Min. Ambiente L. 349/1986)

_________________________________________________

 

Con la presente, su invito-segnalazione da parte del Comitato CITTADINI DI BRACCIANO IN MOVIMENTO, circa numerose, varie e diffuse situazioni di degrado ambientale e paesaggistico nel territorio di Bracciano Cupinoro (RM) in via Sette Vene Palo 6500,

a seguito della presenza di una discarica,

alla luce di quanto sancito dal D.Lgs. 42/2004 e smi, in particolare dall'art. 142, c. i, lett. h, della stessa norma,

 

siamo in un momento di gravissimo pericolo per il nostro territorio, sicuramente peggiore di tutti i precedenti, Pizzo del Prete e la Centrale a biogas di Pian della Carlotta. L’intervento del Commissario all’emergenza rifiuti di Roma, Goffredo Sottile, apre la strada ad uno scenario già visto: la nuova discarica di Roma, la nuova Malagrotta a Cupinoro. Ci parlano di emergenza, di provvisorietà; ricordiamo che anche Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, è nata come soluzione provvisoria e che finora le amministrazioni di Roma e Lazio non hanno e non stanno proponendo alcuna soluzione alternativa allo scempio delle discariche.

Nel piano pluriennale della Bracciano Ambiente, la Società del Comune di Bracciano che gestisce Cupinoro, vengono proposti un impianto di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) e una centrale a biogas di capacità enormi, tutti elementi che prefigurano un vantaggio per le lobbie finanziarie, una devastazione del territorio che di fatto sono incompatibili con una politica di smaltimento dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata spinta porta a porta.

Art. 142 codice beni culturali e ambientali - DLGS 42/2004

 

Alcune terre di demanio collettivo dell’Università Agraria di Bracciano, in località Cupinoro-Sbrigliavacche, erano state utilizzate per realizzare una discarica intercomunale già nel 1999, per circa 9 ettari (alcune particelle del Fg. catastale n. 62 di quella località). Per questi terreni fu seguita l’ordinaria procedura di mutamento di destinazione d’uso, come previsto per le zone di uso civico (Giunta Reg. Del. 691 del 23/02/1999). I 9 ettari tolti al demanio collettivo furono sostituiti con altri 9 ettari destinati a categoria A della legge sugli usi civici (permuta di terre civiche).

Nel 1999 l’UA di Bracciano chiese di poter utilizzare altri 6 ettari circa (Fg. 61, part. 24/parte) di demanio collettivo “per la realizzazione di un impianto di preselezione di R.S.U. e R.S.A.U” e la Regione ne autorizzò il mutamento di destinazione (Det. 51/2000 del Dip. Sviluppo Agricolo e Mondo Rurale) sul presupposto che “la sottrazione al demanio civico della superficie di Ha. 6.00.00 non pregiudica l’esercizio dei diritti della popolazione utente, considerato anche che l’opera viene realizzata su un terreno già utilizzato per attività estrattiva debitamente autorizzato” (si trattava di una cava dismessa).

Nel 2005 la UA di Bracciano concesse alla Bracciano Ambiente Spa (Società di cui è azionista il Comune di Bracciano ed è subentrata nella gestione della discarica nel 2004) altre terre del Fg. 61; fino al 2008, successive determine regionali di autorizzazione al mutamento di destinazione d’uso portavano ad ettari 23 circa l’area interessata dalla discarica di Cupinoro.

Arriviamo così al periodo 2008-2010 quando, esaurita l’attività di cava da parte della VAIRA s.a.s. in una zona adiacente alla discarica (sempre in località Sbrigliavacche), con una serie di deliberazioni della Deputazione Agraria dell’UA di Bracciano (concessioni di tre mesi più volte prorogate), anche quella zona veniva concessa �“ seppur a titolo temporaneo �“ alla Bracciano Ambiente Spa per il deposito della terra di risulta derivante dai lavori di ampliamento della discarica di Cupinoro.

