Grandi voci e grandi pianisti per “I grandi Classici” di Cantiere all’Opera

23/mag/2016 16:24:10 Cantiere all'Opera Padova Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Voci importanti, strumentisti giovanissimi e talentuosi ed un programma tanto impegnativo quanto ben eseguito.

Questa la cifra che ha distinto, ancora una volta, l’appuntamento con la grande musica, non solo vocale, proposto domenica scorsa nell’ambito della stagione 2016 di “Cantiere all’Opera”.

“I grandi classici”, questo il titolo scelto da Mara Zampieri, Presidente di Cantiere all’Opera, per il concerto che, in attesa delle opere in programma a partire da ottobre, ha offerto all’ascolto del pubblico, che ancora una volta ha gremito la Sala Nobile dell’Istituto Barbarigo, uno straordinario excursus nel grande repertorio tra Otto e Novecento.

Protagonisti del pomeriggio in musica sono stati il soprano americano Lydia Easley, che si esibisce nei maggiori teatri del mondo, il baritono spagnolo Daniel de Vicente, presenza consolidata nei concerti di Cantiere all’opera e i giovani pianisti Matteo Fabro, tredicenne, ed Elisa Bordin, diciottenne e già al secondo anno di Accademia post diploma, entrambi vincitori di numerosi concorsi nazionali.

Ricchissimo il programma, aperto da Matteo Fabro che dimostra di possedere non solo una tecnica rimarchevole, ma anche e soprattutto una sensibilità interpretativa che va ben oltre la sua età. Il primo movimento della sonata n.8 “Patetica” di Beethoven è affrontato da Fabro con straordinaria capacità introspettiva; ritmo incalzante, agogiche mai banali, presa di suono possente ed al contempo delicata. Il tutto a sottolineare i contrasti tematici che caratterizzano la pagina. A seguire Fabro ha proposto la straniante “Jardin sous la pluie” di Claude Debussy, nel quale ancora una volta è emersa una maturità interpretativa eccezionale, unita ad una tecnica già sopraffina. Non una nota, non un passaggio vanno perduti, ogni suono riceve il giusto peso ed il giusto colore.

Lydia Easley possiede mezzi vocali potenti ed al contempo duttilissimi; l’emissione è fluida, il fraseggio si modella su di una linea di canto impeccabile. A lei affidate arie e romanze nelle quali ha potuto mettere pienamente in luce i suoi rigogliosi talenti. Dopo un luminoso incipit wagneriano, ovvero Dich teure Halle, aria d’ingresso di Elisabeth nel Tannhäuser, la Easley è passata alle rimembranze trasognate di O cieli azzurri, nella quale ha trovato tutte le bellissime morbidezze che Aida richiede, giungendo ad un Vissi d’arte (Tosca) cantato tutto sul fiato, per terminare con In questa reggia, dalla Turandot, nella quale la potenza della voce è emersa insieme ad una costante ricerca di accenti e colori.

A lei si è alternato Daniel de Vicente, interprete generoso, dal fraseggiare virilmente appassionato e dal bel declamato.

A lui sono state affidate l’aria e cabaletta di Ezio Dagl’immortali vertici…è gettata la mia sorte, dal verdiano Attila, il celeberrimo Di Provenza, da La traviata, Eri tu, da Un ballo in maschera, per concludere con un appassionato Nemico della patria, dall’Andrea Chénier.

Ad accompagnarli con partecipe puntualità Bruno Volpato.

A chiusura de concerto il pianismo sicuro e riflessivo di Elisa Bordin, giunta tra l’altro all’ultimo momento a sostituire il duo a quattro mani composto dai fratelli Eduardo e Sara Castellano, impegnati in un concorso.
La Bordin ha affrontato con lucida analicità il Notturno n.1 dall’op. 27 di Chopin, pagina tra le più cerebrali, e di conseguenza di lettura tutt’altro che agevole del compositore polacco, rendendola all’ascolto con ricchezza di colori. A seguire Le colline di Anacapri di Debussy, ove la Bordin pone in luce la straniante liquidezza della linea melodica senza tralasciare la ritmicità che parimenti la caratterizza. Finale con l’impervio Studio op. 2 n. 4 di Prokofiev, che oscilla tra percussività jazzistiche e slanci classici, messe perfettamente a fuoco dalla lettura partecipe della giovane interprete.

Nello spazio “Diamo voce a…” l’appassionato intervento del Dott. Anselmi, pedriatra del CUAMM, Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari, di Padova, Onlus che dal 1950 forma personale per garantire assistenza e cure al parto nei paesi africani.

Successo pienissimo e meritato per tutti e appuntamento per il prossimo 9 ottobre, al teatro Barbarigo con “Il trovatore” di Giuseppe Verdi.

 

Piero Randi

 

Padova, 22 Maggio 2016

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