Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Letteratura Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Letteratura Sun, 22 Jul 2018 08:57:53 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/1 Nella clessidra del cuore di Giovanna Fracassi: uno scenario di candido equilibrio Sat, 21 Jul 2018 11:43:34 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486871.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486871.html Alessia Mocci Alessia Mocci Una villa antica nascosta nella vegetazione del giardino racconta del tempo passato. Rallento il passo fino a fermarmi e m’incanto ad osservare quel groviglio di vecchie piante, di alberi dai tronchi contorti di cespugli di specie ormai introvabili, di resti di aiuole dove i fiori, piantati chissà quanto tempo fa, fioriscono in una piacevole e totale anarchia. Vi sono piante di glicine, cariche di una moltitudine di fiori, che si abbarbicano ai terrazzini colonnati, all’interno di uno dei quali, vi è il portone d’ingresso.‒ “Vecchio giardino”

Il poeta, sensibile alla bellezza e destato in quel tumultuoso impulso chiamato curiosità, si addentra nel vecchio giardino per arricchire il suo sguardo di quei colori antichi sciolti dalle catene dell’ordine umano.

In opposizione alla strada, gravida di persone dal volto pallido, quel portone appare la salvezza, l’ingresso nella memoria custodita da alberi e fiori che, senza alcun bisogno di decretare con un numero il periodo dell’anno, seguitano un’interminabile vita.

Negli occhi del viandante si prospetta uno scenario di candido equilibrio di esigenze diverse ed una domanda rimbalza nella mente:

Chi più raccoglierà nel cestino i frutti dolci e sugosi, nello scorrere interminabile delle stagioni?

Il racconto breve “Vecchio giardino” apre l’ultima pubblicazione di Giovanna Fracassi intitolata “Nella clessidra del cuore” edito per Rupe Mutevole Edizioni. Si presenta chiara la tematica di questo nuovo scrigno dischiuso: il tempo ed il rapporto dell’uomo con l’inesorabile incedere.

Conosciuta per raccolte poetiche come “Arabesques” (2012), “Opalescenze” (2013), “La cenere del tempo” (2014), “Emma, alle porte della solitudine” (2015), “In esilio da me” (2016), e la partecipazione in svariate antologie, enciclopedie e riviste nelle quali sono state inserite altre sue liriche, Giovanna Fracassi si cimenta nella prosa principiando “Nella clessidra del cuore” con 14 racconti brevi seguiti da 117 liriche che chiudono l’opera.

È singolare la scelta della prosa dopo sei anni di intimismo e di ricerca continua nell’Io profondo. L’autrice si è incamminata in un sentiero che ha mostrato la vita di altri personaggi che hanno esternato la loro esistenza in nomi come Alfred e sua sorella Ruth, Sara, Jim e Tom, Adam ed il suo allontanarsi da tutti a bordo di un veliero, Peter ed Alexandra/Alicia, ed in voci narranti che hanno celato il proprio appellativo.

 Il diavolo seduto sul letto/ il fuoco nello stomaco/ sulla mensola/ la Bibbia e l’enciclopedia// il mio silenzio ribelle/ la grata tra me e il mio cuore/ tra il mio broncio e il tuo sorriso/ la speranza intrecciata.// Vuoi venire a casa/ bimba mia?// […] “Sei anni”

La seconda parte de “Nella clessidra del cuore” si apre con la lirica “Sei anni”, una sorta di manifesto poetico che espone l’intento che dal seme spingeva per germogliare. È vero che talune volte ci si scopre intinti di versi in età adulta ma nella maggioranza dei casi sin da piccoli si ha la facoltà di udire storie e di iniziare a raccontarle con parole.

L’infante è immerso in un mondo di immagini che trasmuta in parole, ed è così che inizia una ricerca di descrizione perfetta, nel senso di “finito/concluso”, una rappresentazione che a livello soggettivo non lascia margini.

Concetto e musicalità tendono all’armonia ed è una sorta di rifugio dal mondo fisico che si manifesta in terrore ed in costrizione per regole imposte e talvolta vetuste.

[…] il pennino stretto/ fra le dita incerte/ come i primi passi nel mondo/ un velo nero/ fra me e la felicità.// […] Chi non mi ascolta/ chi non ascolta/ la piccola anima mia ribelle?// […]” “Sei anni”

Domande a cui seguono insistenti risposte che mirano al punto in cui si afferma ciò che si è capito dell’Io profondo, di quella voce che simultaneamente tace e pulsa modellando un territorio magmatico nel quale perdersi è la prassi, non riconoscersi è necessario. L’approdo è l’affermazione, il divenire uno dell’Io del mondo fisico con l’Io inconscio.

Lo pretendo/ quello squarcio nello spazio/ quel posto vuoto/ è mio.// La esigo/ quella pagina bianca/ da scrivere/ con la penna nera.// C’è il mio pensiero/ appeso/ a quell’attaccapanni/ nell’ingresso della mia vita.//” “Affermo”

Giovanna Fracassi, in questo suo nuovo capitolo poetico, dialoga con il ricordo come se fosse davanti ad uno specchio, si osserva da bambina, si osserva da ragazza con il rossetto acceso ed il rimmel nero, si osserva da donna che freme davanti allo spettacolo della Natura.

È conscia che la mutevolezza che ha riscontrato in sé è la stessa di un fiore che da bocciolo mostra i suoi petali colorati per espandere un profumo inebriante. È conscia che la ricerca è la conoscenza intima di ciò che si è nel presente, di ciò che si vuole e di ciò che si ha facoltà di fare.

Il rossetto acceso/ denso e lucido/ sulle labbra morbide// il velo impalpabile/ della cipria/ sul viso// il rimmel nero/ ripassato sulle ciglia/ sguardo scuro// il profumo dolce/ spruzzato/ sulla pelle accaldata// il trucco/ per essere/ me stessa// e giocare/ con gli specchi/ tirati a lucido […] Ammicco ora scherzosa/ dal bordo/ del mio tempo andato// tante me/ nello stesso specchio/ si sfogliano// come pagine di vita/ senza cronologia/ ma con un briciolo di follia.” “Me”

 

Written by Alessia Mocci

 

Info

Facebook Giovanna Fracassi

https://www.facebook.com/giovanna.fracassi

Acquista “Nella clessidra del cuore”

https://www.ibs.it/nella-clessidra-del-cuore-libro-giovanna-fracassi/e/9788865915851?inventoryId=94824590

 

Fonte

http://oubliettemagazine.com/2018/07/12/nella-clessidra-del-cuore-di-giovanna-fracassi-uno-scenario-di-candido-equilibrio/

 

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Project Leucotea annuncia l’uscita in formato ebook di “E adesso dove andiamo?” di Riccardo Fornasiero Fri, 20 Jul 2018 10:05:17 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486799.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486799.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea Cosa sarà successo di così grave per mollare tutto mentre il mondo intero si prepara a far festa?             

 

È la sera dell'ultimo giorno dell'anno quando Eugenio invita il figlio Gabriele a darsi una mossa perché bisogna partire. Cosa sarà successo di così grave per mollare tutto mentre il mondo intero si prepara a far festa?

Se Elisa, moglie di Eugenio e madre di Gabriele, è scappata di casa e ha inviato solo qualche generico SMS per tranquillizzare la famiglia, vuol dire che una buona ragione c'è. E magari anche più di una. Ma forse ha lasciato una traccia, e a questa ci si deve affidare.

Il primo vero viaggio con il figlio adolescente dovrà servire a Eugenio a tante cose: fare i conti con se stesso e con i suoi conflitti irrisolti, risolvere la crisi con Elisa, trovare la chiave per entrare nel mondo inesplorato di Gabriele.

Ma soprattutto provare a raccontare al ragazzo una storia finora rimasta segreta.

 

Riccardo Fornasiero, classe 1965, si occupa di grafica e comunicazione in ambito medico-scientifico.

Dopo la laurea in Lettere ha conseguito un master in fotografia, uno in comunicazione aziendale e due in scrittura creativa e narrazione.