Nel 2009 è stato autorizzato il mutamento di destinazione (per uso temporaneo) per ulteriori 29 ettari circa, concessi anch’essi alla Bracciano Ambiente Spa, venendosi così a determinare una superficie complessiva di 52 ettari circa di terre della locale UA concesse per attività connesse con la discarica di Cupinoro.

Ci troviamo di fronte, dunque, ad un’area complessiva che è stata concessa alla Bracciano Ambiente Spa per le attività della discarica in fasi successive e con diversi titoli: per gli inziali 23 ettari è avvenuta una permuta di terre civiche ai sensi della legge generale sugli usi civici; per i successivi 29 ettari è avvenuta un’autorizzazione al mutamento di destinazione per un uso temporaneo.

Il contratto di concessione di tutta l’area dei 52 ettari è stato stipulato fra l’UA di Bracciano e la Bracciano Ambiente Spa il 21 aprile 2010. Tale contratto ha una durata ‘temporanea’, nel senso che la concessione avrà efficacia fino al “permanere in capo alla Bracciano Ambiente spa delle autorizzazioni” (anche se rilasciate successivamente alla stipulazione del contratto) “alla gestione della discarica, al ciclo di lavorazione dei rifiuti e a tutti gli impianti ad essa annessi e connessi” (dal testo del contratto). L’U.A. ottiene come canone corrispettivo € 5.450,00 annui per ogni ettaro (rivalutabili ogni biennio).

Ci troviamo di fronte, per una parte dell’area di Cupinoro (esclusi gli ettari originari permutati con altri ridestinati a pascolo), a terre di uso civico concesse dalla locale UA per l’uso temporaneo di attività di smaltimento di rifiuti. Questa situazione è possibile, perché tutte le terre di uso civico della Regione Lazio sono attualmente disciplinate dalla legge generale del 1927, che attribuisce un forte taglio pubblicistico a tali comprensori. Se la Regione Lazio attuasse l’art. 3 della L. 97/1994 (3a Legge sulle zone montane), noi riteniamo che, almeno per le proprietà collettive in senso stretto, gestite dalle Università Agrarie del Lazio, un simile uso delle terre non sarebbe possibile: questa legge nazionale stabilisce che le Università Agrarie divengano persone giuridiche di diritto privato chiamate a gestire il loro patrimonio a soli fini agro-silvo-pastorali e di conservazione. Il mutamento di destinazione può avvenire, secondo tale legge, solo con permuta.

Che cosa è successo in questi giorni? Una parte dei rifiuti di Roma, Fiumicino e Città del Vaticano verranno portate a Bracciano, perché il Commissario ai rifiuti Goffredo Sottile ha utilizzato un Bando della Bracciano Ambiente Spa, con cui quest’ultima ha messo a disposizione spazi di conferimento di rifiuti per 20.000 tonnellate fino al 31 dicembre 2013.

Quindi, per il momento si tratta di una misura temporanea. Allo stato degli atti, non si può ancora dire che Cupinoro sia divenuta la discarica di Roma.

In ogni caso, l’uso del demanio collettivo per l’attività di smaltimento di rifiuti, ancorché autorizzato con provvedimenti regionali, lascia perplessi, se non da un punto di vista tecnico-giuridico, certamente dal punto di vista della congruenza di tale uso con la vocazione ‘naturale’ delle proprietà collettive: agricoltura e conservazione dell’ambiente. Pensiamo al fatto che il Codice dei Beni Culturali e Ambientali (D.lg. 42/2004, art. 142) sottopone a vincolo paesaggistico le terre assegnate alle Università Agrarie; pensiamo alla 3a Legge sulla montagna e ai recenti indirizzi giurisprudenziali in materia di tutela dell’ambiente.

Bracciano, 21/11/2013: i Ministeri dei Beni Culturali e dell’Ambiente, insieme alla Regione Lazio, stanno per approvare le ultime autorizzazioni (VIA-Valutazione d’Impatto Ambientale e AIA-Autorizzazione Integrata Ambientale) che sanciscono l’ampliamento della discarica pubblica di Bracciano, situata al confine col territorio di Cerveteri.

