Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cinema Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cinema Tue, 21 Feb 2017 01:55:59 +0100 Zend_Feed_Writer 1.11.10 (http://framework.zend.com) http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/1 Tutti i corsi in partenza Sat, 18 Feb 2017 15:57:11 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421958.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421958.html Scuola di Cinema Pigrecoemme Scuola di Cinema Pigrecoemme
18 febbraioo 2017
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NUM #105
 


REGALA(TI) UN CORSO PIGRECOEMME!

Scegli il corso che fa per te tra quelli in partenza.

  • Regia

    Un corso che conduce i partecipanti, anche privi di esperienza, alla conoscenza delle regole fondamentali e necessarie per costruire un testo audiovisivo; sia esso un lungometraggio, un corto, un videoclip, uno spot o un video istituzionale.

    Dall'8 aprile.
    Docenti: Rosario Gallone e Giacomo Fabbrocino.
    Costo: € 400.

  • Montaggio

    Un corso tecnico su Adobe Premiere Pro, il software professionale di video editing più utilizzato, per imparare a gestire progetti di ogni tipo: dal corto al lungometraggio.

    Dal 4 aprile.
    Docente: Giacomo Fabbrocino.
    Costo: € 400.

  • Critica Cinematografica

    Una corso per imparare a confrontarsi in maniera critica con il linguaggio dell'audiovisivo, adatto sia a chi voglia iniziare ad occuparsi professionalmente di critica, sia al semplice appassionato che voglia assumere maggiore consapevolezza.

    Dal 5 aprile.
    Docenti: Vincenzo Esposito e Rosario Gallone.
    Costo: € 350.

  • Corso "Master" in cinema

    Il corso "Master" dura un intero anno accademico, dura 800 ore ed è la nostra proposta didattica più completa e coinvolgente. Al termine del corso sarà rilasciato un attestato riportante il patrocinio della Film Commission regione Campania.

    Dal 23 ottobre 2017.
    Programma completo in .pdf
    Costo: € 2500 per chi si iscrive entro luglio.

  • Filmmaker

    Un corso di 280 ore costituito dai moduli di regia, montaggio, sceneggiatura e analisi e critica del film a cui si aggiunge un secondo modulo dedicato alla regia e la realizzazione di un cortometraggio finale. Si rivolge a coloro che vogliano rendersi autonomi nella realizzazione di un prodotto audiovisivo.

    Dal 24 ottobre.
    Programma completo in .pdf
    Costo: € 1000.

  • Fotografia

    Un percorso in quattro moduli tra storia, tecnica e creatività per principianti ed appassionati di fotografia. Dalle basi dell'uso della fotocamera alla postproduzione con Photoshop.

    Dal 15 maggio 2017.
    Docente: Luca Sorbo.
    Costo: da € 200 a € 800.

  • Reportage fotografico

    Un workshop diretto a chi, avendo già acquisito le nozioni base della tecnica e del linguaggio fotografico, voglia confrontarsi fotograficamente con un evento complesso.

    Dal 17 giugno.
    Docente: Luca Sorbo.
    Costo: € 200.

  • Recitazione

    Il corso di recitazione cinematografica della Scuola di Cinema Pigrecoemme di Napoli si propone di condurre i partecipanti lungo un itinerario formativo che, partendo dalle basi della formazione attoriale e dall'analisi del testo, giunga al confronto con il personaggio e alla sua rappresentazione sul palcoscenico e, soprattutto, di fronte a una macchina da presa.
    Il numero massimo di partecipanti è 14.

    Colloqui di selezione: 14 ottobre 2017.
    Docenti: Angelo Serio, Cristina Florio, Lucio Allocca.
    Costo: da € 150 al mese, per sette mesi.

 

Contatti

- Telefono: 0815635188
- Email: corsi@pigrecoemme.com
- Sito web ufficiale: www.pigrecoemme.com

 

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Obtain Cheap Swtor Credits from swtor2credits with up to 10% discount Thu, 16 Feb 2017 08:52:29 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421591.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421591.html ownher ownher In a cold, beige room on the fifth swtor credits for sale floor of a downtown building, our desks in a haphazard circle. Beth was witty and kind. But that doesn't mean things aren't tough there for some. Stuart Tielens, who owns the True Value Hardware store on Amar Road, said he'll soon be closing his doors because business has been slow.

The characters' names have been jokingly misspelled or changed. Peter Parker is now "Peter Parkre" (pronounced "Par kre"), while Mary Jane Watson has become "Mary Jane Taymor." Parkre (a befuddled Ray Tagavilla) and Spidermann (a free floating Bold) are two completely different characters who at one point seem to be married to each other.

We just learned that our economy added 212,000 private sector jobs in December. After losing more than 8 million jobs in the recession, we've added more than three million private sector jobs over the past 22 months. Hope apologizes and tells Liam to go back to Steffy at the hospital. She then goes back to Los Angeles.

One to look out for is the Force Leap. The character jumps high in the air, and comes swinging down on an enemy. With chimps added to the study mix, researchers are now puzzled, as popular theories about communication hold that certain core abilities can be inherited. Chimpanzees are so close to us on the primate family tree, and yet they cannot seem to understand our pointing gestures.

She had been a general manager of Florida Mall from 2001 to 2003, then was promoted to regional vice president. Has closed its seven screen theater at Florida Mall, leaving another Orlando area community without a place to see first run movies. Home prices rose 9.7 per cent in January from a year earlier. That's up from an 8.3 per cent increase in December and the biggest annual gain since April 2006.

Mr. Dovigi formed GFL in 2007, merging several local haulers, including National Waste Services., which in 2005 had won a $40 million five year contract to collect residential waste and recycling in parts of Hamilton. Even the most superficial observation shows that Nature's restricted form of propagation and increase is an almost rigid basic law of all the innumerable forms of expression of her vital urge. Every animal mates only with a member of the same species.

"M. Valdemar," I said, "are you asleep?" He made no answer, but I perceived a tremor about the lips, and was thus induced to repeat the question, again and again. But all of that is up in the air at the moment. JagoAndLitefoot (talk) 15:36, April 26, 2014 (UTC)Another interesting point I just thought of: Presumably The Clone Wars would have to be considered part of the Legends "canon" in the same way the OT and the PT are not officially labeled as Legends but taken as part of the background for the Legends stories.

Sunday on CBS, brings back Michael J. Fox as shrewd Louis Canning. These enemies will run straight towards the water. DON'T ATTACK THEM!! They are suicidal like the other enemies. Shanghai's latitude relative to the equator is about the same as New Orleans, Brisbane, or Cairo; the climate is classified as humid subtropical. Summer temperatures at noontime often hit 35 (95 very high humidity, which means that you will perspire a lot and should take lots of changes of clothing.