Scrive e fotografa da sempre

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Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata di Giudo Giarelli Mon, 16 Jul 2018 10:33:49 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486261.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486261.html Ben Zenner Ben Zenner

Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

 

Titolo: Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata

Autore: Guido Giarelli

Genere: Società e scienze sociali, Sociologia

Casa Editrice: Rubbettino Editore

Collana: #sociologie

Pagine: 624

Codice ISBN: 9788849853360

 

«[…] La nostra tesi è che la sofferenza abbia posto in questo periodo un problema nuovo per le società occidentali, che è quello della sua inaccettabilità: il rifiuto della sofferenza, la sua non accettazione, è nata da un’illusione che si è andata sempre più diffondendo, che ha considerato la sofferenza come un’esperienza eccezionale, qualcosa che in quanto tale non apparteneva costitutivamente alla condizione umana. Mentre in passato tutte le religioni e le filosofie hanno considerato, come abbiamo visto, quello della sofferenza un problema fondamentale cui offrire qualche tipo di risposta di senso, nelle società moderne prima e contemporanee poi, la sofferenza è divenuta un tabù, così come la vecchiaia, la malattia e la morte».

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media. L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile. E l’abbiamo persa �“ spiega Giarelli �“  perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata. «Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura. Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».     

TRAMA. Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.  

BIOGRAFIA. Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”.  È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.

 

 

 

 

                                                                                               

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ALESSANDRINI GIURATO DEL PREMIO BIBLIOTECHE DI ROMA 2018 Sat, 14 Jul 2018 23:30:47 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486181.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486181.html Roberto Alessandrini Roberto Alessandrini
Lo scrittore Roberto Alessandrini, anche per il 2018, è Giurato del prestigioso Premio Letterario Biblioteche di Roma, che nella capitale vanta ormai una lunga storia ed una organizzazione composta da nomi eccellenti della cultura italiana. Fonte: http://www.robertoalessandrini.it/


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Tomorrow’s Jazz, il Premio per i giovani talenti del jazz italiano / Teatro La Fenice - Venezia - 18 e 19 luglio Sat, 14 Jul 2018 10:29:24 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486158.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486158.html Mabi Comunicazione Mabi Comunicazione
COMUNICATO STAMPA 
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Tomorrow’s Jazz, alla Fenice il Premio
 per i giovani talenti del jazz italiano


Il 18 luglio le audizioni e un concerto del pianista Livio Minafra.
Il 19 luglio la cerimonia di premiazione.

Il presidente di Veneto Jazz Giuseppe Mormile: “un'importante opportunità per i musicisti”.

Un Premio per i giovani del jazz italiano. È “Tomorrow’s Jazz”, il progetto di Veneto Jazz realizzato nell’ambito del Bando Jazz 2017, finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Ad essere giudicati, una trentina di giovani musicisti italiani under 30, selezionati in questi mesi dall’Osservatorio di Veneto Jazz, che ha messo in campo la ricca rete di conservatori italiani e workshop. Il 18 luglio, quindi, musicisti, band ed ensemble si esibiranno, a porte aperte, alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00) per assicurarsi una borsa di studio che permetterà di venire ospitati in importanti festival nazionali ed internazionali. La giuria è composta da Giuseppe Mormile (presidente e direttore artistico di Veneto Jazz ), Gabriele Vianelli (direttore Summer Jazz Workshop), Enrico Merlin (musicologo e collaboratore della testata “Jazzit”), Stefano Senni (musicista).
 
Da sempre Veneto Jazz si occupa della promozione dei giovani talenti, attraverso seminari,  festival e rapporti con istituzioni italiane e straniere” spiega il presidente di Veneto Jazz Giuseppe Mormile “Questo progetto, grazie al bando, ci ha offerto la possibilità di strutturare un Premio che sarà una importante opportunità per i partecipanti, ovvero quella di confrontarsi con realtà internazionali, inseriti in cartelloni ufficiali. La rosa dei candidati è davvero eccellente. Ritengo che ci siano già le promesse del futuro”.
 
A New York al Jazz at Lincoln Center, a Londra al Ronnie Scott’s Jazz Club, a Riga (in Lettonia) al Rigas Ritmi Festival, ad Instanbul al Nardis Jazz Club, oltre ad altri festival del circuito italiano dell’associazione “I-Jazz” e naturalmente al Venezia Jazz Festival. Questi i riconoscimenti in palio per i giovani musicisti.
La cerimonia di premiazione si terrà il 19 luglio, alle ore 17.00.
 
Il 18 luglio, al termine delle audizioni del Premio, la Sale Apollinee ospiteranno anche un concerto. Alle 20.00, con ingresso gratuito, si esibisce Livio Minafra, performance di piano solo ed electronics, mix di musica classica, etnica e improvvisazione. Anche Livio Minafra è un giovane talento. Quattro lauree (Pianoforte, Musica Jazz, Strumentazione per Banda, Composizione), è compositore e pianista vincitore del prestigioso premio Top Jazz (nel 2005, 2008 e 2011). Suona soprattutto in piano solo ed ha al suo attivo numerose e importanti partecipazioni come pianista, compositore, arrangiatore e fisarmonicista (MinAfric Orchestra, Kocani Orkestar, Canto General, Radiodervish per citarne alcune). In piano solo ha pubblicato La dolcezza del Grido (Leo Records, Uk), La fiamma e il cristallo (Enja Records �“ De) e Sole Luna (Incipit Records �“ It) e come leader del Livio Minafra 4etSurprise!!! (Enja Records �“ De). Ha scritto le musiche del film Ameluk di Mimmo Mancini e di Essere Gigione di Valerio Vestoso. Questo concerto viene realizzato con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina �“ Copia privata per i giovani, per la cultura”.
 
L’altro concerto, inserito nella programmazione di “Tomorrow’s Jazz”, è quello del pluripremiato sassofonista Claudio Jr De Rosa, vera promessa del jazz italiano, in quartetto al Laguna Libre Jazz Club (24 luglio, ore 20.00).
 
“Tomorrow’s Jazz” è organizzato da Veneto Jazz nell’ambito di Venezia Jazz Festival 2018 con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e in collaborazione con Teatro La Fenice di Venezia, Regione del Veneto, Città di Venezia. Media partner: Jazzit. 

Informazioni:

Veneto Jazz - jazz@venetojazz.com - mob. (+39) 366.2700299 �“ www.venetojazz.com

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Project Leucotea annuncia l’uscita in formato ebook del libro “La corda e l’artiglio” di Davide Cariola. Fri, 13 Jul 2018 11:38:22 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486101.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/486101.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea Chi può ancora avercela con la famiglia Soffici?

 

Sembra che qualcuno voglia proprio lasciare un messaggio tramite una scia di sangue che colpisce le persone legate all’ispettore Massimiliano Soffici. Per questo scoprire il responsabile è per lui di vitale importanza, tanto da spingerlo a chiedere aiuto a Carlo Pannaggi, suo fratello e assassino del loro padre, che si trova ancora in carcere.

All’oscuro del loro legame di parentela Carlo fornisce un aiuto per scoprire chi può ancora avercela con la famiglia Soffici...

In realtà un vincolo altrettanto forte nasce quando Carlo e Massimiliano, ancora bambini, strinsero un patto suggellato da un braccialetto realizzato con un artiglio di lupo rinvenuto nel bosco.

Seguito di “Una finissima barca a vela” narra le vicende dei protagonisti alle prese con una nuova indagine colma di risvolti inaspettati.

 

 

Davide Cariola nasce il 26 febbraio 1987 alla Spezia. Laureato in Scienze della comunicazione e Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Parma, ha lavorato in ambito museali per più di due anni e attualmente ha un impiego presso il Duomo di Milano.

Nel 2016 ha pubblicato il primo romanzo Una finissima barca a vela presso la casa editrice Battei di Parma.

Il volume La corda e l’artiglio si pone proprio come seguito di tale scritto in quanto narra le vicende dei medesimi personaggi ad alcuni anni di distanza.

http://www.omniabuk.com/scheda-ebook/davide-cariola/la-corda-e-lartiglio-9788899947606-542895.html
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Leucotea Edizioni annuncia la sua 250esima pubblicazione con l’uscita del libro “Ellisse” dell’autore sanremese Daniele Siri Tue, 10 Jul 2018 11:02:19 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485702.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485702.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea Il destino farà traballare il castello di carte costruito attorno a ognuno di noi..

 

Walter Foeller è una cellula anonima del tessuto urbano di Sarcari, barricato nel castello di carte della routine che si è costruito attorno. Finora, “casa e lavoro” lo hanno protetto dagli aliti di vento… ma cosa accadrebbe se, un giorno, il destino sfilasse un asso di cuori da quelle mura traballanti?

