Tutti a scuola di Elisir

27/ott/2016 11:11:51 Cantiere all'Opera Padova Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Inaugurazione spumeggiante della seconda parte della stagione 2016 di Cantiere all’Opera, con un allestimento de “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti che resterà a lungo nei nostri cuori per brio della regia e qualità dei giovani interpreti.

Il capolavoro di Donizetti è tra le opere che maggiormente si presta a trasposizioni di luogo e di epoca senza che il senso primo ne venga sconvolto. Mara Zampieri, ancora una volta in veste di regista, immagina, con intuizione felicissima, l’azione in una classe di liceo, forse proprio lo stesso “Barbarigo”, con gli alunni che diventano protagonisti. Tra i banchi si muovono dunque Nemorino, studente sognatore, un po’ nerd, non sempre sicuro di sé ma animato da principi saldi, e Adina, la bella della classe, conscia del suo fascino e dell’ascendente che ha su Nemorino.

Belcore, da sergente smargiasso, si tramuta qui in un bulletto, probabilmente con qualche bocciatura alle spalle, che copre le sue insicurezze con atteggiamento tanto spavaldo quanto spesso ridicolo. Dulcamara, forse uno studente di anni passati, compare in veste di prestigiatore, come il Mandrake dei fumetti anni Trenta; un bicchiere del “magico” elisir compare dal nulla.
Giannetta, dal canto suo, subisce una trasformazione che la porta da studentessa timida ad una sorta di regina della discoteca.

L’idea si sviluppa con intelligenza, Mara Zampieri imprime al tutto un ritmo leggero ed al contempo ricco di senso, i cantanti rispondono con totale adesione alla regia, divertendosi e facendo divertire.

Di grande rilevo l’esecuzione musicale, che, ad eccezione del Dulcamara, ha visto impegnati tre giovani cantanti selezionati nel corso delle audizioni che Cantiere all’Opera ha svolto all’inizio dell’anno nei ruoi di Adina, Nemorino e Belcore, una “cantierista” di lungo corso come Giannetta ed un veterano della scena lirica nei panni di Dulcamara.

Chiara Milini è un’Adina ideale per uniformità della linea di canto e ricchezza di fraseggio. La voce corre sicura, svetta in acuto e risulta rotonda nell’ottava centrale.

Jihan Shin, vero animale da palcoscenico, dà voce e corpo ad un Nemorino praticamente perfetto, a partire dal fraseggiare rigoglioso e dalla capacità di mettere la voce a completo servizio della parola cantata.

Ottimo il Belcore disegnato da Roberto Gentili, voce tornita nei centri e ben centrata nell’ottava grave. Gentili si distingue per ricerca di accenti e colori.

Straordinario il Dulcamare di Dario Giorgelè, che tratteggia il personaggio con divertita eleganza, senza mai scadere in atteggiamenti macchiettistici, cantando tutto sul fiato ed imprimendo ad ogni singola frase il giusto senso.

Molto bene fa anche Giulia Pattaro, Giannetta di grande freschezza vocale, oltre che di autorevole presenza scenica.

Sugli scudi Federico Brunello, capace di trasformare il pianoforte in orchestra, che accompagna con classe e perizia.

Il pubblico, numerosissimo, sta al gioco, si diverte, e suggella con un successo pieno una delle più belle serate di musica proposte dal Cantiere all’Opera.

Giova ricordare che, durante il saluto iniziale, Mara Zampieri ha annunciato importanti novità che riguardano il futuro del Cantiere. È stata siglata una convenzione con il Conservatori “Pollini”, che porterà ad una proficua collaborazione, con un incremento delle produzioni, un’attività con le scuole del territorio e la creazione di un’orchestra che arricchirà ulteriormente le produzioni operistiche del 2017, ovvero “Lucia di Lammermoor”, “La Cenerentola” e “Suor Angelica”.

 

 

Piero Randi
Padova, Teatro Barbarigo
23 Ottobre 2016

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