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comunicato stampa: due iniziative degli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia Wed, 15 Feb 2017 16:23:38 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421493.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421493.html Centro Sperimentale di Cinematografia Centro Sperimentale di Cinematografia

Gli allievi del corso di Costume impegnati in un saggio dell’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d’Amico"

 Prosegue la collaborazione tra il Centro Sperimentale di Cinematografia e l’Accademia d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico", iniziata lo scorso anno con la messa in scena di Peccato fosse puttana.  Quest’anno gli allievi del III anno del Corso di Costume della Scuola Nazionale di Cinema insieme al maestro Millenotti hanno preparato i costumi  per Oreste, uno studio sulla drammaturgia alfieriana elaborata in un testo originale da Valentino Villa per il saggio degli allievi del III anno di Recitazione dell’Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d’Amico". Il  maestro Maurizio Millenotti ha guidato gli allievi del suo corso Francesco Ceo, Ginevra Angiuli, Carolina Felicissimo, Alice Rinaldi, Silvia Romualdi, Carlo Menicucci nella progettazione e realizzazione di costumi originali, in un omaggio in chiave contemporanea al mondo neoclassico. Gli allievi costumisti della Scuola Nazionale di Cinema non si sono limitati a disegnare i bozzetti dei vari costumi, ma hanno curato anche la preparazione delle stoffe e hanno partecipato alle varie fasi della realizzazione, compiuta dalle mani di raffinata esperienza della Sartoria Farani.

Lo spettacolo sarà replicato fino al 19 febbraio alle ore 17:30 e alle ore 20:00.  Teatro Studio “Eleonora Duse” via Vittoria 6 Roma

La prenotazione è obbligatoria al n. 366 6815543 - dal lun. al sab. ore 10.30 -15.00

 

Mondo di carta: gli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia leggono Pirandello

A partire da venerdì 17 febbraio ogni mese per tutta la durata del 2017 l’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo ospiterà nella celebre casa studio dello scrittore l’evento “Mondo di carta” : lettura delle Novelle per un anno di Luigi Pirandello da parte degli allievi attori del Centro Sperimentale di Cinematografia. Un’occasione per celebrare il grande scrittore nei 150 anni dalla sua nascita in un percorso che vedrà riunite le novelle in una costruzione a più voci.  La drammatizzazione è a cura dei docenti della Scuola Nazionale di Cinema Adriano De Santis e Roberto Antonelli.

Novelle per un anno è una raccolta pubblicata in 15 volumi editi tra il 1922 e il 1937: Luigi Pirandello tenterà l’impresa di comporne 365, una per ogni giorno dell’anno ma arriverà a 241 nel 1922 e 15 saranno pubblicate postume. I suoi protagonisti sono tormentati dal pensiero della morte, dal fato, dal male di vivere. Sono esseri semplici la cui esistenza è spesso sconvolta da drammi interiori e familiari che li condannano a crisi profonde. Gli allievi della Scuola nazionale di Cinema cercheranno di restituire l’essenza profonda di questi caratteri tracciati dallo scrittore siciliano che più di altri ha saputo interpretare la natura contraddittoria dell’uomo.

Venerdì 17 marzo a partire dalle 21.00 si svolgeranno le letture tratte da: Il vecchio Dio con Iacopo Ricciotti, Ludovico Succio, Maria Chiara Vinci; Certi obblighi con Nicole Petrelli, Riccardo Maria Manera, Lisa Granuzza Di Vita; Una giornata con Maria Elena Matteucci, Raffaele Taddei; Mondo di carta con Rossella Caggia, Haroun Fall, Noemi Guglietta.

L’evento sarà introdotta da Giorgio Patrizi.

I prossimi appuntamenti sono programmati per i seguenti giorni: 17 febbraio, 7 aprile, 26 maggio, 23 giugno, 6 ottobre, 3 novembre e 1 dicembre. Istituto di Studi Pirandelliani e sul teatro Contemporaneo �“ Studio di Luigi Pirandello �“ via Antonio Bosio 13b �“ 00161 Roma

Dato il numero di posti è preferibile prenotare al n. 06.44291853

 

 

Susanna Zirizzotti

Ufficio Stampa

Centro Sperimentale di Cinematografia  (Scuola Nazionale di Cinema �“ Cineteca Nazionale)

via Tuscolana, 1520 - 00173 Roma - tel: 06.72294260 - 3391411969

www.fondazionecsc.it  -   www.ufficiostampacscblogspot.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sherobe: cette robe au Pérou par des artisans Tue, 14 Feb 2017 04:02:28 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421222.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/421222.html nior nior

Robe de Twist (62 $): Arrondi de cette saison, la tendance de la jupe de cercle, cette tunique fushia profonde de Eileen Fisher est parfaitement situé pour danser les jours et les nuits. Fabriqué à partir de coton bio et chanvre, il est bon pour la terre et se fait sentir.
5. Robe Riley (198 $) Une version plus traditionnelle de la Réforme robes de cérémonie pour mariage, ce nombre trésor de Peekaboo noué a tout ce que vous pourriez souhaiter dans une robe de fête: le style de jours, une brise intégrée et, sacs, sacs ,
Robe 6. Réservoir réversible (104 $): Il est toujours agréable de garder ses options ouvertes, ce qui est exactement ce que cette robe fait. Entièrement réversible et jersey de coton biologique, cette robe est au Pérou par des artisans qui sont faits assez payés pour leur travail, et en prime, il est vraiment deux robes en un.
7. Main Madina Robe sans manches brodé (198 $): Pour ce qui est court robe de cocktail rose pas cher, structuré et fait une déclaration, Raven & Lily offre ce chic, tunique cintrée est brodé à la main au Pakistan avec des dessins traditionnels afghans. Agrémentée par des femmes payées équitablement pour leurs efforts, il est intéressant d'investir dans l'artisanat en toute sécurité.

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peau de mouton avec des robes longues et fluides Tue, 07 Feb 2017 02:45:41 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/420468.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/420468.html janse janse Alors que la signature Kenzo a toujours été l'utilisation d'estampes, nous avons été confrontés à une collection privée de ce style de conception pour une saison maintenant. Hier, Kenzo l'a ramené à plein régime, avec tous ses coloris intenses et ses contrastes majeurs. De plus, il semble que Lim et Leon tiennent un amour particulier pour les estampes de léopard, qui sont apparues sur toute la piste, en combinaisons, pantalons de sport et vestes correspondantes, certains apparaissant de la terre ferme et d'autres prenant la lueur unique et la coloration de La mer avec des algues au fond.
Les arbres ont également servi d'inspiration majeure pour la collection automne / hiver 2015-2016 de Kenzo, avec la forêt devenant un mur vert monolithique devant lequel se tenait la Kenzo femme dans des couches de tente de vert et de noir. Le mur a tourné autour et a suivi tous les modèles pendant qu'ils faisaient leur chemin vers le bas de la passerelle, un jeu assez intéressant sur les illusions et le besoin humain de divertissement dans tout qu'il ou elle témoigne. La collection elle-même était assez intéressante et il semble que la marque fait beaucoup à son ante. Cela comprend la pose de gilets oversize en peau de mouton avec des robes longues et fluides qui sont parfaits pour les jours où nous nous réveillons au soleil qui brille sur nos lits, mais pas assez chaud pour protéger contre les éléments d'automne et d'hiver. Cependant, les enveloppements et les tricots aux couleurs vives feront bien de repousser le froid, tandis que les regards avaient un bord ludique aussi bien avec l'ornement de plume de hibou et la frange stripy sur le pantalon. Même les côtés de la poupée bébé n'étaient pas épargné un peu de flirter pick-me-up. Nous ne pouvons pas non plus manquer les couches de jacquards floraux et les châles à rayures blanche qui étaient de beaux embellissements à un alignement plutôt unique de dessins qui vont bientôt frapper le rack.
Les paillettes en plastique peuvent ne pas avoir été les plus attrayantes, mais la fille Kenzo sera probablement en mesure de conjurer le froid mieux que la plupart avec son shearling doublé en cuir vestes de moto et gilets, ou même le grand poncho anoraks qui gardent le corps agréable et confortable sous. Apportez le temps plus frais, bébé, car nous sommes actuellement en train de lutter les derniers jours de l'hiver comme il est.