Logorato dall’insonnia causata dai problemi di lavoro, Walter sta deragliando fuori dalla realtà, in bilico sul confine di un’angoscia dimenticata da tempo. A catalizzare la crisi un libro ritrovato sull’autobus, la modesta pubblicazione di un autore locale: “Storie di un mondo fuori fuoco”. Cinque racconti che, uno dopo l’altro, condurranno Foeller all’inevitabile resa dei conti.

 

 

Daniele Siri è un autore sanremasco, classe '77, macchinista navale di professione. Appassionato di fortificazioni militari, ha collaborato alle guide "Le strade dei cannoni" e "Le strade dei forti" (M.Boglione, Blu Edizioni). Sul web cura il sito "vallodiponente.altervista.org" dedicato ai sistemi difensivi del Ponente ligure. Scrittore per passione, produce due suoi romanzi: "Anime nella pietra" (2012) e la prima edizione di "Ellisse" (2013). Dal 2015 scrive racconti brevi per la rivista fotografica "Eyesopen!Magazine", poi raccolti nell’antologia “Una cornice di parole” (2017). Nello stesso anno pubblica un romanzo con Leucotea, “Il sorriso del salice”.

http://www.edizionileucotea.it/it/home.php?s=0,1,2&dfa=do25&pg=&diditem=3417]]>
Intervista di Alessia Mocci a Lidia Beduschi: vi presentiamo il progetto 11 Odori Suoni Colori Mon, 09 Jul 2018 17:39:32 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485633.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485633.html Alessia Mocci Alessia Mocci Io sono Nero. Come il mio fratello gemello Bianco, sono spesso chiamato un “non colore”, perché né io né lui siamo visibili nell’arcobaleno. Bianco prende molto male questa faccenda. Io no! Dicono che mi mangio tutti i colori, che sono ingordo, che metto paura come il Babau. Che dicano! Hanno ragione; se vogliono spaventarsi davanti a me, li accontento volentieri.” ‒ “11 Odori Suoni Colori – la storia di Nero”

“11 Odori Suoni Colori” è un kit cartonato pubblicato nel 2009 dalla casa editrice mantovana Negretto Editore. L’ideatrice è la docente universitaria Lidia Beduschi che, partendo da una felice intuizione supportata dal filosofo John Locke, ha realizzato con il supporto di un gruppo di non vedenti un vero e proprio kit contenente undici fogli uno per ogni colore, più altri undici fogli contenenti gli stessi colori ma pretagliati in tessere rettangolari che al tatto rilasciano una fragranza realizzata ad hoc grazie alla mescolanza di svariati profumi.

“11 Odori Suoni Colori” è stato concepito in modo tale da esser supportato da un sito web che oltre alla spiegazione del progetto mantiene un rapporto privilegiato con coloro che possiedono fisicamente il kit a casa. All’interno del sito, infatti, è possibile “giocare” con i colori ed i suoni supportati da pagine interattive che aiutano a fissare il ricordo dell’odore percepito con le note ascoltate e con le “favole” create per ogni colore.

Gli undici colori sono stati scelti seguendo gli studi di due antropologi americani Brent Berlin e Paul Kay che nel saggio “Basic Color Terms” mentre la scelta della miscela delle fragranze è opera di Lida Beduschi. Dunque abbiamo il colore nero (liquirizia, carbone, incenso), il bianco (giglio bianco, latte, polpa di cocco), il rosso (ciliegia, anguria, olio solare), il giallo (limone, zafferano, ananas), il verde (erba tagliata, the verde, kiwi), il blu (brezza marina, lavanda, tiglio), il marrone (cioccolato, legno, tabacco), il grigio (fumo, chanel n°5, timo), il rosa (rosa, orchidea, pesca), il viola (violetta, lavanda, sandalo), e l’arancione (arancio, albicocca, patchouly).

Lidia Beduschi si è mostrata molto disponibile nell’accettare questa intervista per spiegarci meglio il progetto “11 Odori Suoni Colori”.

 

A.M.: Ciao Lidia, sono lieta di poter dialogare del progetto Odori Suoni Colori, un kit con un titolo parlante che richiama esplicitamente il suo contenuto: odore, suono e colore. Vorrei iniziare chiedendoti della sua genesi e delle tempistiche di realizzazione dalla primogenita idea.

Lidia Beduschi: L’idea di “avvicinare” i ciechi ai colori, mi accompagna sin dall’infanzia. Perché? Non lo so. Il casus invece si manifestò quando intorno al 2002, 2003 parlando di una mostra di modellini per i ciechi, che di lì a poco il Museo Egizio avrebbe portato a Reggio Emilia, la dottoressa D’Amicone, allora Direttrice del Museo, al telefono mi disse: “peccato che non si possano far vedere in qualche modo i colori”. Mi misi al lavoro subito, e subito per me l’approccio corretto non poteva essere che quello semiotico: costruire cioè un codice, che non poteva essere che multisensoriale. Il tatto, tradizionalmente per primo, ma poi il suono, e terzo l’odore. Ne parlai con la dottoressa Consuelo Battistelli, allora neolaureata, cieca secondaria: insieme cominciammo a costruire con materiali poverissimi (cartoncino, carta, colla, pennarelli) un primo casalingo e importantissimo prototipo, per discutere e mettere a punto l’idea. In un secondo momento conobbi il dottor Claudio Signorini, cieco primario e tiflologo. Si aggiunse a progetto già avanzato, e fu importantissimo, il contributo di Daniela Floriduz, cieca dalla nascita, che con il colore ha un rapporto personale vivissimo (attraverso la fotografia). Lavorammo insieme per più di un anno, in incontri serrati e decisivi. Nel 2004 il kit 11 era pronto: fu anzi il tema del mio corso di Etnoscienza dell’anno accademico 2004/05 alla specialistica ACEL (Antropologia Culturale, Etnologia, Etnolinguistica) della Laurea magistrale interateneo di “Ca’ Foscari”, Venezia, dove insegnavo appunto Etnoscienza. Quanto agli 11 colori sono stati sempre per me una scelta obbligata: lo studio della percezione culturale del colore è un tema centrale dell’Etnoscienza, e 11 sono i colori individuati dalla ricerca di Brent Berlin e Paul Kay del 1969, come appartenenti al maggior numero di culture del mondo.

 

A.M.: Il kit nasce come progetto per i non vedenti ma può essere usato anche per cure di riabilitazione per il recupero di soggetti con altre forme di disabilità od affetti da tossicodipendenza?

Lidia Beduschi: Il kit multisensoriale, in particolare la sua versione cartonata pubblicata dall’Editore Negretto nel 2008, che offre la possibilità di manipolazione materiale delle tessere colorate e profumate, può prestarsi a una grande varietà di usi in ambito sia educativo sia riabilitativo, questo per l’impatto emozionale, oltre che cognitivo, che la multisensorialità può offrire. Comunque il kit è destinato prevalentemente a ciechi primari, secondari, ipovedenti e acromati.

 

A.M.: I colori sono identificati con una puntinatura di tipo Braille, per ogni colore dunque corrisponde un insieme di puntini. Hai voluto utilizzare il linguaggio in uso del Braille oppure la puntinatura è stata creata ex novo per il kit?

Lidia Beduschi: Il Braille era il punto di partenza e di arrivo per la percezione tattile dei ciechi: ad oggi niente lo ha di fatto superato. La costruzione del codice tattile non poteva quindi che prendere l’avvio da lì. Il “disegno” dei simboli invece è stato il frutto di una mediazione tra me e i non vedenti insieme ai quali sono stati costruiti. Chiaramente dovevamo “trovare” dei simboli, poiché la semplice trascrizione alfabetica in Braille del “nome” del colore avrebbe fatto “saltare” la possibilità di costruzione di un codice multisensoriale, per farci ricadere nel verbalismo asemiotico: non mi e ci interessava “denominare” i colori, ma far sì che attraverso un codice condiviso (come è ad esempio quello delle notazioni musicali), i ciechi ed i vedenti fossero certi di riferirsi allo stesso referente (colore, in questo caso), quando dicono, parlano, usano, leggono, nominano, il bianco, o il rosso, o il viola, ecc.

 

A.M.: Oltre a te come ideatrice del progetto, ci sono stati altri collaboratori che ti hanno sostenuto e supportata?

