"Orgia" di Pasolini - regia di Andrea Adriatico

Si tratta di un'opera dura e poetica che diventa un atto d'accusa verso

08/nov/2005 15:40:33 teatridivita Contatta l'autore

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Torna Orgia di Pasolini nel trentennale della morte dell’autore
bolognese

Dopo il grande successo della scorsa stagione, nuovamente di scena la
tragedia diretta da Andrea Adriatico

Un'orgia di parole, passioni, ricordi travolge un Uomo e una Donna, in
un duro sacrificio rituale. E’ Orgia di Pasolini, che il regista Andrea
Adriatico mette in scena nell’anno del 30° anniversario della sua
morte.
La tragedia, dopo una lunga e fortunata tournée, torna a Bologna: dal
15 al 20 novembre a Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485, Bologna,
ore 21.15 (domenica ore 17.30); info: 051 566330; www.teatridivita.it
Lo spettacolo è a posti limitati ed è sconsigliato ai minori di 18
anni, preferibile la prenotazione.
Si tratta di un’opera dura e poetica che diventa un atto d’accusa verso
l’alienazione moderna in un allestimento estremo e oltraggioso, dove
sesso e violenza si fondono in un trionfo del sadomasochismo.
L’appuntamento con Teatri di Vite, le degustazioni di vino di qualità
in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers, propone i
seguenti vini del Salento: Primitivo I.G.T. (2003), Varius rosso I.G.T.
(2002), Teresa Manara Chardonnay I.G.T. (2004), Alticelli Fiano (2003),
Rosato di Negroamaro. (2004) e Amativo rosso I.G.T. (2002).

Fra tutte le opere teatrali di Pasolini, anzi fra tutte le sue opere,
Orgia è forse quella più "astratta", ma anche la più emozionante e
poetica, che il suo stesso autore portò in scena nel 1968 a Torino per
l’interpretazione di Laura Betti.
I protagonisti sono un Uomo e una Donna che si torturano a vicenda come
in un sacrificio rituale, iniziato in un giorno di Pasqua. Tragedia del
sadomasochismo ma anche denuncia dello sradicamento di una società
lanciata verso un abbagliante e infido progresso; e sono proprio quelle
radici di "un passato felice che ha prodotto persone infelici" a
portare verso la fine i due protagonisti, schiacciati dalla memoria di
un tempo perduto e sincero.
Fino a una conclusione che conduce inesorabilmente verso una
prevedibile sconfitta, che però assume genialmente i caratteri di una
rivoluzione. La rivoluzione della Diversità, che per Pasolini è
l'ultima possibilità per resistere, inutilmente, all'omologazione, alla
nuova barbarie che avanza: il mito borghese del consumo, la rimozione
di un passato che è impossibile rimuovere.
Dopo aver dedicato a Pasolini numerosi spettacoli ed eventi agli inizi
degli anni novanta, Andrea Adriatico affronta per la prima volta una
tragedia pasoliniana, dopo aver attraversato autori come Koltès e Copi,
Testori e Mishima, e dopo aver debuttato nel cinema come regista del
fortunato Il vento, di sera (2004), presentato al Festival del Cinema
di Berlino.
La sua Orgia è condotta su un equilibrio della recitazione tra
attenzione alla poesia e al senso delle parole di Pasolini e una
fisicità estrema che viene sottolineata dalla vicinanza imposta agli
spettatori.
Lo spettacolo si trasforma così in una vera e propria esperienza di
intenso contatto ravvicinato con la poesia di Pasolini e con la sua
disperata denuncia di una società incapace di comprendere il proprio
passato e quindi il proprio futuro.
A ridare vita alle parole aspre e dolci, logiche e visionarie di
Pasolini sono tre attori in una coraggiosa interpretazione: Francesca
Ballico (la Donna), Maurizio Patella (l'Uomo) e Rossella Dassu (la
Ragazza). Scena e luci di Andrea Cinelli, suono di Enrico Medri,
costumi di Romeo Gigli e La Perla.




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