 

Le autorizzazioni sono previste entro il 25/11 (ministero dell’Ambiente e Beni Culturali) e il 29/11 (Regione Lazio). Si riferiscono a un volume immenso,450.000mc che vanno ad aggiungersi a quelli della collina di rifiuti che si staglia all’orizzonte per un’altezza di circa 80 metri in un territorio agricolo, di pregio paesaggistico, vincolato, archeologico, turistico, dove vive fauna protetta e dove, a tutt’oggi, non si conoscono i dati relativi all’inquinamento del suolo, delle falde acquifere, dell’aria e, soprattutto, l’incidenza sugli esseri viventi, decine di migliaia di abitanti.

La richiesta è totalmente ingiustificata per vari motivi:

1)      È spropositata per i 25 comuni che già conferiscono a Cupinoro.

2)      L’obbligo dei parametri da raggiungere (65% entro il 2013) della raccolta differenziata renderà sempre più obsoleta una grande discarica.

3)      Si va verso una gestione locale dei rifiuti da parte dei singoli comuni, compresa la Capitale (almeno così afferma il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.)

 

Ricordiamo che martedì prossimo, 26 novembre il Parlamento Europeo discuterà la situazione di Cupinoro, alla luce del sopralluogo effettuato dal suo vice-presidente Angelilli, che ha ammesso di aver constatato una situazione  “fuorilegge”.

 

Scavi e sbancamenti intanto proseguono, prima ancora delle autorizzazioni previste e senza che gli abitanti del territorio siano mai stati informati e coinvolti nelle decisioni che li riguardano direttamente.

 

Il gruppo della Commissione Ambiente del M5S ha depositato in parlamento un’interrogazione a risposta scritta i cui firmatari sono Alberto ZOLEZZI (Primo firmatario) , Missimo DE ROSA, Patrizia TERZONI, Mirko BUSTO,Federica DAGA, Claudia MANNINO, Samuele SEGONI, Angelo TOFALO e Stefano VIGNAROLI.  Nell’interrogazione i portavoce pentastellati chiedono al  Ministro dell’ambiente se “la situazione del comprensorio ove è ubicato l’impianto necessita di un’attenzione particolare, stante la presenza massiccia di un significativo fattore di criticità ambientale legato alla tutela della avifauna e degli habitat naturali.”

L’intervento previsto ricade, infatti, in zona ZPS (zona di protezione speciale) denominato «Comprensorio Tolfetano Cerite Manziate» facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche �“ Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1992 �“). La rete comprende anche zone create ai sensi della direttiva «Uccelli» e mira a fornire una valida protezione per le zone faunistiche più importanti dell’Europa; gli Stati membri concernente la conservazione degli uccelli selvatici classificano in particolare come zone di protezione speciale (ZPS) i territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione di tali specie, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la direttiva «Habitat».

Pertanto l’ampliamento della discarica di Cupinoro mette a serio repentaglio la tutela delle migrazione degli uccelli e delle specie selvatiche nell’ambito della zone di protezione sociale (ZPS), considerato che attorno all’area in esame, gravitano alcune aree SIC (un sito di interesse comunitario che contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat) nei comuni di Bracciano, Cerveteri e Manziana che per il loro pregio floro-faunistico creano una rete di flussi migratori che sarebbe inevitabilmente compromessa dall’ulteriore ampliamento del sito di discarica, venendo meno agli obiettivi perseguiti dalla direttiva citata.

I portavoce alla camera dei deputati del Movimento 5 Stelle chiedono al Ministro Orlando quali azioni intenda adottare alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell’articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie, alla luce dell’ampliamento della discarica di Cupinoro a Bracciano. È indubbio che la tutela dell’ambiente naturale ha risvolti importanti per la qualità di vita e per la salute umana.

Si ringrazia e si resta in attesa di un gentile riscontro.

Cittadini di Bracciano in Movimento

 

 

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