Lidia Beduschi: Come ho detto in apertura, l’ideazione del codice è stata mia: d’altra parte ero io che avevo ed ho la preparazione scientifica di carattere semiotico, semantico, linguistico ed etnolinguistico per “costruire mentalmente” il progetto. Certo senza i collaboratori da sola non ce l’avrei fatta a renderlo “oggetto”. I primi, che sono “comprimari” più che collaboratori, sono stati Consuelo Battistelli e, decisivo, Claudio Signorini.  Gli altri che hai nominato, tutti preziosi e indispensabili per la realizzazione del codice: Isabella Tondi e Luca Modena hanno di fatto costruito il simbolo sonoro di ciascun colore, quello che cantavano i ciechi dell’UICI di Torino, dove andai a tenere una lezione sul kit, poco dopo la sua pubblicazione. Senza la professionalità della Druckfarben s.r.l di Albino (Bergamo), non avremmo potuto costruire il “sinbolo” dell’odore di ciascun colore. Chiara Prezzavento ha fatto sì che odorisuonicolori.it varcasse i confini italiani, predisponendo la versione inglese della piattaforma. Mario Varini ha realizzato il sito, che è qualcosa di più, perché volevo, e ci siamo in gran parte riusciti, che funzionasse cole uno strumento online, un tool: quello che di fatto ancora rimane.

 

A.M.: 11 colori: qual è il tuo preferito?

Lidia Beduschi: Il mio preferito… Io “vivo” nei colori, i colori entrano di forza in ogni momento della mia giornata, ne fanno il tono, modellano il mio umore, i sentimenti il mood… Non c’è un colore preferito, per me.

 

A.M.: 11 suoni: perché la scelta del pianoforte e non un altro strumento?

Lidia Beduschi: Kandinskij diceva che “il rosso è uno squillo di tromba” (non abbiamo parlato della sinestesia, ho preferito riferirmi alla multisensorialità, che non è la stessa cosa, ma il discorso ci avrebbe portato troppo lontano e in “territori” di confine iperspecialisici). Qualcuno dei miei collaboratori non era del tutto d’accordo, ad esempio qualcuno mi disse che preferiva associare il rosso con l’oboe: il pianoforte è stato scelto perché è lo strumento di base, quello in grado di raccogliere e realizzare tutti i simboli sonori che ci occorrevano.

 

A.M.: 11 odori: com’è stata selezionata la campionatura dei profumi?

Lidia Beduschi: I profumi, meglio gli odori sono stati costruiti combinando quattro “profumazioni” che nella nostra cultura in qualche modo possono essere associate al colore che designano. Per comprendere come sono stati costruiti (materialmente, come ho detto dalla Druckfarben) è fondamentale partire da “Storia di 11”.

 

A.M.: Quale può essere l’uso del kit per i docenti di sostegno nelle scuole “normali”?  Ritieni che i giochi da te ideati ed elaborati siano sufficienti, e siano anche da seguire con una certa rigidità? Pensi che, in ogni caso, sia compito del docente scegliere quelli più adeguati al contesto ed ai tempi propri della scuola?

Lidia Beduschi: L’uso del kit nella scuola può davvero giocare un ruolo di grande rilievo: può consentire ai docenti e agli allievi, ciechi, “normali”, stranieri, di rapportarsi tra loro attraverso la mediazione del colore. Ecco hai toccato un argomento molto importante: l’utilizzo corretto del kit può essere fatto autonomamente seguendo il percorso indicato. Certo sono possibili e auspicabili vie e “giochi” anche diversi, ma questo richiederebbe una preparazione specifica e contestualizzata dei docenti.

 

A.M.: “11 OdoriSuoniColori” ha ricevuto la Menzione Speciale Alberto Manzi per la comunicazione educativa nell’anno di uscita del kit. Ti aspettavi questo riconoscimento?

Lidia Beduschi: Ah no! È stata una bellissima sorpresa quella Menzione Speciale. E proprio perché legata al nome del maestro Alberto Manzi: il maestro di tutti della favolosa “Non è mai troppo tardi”, andata in onda alla RAI dal 1960 al 1968, rifatta all’estero da 72 Paesi. Riuscì a portare un milione e mezzo di italiani alla licenza elementare. Pensate qual era allora la qualità del servizio televisivo!

 

A.M.: A distanza di 9 anni dalla pubblicazione vorresti cambiare qualcosa del kit? Innovare con qualche gioco in più? Oppure modificare la sequenza dei colori? Gli odori?

Lidia Beduschi: La sequenza dei colori non è modificabile. Il kit 11 va bene ancora oggi così com’è. Certo sto lavorando ad un ampliamento della gamma dei colori, ma sempre sullo stesso percorso, che, come ho detto, non è frutto di improvvisazione, di mode, di circostanze legate al momento, ma di una ricerca scientifica tuttora fondamentalmente valida.

 

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Negretto Editore? La consiglieresti?

Lidia Beduschi: Ho lavorato e lavoro con molte case editrici. Negretto Editore ha avuto il coraggio di credere nell’idea del Kit 11. Da un punto di vista di mercato, credo che il prodotto non abbia ancora espresso tutte le sue potenzialità. Dobbiamo forse ancora attendere il momentum. La casa editrice è cresciuta in questi anni, e credo si sia a ragione conquistata un suo posto nella piccola editoria italiana.

 

A.M.: Salutaci con una citazione…

Lidia Beduschi: Dolce color d’oriental zaffìro/che s’accoglieva nel sereno aspetto/del mezzo, puro infino al primo giro,/ a li occhi miei ricominciò il diletto,/tosto ch’io uscì’ fuor de l’aura morta/ che m’avea contristati li occhi e’ l petto. Dante, Purgatorio, Canto I

Quanto colore nella Commedia!

 

A.M.: Lidia ti ringrazio per la tua disponibilità e per il tuo impegno in questo progetto. Ti saluto con le parole di Johann Wolfgang von Goethe: “Da tutto ciò sembra risultare che in natura giallo e azzurro sono divisi da una certa frattura, che mediante incrocio e mescolanza può essere atomisticamente colmata e superata nel verde, ma risulta anche che, propriamente, l’autentica mediazione tra il giallo e l’azzurro è svolta solo dal rosso.

 

Written by Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa Negretto Editore

 

https://www.youtube.com/watch?v=bZRr6lLabUk

 

Info

Sito Odori Suoni Colori

http://www.odorisuonicolori.it/

Facebook 11 odori Suoni Colori

https://www.facebook.com/odorisuonicolori/

Sito Negretto Editore

https://www.negrettoeditore.it/

Facebook Negretto Editore

https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/

Facebook Lidia Beduschi

https://www.facebook.com/lidia.beduschi.58

 

Fonte

http://oubliettemagazine.com/2018/06/22/intervista-di-alessia-mocci-a-lidia-beduschi-vi-presentiamo-il-progetto-11-odori-suoni-colori/

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Presentazione di Donne Perse(phone) Sat, 07 Jul 2018 09:38:25 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485516.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485516.html Cinzia Cinzia  

Giovedì 12 luglio 2018, alle ore 18,

a Roma, presso il Giardino dei Merangoli,

(Santa Maria dell’Orto - via Anicia, 10 - Trastevere)

 

Sarà presentato il libro

Donne Perse(phone)

 

di Annalisa Venditti

(dei Merangoli)

 

Presenta Mariolina Palumbo, psicologa e psicoterapeuta.

 

Intervengono:

 

Vanessa Foglia, stilista e creatrice di Abitart

Paola Sarcina, regista

Annalisa Venditti, l’autrice

Le interpreti dello spettacolo  Donne Perse(phone) con brevi performance tratte dallo spettacolo.

 

Un libro per raccontare la violenza di genere e il femminicidio attraverso un mito antico, quello della dea greca Demetra e di sua figlia Persefone. La deiMerangoli presenta un testo teatrale che è già diventato uno spettacolo, portato in scena da donne socialmente impegnate contro la violenza sulle donne.

 

Donne Perse(phone) è un dramma moderno che trae spunto dalle cronache dei nostri giorni, dalle storie vere di ragazze e donne uccise o abusate da un marito, un fidanzato o un compagno violento. Vite perdute e spezzate per mano di uomini aggressivi e quindi inadeguati a gestire un rapporto di coppia. Gli antichi greci ricorrevano al mito di Demetra, dea delle messi, e di sua figlia Persefone, rapita da Ade, per spiegare l’alternarsi delle stagioni.  Il volume, impreziosito dalla prefazione del prof. Willy Pasini, sessuologo e scrittore, è una tragedia che dà voce alle vittime. Le figlie ritornano e lo fanno per raccontare alla madre gli ultimi momenti della loro vita e per ricucire quello strappo che - nonostante tutto - non potrà mai recidere un legame tanto forte e profondo.