http://www.robeme.com/robe-de-fete-mariage-f11

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Je veux exprimer ma gratitude et mes sentiments Thu, 02 Feb 2017 12:20:49 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/420000.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/420000.html janse janse Je veux exprimer ma gratitude et mes sentiments les plus profonds aux dizaines et aux dizaines de collègues au cours des années qui ont aidé à prendre Donna Karan New York bien au-delà de mes rêves les plus fous ", at-elle déclaré dans une interview. Dans ses propres mots, la marque est une partie de son présent, ainsi que son passé et son avenir. Avec ses 7 morceaux faciles, elle a été capable de changer à jamais la façon dont les femmes habillées. Après tout, les robes de Donna ont apporté les meilleures belles de la balle, portées par Hollywood et la mode la plus fine, y compris Ashley Judd, Katherine Heigle, Kate Beckinsale, Iman, Susan Sarandon et Penelope Cruz. Ses pièces ont gracé les tapis rouges depuis des années, comme année par année la marque Donna Karan gagné en popularité et a gagné l'amour des masses. Avec la mort de son mari est venue sa démission en tant que PDG et son accent sur ses activités philanthropiques à travers la Fondation Urban Zen qui travaille dans les soins de santé et l'éducation, l'enseignement des techniques de guérison de l'Est qui comprennent l'art du yoga Robeme.com, massages, aromathérapie et autres.
Donna Karan a effectivement commencé sa carrière avec Anne Klein et est passée d'assistant designer à chef de conception plutôt rapidement. Son Sever Easy Pieces est ce qui a obtenu sa balle roulant, avec leur style pratique et féminine qui pourrait être stratifié comme on voulait. Elle a enlevé les styles masculins, boxy, a sorti le rembourrage d'épaule, et a donné aux femmes le pouvoir de bien paraître en gouvernant les grandes et petites entreprises. Elle était un bijou rare dans les premiers jours et a bientôt des amis qui gagneraient leur renommée autour du même temps qu'elle a fait.

Jersey sépare et tailleur costumes sont ce qui définit la marque Donna Karan, mais elle a certainement certaines robes incroyablement élégant qui ont été portés au fil des ans par une célébrité comme la longue robe de velours dévoré de 1996 qui a été suspendu à quelques jolies bretelles minces et Exposé un peu de peau. Ses pièces étaient à l'apogée absolue de la mode américaine et nous avons adoré voir le nom DKNY associé à Calvin Klein et Ralph Lauren. Il n'a jamais eu de sens pour elle d'avoir des vêtements d'hiver livré en Juillet et des pièces d'été en Janvier et probablement jamais. Son influence est encore visible partout et nous sommes plus qu'heureux de reconnaître ce petit fait avec fierté, même si son nom dans l'industrie de la mode de détail ne détient plus le même pouvoir.

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Esce Diari di Cineclub n. 47 - Febbraio. E' on line e gratuito Tue, 31 Jan 2017 22:49:20 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419821.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419821.html angelo tantaro angelo tantaro

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: http://comunicati.net/allegati/185458/image002.jpg

periodico indipendente di cultura e informazione cinematografica

XXIV premio Domenico Meccoli “ScriverediCinema” Magazine on-line di cinema 2015  

On line il numero 47 - Febbraio 2017 di Diari di Cineclub

(scaricalo gratis - free download)

Clicca qui: Diari di Cineclub n. 47 - Febbraio 2017

(sulla quarta di copertina l’elenco delle edicole virtuali dove poter scaricare gratuitamente il periodico)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: http://comunicati.net/allegati/185464/image001.png

 

In questo numero:

Il declino della critica cinematografica Mino Argentieri;

L’uscita dei turisti dalle officine Lumière. Sergio Sozzo;

I primi 70 anni della IFFS �“ International Federation of Film Societies. Julio Lamaña;

Quando il cinema era un circolo. Lettera aperta al Ministro Dario Franceschini. Marco Asunis;

Incontro con il prof. Mino Argentieri. Antonino Orlando;

Seminario AAMOD. Valore e limiti della legge cinema. Temi, questioni e opportunità per archivi e cineteche:

-          Una legge per le imprese e non per la cultura. E chi perde è la cultura. Stefania Brai;

-          Associazionismo culturale cinematografico? 50 anni di inefficacia nella formazione del pubblico, vadano a farsi benedire... è quanto emerso dalle parole del Direttore Generale Cinema. Silvio Magnozzi;

Animali notturni come narrazione del buio. Natalino Piras;

Sbagliate: diario di un lungo viaggio dentro e fuori la maternità. Elisabetta Pandimiglio;

Chiamata per il morto. Giuseppe Previti;

Le lacrime amare di Petra Von Kant: la solitudine dell’anticonformismo e l’impossibile dialogo. Giorgia Bruni;

Immagini mondo. Breve storia del cinema d’impresa. Letizia Cortini;

Robocop: le paure degli anni Ottanta si realizzano nel nostro presente. Giacomo Napoli;

E’ uscito CINEMASESSANTA n. 328, rivista diretta da Mino Argentieri. DdC;

2017: Anno nuovo, vecchie storie! Fabrizio Nucci;

Il sorpasso. Luciano Marrocu;

SardiniaFilmFestival XII Edizione. DdC;

Capucine. Virgilio Zanolla;

Evita nel tempio del musical italiano. Antonio Maria Masia;

Valdarno Cinema Fedic. DdC;

Il cinema da strumento tecnico a settima arte. Fabio Massimo Penna;

Disastri, incubi ed immaginario �“ 1967 (50 anni fa): la Marea nera della Torrey Canyon. Enzo Lavagnini;

Robert Taylor e il western. Stefano Beccastrini;

Bianchi Gran Sport. Nuccio Lodato;

The Eagle Huntress. Eleonora Migliorini;

Ultra Hal Chatbot Talks with another Ultra Hal Bot. Massimo Spiga;

Coerenza estetica �“ la pellicola documentaria. Carmen De Stasio;

People on Sunday. Marino Demata;

Sei vittima di bullismo? Dott. Tzira Bella;

Dammi una mano ed ecco un film a kilometri zero. Fabio De Angelis;

Oriana Fallaci, il film temuto. Roberto Petrocchi;

Paterson. Giulia Zoppi;

Finsterwold �“ Il mondo oscuro. Elisabetta Randaccio;

