Vittorio Sgarbi a Bari bis

01/ott/2013 16:41:13 FUTURGUERRA Contatta l'autore

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Vittorio Sgarbi

Ufficio Stampa

Nino Ippolito

ufficiostampasgarbi@gmail.com

press@vittoriosgarbi.it

1 ottobre alle 11,00 al Teatro Margherita

e alle 18,00 al Petruzzelli. Mercoledì 2 ottobre

alle 18,00 nell'aula «Aldo Moro» dell'Università

Sgarbi a Bari per il «Premio

Nazionale delle Arti figurative,

 

digitali e scenografiche»

e per la «Fondazione Tatarella»

Del Premio presiederà la giuria; per la Fondazione

presenterà il suo libro «Nel Nome del Figlio» (Bompiani)



ROMA - Vittorio Sgarbi sarà a Bari domattina alle 11,00, nella «Sala Murat» del Teatro Margherita all'inaugurazione - in qualità di Presidente della giuria - della mostra di arte contemporanea del «Premio Nazionale delle Arti figurative, digitali e scenografiche»; nel pomeriggio alle 18,00 al Teatro Petruzzelli per la cerimonia di premiazione.

Il Premio, giunto alla decima edizione, è organizzato dall'Accademia delle Belle Arti di Bari ed è promosso dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca con la collaborazione del Comune di Bari e i patrocini di Regione Puglia, Provincia di Bari, Camera di Commercio di Bari, AMGAS Bari e FAI.

Oltre 200 le opere esposte e 280 gli studenti (selezionati su 70o partecipanti) coinvolti, provenienti da tutte le Accademie d'Italia. Il concorso è riservato esclusivamente agli studenti, che saranno valutati da una giuria presieduta da Vittorio Sgarbi e composta dagli artisti Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello e Fabrizio Plessi; dagli scenografi Alida Cappellini e Giovanni Licheri; da Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare (BA) e da Clara Gelao, direttrice della Pinacoteca Provinciale "Corrado Giaquinto" di Bari.


Alla cerimonia di premiazione interverranno Gian Luca Galletti, Sottosegretario del Ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca e Giorgio Bruno Civello, Direttore generale per l’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica. A seguire ci sarà un concerto dell'Orchestra a plettro del Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari.

La mostra è corredata da un catalogo pubblicato da Gangemi Editore (Roma), curato da Lia De Venere e Giustina Coda, contenente i testi di Giorgio Bruno Civello, Giancarlo Di Paola, Giuseppe Sylos Labini, Michele Emiliano, Antonella Marino, Giusy Petruzzelli e le foto a colori di tutte opere in mostra. L’immagine in copertina è stata realizzata da Luigi Mainolfi, Giuseppe Maraniello e Fabrizio Plessi.

La mostra resterà aperta fino al 10 ottobre tutti i giorni dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 21,00. L'ingresso è libero. Ulteriori informazioni: 080.5566471 (prof. Antonio Cicchelli), aba@accademiabelleartiba.it, www.accademiabelleartiba.it


Mercoledì 2 ottobre alle 18,00, Vittorio Sgarbi sarà invece nell'aula «Aldo Moro» dell'Università di Bari per inaugurare l'anno sociale della «Fondazione Giuseppe Tatarella», l'istituzione culturale dedicata alla memoria di uno dei più autorevoli esponenti della destra liberale italiana, già ministro e fondatore di Alleanza Nazionale.

Nel corso dell'incontro il critico d'arte presenterà il libro «Nel Nome del Figlio - Natività, fughe e passioni nell'arte»


«Le rivoluzioni - scrive Sgarbi ne libro - , non le fanno i padri, le fanno i figli. Dio ha creato il mondo, ma suo Figlio lo ha salvato. Nel nome del Padre riconosciamo l'autorità, ma nel nome del Figlio affrontiamo la realtà. I più grandi capolavori della storia dell'arte hanno protagonista il Cristo, mentre il Padre si affaccia dall'alto benedicente. Pensiamo al Giudizio universale di Michelangelo con il Cristo giudicante, che alza la mano per indicare il destino dei buoni e dei cattivi. Pensiamo al Battesimo di Cristo di Giovanni Bellini nella Chiesa di Santa Corona a Vicenza: il Figlio è protagonista e, in alto, il Padre osserva. Pensiamo al Giudizio universale di Pietro Cavallini nella chiesa di Santa Cecilia a Roma con l'umanissimo Cristo che ci osserva, garantendoci speranza e salvezza. Così come il Cristo pantocratore di Monreale e di Cefalù. Il Padre eterno, invece, è rappresentato e irrappresentabile»


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