 

Annalisa Venditti è giornalista professionista, scrittrice e autore televisivo. E’ laureata in archeologia e storia dell’arte greca e romana. Si occupa da anni di cronaca nera, giudiziaria e di omicidi irrisolti. Attualmente lavora nel programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?”

 

Donne Perse(phone)

di Annalisa Venditti,

dei Merangoli,

collana Giardini

112 pagine

Euro 12.00

www.deimerangoli.it

 

Ufficio stampa:  Praxilla 328.9110434

mail: stampa.praxilla@tiscali.it

 

 

 

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“COME FRAMMENTI DI STELLE" (di Antonella Tamiano) presentazione libro a Valenzano (BA). Sat, 07 Jul 2018 08:56:00 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485511.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485511.html APULIA SET (spin-off by Filcantieri) APULIA SET (spin-off by Filcantieri) “COME FRAMMENTI DI STELLE” è il titolo del romanzo scritto da Antonella TAMIANO, edito daElison Publishing, che sarà presentato il giorno Venerdì 27 luglio, alle ore 20:00, presso la Sede sociale dell'Associazione Turistica UNPLI-ProLoco Valenzano, sita in Largo Plebiscito aValenzano (BA)Ingresso libero. 
Come frammenti di stelle è tra i sei finalisti del Concorso Letterario Nazionale promosso dalla stessa casa editrice Elison Publishing. 
La copertina è un dipinto della stessa Autrice (riproduzione della famosa “Madonna” del pittore espressionista norvegese Edvard Munch). 
Il libro sarà presentato da Giuseppe TRAVERSA (direttore editoriale di “Nero su Bianco”), che dialogherà con Antonella TAMIANO (pittrice, scrittrice, poetessa) e con i saluti degli organizzatori dell’evento letterario: Leonardo DE SARIO (presidente UNPLI-ProLoco Valenzano) e Michele FILIPPONIO (titolare/fondatore di Filcantieri e Apuliaset). 
In tale occasione Antonella Tamiano porrà il suo autografo sul secondo “casco da cantiere” a sostegno della realizzazione del “VILLAGGIO DELL'ACCOGLIENZA TRENTA ORE PER LA VITA” per ospitare le Famiglie dei Bambini del Reparto Oncologico del Policlinico di Bari. Il progetto sociale è stato ideato dall’Associazione A.Ge.B.E.O. e Amici di Vincenzo onlus, che vuole realizzare, gestire ed ospitare le famiglie dei bambini, provenienti dall’Italia e dall’estero, colpiti da tumori e leucemie infantili. 

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Seminario “Educare alle emozioni” - Milano Thu, 05 Jul 2018 19:19:09 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485400.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485400.html faber phil faber phil Seminario “Educare alle emozioni”: Un seminario incentrato sulle emozioni, rivolto a educatori, insegnanti, genitori.
Dopo Roma e Firenze, arriviamo a Milano!

Un incontro per analizzare insieme l'importanza di una sana alfabetizzazione emotiva: esplorando le ricerche di Gardner e Goleman, il ruolo del cervello nello sviluppo delle emozioni, la possibilità di utilizzare i linguaggi espressivi per affrontare le emozioni con i bambini, faremo un punto della situazione e ci confronteremo su un tema così complesso e importante.
Nel seminario la teoria si alternerà alla pratica attraverso la proposta di attività espressive da sviluppare con i bambini.

Come creare a scuola, dal nido alla scuola primaria, un "laboratorio emozioni"? Proposte operative, fiabe interattive e libri illustrati, proposte di attività espressive ci permetteranno di costruire un percorso di alfabetizzazione emotiva da sviluppare con i bambini. Esplorare rabbia e tristezza, paura e gioia attraverso il gioco teatrale, la narrazione, i linguaggi espressivi per permettere ai bambini di nominare, riconoscere, esternare le emozioni, sviluppando così l'intelligenza emotiva.

Il seminario è ideato e condotto da Helga Dentale, esperta di pedagogia teatrale e linguaggi espressivi, ideatrice del Metodo Teatro in Gioco®, docente per la formazione, autrice di libri per bambini e libri didattici.

La quota del seminario è di 30 euro (comprensiva di materiale didattico e dell'attestato di frequenza).

Sede del seminario: Libreria Il Trittico, via San Vittore 3, Milano

Prenotazione obbligatoria.

Per iscriversi è necessario inviare una mail a girasoliamoci@tiscali.it indicando il proprio nominativo ed un recapito telefonico ed attendere mail con i riferimenti per versare la quota di partecipazione.
Le iscrizioni procederanno seguendo l'ordine di arrivo delle mail e verranno automaticamente chiuse al raggiungimento del numero massimo di partecipanti.



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Project Leucotea annuncia l’uscita in formato EBOOK del libro “Orme di luna” di Angela Chirone Thu, 05 Jul 2018 10:18:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485315.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485315.html Edizioni Leucotea Edizioni Leucotea Ognuno, anche nella sua vita banale, può fare scelte altruistiche e coraggiose

 

Una ragazza con una lieve deformità, un ragazzo africano clandestino, una signora anziana: tre solitudini e tre emarginazioni che si incontrano. Sullo sfondo il mare d'Abruzzo in estate e una cittadina del litorale. Il ragazzo è il fulcro del rapporto: la signora anziana lo considera suo figlio, la ragazza se ne innamora. Tutto prosegue bene fino a che gli abitanti del paese cominciano a incuriosirsi… La signora chiede aiuto ad alcune persone stimate per risolvere la situazione. Ogni cosa precipita quando i due ragazzi subiscono un'aggressione e finiscono in ospedale prima e in caserma poi. Saranno, però, l'aiuto e l'azione corale di tutti coloro che girano attorno alla coppia, a permettere di risolvere il problema e a far sì che il ragazzo possa rimanere in Italia. I personaggi sono gente comune, ma capaci di introspezione. Il tema dell'integrazione è affrontato con semplicità, però con coerenza e correttezza. La storia ricorda che ognuno, anche nella sua vita banale, può fare scelte altruistiche e coraggiose..

 

 

Angela Chirone è stata docente di scuola primaria dal 1976 ad ora.

Dopo una vita dedicata alla famiglia e all'insegnamento, giunta al momento di andare in pensione, ha deciso che si sente ancora in grado di trasmettere qualcosa. Ha incominciato con lo scrivere alcuni racconti autobiografici sulla sua infanzia, poi storie ambientate in Paesi visitati. “Orme di Luna” è il suo romanzo d’esordio.

http://www.omniabuk.com/scheda-ebook/angelica-chirone/orme-di-luna-9788899947637-542897.html]]>
Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità di Simone Tedeschi Thu, 05 Jul 2018 08:12:22 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485298.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485298.html Ben Zenner Ben Zenner

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità di Simone Tedeschi

Simone Tedeschi presenta un saggio politico di ampio respiro, che riesce a soddisfare pienamente sia chi vuole approfondire una materia che già padroneggia, sia chi si approccia per la prima volta a un testo di politologia. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità ha uno stile chiaro e informativo, e fornisce al lettore meno esperto gli strumenti adatti alla comprensione dell’opera. Partendo dalla “preistoria” del Partito Democratico, e analizzando i fattori che hanno portato alle modifiche del suo sistema di pensiero e della sua struttura interna, il saggio prende in esame ogni tappa, contraddizione e svolta di un’organizzazione che ha visto tanti attori forti e in contrasto tra loro, e momenti di consenso generale e di disfatta. Un racconto che oltre ad essere accurato in ogni dettaglio riesce anche a interessare e coinvolgere con i suoi tanti spunti di riflessione.