Collateral Beauty. Silvia Lorusso;

Artemisia Gentileschi e il suo tempo. Giovanni Papi;

Tre fratelli di Francesco Rosi. Alessandro Macis;

Poetiche. Je so’ pazzo. Pino Daniele;

Il cinema della violenza. Mario Dal Bello;

E’ uscito Cineforum 560. DdC;

E partì il treno del Sistema Cinema della Puglia. Adriano Silvestri;

La criminalità sullo schermo paga: il mondo di Gomorra e Narcos. Ilaria Lorusso;

La televisione del nulla e dell’isteria (IIª). DdC;

Raffaele Cosentino, uno dei personaggi più interessanti del cinema muto siciliano. Sebastiano Gesù;

Il cinema come rito. Festa di Franco Piavoli. Giulia Marras;

Silenzi, fedi, fedeltà e responsabilità. Il doppiaggio di Silence di Scorsese. Tiziana Voarino;

Convenzioni cinematografiche e vita reale. Andrea David Quinzi;

La Gens Bitontina nei cento ritratti satirici di Pierfrancesco Uva. DdC;

La famiglia dei Paperi. Davide Deidda;

Cinema o menzogna? Lo sperimentalismo di Michelangelo Frammartino; Michela Manente;

Sentieri Selvaggi Story. Scuola, rivista ed altro. Simone Emiliani;

Cagliari/Elmas. Roberto Faenza. Contaminazioni tra Cinema e Letteratura.  Premio alla carriera 31 gennaio/18 marzo. DdC;

Appuntamento con la risata al cinema. Lucia Bruni;

Andrej Tarkovskij, maestro necessario. Andrea Ulivi;

Realtà, Finzione, Immaginazione. Massimo Esposito;

Alla fine Sua Santità come Charlot. Pia Di Marco;

Lo Spirito allegro con humour britannico. Giuseppe Barbanti;

Jackie. Paola Dei;

Omaggio. Noi e la Giulia. DdC;

Le vignette “Emissioni” e “Sergio Rubini” sono di Pierfrancesco Uva; L’illustrazione “Jean-Luc Godard �“ Cosa pensa della critica?” è di Giampiero Bazzu; La caricatura “Mino Argentieri” è di Luigi Zara.

Diari di Cineclub
Periodico indipendente di cultura e informazione cinematografica
XXIV premio Domenico Moccoli “ScriverediCinema” Magazine on-line di cinema 2015
Responsabile Angelo Tantaro Via dei Fulvi 47 00174 Roma
a.tnt@libero.it
Comitato di Consulenza e Rappresentanza
:
Cecilia Mangini, Giulia Zoppi, Luciana Castellina, Enzo Natta, Citto Maselli, Marco Asunis

collabora in redazione Maria Caprasecca, Patrizia Masala, Nando Scanu
la pagina e il gruppo di facebook sono a cura di Patrizia Masala
potete proporre notizie dai Circoli e promuovere iniziative inviando mail a:
diaridicineclub@gmail.com
edicola virtuale dove trovare tutti i numeri:
www.cineclubromafedic.it
la testata è realizzata da Alessandro Scillitani
grafica e impaginazione Angelo Tantaro


I nostri fondi neri:
Il periodico è on line e tutti i collaboratori sono volontari, il costo è zero e viene distribuito gratuitamente

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Conclusa la conferenza stampa: Il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Temporary Cinema di Renault Scènic Tue, 31 Jan 2017 14:57:04 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419773.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419773.html Centro Sperimentale di Cinematografia Centro Sperimentale di Cinematografia

RENAULT SCÉNIC PRESENTA, PER LA PRIMA VOLTA A ROMA, IL “TEMPORARY CINEMA”

 

Renault, da sempre legata alla Settima arte, presenta a Roma un evento inedito, frutto della partnership esclusiva con il Centro Sperimentale di Cinematografia e L’Isola del Cinema.

Fino al 3 febbraio, tante proiezioni di cortometraggi presso la stazione della metropolitana A Cipro e i giovani registi emergenti si raccontano.

 

La storia di Renault è legata a quella del cinema fin dai suoi esordi in Francia, nel 1895. A quell’epoca, le fabbriche sorgevano accanto ai primi studi cinematografici, installati a Billancourt; da allora, Renault è presente ai maggiori festival cinematografici mondiali, da Cannes e Deauville a Venezia, da Lione ad Angoulême, Cabourg e Siviglia. Inoltre, ogni anno il Gruppo mette a disposizione di 200 produzioni televisive e cinematografiche una flotta specifica dedicata di 40 veicoli.

Forte di questo connubio di successo, Renault presenta un evento esclusivo all’interno della stazione della metropolitana Cipro di Roma, il “Temporary Cinema” Renault Scénic: 5 giorni di proiezioni di tanti cortometraggi, a partire da Ningyo, il corto del famoso regista Gabriele Mainetti, nato da un’idea di Publicis Italia e presentato in anteprima alla 73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, a settembre 2016. Ispirandosi alla modularità innovativa di Renault Scénic, Ningyo è il primo cortometraggio modulabile: gli utenti, infatti, possono cambiare l’ordine dei 3 moduli che lo compongono per dar vita a 6 storie differenti. 3,3 milioni le visualizzazioni ottenute sulle piattaforme social, dove oltre mezzo milione di utenti si sono divertiti a comporre i vari moduli del corto. All’interno del “Temporary Cinema” l’esperienza modulare diventa live!

Inoltre, il pubblico potrà vivere un’esperienza di prodotto interattiva, grazie ad un test drive digitale, possibile salendo a bordo di Nuova Renault Grand Scénic in esposizione statica: indossando uno speciale visore, si potrà beneficiare di un video a 360° e vivere un’esperienza di guida tridimensionale.

«20 anni fa Renault inventava, con Scénic, il concetto di monovolume e quell’innovativa modularità che non conosce il passare degli anni avendo saputo rinnovarsi totalmente rimanendo al passo con i tempi. Modularità che abbiamo voluto comunicare con la creatività del pluripremiato regista Mainetti. E oggi, a Roma, proprio con la complicità di Scénic, proponiamo al pubblico un’iniziativa altrettanto nuova per la città, che vuole ricordare il binomio glamour che da sempre lega la storia della Casa della Losanga a quella del grande schermo. Per celebrarlo, tante giornate di proiezioni di lavori non solo di registi affermati ma soprattutto di giovani artisti, che ci auguriamo possano contribuire a far conoscere il Cinema italiano anche oltre le nostre frontiere» ha dichiarato Francesco Fontana Giusti, Direttore Comunicazione & Immagine Renault Italia.

«La Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia ha accolto con grande piacere la proposta di partnership a questa interessante e originale iniziativa di promozione dei giovani talenti del cinema italiano. La scelta di utilizzare una location inusuale per eventi analoghi, almeno nel nostro Paese, rappresenta non solo un modo innovativo di promuovere l’arte cinematografica, ma contribuisce a rendere più diffusamente fruibili spazi urbani considerati, spesso e a torto, ai margini dei luoghi di elezione dell’offerta culturale. Apprezzo molto – e per questo ringrazio Renault Italia – l’opportunità offerta agli allievi ed ex allievi della nostra prestigiosa Scuola di mostrare ad un pubblico ampio e non necessariamente composto da cinefili i lavori realizzati durante il loro percorso formativo» ha affermato Marcello Foti, Direttore Generale del Centro Sperimentale di Cinematografia.

