Il prezioso successo dei Maestri del Gioiello all’Urban Center

25/feb/2013 16:43:26 Eventi doc Contatta l'autore

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L’esposizione dei Maestri del Gioiello conclusasi da poco all’interno dell’Urban Center di Milano, prestigiosa sede in Galleria Vittorio Emanuele II, per la sua posizione d’onore, ha riscosso particolare interesse, come testimonia il contapersone posto all’ingresso, che ha vantato la presenza di ben oltre 7.000 persone in soli due giorni e mezzo, ovvero dall’8 al 10 febbraio 2013. Una manifestazione giunta alla sua 6° edizione come evento Maestri del Gioiello (citiamo anche l’edizione di ottobre sempre alla Palazzina Liberty a Milano, visitata anch’essa di numerose migliaia di persone) ed alla sua 2° edizione speciale di febbraio all’Urban Center, per mettere in risalto l’abilità creativa dei talentuosi artigiani orafi e lo stesso prestigioso marchio “Maestri del Gioiello”, oltre alla valorizzazione dell’Artigianato Italiano universalmente parlando.

 

L’evento è stato inaugurato e visitato dall’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Milano, Franco D’Alfonso, sempre attento e partecipe all’iniziativa per la valorizzazione dell’artigianato orafo, che si è complimentato con tutti i partecipanti ed è rimasto soddisfatto del lavoro svolto e delle meravigliose opere presentate.

 

Promosso dall’Associazione culturale e artistica Iperbole, per la valorizzazione dell’artigianato artistico e patrocinato da Comune di Milano, Provincia di Milano e Regione Lombardia, l'evento che ha visto all’opera artigiani orafi provenienti da varie parti d’Italia, è stato visitato da numerosi turisti italiani e stranieri, quali giapponesi, cinesi, russi, arabi, tedeschi, inglesi, americani, francesi ...

 

Preziosa e ambita la mostra è terminata in grande stile, con la partecipazione dell’attrice teatrale e televisiva Claudia Coli che ha presentato i gioielli di San Valentino, realizzati dai Maestri dell’oreficeria artigiana, proprio in vista di quel giorno in cui condividere con la propria metà l’amore che serbiamo nel cuore: si ricorda ad esempio“Lovelook” di Perinelli Gioielli di Viterbo, originali pendenti che presentano una chiave ed un lucchetto, o i pezzi unici creati dalle orafe de Il Carato di Pisa, “Passion Rouge”, ideato pensando a un sentimento travolgente e passionale e “Mon Amour” che rappresenta la dolcezza e al tempo stesso il vortice che crea un abbraccio, oltre ai preziosissimi orologi con diamanti realizzati da Tinelli di Valenza.

 

All’evento, tra i numerosi orafi partecipanti, era presente Fabrizio Di Cori di Artena (Roma) con diverse opere tra le quali “La Margherita Gialla”, che ha vinto il premio del pubblico Jacopo da Trezzo 2012 dal titolo “A Milano con grinta verso il futuro! Il gioiello “La Margherita Gialla” racconta le tradizioni del suo paese che si legano a questo fiore. Così lo descrive Fabrizio: «La margherita gialla è un fiore di campo spontaneo che sboccia nel mese di maggio, principalmente nel mese mariano. È spontaneo perché nasce nei campi. A maggio viene reciso per poi essere infiorato su delle strutture lignee che vengono portate a spalla nel terzo sabato del mese di maggio nel mio paese. Questa manifestazione è chiamata “La Madonna delle Grazie”, sono dei cristi infiorati che precedono la nostra carissima Madre: è una tradizione che passa da padre in figlio da duecentoottantacinque anni. Il Cristo infiorato è realizzato con fiori di papavero rosso, le palle di neve bianche e la margherita gialla». Fabrizio di Cori ha voluto omaggiare la margherita gialla così importante per le sue tradizioni. Fabrizio proviene da una famiglia di orafi, la quale è dal 1958 che si occupa di questa attività. L’impresa è stata fondata da suo padre e quindi Fabrizio già quando era bambino ha mosso i primi passi in bottega. In seguito l’artista ha approfondito la sua ricerca all’Istituto d’Arte di Velletri, seguendo corsi privati e lavorando presso alcuni laboratori di Roma. Questo premio non è il primo che ha ricevuto ma nel 2010 è arrivato terzo al concorso di Cassano d’Adda con un girocollo pendente chiamato “Inizio”, con il quale ha voluto rappresentare l’atto procreativo della donna.

 

Alessandro Averla che ha ottenuto il premio dalla giuria di operatori del settore, giornalisti e istituzioni per il premio Jacopo da Trezzo 2012 dal titolo “A Milano con grinta verso il futuro!” con il delizioso e colto gioiello intitolato“Per aspera ad astra”, si sofferma proprio sul tema del concorso, a cui si è ispirato per la creazione del suo pezzo. Il ciondolo stesso è stato realizzato con le lettere del suo titolo, infatti ogni singolo modulo rappresenta una lettera. «Questo gioiello è dedicato al tema “Con grinta verso il futuro” - Racconta Alessandro - Ho immaginato un momento duro, difficoltoso come questo, con uno sguardo verso il futuro ottimista. È necessario osservare il pezzo per comprenderlo. Partendo dal basso lavoro l’oro, e gli do’ un aspetto scuro quindi nero, con diamanti neri. A salire schiarisco questo colore che diventa oro rosso con diamanti champagne; quindi pian piano gli elementi cominciano a prendere colore, vita fino ad arrivare all’oro bianco con i diamanti bianchi e opali che hanno all’interno delle sfumature di tutti i colori. Perciò la luce comincia a diventare colorata, come la fantasia e la gioia…». Alessandro Averla è ben venticinque anni che lavora come orafo iniziando questa attività nel negozio dei suoi genitori, un’oreficeria tradizionale. Ha studiato a Valenza e al ritorno ha deciso di sostituire al negozio di famiglia un laboratorio dove riparare gioielli, dando assistenza e dove creare pezzi da sogno.