Titolo: Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità

Autore: Simone Tedeschi

Genere: Saggio politico

Casa Editrice: Edizioni Epoké

Pagine: 180

Codice ISBN: 978-88-99647-58-2

Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è un saggio adatto a tutti i tipi di lettori, dai più esigenti ai semplici curiosi, e che basa il suo discorso sulla genesi complessa e travagliata di un partito che si è trasformato e ha ridefinito i suoi confini nel corso degli ultimi undici anni. Simone Tedeschi si interroga sul percorso intrapreso dal PD, sulle spinte date dai diversi leader in campo, sugli scontri tra i vari esponenti del gruppo e sugli esiti di programmi e ideologie spesso in contrasto tra loro. Un saggio politico che si fa forte di una narrazione scorrevole che alleggerisce il peso dell’argomento trattato, e che stuzzica la curiosità di chi non conosce i retroscena dell’origine di un partito la cui storia è estremamente coinvolgente, qualunque sia il proprio credo politico. Tre sono le domande fondamentali che lo scrittore si pone nei sei capitoli dell’opera: quali sono le ragioni che condussero alla nascita del Partito? Quali modelli ha seguito il suo sviluppo organizzativo? Qual è la sua identità? Attraverso un percorso fatto di cronistoria e analisi politologica, Tedeschi va alla fonte della questione, riassumendo le tappe della formazione del “genitore” del PD, l’Ulivo di Prodi, che nel 1995 vide la luce nella coalizione tra ex-DC e ex-PCI, e che poi nel 2001 tornò in forze con la fusione dei DS e della Margherita in un nuovo progetto guidato da Rutelli, che però non riuscì a dare un modello stabile a un centrosinistra non ancora pienamente cosciente di sé stesso. Dalla narrazione dei propositi e delle sfide di ciò che è stato l’embrione del PD, si passa poi al vero cuore dell’opera: la nascita del Partito Democratico avvenuta il 14 ottobre 2007. Tedeschi racconta con esempi calzanti, tabelle e citazioni dell’insanabile spaccatura interna all’Ulivo del 2006, del centrale incontro di Orvieto, dell’elezione di Veltroni a Segretario del nascente PD, dell’approvazione dello Statuto, del Manifesto dei valori e del Codice etico del 16 febbraio 2008, fino ai passaggi di potere, che non poco hanno influito sul processo di istituzionalizzazione del partito, da Franceschini a Bersani e infine a Renzi con la sua vocazione alla “rottamazione”, e della dura sconfitta alle elezioni del 4 marzo 2018. Fondamentale e analizzato con estrema cura il discorso sui motivi che hanno portato alla nascita del Partito Democratico, sulla necessità avvertita da tutta la scena politica di un’alternativa concreta per dare prospettiva al centrosinistra (e quindi anche ai suoi naturali oppositori) e soprattutto stabilità al Governo. Una vocazione, quella del PD, di rifare l’Italia, di essere un partito inclusivo e democratico che riavvicinasse i cittadini alla politica, e che accogliesse in sé un pluralismo di interessi in un’ottica riformista. Una sfida che Simone Tedeschi ha raccontato e giudicato nelle sue luci e nelle sue ombre con grande professionalità. «[…] Nei suoi 11 anni di vita il PD ha influenzato in maniera determinante la scena politica italiana: ha dimostrato grandi capacità di mobilitazione e di consenso; è stato protagonista di ben cinque esecutivi (trovandosi al governo per quasi 8 anni); con la sua stessa nascita ha contribuito all’evoluzione del sistema politico nazionale, incrociando i destini degli altri principali partiti. Non sorprende dunque se fin dalla nascita l’interesse intorno al PD sia stato sempre molto alto, tanto in ambito accademico quanto nella pubblicistica più generalista. L’obiettivo di questo volume è quello di mettere a sintesi quest’ampia letteratura, tentando un’analisi complessiva del percorso che dall’Ulivo ha portato al PD e alla sua evoluzione. Il punto di partenza attorno a cui si sviluppa il libro può essere riassunto in tre domande. La ricerca che ho condotto si sviluppa innanzitutto attorno ai “perché” del PD. Il primo grande quesito che ha investito il nuovo soggetto fin dal processo fondativo riguarda in effetti le sue ragioni profonde e può essere formulato così: quali sono le ragioni strutturali che hanno condotto alla nascita del PD? La seconda domanda verte invece “sull’organizzazione” ed è forse la più classica nella letteratura sui partiti. Afferisce in senso stretto agli aspetti organizzativi e può essere formulata così: quali caratteristiche ha seguito il percorso di strutturazione organizzativa e che modello ha effettivamente realizzato? La terza domanda si riferisce infine agli esiti del processo sotto il profilo “politico-culturale”. La domanda in questo caso è la seguente: qual è l’identità PD?».

TRAMA . Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità prende spunto dalla tesi di dottorato e dalle ricerche a essa connesse che ha svolto Simone Tedeschi presso l’Università di Pavia dal 2008 al 2011. La tesi si occupava solo della fase fondativa, mentre nel saggio si fa riferimento anche alle diverse tappe del processo di istituzionalizzazione del partito, e le caratteristiche politico-organizzative assunte poi stabilmente nella sua vita ordinaria. L’opera si compone quindi di una cronistoria ragionata della storia del PD a partire dalla fondazione dell’Ulivo fino alla sua nascita il 14 ottobre 2007 e nei suoi successivi undici anni di vita. Tedeschi si domanda cosa resta oggi delle ambizioni di un partito che voleva ridare consapevolezza di sé all’Italia, che voleva aprirsi al nuovo e restaurare una scena politica ormai anacronistica e corrotta. Il volume si sviluppa lungo sei capitoli, ciascuno dei quali ricostruisce prima le vicende sotto forma di cronaca per poi analizzarle dal punto di vista politologico. Il primo capitolo si concentra sulla “preistoria” del Partito Democratico, il secondo e il terzo si concentrano sulla fase fondativa, analizzandone i processi organizzativi e gli aspetti politico-programmatici, il quarto si occupa della fase di istituzionalizzazione, il quinto si occupa del PD nella sua vita ordinaria, e l’ultimo capitolo tenta di tirare le fila del discorso, componendo un’analisi complessiva dell’evoluzione del Partito instretta connessione con lo sviluppo della democrazia italiana.

BIOGRAFIA.  Simone Tedeschi è nato a Genova nel 1980. Ha conseguito la laurea in Filosofia Politica presso l’Università di Genova per poi collaborare dal 2007 al 2011 come assistente alla ricerca e alla didattica con il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Genova e con il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia. Presso il medesimo Ateneo ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienza politica �“ Analisi comparata delle democrazie con una tesi sul processo fondativo del Partito Democratico. È stato Consigliere comunale a Tassarolo e dal 2009 è Assessore nel Comune di Novi Ligure con deleghe alla Cultura (fino al 2014) e, dal 2014 in avanti, al Bilancio, al Patrimonio e ai Tributi. È cofondatore di Epoké Ricerche e di Edizioni Epoké, la casa editrice di cui è attualmente Presidente. Il Partito Democratico. Origine, organizzazione e identità è la sua prima monografia.

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Presentazione del romanzo Saluto all'inverno, autrice Sara Garzia, Edizioni Leucotea Wed, 04 Jul 2018 14:19:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485225.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485225.html Saluto all'inverno Saluto all'inverno
Domenica 15 luglio alle 16 presso la spiaggia del Bagno Giovanni 46/47 di Viserbella (RN), si terrà la presentazione del romanzo Saluto all'inverno edito da Leucotea edizioni.
Sarà presente l'autrice Sara Garzia, intervento canoro e presentazione a cura della cantante e attrice Francesca Sardenna.
Un romanzo vistosamente segnato dalla potenza del destino e dalla forza delle emozioni.
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Periferia di Roma tra violenza e globalizzazione: il nuovo Romanzo Criminale Wed, 04 Jul 2018 03:54:45 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485143.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485143.html Matricola Matricola
Dal 2018 sarà disponibile il romanzo di esordio di Matricola (Senza niente da perdere) che svela in un racconto sorprendente e intriso di crudo realismo una storia di una periferia moderna dove la criminalità ha ancora un ruolo predominante. 60 anni dopo l'opera romana di Pasolini (Una  vita violenta) arriva una nuova proposta per capire come sono cambiate le cose.

Il romanzo, Senza niente da perdere, scritto da Matricola, è disponibile su varie piattaforme online, acquistabile su ilmiolibro.it e su lulu.com nella sua versione digitale. Per saperne di più e per leggere il primo capitolo del libro visitate il sito dell'autore: arroweditore.com (https://vittorinixx.wixsite.com/arroweditore)

Quarta di copertina: Un giovane laureato della periferia di Roma prova a dare un senso alla sua vita. Non trovando un talento cui aggrapparsi né un lavoro adeguato alla sua indole sceglierà la delinquenza per realizzarsi. In un quartiere assediato da anni da etnie di tutti i tipi proverà a ritagliarsi un piccolo spazio in questa società spietata. Ma per raggiungere il successo dovrà prima scendere a patti con la sua coscienza...