 

La densa programmazione del Temporary Cinema prevede, infatti, numerosi cortometraggi di giovani registi emergenti, appartenenti alla Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia.

 

«Siamo orgogliosi di avere Renault come Partner ufficiale de L’Isola del Cinema, uno degli eventi dedicati al cinema più attesi nella capitale. La collaborazione conferma l’interesse di Renault per il cinema, a cui è legata fin dai suoi esordi in Francia, e per il Festival, all’interno del quale è stata presente con un’area dedicata, il “Renault Lounge”, con un ricco programma di eventi culturali gratuiti, dalle proiezioni alle presentazioni di libri, dagli spettacoli teatrali agli eventi di musica live.» Giorgio Ginori, Presidente e Direttore Artistico de L’Isola del Cinema.

Il Centro Sperimentale di Cinematografia, istituito nel 1935 su iniziativa del regista Alessandro Blasetti, è la più antica e prestigiosa Istituzione italiana di insegnamento, ricerca, sperimentazione e produzione nel campo della cinematografia, intesa nel suo senso più ampio: film, documentario, animazione, serialità televisiva.

Fra le sue finalità il Centro Sperimentale di Cinematografia pone lo sviluppo dell’arte e della tecnica cinematografica e audiovisiva a livello d’eccellenza, attraverso i due Settori della Scuola Nazionale di Cinema e della Cineteca Nazionale.

La Scuola Nazionale di Cinema, la più antica del mondo dopo il VGIK di Mosca, costituisce un incubatore culturale dove confluiscono le diverse professionalità nel campo della cinematografia: attori e registi, ma anche produttori, fotografi, sceneggiatori, scenografi, costumisti, montatori, tecnici del suono e animatori, oltre ad esperti della cinematografia digitale, docenti, studiosi e studenti di tutto il mondo.

In oltre 80 anni di attività si sono formate presso il Centro Sperimentale di Cinematografia intere generazioni di protagonisti del nostro cinema: tra i tanti si ricordano registi come Michelangelo Antonioni, Giuseppe De Santis, Steno, Pietro Germi, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Roberto Faenza, Nanni Loy, Francesco Maselli, Folco Quilici, Antonello Falqui, Francesca Archibugi, Carlo Verdone, Paolo Virzì, Gabriele Muccino, Francesco Munzi; attori come Gianni Agus, Arnoldo Foà, Massimo Serato, Clara Calamai, Carla Del Poggio, Alida Valli, Claudia Cardinale, Carla Gravina, Paola Pitagora, Stefano Satta Flores, Francesca Neri, Stefania Rocca, Enrico Lo Verso, Riccardo Scamarcio, Alba Rorhwacher; produttori come Dino De Laurentiis, Nicola Giuliano e Francesca Cima; autori della fotografia come Pasqualino De Santis, Gianni Di Venanzo, Vittorio Storaro, Giuseppe Lanci, Luciano Tovoli, Nestor Almendros, Renato Berta; costumisti come Lucia Mirisola e Vera Marzot; scenografi come Francesco Bronzi, Gian Tito Burchiellaro, Gianni Polidori, Mario Garbuglia, Beni Montresor; oltre a tanti personaggi che hanno avuto fortuna professionale in altri ambiti della vita pubblica, della cultura e dello spettacolo: Pietro Ingrao, Raffaella Carrà, Domenico Modugno, Gabriel Garcia Marquez, Manuel Puig, Angelo Ripellino, Susanna Tamaro. Oggi sono oltre 300 gli allievi che frequentano annualmente i 13 corsi attivi presso le cinque Sedi della Scuola Nazionale di Cinema.

L’Isola del Cinema, storico Festival Cinematografico che si svolge sulle sponde dell’Isola Tiberina, giunge quest’anno alla XXIII edizione con il titolo LA CITTÀ CREATIVA: un omaggio a Roma, al centro e alle sue Periferie, sulla scia del riconoscimento da parte dell’Unesco alla città di Roma “Rome City of Films”. Anche per il 2017, L’Isola del Cinema, continuerà a perseguire la sua mission: portare al pubblico il cinema d’autore nelle sue diverse forme ed espressioni: dalle Anteprime del cinema internazionale alle produzioni indipendenti. Elemento di novità sarà l’apertura alle nuove tecnologie ed ai nuovi linguaggi con focus dedicati alla realtà immersiva (la vr 360° nel cinema) e al cine-gaming (quando il videogioco incontra le peculiarità del cinema).

Costruttore automobilistico dal 1898, il Gruppo Renault è un gruppo internazionale presente in 125 Paesi, che ha venduto oltre 3,18 milioni di veicoli nel 2016. Riunisce oggi oltre 120.000 collaboratori e dispone di 36 siti di produzione e di 12.000 punti vendita nel mondo. Per far fronte alle principali sfide tecnologiche del futuro e continuare a realizzare la sua strategia di crescita della redditività, il Gruppo si basa sullo sviluppo internazionale, la complementarità delle sue tre marche (Renault, Dacia e Renault Samsung Motors), il veicolo elettrico e l'alleanza, unica nel suo genere, con Nissan. Con una nuova scuderia in Formula 1 e un forte impegno in Formula E, Renault trasforma il Motorsport in un vettore d'innovazione, d'immagine e di notorietà della Marca.

 

Contatti stampa:

RENAULT ITALIA

Paola REPACI – Corporate Communication Manager

paola.repaci@renault.it

Cell: +39 335 1254592; Tel.+39 06 4156965

Siti web: www.media.renault.it; www.renault.it 

Seguici su Twitter: @renaultitalia

 

CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA

Susanna ZIRIZZOTTI – Ufficio Stampa

susanna.zirizzotti@fondazionecsc.it

Cell: +39 3391411969; Tel. +39 06 72294260

Sito web: www.fondazionecsc.it

 

L’ISOLA DEL CINEMA

Responsabile Comunicazione e Immagine

Mariangela MATAROZZO

mariangelamatarozzo@gmail.com

mariangela.matarozzo@isoladelcinema.com

+39 348 4087147 - +06 5833 3113

 

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conferenza stampa: Temporary Cinema Scènic / in collaborazione con Renault Italia Fri, 27 Jan 2017 17:49:19 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419474.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419474.html Centro Sperimentale di Cinematografia Centro Sperimentale di Cinematografia

Il Centro Sperimentale di Cinematografia

ha aderito al progetto

 

Temporary Cinema Scènic

 

realizzato all’interno della Stazione metropolitana Cipro

da Renault Italia

Si accendono i riflettori sui giovani talenti del cinema italiano.

E sul grande schermo anche l'innovativo cortometraggio del regista-rivelazione

Gabriele Mainetti.

Vieni a scoprire il Temporary Cinema Scénic.

