Racconti fantastici di insoliti animali

Divina Follia MAEC - Via Lupetta, 3 - Milano 11 dicembre 2014 ore 16.30 Antonella Modaffari Bartoli, ci regala, per le collane FUORIONDA, questa cornice bambina che ci solleva un po'.

06/dic/2014 17:14:57 Maria Contatta l'autore

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Racconti fantastici di insoliti animali

Presentazione a cura di Silvia Denti del libro di Antonella Modaffari Bartoli, Ed. Divina Follia

MAEC - Via Lupetta, 3 - Milano

11 dicembre 2014 ore 16.30

Antonella Modaffari Bartoli, ci regala, per le collane FUORIONDA, questa cornice bambina che ci solleva un po’. Come mai ha scelto di scrivere delle favole? Una che sa di poesia e la trasmette, anche qui. Sì. Questa narrazione ricca di dettagli, di parti musicali, laddove non vi sono strumenti singoli ma orchestre, è magistralmente perpetrata da una penna meravigliosa e versatile, che la fa in barba ai narratori moderni e ai poeti contemporanei. Come? Unendo la capacità di raccontare e accorpando se stessa e il suo percepire. La nostra Autrice, anche se non sembra e forse non lo vorrebbe nemmeno svelare, si mette sotto il riflettore puntato sull’anima, non trattiene il fiume in piena dei desideri, dei sogni, dell’utopia, pubblicando solo una raccolta di versi, no. Chi ama comporre fiabe, o comunque racconti che si indirizzano a un pubblico di piccoli, è un Peter Pan, un fanciullino eterno, uno che non ama ritrovarsi adulto, ma soprattutto (visto che, a ben guardare a nessuno piace essere adulto) è una persona coraggiosa, che riesce ad ammetterlo. In più lei è la protagonista indiscussa di tutti gli episodi. È un delfino, una lupa, un gatto, una volpe, un gabbiano, un pinguino, una donna, un essere umano. La cosa che mi ha stupito quando ho letto questo libro magico è tale caratteristica – oserei dire introvabile- di calarsi nei personaggi e anche nelle cose. Esatto, avete capito bene, le cose: le albe, i tramonti, le mattine, le onde, le estati, le lune, il sole, il vento, le piogge, i prati, ecc, ecc. Se dovessero domandarmi quale di queste storie preferisco, non saprei cosa rispondere. Tutte, dico tutte, non hanno tralasciato mai di tenermi lì e condurmi all’interno delle pagine, completamente, facendomi entusiasmare, incuriosire, ridere, piangere, esultare, stupire. Potrebbe essere che ... sono anch’io un’inguaribile bambina, o che amo particolarmente le storie indirizzate ai piccini, o che, per il mio indiscutibile amore verso gli animali, non potevo che farmi travolgere. Vero. E certamente in me qualcosa di simile accade. Ma il connubio animale – bambino secondo me è il massimo per una favola. Ve ne sono tante, tutti

 

bene o male le conosciamo, qualcuno, quando eravamo nell’età infantile, ce le ha raccontate. Chi non conosce Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Pinocchio? Credo che tutti sappiamo, più o meno, dei destini dei sopra citati personaggi. Sono libri classici del genere, ma la Modaffari mi ricorda maggiormente uno stile simile ad Herman Hesse (non ho mai scordato la storiella delle formiche che per non annegare nel latte, lo lavorano fino a renderlo burro). Pur se con la differenza femminile, che si avverte in maniera lampante. In fondo una fiaba non si sa chi la scrive. Qui si capisce subito. È propriamente uno stile femminile, forte, minuzioso, attento, mai pago di trovare il cavillo in cui c’è il bene (H. Hesse, appunto), la potenza del bene materno. Non è robetta da poco, insomma. Qui sotto, dietro la penna, nascosta, perché credo sia una persona umile e timida quando si parla della sua bravura, c’è una grande donna. Un’Autrice che ha voluto, essendone capace, sfidare se stessa e le correnti verso cui, molto spesso, gli emergenti tendono ad andare, convinti di dirigersi nella via giusta. No. Ma volete mettere la narrativa breve? E per giunta dedicata all’infanzia? Antonella potrebbe avere cento anni oppure due, non importa, quel che conta è che il tempo lo decide lei, eccome! Lei che si porta nel cuore le sagge parole della nonna, ce le regala come perle rare e preziose, un’eredità importantissima e ciò denota grande generosità, ricchezza interiore, grandezza. Non ve lo perdete questo libro, amici! Non è per tutti, è per gli altri, quelli che sanno cosa significhi vivere davvero, sorridere, piangere, amare,vivere ... davvero! Se avete voglia di prendervi un’amaca e dondolarvi nel ventre dell’esistenza davvero, datemi retta, leggete questo capolavoro. Che non dimenticherete, anzi, lo trasmetterete ai vostri figli, nipoti, pronipoti, amici, nonni, madri, padri, fratelli. Quegli altri, non siamo dunque noi? Tutti abbiamo bisogno di sognare, ne siamo fatti della stessa sostanza, ve lo ricordate? (Shakespeare). Qui si sogna, si sogna tantissimo. Deliziati anche dai disegni di Lara, figlia della stessa Autrice, che ha talento da vendere nel riproporre le immagini. Giovanissima e dotata. Cosa vogliamo di più?

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