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Divalproex Sodium Market - Size, Share, Outlook, and Forecast till 2026 Tue, 03 Jul 2018 15:20:27 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485080.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485080.html mayuri mayuri Worldwide Market Reports added Latest Research Report titled "Divalproex Sodium Market - Size, Share, Outlook, and Forecast till 2026"

Divalproex sodium is used to treat certain types of seizures such as epilepsy, either independently or in combination with other medication. This medicine is an anticonvulsant that works in the brain tissue to stop seizures. Divalproex sodium is also indicated for treatment of manic episodes related to bipolar disorder and used to prevent migraine headaches. This drug is available as a prescription drug, thus limiting its reach to the patient. This is expected to be the growth of the Divalproex sodium market.

Side effects such as pancreatitis during medication as well as severe stomach pain, chills, constipation, nausea, vomiting, fever, and lightheadedness are associated with this drug. Furthermore, dullness, tiredness, weakness or feelings of sluggishness, changes in mental status, low body temperature, or vomiting may result in hyperammonemic encephalopathy, which in turn, poses as major factor hampering growth of the Divalproex sodium market.

Divalproex sodium is available under the following different brand names: Depakote, Depakote ER, and Depakote Sprinkles.

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Increasing prevalence of bipolar disorder and epilepsy, globally is increasing the demand for therapies and medications, in turn, fueling growth of the Divalproex sodium market. This drug is especially prescribed for manic episodes among people suffering from bipolar disorder. The dosage required is Depakote initial dose of 750 mg/day orally in divided doses, without exceeding 60 mg/kg/day.

The drug is also being adopted to monitor liver function tests (LFT's). Conversion from Depakote to Depakote ER is observed by administering Depakote ER once daily using a dose 8-20% higher than the total daily dose of Depakote. It causes low serum albumin levels, which increases unbounding of the drug. People suffering from epilepsy are indicated with dose of 50-100 mcg/mL total valproate. While for mania is 50-125 mcg/mL total valproate; maximum concentrations generally achieved within 14 days. These factors in turn, are responsible for the increased demand for Divalproex sodium, in turn, driving growth of the Divalproex sodium market.

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In 2016, a novel divalproex sodium (DS) enteric-coated capsule was prepared in the lab with the help of high performance liquid chromatography (HPLC) assay method for DS. The uniformity, release curve, and release characteristics in different solvents were demonstrated by the results, showing that the assay developed was specific, rapid, and reliable enough to be used in determining DS in vitro accurately.

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Ivan di Malia Delrai Tue, 03 Jul 2018 09:47:12 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485042.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/485042.html Ben Zenner Ben Zenner

Malia Delrai ci porta a vivere un amore senza precedenti, fatto di passioni e cadaveri lasciati a marcire. La profonda, bruciante passione di una ragazza, assassina semiprofessionista, per il serial killer più temuto di tutta la mafia russa, il suo idolo, il suo sogno proibito, la sua più grande ossessione. Una storia di amore e morte che dimostra una verità inoppugnabile: non è importante cosa una persona abbia fatto o cosa farà nel corso della sua vita, l’importante è trovare l’altra metà di sé stessa.

 

Titolo: Ivan

Autore: Malia Delrai

Genere: erotic suspance

Casa Editrice: Delrai Edizioni

Pagine: 450

Prezzo: 19,90 euro

Codice ISBN: 9788899960704

 

«[…] Forse lui l’avrebbe usata e buttata via, perché era questo che Ania era, una bambola rotta, un oggetto di piacere letale. Era nata per esserlo e soffrire ora non sarebbe valso a cambiare qualcosa, però gli avrebbe lasciato il segno delle unghie addosso, avrebbe solcato la sua pelle allo stesso modo dei tatuaggi che gli disegnavano il corpo. Se lui era assoluto, lei sarebbe stata l’estasi. Ivan Volkov era suo».

 

Malia Delrai, con il suo nuovo romanzo Ivan, ci conduce in un mondo sconosciuto, fatto di brutali assassini e passioni brucianti,  oltrepassando il labile confine tra la vita e la morte in una realtà in cui uccidere un uomo a sangue freddo diventa normalità. Lui, Ivan Volkov, uno dei più temuti serial killer della Russia, membro dei Lupi di Tambov, e lei, Ania Mikhajlova, la figlia dell’uomo che deve uccidere, il capo dei suoi nemici. E in una notte fatale comincia tutto, la notte in cui l’ossessione bruciante di lei, che le arde nel petto da anni, diventa anche quella di lui. Sono loro i protagonisti del nuovo, atteso libro di Malia Delrai, i due spietati assassini appartenenti alla mafia russa che ammaliano i lettori con i loro caratteri, la loro vita e la bollente passione che non può essere arginata. La scrittrice ci fa entrare nelle loro teste, nei loro desideri e nelle loro speranze fino a renderli parte di noi stessi. Due assassini che non si sono mai arresi a nessun nemico, che non hanno mai chinato il capo davanti alla canna di una pistola puntata alla tempia e che si ritrovano, invece, sconfitti dalla vita, dall’incapacità di provare pietà ed empatia davanti al sangue che tinge indelebilmente le loro giornate. Incapaci di provare umanità nei confronti degli altri, come nei propri. Due personaggi senza precedenti a cui la Delrai dona vita, narrando le vicende che li legheranno nel sangue e nella morte senza peli sulla lingua, descrivendo la vita e la passione, il mondo oscuro e pericoloso che li circonda nel modo più cruento e appassionato possibile, e con uno stile veloce e incalzante, in un flusso di parole, azioni e pensieri che cattura il lettore senza lasciare nulla all’immaginazione. Due caratteri forti, due anime gemelle, incapaci di dichiararsi sconfitti, nella vita come nei sentimenti, incapaci di alzare bandiera bianca in un’eterna lotta contro la vita e contro sé stessi. Una battaglia su tre fronti senza alcuna esclusione di colpi. Una guerra che l’autrice orchestra e descrive con dovizia di particolari, lasciando il lettore a sognare di una passione senza fine dove non conta cosa si è fatto nella vita ma chi si è.

 

«[…] Ironico: il tatuaggio della Santa Muerte sul braccio sinistro sembrava fissarlo, per ricordargli la crudeltà con cui gli faceva pagare ogni scelta. Una vera stronza, pensò. Si leccò le labbra che scoprì secche e il sudore freddo che lo investì lo fece eccitare. Ebbe un’erezione e gli venne voglia di masturbarsi per poi lasciarsi andare all’oblio. Perché un uomo doveva avere un orgasmo prima di crepare ed essere ficcato in una tomba. Singhiozzò e vide un taglio netto aperto sul petto colare rosso. Porca puttana! Il vetro faceva proprio tagli netti, di una precisione chirurgica. Strinse tra le dita la fondina e si rese conto di trovarsi riverso sul pavimento in una pozza di sangue. L’odore era sempre lo stesso, proprio non se ne voleva andare. Perché? Chiuse le palpebre e mosse piano la testa. D’un tratto sentì un colpo sordo sfondargli i timpani. Non capì dove, ma trovò la forza di alzare il capo verso la direzione del rumore. Gli occhi non erano stati colpiti dai frammenti perché vedeva ancora, ma era sicuro di avere uno zigomo fuori gioco. La vista lo tradì, perché non riuscì a mettere a fuoco, l’unica cosa che gli parve di vedere fu un corpo massiccio corrergli incontro».

TRAMA . Ivan Volkov è uno dei killer più temuti della Russia per ferocia e precisione. Lui è un Lupo di Tambov e il migliore amico di Roman Nevskij. Non ha mai fallito un obiettivo, mai, da quando ha conosciuto ed è diventato il braccio destro del leader della Tambovskaja, la mafia russa di San Pietroburgo. Perciò si trova spiazzato quando a puntargli la pistola contro il torace è la figlia dell’uomo che dovrà uccidere e che lo sfida con i suoi occhi da assassina: lei non è poi così diversa da lui. A sconvolgere l’uomo è la proposta che la ragazza gli fa: del sesso in cambio della vita. Lo sguardo di Ania Mikhajlova sembra schernirlo e il sorriso malizioso che gli lancia lo provoca e vuole fargli superare ogni limite. Due assassini a confronto, anime affini, spiriti sconfitti dall’assenza di umanità. Nessuno di loro è disposto a perdere, in una lotta di passione e di violenza reciproca. Perché l’unico modo che hanno per sopravvivere è uccidere, anche quando si tratta di sentimenti.