Un evento unico, frutto della collaborazione tra

Renault e il Centro Sperimentale Cinematografico - Scuola

Nazionale di Cinema, con cinque giornate dedicate alla proiezione dei

cortometraggi di giovani registi emergenti e di Ningyo, il primo corto

interattivo, realizzato da Gabriele Mainetti ispirandosi alla modularità di

Renault Scénic: una singolare storia d'amore con cui lo spettatore può giocare

spostando i moduli della narrazione, dando origine a racconti diversi.

 

 

martedì 31 gennaio alle ore 11.00-11,40

incontro stampa

all'interno

della stazione metropolitana di Roma Cipro

Francesco Fontana Giusti: Direttore Comunicazione & Immagine Renault Italia

Gabriele Mainetti: Regista

Marcello Foti: Direttore Generale del Centro Sperimentale
Cinematografia - Scuola Nazionale di Cinema
Caterina d'Amico: Preside della Scuola Nazionale di Cinema
Giorgio Ginori: Presidente e Direttore Artistico de L'Isola del Cinema

Sarà presente Bernard Chretien Direttore generale Renault Italia

 

Susanna Zirizzotti

Ufficio Stampa

Centro Sperimentale di Cinematografia  (Scuola Nazionale di Cinema – Cineteca Nazionale)

via Tuscolana, 1520 - 00173 Roma - tel: 06.72294260 - 3391411969

www.fondazionecsc.it  -   www.ufficiostampacscblogspot.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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Programma di febbraio del Cinema Trevi - Cineteca nazionale/ Roma Thu, 26 Jan 2017 16:20:05 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419319.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419319.html Centro Sperimentale di Cinematografia Centro Sperimentale di Cinematografia

PROGRAMMA DEL CINEMA TREVI �“ FEBBRAIO 2016

Vicolo del puttarello, 25  Roma  tel: 06.6781206

 

1 febbraio                  C’era una volta la Documento Film (parte seconda)

1 febbraio                  Presentazione di Dalle parti di Astrid

2 febbraio                  Satellite - Visioni per il cinema futuro

3-7 febbraio               Piccolo schermo, grande scherno. Come il cinema italiano ha raccontato la televisione

8-9 febbraio               Cosimo Damiano Damato: Visioni, fantasie, sogni, rivoluzioni, poesie e follie

10-12 febbraio           Storie di ordinaria follia. I film di Marco Ferreri (parte seconda)

14-16 febbraio           I protagonisti del cinema italiano: Venantino Venantini

16 febbraio                Toni Bertorelli. L’inferno dentro

17 febbraio                Dal buio alla luce. Il restauro e la conservazione del cinema italiano

18-19 febbraio           Visioni Sociali: It’s a Free World

21 febbraio                Gianfranco Pannone, tra miti e santi

22-23 febbraio           Luchino Visconti (quarta parte)

23 febbraio                Il cinema secondo Corman

24-25 febbraio           La mia vita? Un atto unico molto lungo. Lydia Biondi nel cinema, televisione e teatro

26 febbraio                L’altra faccia della Luna. Omaggio a Lorenzo Pellizzari

28 febbraio                Presentazione di Bianco e Nero: Alida Valli

 

mercoledì 1

C’era una volta la Documento Film (parte seconda)

 

La “legge di sostegno” alla cinematografia italiana nata nel 1949 a firma dell’onorevole Giulio Andreotti, allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo spettacolo, incentiva la produzione di lungometraggi, cortometraggi e film d’attualità di nazionalità italiana. Nascono e si sviluppano nuove case di produzione specializzate nella realizzazione di cortometraggi, come la Corona Cinema, la Nexus Film, la Trans World Film, la Documento Film, la Vette Filmitalia, la S.E.D.I., la Opus Film, la Film Giada, guidate da produttori come Elio Gagliardo, Fulvio Lucisano, Giorgio Patara, Vincenzo Nasso, Giacomo Pezzali e Gianni Hecht Lucari. Tra le società che si sono distinte per la quantità e per la qualità dei film realizzati, ricopre un posto di rilievo la Documento Film s.r.l. di Gianni Hecht Lucari, che dall’inizio degli anni Cinquanta sino alla fine degli anni Settanta realizza oltre mille e duecento documentari, diverse decine di lungometraggi ed alcune centinaia di film d’attualità. Negli anni Ottanta la proprietà dei cortometraggi della Documento Film viene acquistata una parte da una società di Milano e una parte dalla Lanterna Editrice. I documentari di proprietà della Lanterna Editrice sono stati realizzati tra il 1950 e il 1974, la maggior parte con pellicole a colori (Eastmancolor e Ferraniacolor), in formato 35mm, e recentemente sono stati acquisiti dagli archivi del Centro Sperimentale di Cinematografia. La lunghezza media dei cortometraggi è di circa 300 metri (11 minuti circa). Gli argomenti trattati sono i più svariati: dai classici documentari d’arte ed etnografici alle inchieste sul mondo dello spettacolo, dai problemi delle città a temi d’attualità. Se nella prima parte si è selezionato un gruppo di documentari legati a Roma e a Lazio, questa volta si è esteso al resto dell’Italia, per (ri)vedere e comprendere meglio come eravamo.

 

ore 17.30 Canada del sud di Pasquale Puntieri (1954, 10’)

La Sila con i suoi primordiali boschi, terrificanti crepacci, bellissimi laghi, ci ricorda il Canada. Un Canada più vecchio, più romantico, più caldo.

 

a seguire Napoli borbonica di Raffaele Andreassi (1955, 9’)

La Napoli borbonica attraverso monumenti, palazzi e opere d’arte dell’epoca.

 

a seguire Vesuvio gigante brontolone di Vittorio Gallo (1964, 10’)

Luoghi, aspetti e vicende del napoletano, influenzate direttamente o indirettamente dalla presenza del Vesuvio, che, oltre ad essere il simbolo di Napoli, è stato protagonista di significativi fatti storici.

 

a seguire Due paeselli di Abruzzo di Francesco De Feo (1966, 12’)

Il documentario ripercorre i luoghi cari alla famiglia Croce e quelli che videro la prima infanzia di Benedetto, attraverso le parole del breve scritto che traccia la storia civile e umana dei borghi Montenerodomo e Pescasseroli, rispettivamente paese d’origine della famiglia Croce e luogo natio del grande filosofo.

 

a seguire Monte Velino di Carlo Prola (1960, 10’)

Il documentario si propone di descrivere la fauna e la flora di un ambiente geograficamente ben delimitato: quello del Monte Velino, una delle vette più alte dell’appenino abruzzese. Il Velino presenta tutti gli ambienti e gli esemplari animali e vegetali della media ed alta montagna centro-italiana.

 

a seguire Monte Oliveto Maggiore di Di Giacomo (1954, 12’)

In provincia di Siena nel 1319 san Bernardo Tolomei fondò la celebre abbazia benedettina. La chiesa in stile gotico, con rifacimenti barocchi, risale al 1417. I pittori Luca Signorelli e Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, vi dipinsero intorno al Cinquecento episodi della vita di S. Benedetto.

 

a seguire Visioni di Romagna di Giuseppe Sala (1958, 12’)

Bassa Romagna, le sue terre ubertose, le sue spiagge, i suoi castelli e la vita operosa della sua popolazione.

