Barni (CO) – Musica per San Pietro e Paolo: un viaggio sonoro per finanziare i restauri della Chiesetta

26/ott/2017 23.11.34 psicomedia Contatta l'autore

Il piccolo borgo di Barni (CO) continua la mobilitazione per raccogliere i fondi necessari per i restauri della Chiesa Romanica

Sabato 28 ottobre 2017 – ore 20,45 – Chiesa Parrocchiale

 

Sono poco più di 600 gli abitanti di Barni (CO) ma non smettono di stupire con iniziative ed eventi di grande risonanza. Dallo scorso anno la comunità si è impegnata a favore dell’antica parrocchiale di origine medievale, dapprima con la raccolta delle firme necessarie per il censimento dei “Luoghi del Cuore” promossa dal del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Con più di 2000 voti la mobilitazione ha permesso all’edificio di classificarsi primo in provincia di Como e partecipare al bando per finanziare un progetto di restauro (i risultati a novembre) promosso dalla Fondazione in collaborazione con Banca Intesa San Paolo.

Spinti da questa voglia di rivedere la Chiesa di San Pietro e Paolo e i suoi affreschi finalmente restaurati, gli abitanti non si sono dati per vinti e hanno dato vita a numerose iniziative con lo scopo di raccogliere fondi per la chiesetta.

Gare di burraco, mercatini, concerti ma soprattutto una maxi lotteria di beneficienza con estrazione il prossimo lunedì 30 ottobre 2017, alle ore 14,30 in Piazza Pio XI, durante la tradizionale fiera di Barni con in palio una fantastica Crociera e diversi premi offerti da benefattori del paese e non solo.

Il concerto dell’Ensemble femminile Cum Corde di Galbiate (LC), diretta da Anna Fruet sarà il prossimo appuntamento promosso dalla Parrocchia di Barni in collaborazione con Culturabarni su questo filone di eventi che uniscono beneficienza, cultura e aggregazione comunitaria.

La direttrice Anna Fruet è stata essa stessa membro della comunità barnese in gioventù e ricorda con affetto i bei momenti trascorsi nel borgo “Per me sarà un piacere venire a Barni e realizzare un concerto a favore del restauro della chiesa romanica dei SS. Pietro e Paolo” afferma.

Un momento di alta qualità musicale sarà ospitato nella nostra parrocchia per un obiettivo ambizioso ma non impossibile: raccogliere fondi per il restauro della nostra chiesa romanica. Invitiamo tutti ad assistere al concerto di questo gruppo vocale davvero meraviglioso, che ringraziamo per la disponibilità, e che allieterà la serata di sabato. Chiediamo a tutti di essere generosi e offrire almeno due euro per salvare il nostro gioiello. Un piccolo sforzo per un grande risultato” affermano dall’organizzazione. Sarà infatti possibile acquistare i biglietti della lotteria da due euro cadauno che sarà estratta lunedì 30 ottobre prossimo oppure dare un’offerta libera.

Il concerto si inserisce anche nella settimana dedicata alla commemorazione del Servo di Dio Don Biagio Verri, venerabile barnese che tanto si prodigò per gli ultimi, la cui tomba è proprio nella Chiesa di San Pietro e Paolo. Il prossimo 2019 sarà il bicentenario dalla nascita, altro appuntamento che Barni non si lascerà scappare.

