BMotion day2 Melanie Demers, Christos Papadopoulos, e le repliche di Godder e Hihashino

24/ago/2016 11:37:03 Operaestate Festival Veneto Contatta l'autore

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BMOTION DANZA DAY 2

Prime nazionali: dal Canada lo Stabat Mater di Melanie Demers, dalla Grecia Christos Papadopolus, e le repliche di Godder e Higashino
(Bassano del Grappa) Seconda giornata per Bmotion danza, il segmento di Operaestate festival dedicato a quanto di più innovativo esista sulla scena internazionale. Un vero e proprio Festival nel festival che fa di Bassano la capitale della danza contemporanea.
Molte le attività in programma per venerdì 26 agosto, a iniziare dal secondo Symposium alle 11.30 in sala Chilesotti al Museo Civico, a concludere il percorso di Dancing Museums, il progetto europeo, che ha come focus la ricerca di nuove forme di interazione tra pubblico e musei attraverso la danza, sia in forma di happening/performance sia in forma di inedite visite guidate coreografate. Il convegno, intitolato in La Danza nei Musei, ispirazioni per la pratica coreografica e per i dipartimenti educativi dei musei, verrà moderato da Peggy Olislaegers, drammaturga coreografica, che porterà i partecipanti a condividere le esperienze di danza nei Musei, viste come fonte di ispirazione per il processo creativo coreografico e di nuove progettualità per i dipartimenti educativi dei musei, con l’obiettivo finale di definire diverse e innovative modalità di coinvolgimento del pubblico. Presenti i rappresentati di alcuni tra i maggiori Musei Europei, coinvolti nel progetto, come Gill Hart (Head of Education della National Gallery di Londra), Anne Sophie Vergne (Service Éducation et Formation del Museo Louvre di Parigi), Yasmeen Godder (coreografa) e altri ospiti internazionali.

Alle 14.30 e in replica fino a domenica alla stessa ora - alla Chiesa dell’Annunziata (via Museo) il terzo Stabat Mater, questa volta messo in scena dalla Canadese Melanie Demers, il cui lavoro parte da alcune suggestioni personali. Artista co¬smopolita, sempre attenta a conciliare creatività ed impegno sociale, da alcuni anni lavora alla creazione di un centro culturale ad Haiti, per recuperare le sue radici caraibiche. Nel Canada, dove risiede e dove si è formata, è considerata oggi tra le coreografe indipendenti di maggiore talento. Fin dall’inizio, il suo lavoro ha incantato per originalità, intensità e complessità. Lo stile coreografico di Melanie Demers contie¬ne alcuni elementi di fantasia e giocosità, anche se l’approc¬cio che ha nell’indagare la contemporaneità tende per lo più ad esplorare le zone oscure della condizione umana. A volte leggeri e freschi, a volte più intimi e aspri, i suoi pezzi sinte¬tizzano alla perfezione uno sguardo sul presente che mescola sapientemente energia esplosiva, sensualità esacerbata e in¬tensità drammatica, creando un mix efficace e coinvolgente. In questa commissione proposta dal festival il punto di vista che porterà questa artista così complessa, per radici culturali e linguaggio coreografico, pone al centro gli squilibri tra un occidente opulento in via di disgregazione e un terzo mondo perennemente a rischio di sopravvivenza.

Alle 16, in un’altra Chiesetta sconsacrata, quella di Villa Ca’ Erizzo, replica lo Stabat Mater di Yoko Higashino, la coreografa giapponese che ha creato apposta per il Festival questa nuova creazione ispirata all’opera di Pergolesi. Un’interpreta¬zione nipponica in cui elementi tecnologici si fondono ai virtuosismi del linguaggio coreografico. Una sintesi che genera nuovi modelli interdisciplinari, al confine tra le arti visive e le arti performative.

Ci si sposta poi al Teatro Remondini, quando alle 21.00 andrà in scena, in prima nazionale Elvedon di Christos Papadopolus. In scena sei danzatori creano un’armonia fatta di rimbalzi e sottili micro-movimenti, componendo l’immagine mutante di un unico corpo che agisce sulla scena. Ispirato a “Le Onde” di Virginia Woolf, questo lavoro distilla le narrazio¬ni intrecciate del romanzo in un’intensa meditazione sul trascorrere del tempo.  E proprio come nel testo della Wolf i corpi descrivono lo stato liquido e mutevole dell’esistenza, l’infrangersi del nostro mare interiore contro la durezza della materia solida, delle cose che restano immutate nel mondo.

La giornata si conclude alle 22.30 con l’ultima replica al Garage Nardini (ma anche alle 19) dell’israeliana Yasmeen Godder che porta sul palco Common Emotions, dove 6 artisti/performer condividono il palcoscenico con degli ospiti, scelti tra il pubblico, infrangendo in modo semplice ed originale la “quarta parete”.

Posti limitati, prenotazione obbligatoria in Biglietteria del festival tel. 0424 524214
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Alessia Zanchetta








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