 

a seguire Venezia dei veneziani di Alberto Passanti (1962, 10’)

Impressioni di una giovane veneziana che, una domenica d’inverno, torna a visitare la sua città in un’atmosfera intima, riservata e domestica.

 

a seguire Lessinia di Remo Bussotti (1964, 9’)

Visita ai monti Lessini, nel veronese, un paesaggio che ha influenzato celebri artisti, una terra ricca di marmi e pietre pregiate, mentre nel fondovalle si specchiano i ricchi vigneti.

 

a seguire Italia a Trieste di Guido Gianni (1955, 9’)

La macchina da presa va a spasso per Trieste e riprende la vita di tutti i giorni dei cittadini e degli stranieri. Un giornalista narra la storia degli avvenimenti più importanti della città.

 

a seguire Lettera da Merano di Pino Belli (1955, 10’)

Il documentario presenta Merano e i suoi dintorni nel periodo della raccolta delle mele, principale attività della zona. I castelli, il folklore, le seggiovie e le filovie che collegano Merano alle montagne che la circondano, mentre il fiume Passirio divide la città con la sua fresca e canora corrente.

 

a seguire Piramidi bianche di Vincenzo Mariani (1955, 11’)

Il documentario illustra da un punto di vista spettacolare le cime dei più superbi monti della catena delle Alpi.

 

a seguire Sesto grado superiore di Giuseppe Taffarel (1960, 10’)

Il documentario approfondisce uno dei più importanti aspetti dell’attuale alpinismo in roccia: l’arrampicata “solitaria in libera”, in rapporto al sesto grado e al sesto grado superiore, considerati il limite possibile per lo scalatore.

 

a seguire S.O.S. sulle Dolomiti di Cai Fisi Sat (1953, 10’)

Il paesaggio di montagna invernale sotto l’infuriare del vento e della tormenta. La vita in montagna diventa difficile sia per gli uomini che per gli animali. Gli uomini si sono attrezzati per soccorrere le persone in pericolo: la squadra specializzata utilizza i mezzi più celeri, con il sostegno di cani addestrati.

 

Presentazione di Dalle parti di Astrid

ore 20.30 Incontro moderato da Emanuele Rauco con Federico Mattioni

 

a seguire Dalle parti di Astrid di Federico Mattioni (2016, 72’)

Una diciottenne decide di abbandonare la casa dei suoi genitori e attraversa una Roma perlopiù irriconoscibile. Si prefigge di raggiungere un luogo, giardino incantato, che è un ritornare intimo all’infanzia, ma anche una dimensione altra che sembra prendere vita soltanto nella sua immaginazione. Un’immaginazione da predestinata a qualcosa di straordinario. Ma il mistero che si cela dalle parti di Astrid è nelle mani di una donna giapponese, che entra in contatto con lei sotto l’egida di un misterioso uomo. Provengono entrambi da molto lontano. «Quello che si apprezza di Mattioni è che ha cercato di fare un film che si discosta da vari schemi, che cerca di evadere dalle consuetudini, ma soprattutto che cerca di raccontare una storia di crescita, di presa di coscienza di sé e di amore in maniera alquanto originale» (Ciancone).

 

giovedì 2

Satellite - Visioni per il cinema futuro

 

«Durante la 52ª edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema (Pesaro 2-9 luglio 2016) è stata inaugurata “Satellite - Visioni per il cinema futuro”, una sezione non competitiva dedicata alla produzione audiovisiva italiana a bassissimo budget ed extra-industriale. Uno “spazio aperto” a esordi, opere fuori formato ed esperimenti in tutte le loro declinazioni, nel quale i film vengono prima di tutto visti e discussi e non giudicati. In attesa della prossima edizione, a Pesaro dal 17 al 24 giugno, Satellite arriva al Cinema Trevi per una giornata di proiezioni.

E tuttavia, l’occasione non va considerata come mera riproposizione di alcuni film “targati” Satellite. Se abbiamo scelto di iniziare con un focus su alcune opere recenti di cane capovolto, non è infatti (solo) per rendergli omaggio, ma per recuperare alcuni lavori che erano stati discussi ed esclusi per mancanza di tempo, inserendo l’opera mostrata al Festival dentro un corpus produttivo più ampio, contestualizzandola con una serie di altre opere, che consentono al pubblico di comprendere meglio la ricchezza della riflessione in corso.

Avremmo in fondo potuto fare lo stesso con altri autori proiettati a Pesaro, e con i molti che non siamo riusciti a presentare. Perché molti ci hanno (generosamente) inviato più di un’opera, e questo, lungi dall’essere un’infrazione alle regole, ci ha aiutato a capire, a confrontarci non con l’opera idealmente autonoma e compiuta in se stessa, ma con un’idea autoriale, una proposta culturale, un percorso esistenziale che la accompagnano. Questo allora è (non) solo un assaggio di ciò che è stato, ma, nel suo piccolo, anche una deviazione e una deriva dalla rigidità di una sezione o di un festival, un’apertura e una slabbratura su ciò che avrebbe potuto essere, e speriamo su ciò che potrà essere» (Satellite).

Alle proiezioni saranno presenti gli autori

 

ore 17.30 Slaughter di cane capovolto (2014, 20’)

Loro cercavano di dare un senso nuovo all’uccisione degli animali. Una prevedibile tragedia in 4 movimenti.

 

a seguire Dentro la maggioranza silenziosa di cane capovolto (2014, 41’)

Ciccio Franco e la triste rivolta di Reggio Calabria riletta da più punti di vista, assolutamente incidentali.

 

a seguire Lo sguardo in macchina di cane capovolto (2015, 10’)

Sai che cos’è lo sguardo in macchina? È quando l’attore guarda dove non dovrebbe guardare. Lo spettatore si sente a disagio. L’attore lo guarda fisso attraverso lo schermo. L’attore è già morto, lo spettatore no, non ancora. La vecchiaia, il declino, il decadimento fisico sono luoghi dove il corpo ha vinto. Il corpo invece vuole tacere, vuole credere a tutto.

 

ore 19.00 Paisaje con perro roto di Orazio Leogrande (2014, 14’)

Un requiem per un cinema che è stato smembrato. La storia di un viaggio verso l’impossibile. Un film che traccia l’originale instabilità della visione usando filmati di archivio di diversa provenienza.

 

a seguire Una casa di Sandro Lecca (2015, 11’)

Una casa. Una notte. A Milano. Una voce che grida nella strada.

 

a seguire Parco Lambro di F. Gariboldi, F. Martinazzo, G. Savorani, M. Taccani (2015, 13’)

Il film è un insieme di suggestioni sull’idea del parco, in cui il tema del giardino si sviluppa come una variazione insolita del documentario naturalistico. Un’esplorazione che attraversa il repertorio del festival di Re Nudo, film amatoriali in super 8 e le attuali trasformazioni possibili all’interno del parco.

 

a seguire Senza titolo di Cristiano Carloni, Stefano Franceschetti (2016, 4’)

Macro visioni di micro eventi.