 

Nel corso della manifestazione Maestri del Gioiello, dall’8 al 10 febbraio 2013, all’Urban Center di Milano, avvicinandoci alle altre vetrine preparate dagli artigiani orafi si notano quelle presentate da Antonella Ferrara. Soffermandosi su quella dedicata a San Valentino, si osserva un gioiello chiamato “Tipico incontro d’amore”. Antonella Ferrara di Novara così lo racconta: «Nasce dalla simbologia dei due elementi che si incrociano e per me rappresentano il vero incontro. Sono stati realizzati singolarmente in oro bianco e in oro giallo. Dall’incontro di questi due metalli nobili si ottiene un infinito, nella veste segnica dell’infinito matematico, e due cuori» Il messaggio che deriva da questa creazione può essere espresso con questo concetto, come spiega l’orafa: «un amore in cui ci si incontra è sicuramente infinito». Oltre a questa finestra sulla sua attività, sono di grande valore anche la vetrina dedicata al “Panta rei” e quella legata alla natura. «La vetrina degli elementi e delle forme che si rifanno un po’ alla natura sono rocce, sono degli elementi di terra, ci sono parti lignee addirittura, per le contaminazioni - racconta Antonella Ferrara - per non utilizzare solo il metallo e le pietre tradizionali che effettivamente rivisitano un po’ tutti».

 

Procedendo lungo il percorso della mostra incontriamo le opere di Officina Orafa di Antonio Migliozzi: è da trentadue anni che lavora nel settore ed è da dodici anni che pratica l’attività a Trezzo sull’Adda, dopo le sue esperienze lavorative a Milano. «Ho iniziato a creare una collezione ispirata ai Longobardi, collezione con un sapore antico con ori lavorati ricchi di determinate caratteristiche e in seguito ho iniziato a realizzare altre varie collezioni: quella ispirata all’art nouveau e quella ispirata ai dinosauri» Riflettendo sui risultati ottenuti da questa esposizione Migliozzi sottolinea: «I miei anelli hanno suscitato molto interesse e gradevole curiosità per le peculiarità dei dettagli inusuali, tra cui il diffusore di profumo nella bocca nell'anello triceratopo e gli anelli di ispirazione liberty con gli smalti. Anche la collana con il ciondolo a forma di donna libellula articolata ha affascinato molti sguardi».

 

C’è anche chi come Vincenzo Delliturri ha deciso di utilizzare materiali inusuali ed economici per accontentare anche coloro che non possono permettersi spese folli. «Sono orafo da circa vent’anni. Il mio paese (Rutigliano, in Puglia) è ricco di argilla e storicamente ha rappresentato a livello mondiale la patria del fischietto in terracotta che è un amuleto porta fortuna. Abbiamo unito la mia arte orafa con l’arte figula e abbiamo, ideato, realizzato e brevettato questo gioiello innovativo realizzato in oro e terracotta: il Fisoro. Da qui parte la nostra storia dal punto di vista artistico. Abbiamo sentito l’esigenza di realizzare i gioielli in porcellana-limoges, per sperimentare anche materiali poveri visto il periodo non semplice che si sta attraversando dal punto di vista economico. Noi andiamo incontro all’esigenza del cliente dal punto di vista del design, senza trascurarlo, anzi forse è proprio in questi momenti che si tira fuori il meglio di se stessi. Abbiamo realizzato anche dei bottoncini in porcellana limoges e oro oppure platino, con dei prezzi accessibili a tutti».

 

Anche secondo l’orafa Maddalena Rocco questo periodo di crisi è «un’occasione per sfoderare l’ingegno nel rimanere a galla. Questo costa molta fatica. Vorremmo che la disposizione degli astri in questo territorio sacro di Milano, dove ha sede la mostra, ci aiutasse a trovare le soluzioni per andare avanti e per sfoderare le idee che sono quelle che ci sostengono».

 

Gli orafi citati e tutti i Maestri del Gioiello che hanno presentato i loro pezzi unici all’Urban Center di Milano si meritano un ulteriore applauso anche da lontano basta che abbia l’intensità di un gioiello visto il grande successo ottenuto.

 

La dott.ssa Myriam Vallegra di Eventi doc che, con l’Associazione culturale e artistica Iperbole, si è presa cura dell’organizzazione, racconta a fine evento la sua impressione: «Il Comune di Milano ha apprezzato e ci ha supportato nella promozione di questa iniziativa; è importante che le Istituzioni comprendano i nostri sforzi e che diano più spazio e possibilità alle realtà produttive italiane, come l'arte e l'artigianato per l’appunto.

Abbiamo un potenziale enorme di turismo in entrata nel nostro Paese, oltre agli italiani che apprezzano il made in Italy e che non vanno neanche essi sottovalutati perché molti nostri connazionali come noi apprezzano e scelgono il made in Italy, l'arte e l'artigianato italiano per motivazione, per cultura e perché li sentono propri ..., oltre agli stranieri che non si stancano mai di dimostrarci anche solo con i loro sorrisi, l’interesse che hanno per l’Arte e la Cultura italiana … sono due bacini di utenza diversi, ma entrambi significativi ed importanti».

 

 

 

 

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