BIOGRAFIA. Malia è… be’, Malia. C’è poco da dire su di lei, la si deve conoscere a fondo per poterla definire in qualche modo: un po’ Pippi Calzelunghe, un po’ Cartesio, con un pizzico di Casanova e Saffo, mista a Baci Perugina. La sua vita è un continuo combattere contro le tentazioni del cibo e del comprare libri, ne è fortemente dipendente, e non esclude in futuro di poter aprire un gruppo di golosi anonimi e lettori indomiti. Un suo serio problema è scegliere tra scrittura e lettura, ma ha risolto in fretta aprendo una casa editrice: la Delrai Edizioni.

 

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Presentazione del libro: "Vivere senza cellulite si può" di B. Ostan e G. Perrone Mon, 02 Jul 2018 23:14:01 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/484970.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/484970.html milani.cadeo milani.cadeo Presentazione del libro

VIVERE SENZA CELLULITE SI PUO’

di Barbara Ostan e Giovanna Perrone

Ed. Tecniche Nuove

Giovedì 5 luglio

Ore 19:00

Acquago Piazzale Biancamano 1

R.S.V.P info@acquago.it

www.acquago.it 

 

 

La nemica da combattere per l’80% delle donne in età post-adolescenziale si chiama Cellulite, meglio definita PEFS (Panniculopatia edemato fibro sclerotica).

 

Per vincere la battaglia il primo passo è conoscere questo nemico che non è solo un inestetismo, ma una vera e propria patologia collegata a un’alterazione della circolazione venosa e linfatica, dovuta solo in parte al sovrappeso. Le cause sono diverse e vedono entrare in gioco predisposizione genetica, squilibri ormonali, scorretta alimentazione e vita sedentaria. Da qui l’obiettivo e il filo conduttore di questo libro: approfondire in modo medico scientifico la conoscenza di questa patologia e fornire le armi più efficaci per liberarsene. Per facilitare il raggiungimento dell’obiettivo e consolidarlo sono previsti anche un “Decalogo Anticellulite” e una guida per mettere in pratica una corretta alimentazione, finalizzata al controllo del peso e al miglioramento dello stile di vita come dimostrano le sfiziose ricette qui descritte e appositamente create per combattere la “buccia d’arancia” anche a tavola.

 

La presentazione tenuta dalla dottoressa Giovanna Perrone,  si terrà presso ACQUAGO, l’acquabiking per eccellenza con idrogetti in cabine individuali dove si pedala in acqua immersi fino alla vita per una rimessa in forma veloce coadiuvata dall’intervento di ben 22 getti che si prendono cura del nostro corpo per una sensazione immediata di benessere assoluto. Per l'occasione sarà possibile acquistare il libro a prezzo speciale

 

Giovanna Perrone è Medico Chirurgo, specialista in Scienza Dell’Alimentazione e ha conseguito la qualifica di Esperta in Medicina Naturale presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 1990 si occupa di nutrizione e sana alimentazione.

 

Barbara Ostan è Medico Chirurgo e ha conseguito la qualifica di Esperto e Consulente in Medicina ad Indirizzo Estetico. Medico Esperto in Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate. Dal 1996 si occupa di nutrizione, ricerca e cura delle intolleranze alimentari.

 

 

 

 

 

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ORIGAMI. ALTRI USI DELLA CARTA "Dalla Corea del Sud. Tra neon e bandiere sciamaniche" Mon, 02 Jul 2018 22:30:28 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/484964.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/484964.html Alberto.Cellotto Alberto.Cellotto "Origami. Altri usi della carta” è il nuovo format ideato da Alberto Cellotto per TRA Treviso Ricerca Arte per veicolare la presentazione di un libro: 60 minuti, suddivisi in 4 diversi momenti, per far parlare le pieghe del libro e del suo autore e per evitare di parlar loro addosso. 

Il nome della rassegna evoca l’atto del piegare un foglio di carta per ottenere una figura singolare, spesso sorprendente. Rinvia a un’arte e a un passatempo curioso ancora diffuso nel contemporaneo e la carta, protagonista nelle pieghe dell’origami, è un supporto tra gli altri ancora disponibili attraverso il quale veicolare idee, discussioni, polemiche. 

 

Il primo appuntamento della rassegna è con "Dalla Corea del Sud. Tra neon e bandiere sciamaniche" di Maria Anna Mariani (Exorma, 2017), un singolare resoconto di più di quattro anni vissuti in un luogo che, al momento della partenza dall'Italia, l'autrice a malapena collocava nel mappamondo. Maria Anna Mariani infatti, terminato il dottorato a Siena, ha deciso di partire perché in Corea del Sud c'era a tutti gli effetti un lavoro per lei. E le pagine di questo diario atipico si caratterizzano a poco a poco per una nota dolente e divertente al contempo, collocandosi tra il reportage brillante e la cocente confessione relativa a quella cornice di tempo, prima dell'approdo a Chicago, dove attualmente l'autrice vive e lavora.

 

Il libro è un susseguirsi di brevi e smaglianti capitoli datati, proprio come un diario, che ci parlano ogni volta di qualcosa di nuovo: dell'impatto con la nazione, dell'inganno e della reificazione della vita nel dormitorio "surrogato del globo", della solitudine, delle lezioni con gli studenti, dei diversi paesaggi che sporgono da un finestrino o sotto un piede, della vicinanza con la Corea del Nord, di tabù, di incontri più o meno aforistici e di affondi introspettivi senza sconti. E c’è qualcosa di nuovo quasi a ogni capitolo, in una variazione continua di temi e toni. Eppure tutto è legato con un unico nastro e assomiglia a una strana corrispondenza, una condivisione che pare lontanissima da quella istantanea tipica dei social e delle chat con le loro esche a buon mercato. Potremmo quindi ipotizzare che "Dalla Corea del Sud" sia una sorta di strano libro epistolare diventato reportage, diario e testimonianza, nel quale non emergono destinatari delle singole lettere-paragrafi. Assai di rado capita di leggere pagine così affilate e riflettenti in uno scritto che si può ricondurre ai territori dell'autobiografia contemporanea.

 

 

Il prossimo appuntamento con Origami si terrà martedì 3 luglio sempre alle 20:45.

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Presentazione del libro: "Vivere senza cellulite si può" di B. Ostan e G. Perrone Mon, 02 Jul 2018 21:42:20 +0200 http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/484960.html http://comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/484960.html milani.cadeo milani.cadeo  

 

Presentazione del libro

VIVERE SENZA CELLULITE SI PUO’

di Barbara Ostan e Giovanna Perrone

Ed. Tecniche Nuove

Giovedì 5 luglio

Ore 19:00

Acquago Piazzale Biancamano 1

R.S.V.P info@acquago.it

www.acquago.it 

 

 

La nemica da combattere per l’80% delle donne in età post-adolescenziale si chiama Cellulite, meglio definita PEFS (Panniculopatia edemato fibro sclerotica).

 

Per vincere la battaglia il primo passo è conoscere questo nemico che non è solo un inestetismo, ma una vera e propria patologia collegata a un’alterazione della circolazione venosa e linfatica, dovuta solo in parte al sovrappeso. Le cause sono diverse e vedono entrare in gioco predisposizione genetica, squilibri ormonali, scorretta alimentazione e vita sedentaria. Da qui l’obiettivo e il filo conduttore di questo libro: approfondire in modo medico scientifico la conoscenza di questa patologia e fornire le armi più efficaci per liberarsene. Per facilitare il raggiungimento dell’obiettivo e consolidarlo sono previsti anche un “Decalogo Anticellulite” e una guida per mettere in pratica una corretta alimentazione, finalizzata al controllo del peso e al miglioramento dello stile di vita come dimostrano le sfiziose ricette qui descritte e appositamente create per combattere la “buccia d’arancia” anche a tavola.

 

La presentazione tenuta dalla dottoressa Giovanna Perrone,  si terrà presso ACQUAGO, l’acquabiking per eccellenza con idrogetti in cabine individuali dove si pedala in acqua immersi fino alla vita per una rimessa in forma veloce coadiuvata dall’intervento di ben 22 getti che si prendono cura del nostro corpo per una sensazione immediata di benessere assoluto. Per l'occasione sarà possibile acquistare il libro a prezzo speciale

 

Giovanna Perrone è Medico Chirurgo, specialista in Scienza Dell’Alimentazione e ha conseguito la qualifica di Esperta in Medicina Naturale presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 1990 si occupa di nutrizione e sana alimentazione.

 

Barbara Ostan è Medico Chirurgo e ha conseguito la qualifica di Esperto e Consulente in Medicina ad Indirizzo Estetico. Medico Esperto in Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate. Dal 1996 si occupa di nutrizione, ricerca e cura delle intolleranze alimentari.

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