domenica 28 ultimo giorno per la danza di bmotion

26/ago/2016 13:31:46 Operaestate Festival Veneto Contatta l'autore

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BMOTION DANZA ULTIMO GIORNO DOMENICA 28 AGOSTO: Tortorelli, Godder, Constantinou e Nardin

(Bassano del Grappa) Gran finale per Bmotion Danza, domenica 28 agosto, il segmento di Operaestate Festival Veneto che offre quanto di più innovativo ci sia sulla scena della danza contemporanea, ultimo giorno dedicato alla danza che poi lascerà il palcoscenico al teatro.

Prima nazionale pomeridiana - alle 14.30 e alle 17.00 presso il Museo Civico con Dario Tortorelli, coreografo/visual-artist italiano resi¬dente nei Paesi Bassi, che presenta il suo nuovo lavoro: D No Body. Installed.  Il suo lavoro è frutto di una costante ricerca sull’immagine perfetta, incarnata da un personaggio ideale: Romeo Heart. Il suo scopo è “diventare il personag¬gio”, dando vita a qualcosa di irreale e irraggiungibile. Dal 2009 ha sviluppato così questa sorta di Avatar artistico protagonista di una serie di perfor-mance che mescolano icone contemporanee, cultura pop, film noir, surrealismo, sacro e profano, costruendo immagini di grande potenza visiva. Le opere sono chiamate “D NO BODY” allu¬dendo alla possibilità di diventare pienamente il carattere.  Lo scorso anno ha creato “Armare Un Uomo” per Bmotion danza con i partecipanti del Progetto Dance Well.
Il pomeriggio prosegue con un’altra prima nazionale, alle 16 e alle 18 all’oratorio Ca’Erizzo l’ultimo dei quattro Stabat Mater che hanno caratterizzato questa edizione di Bmotion danza, coreografato dall’israeliana Yasmeen Godder, che porta sul palco 6 danzatori/performer per un lavoro che si ispira all’immaginario delle Deposizioni che nella storia dell’arte hanno dato vita alle più diverse e originali rappresen¬tazioni. Frutto di commissioni, voti, donativi o semplici decorazioni, le raffigurazioni delle Deposizioni si possono trovare in qualsiasi ambito artistico-geografico: dalle prime attestazioni figurative paleocristiane, senza pretese stilistiche, sino ai primi esempi di una certa valenza artistica. Da Giotto a Minjun passando per Caravaggio e Beckmann, la Deposizione dalla Croce appare uno dei rac¬conti più “gettonati” nella storia dell’arte degli ultimi sette secoli. Gli artisti visivi che si accostano oggi a questi temi scelgono una linea narrativa sempre più estranea ai testi evangelici. Il loro interesse è rivolto al linguaggio prima ancora che al soggetto, così il soggetto diventa un pretesto per sperimentare un linguaggio. Con lo stesso approccio, adattato alle arti performative, la coreografa israeliana mette in scena gli interpreti della sua compagnia che, sulle note vocali di un cantante danzatore, propongono alcune coinvolgenti immagini iconografiche, prevedendo anche alcuni momenti di interazione tra artisti e pubblico.
Terza prima nazionale della giornata Andreas Constantinou con The Woman House, alle 19.00 al Garage Nardini, spettacolo selezionato dalla piattoforma Aerowaves. Questa coreografia vede in scena 4 interpreti femminili, dotate di forza atletica, trasformarsi in uomini. Agendo come tipici maschi stereotipati - con la barba e tutta la gestualità dell’immaginario machista - si muovono tra lotta e frenesia. “The WOMANhouse” è il racconto di quella stessa mascoli¬nità vista dalla parte femminile, e incarnata da un affiatato quartetto di danzatrici in incredibile mimetismo virile. Cosa vuol dire essere uomo? E’ la stessa cosa che essere maschile? Il nostro corpo definisce il genere? Dove inizia il maschi¬le e finisce il femminile? Lo spettacolo vuole mettere in discussione la mascolinità più convenzionale, proponen¬do un viaggio attraverso le identità di genere, che non mancherà di sorprendere e sollecitare dubbi e domande.
La giornata si conclude al Teatro Remondini alle ore 21.00 con Season di Giorgia Nardin, un viaggio attraverso le sen¬sazioni. Un baccanale, un raduno che coinvolge il troppo, l’estasi, l’emozionante. In questa celebrazione vi è una costante trasformazione, gli esecutori sono impegnati infini¬tamente nell’organizzazione e nella disorganizzazione di se stessi in forme transitorie. “Season” può essere visto come un oggetto, che allo spettatore è concesso di ammirare come si potrebbe ammirare un dipinto, una statua, una scultura. La luce, la pelle, le pose, potrebbero evocare un immaginario bucolico. Giorgia Nardin firma qui un’importante commissione internazionale che la vede alla guida di un groppo composto da quattro danzatori, confermandosi autrice di grande talento.
Sarà inoltre possibile assistere alla replica di Melanie Demers alle ore 14.30 con lo Stabat Mater in Chiesetta dell’Annunziata  di via Museo,
Gli spettacoli nelle Chiese e al garage Nardini sono a numero limitato per informazioni e  prenotazioni Biglietteria del Festival tel. 0424 524214


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Alessia Zanchetta
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