L’Ensemble Femminile Cum Corde

L’Ensemble Femminile Cum Corde nasce nell’ottobre 2006 dall’iniziativa di Anna Fruet e del suo maestro Francesco Sacchi. Il progetto si è realizzato nell’incontro con alcune persone desiderose di conoscere la musica attraverso la voce e il canto corale. La ricerca del gusto espressivo, la fusione delle voci non solo come puro fatto tecnico è il risultato di uno stesso grande cuore: “Cum Corde”. La scelta del repertorio investe stili ed espressioni musicali che comprendono momenti diversi della storia della musica, perchè la voce possa esprimere tutta la sua bellezza e completezza. Molte pagine con destinazione strumentale sono state elaborate per le esecuzioni vocali del nostro Ensemble dal Maestro Francesco Sacchi che cura costantemente l’intero repertorio che comprende composizioni sacre e profane del XIII,XIV,XV e XVI secolo, brani di origine celtica, musica leggera e jazz. Il Direttore Artistico Anna Fruet insegnante di educazione musicale, ha fatto dell’impegno pedagogico il fulcro della sua attività; ha ideato una propria originale metodologia didattica. Il repertorio eseguito dall’Ensemble comprende composizioni sacre soprattutto del periodo medievale e rinascimentale, musica tradizionale irlandese e musica leggera. L’Ensemble femminile CUM CORDE fa parte dell’Associazione USCI – provincia di Lecco; ha partecipato a rassegne corali e si è esibito in diverse località della Lombardia. L’esecuzione del brano “Angelus ad virginem” (anon. del XIII sec) fa parte della compilation corale “Betlemme anno zero – L’attesa di un mistero” edito dell’USCI-Lecco nel 2012. Sono 18 le coriste dell’Ensemble Cum Corde dirette da Anna Fruet, insegnante di educazione musicale che ha fatto dell’impegno pedagogico il fulcro della sua attività. Ha ideato una propria originale metodologia didattica dal titolo “La musica si può raccontare”. La direzione corale nasce dalla medesima passione educativa e comunicativa che anima il suo lavoro nel mondo della scuola.

A proposito di Barni….

La Chiesa di San Pietro e Paolo

Barni conserva un piccolo gioiello, la Chiesa Romanica dei SS Pietro e Paolo, risalente al XII secolo che si è recentemente classificata al primo posto tra i luoghi del cuore del FAI della provincia di Como e per cui si stanno facendo una serie di eventi per raccogliere fondi in modo da poter affrontare una serie di interventi conservativi.

Era la Chiesa Parrocchiale matrice della Comunità di Barni che in origine comprendeva anche Magreglio. La datazione al XII secolo è quella riferita agli elementi certi, ma il nucleo originario medioevale, il più antico, costituito dal campanile e dalla porzione più orientale comprendente l’abside, quasi con altrettanta certezza, risale al X secolo, così come emerge dagli studi di Edoardo Arslan nella sua “Storia di Milano” edita nel 1954 da G. Treccani. A testimoniarlo sta l’abside ancora a forma semicircolare (nelle chiese bisogna aspettare la fine del XII secolo per vedere affermarsi l’abside a forma quadrata), e il fatto che il campanile sorge in posizione staccata di ben 9 metri, e ruotata con un’angolazione autonoma rispetto al corpo più antico della Chiesa, nella quale fu inglobato dai successivi ampliamenti. Gli affreschi che decorano le pareti appartengono a vari periodi e si trovano sovrapposti a quelli originari molto deteriorati fra i quali una rarissima rappresentazione di S. Lucio. Nella sua visita pastorale del 20 ottobre 1570 S. Carlo dice che le pareti della Chiesa sono interamente coperte di pitture che tuttavia sono molto rovinate a causa della loro antichità. Sembra quindi giusto pensare che detti dipinti siano di molto anteriori ai tempi di S. Carlo e risalgano, quantomeno, al XIV-XV secolo. Pregevole, anche se ormai depauperato dai furti nelle sue componenti migliori, un altare ligneo dorato risalente al ‘700. Degne di nota le due campane che, secondo le iscrizioni sono state fuse nel 1420 la minore e nel 1454 la maggiore, due date che ne fanno le più antiche, giunte sino a noi, fra quante sono note nell’intera provincia di Como. L’insieme richiede un radicale intervento di tutela.

Per poter iniziare gli interventi di rifacimento programmati sono in programma iniziative piccole e grandi atte a raccogliere i fondi necessari. Le associazioni del territorio tra cui Culturabarni si stanno impegnando per raccogliere fondi per i restaurianche con una Lotteria Pro Restauri con numerosi premi tra cui una crociera nel Mediterraneo, una fuga romantica a Bellagio, un orologio da collezione esposto al MOMA, un pouf di design e numerosi altri premi. Della raccolta fondi si sta anche occupando la Fondazione Comasca disponibile a dare il il suo contributo entro la metà di novembre e a cui confluiscono le donazioni (l’iban è IT23U0760110900000021010269). Il donatore potrà usufruire dei benefici fiscali previsti dalla legge, sia esso una persona fisica o una impresa. La Fondazione è comunque a disposizione per ogni assistenza in materia e sarà lieta di fornire anche una propria ricevuta.

Il Servo di Dio Don Biagio Verri

Biagio Verri, il futuro “apostolo delle giovani schiave”, nacque il 2 ottobre 1819 a Barni. Sentì la vocazione sacerdotale quando era poco più che adolescente e ricevuta l’ordinazione a Milano nella primavera del 1843, si dedicò ai giovani nell’Oratorio San Luigi. Nel 1850 arrivò la svolta della sua vita: conobbe Niccolò Olivieri, uno straordinario sacerdote che dedicava la propria esistenza al “riscatto” delle giovani donne di colore in stato di schiavitù. Nacque così un’amicizia e una importante collaborazione a vantaggio della “Pia Opera per il riscatto delle Fanciulle more”. Nel 1857, col consenso dell’arcivescovo e l’autorizzazione del Ministro provinciale dei Cappuccini – essendo terziario francescano – don Verri diede un commosso addio all’oratorio. Iniziò anch’egli il mestiere del “ghellaba”, il “negriero di Dio”, per contrastare il mercato clandestino di schiavi ancora fiorente – in particolare ad Alessandria d’Egitto e al Cairo – sebbene fosse stato abolito dal Congresso di Vienna. I due sacerdoti si prodigarono generosamente per quelle sventurate, affrontando grandi sacrifici. Giravano di paese in paese alla ricerca di offerte per liberarne quante più potevano. Data loro una nuova dignità, le circondavano d’affetto. Intrattenne rapporti con san Daniele Comboni che in una lettera gli scrisse: “Io sono bramosissimo di vederla e di discorrere della nostra cara Africa…”. Amico di don Bosco, don Verri periodicamente trascorreva giorni di ritiro spirituale a Valdocco e fu nella chiesetta di S. Francesco di Sales che decise di consacrare la sua vita alla salvezza delle piccole schiave, dopo aver trascorso la notte dinanzi al SS. Sacramento. Dopo la morte dell’Olivieri, incoraggiato da papa Pio IX, don Biagio portò avanti l’Opera. Era ormai consolidata la rete di collaborazioni tra amici e benefattori, sia religiosi sia laici. I preziosi scritti di don Verri testimoniano la sensibilità di un padre: “È sempre meglio mancare per troppa bontà che averne difetto”. Era quanto rispondeva a coloro che lo rimproveravano, affermando che alcune “riscattate” abusavano della sua bontà. In altra occasione disse: “Lasciamoci condurre dalla Provvidenza che ha le viste più lunghe di noi poveretti, ed ogni cosa volge in bene di chi a lei si affida”. Don Verrì morì a Torino, ospite della Piccola Casa della Divina Provvidenza, il 26 ottobre 1884. Fu poi sepolto a Barni nella Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo. Il processo di beatificazione fu aperto a Milano nel 1921 dall’Arcivescovo beato Cardinale Ferrari. Il Cardinale beato Ildefonso Schuster, che nel 1935 aveva autorizzato la raccolta degli scritti, venti anni più tardi affermò: “Lo chiamano “l’apostolo delle Morette” e lo fu attraverso una lunga ed atroce “Via Crucis”. Ma la sua multiforme santità si affermò in tutto il vasto campo delle virtù sacerdotali… ”. Nel 2019 saranno celebrati i 200 anni dalla nascita. Il mese di ottobre è il mese a lui dedicato.

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