 

a seguire Iconostasi di Morgan Menegazzo, Mariachiara Pernisa (2015, 16’)

La luce splende là dove il buio è più profondo. Iconostasi è lo squarcio che mette in contatto cielo e terra, la corda tesa tra la veglia e il sonno, il confine privato tra visibile e invisibile. Il posto delle immagini dove l’evento è la percezione della luce.

 

a seguire A thing among things di Giovanni Giaretta (2015, 7’)

Il video combina un testo, che colleziona le memorie visive di una persona che ha perso la vista, con close-up di minerali trasparenti. Le immagini diventano così scenografie aperte a interpretazioni differenti: come guardare qualcosa presupponendo, immaginando che possa diventare qualcos’altro.

 

ore 21.00 Memorie - In viaggio verso Auschwitz di Danilo Monte (2014, 76’)

«Tra poco fai 30 anni, per il tuo compleanno ti regalo un viaggio nel luogo in cui sei sempre voluto andare, Auschwitz. Un viaggio nella nostra memoria, per ricominciare a parlare» (Monte).

 

3-7 febbraio

Piccolo schermo, grande scherno. Come il cinema italiano ha raccontato la televisione

 

«La televisione nasce come diretta concorrente del cinema e sin dai suoi primi vagiti numerosi registi non hanno perso tempo nel condannarla come strumento di manipolazione e istupidimento delle masse al servizio del potere politico. La rassegna getta uno sguardo su questo particolare sottogenere, nato addirittura in epoca fascista con i film Mille lire al mese e Batticuore �“ che già anticipano in nuce la commistione patologica tra politica e spettacolo �“ e arriva agli ultimi anni con il de profundis firmato da Matteo Garrone, il quale con Reality racconta la voglia di protagonismo di quegli italiani senza arte né parte in perenne gara per lasciare qualche traccia di sé nell’etere» (Martera).

Programma a cura di Luca Martera in collaborazione con la Cineteca Nazionale

 

venerdì 3

ore 16.30 Il caimano di Nanni Moretti (2006, 112’)

«Un film sul cinema, un film d’amore e un film sull’Italia di oggi. Mi stupisce che molte persone s’aspettassero da me un film di propaganda [...]. Il personaggio che dà il titolo al mio film alla fine lascia dietro di sé macerie. Queste macerie sono culturali, politiche, istituzionali, costituzionali, etiche, psicologiche anche. Vent’anni fa, trent’anni fa, un elettore comunista e un elettore democristiano comunicavano, sentivano di avere alle loro spalle un patrimonio comune. In altri paesi c’è un patrimonio comune di valori che fonda quel paese, quella democrazia, quella repubblica. E dopo ci si divide, sulle linee politiche: la destra, la sinistra, il centro, i progressisti, i conservatori. In Italia sembra che da molti anni non ci sia più un patrimonio comune di valori» (Moretti).

 

ore 18.30 Ladri di saponette di Maurizio Nichetti (1989, 85’)

«Con tenerezza e umorismo, Nichetti riassume i nostri ultimi quarant’anni, il loro radicale mutamento di costume: dalla retorica pauperista e “cinematografica” degli anni ’40 alla retorica opulenta e “televisiva” degli anni ’80» (Escobar). «Mi piaceva giocare con i tre livelli di realtà diversi. Il primo è quello del neorealismo, che per noi non corrisponde alla realtà ma a quel particolare tipo di film in bianco e nero, […]. Poi c’è il livello dell’iperrealismo pubblicitario, cioè di una realtà che non è tale ma che la pubblicità ci presenta come reale: un mondo dove tutto è bello, colorato […]. Infine c’è la realtà della famiglia di telespettatori, che si trova di fronte all’iperrealismo e al neorealismo e non li distingue più, se non perché uno è a colori e l’altro in bianco e nero. Quindi, nel momento in cui i personaggi cambiano status e passano da un livello all’altro, i telespettatori non capiscono più niente…» (Nichetti).

 

ore 20.00 Incontro moderato da Luca Martera con Fausto Brizzi, Linda Brunetta, Roberto Faenza, Enrico Vaime

 

a seguire Signore e Signori, buonanotte di Aa.Vv. (1976, 117’)

Durante il telegiornale giornaliero, vengono mandati in onda quattordici servizi di cronaca e malcostume, che mettono in risalto i più grandi problemi della società italiana. «Allora non piacque molto. Fracassone, pesante, goliardico. Invece il suo culto è cresciuto negli anni. È un delirante, vivissimo ritratto dell’Italia degli anni ’70 e di quella che sarebbe diventata negli anni ’80, a cominciare proprio dalla sua voce patronale, la tv» (Giusti).

 

sabato 4

ore 17.00 Ginger e Fred di Federico Fellini (1985, 127’)

«Fellini ha fatto un film della maturità alla maniera dei grandi comici: prevale la malinconia, ma il carattere visionario non s’è perso (se il protagonista è come il Calvero di Chaplin, il quadro è un grottesco 1984 visto a posteriori col presentatore al posto del Grande fratello, il 1985 di Fellini). Si vedrà se la prima parte non sia troppo sottotono e prosaica rispetto allo splendore dell’esplorazione dentro il palazzo TV; ma va detto subito che Mastroianni è superbo, irripetibile (lo sguardo profondo di un disperato qualunque, ma anche di un alter ego poetico) e assai brava la Masina, opponendo all’omologazione televisiva la forza più antica della rispettabilità, della banalità più generosa. Forse, in un momento di buio ci daremo la mano» (Reggiani).

 

ore 19.20 Switch di Giuseppe Colizzi (1978, 98’)

«Si tratta […] di una storia pretestuale, nel senso che parte dal dato concreto del diffondersi del fenomeno delle Tv private per fare un discorso più vasto, attraverso le vicende di un gruppo di giovani che, come qualche anno fa, potevano creare un giornalino, oggi mettono in cantiere una televisione. È un modo come un altro di entrare in certi ambienti, di parlare dei giovani e dei loro problemi. E certo […] quello delle televisioni private è un ambiente fatto soprattutto di giovani, per i giovani si potrebbe dire. Perché, ad esempio, pur con tutta la voglia possibile di lavorare, quel giovane, sino a qualche anno fa poteva avere in mano una macchina da presa? Prima di raggiungere quell’obbiettivo passavano anni, anche perché la pellicola costa. Con le telecamere, e grazie a queste Tv private, tutto è diverso. Eliminato il costo della pellicola, c’è la possibilità per i giovani di lavorare, di fare, e credo che la maggior parte lavorino bene. Ecco un merito di queste emittenti: allevare giovani, creare dei veri protagonisti» (Colizzi).

 

ore 21.15 La decima vittima di Elio Petri (1965, 90’)

In una società tecnologica futura, non essendoci più guerre, l’aggressività viene scaricata attraverso la caccia all’uomo, nella quale vince chi totalizza dieci vittime. Marcello e Caroline sono entrambi a quota nove, l’uno dà la caccia all’altra giocando l’arma della seduzione e dell’amore. «La decima vittima era un film assai rischioso: tratto da uno dei migliori racconti americani di fantascienza, La decima vittima [La settima vittima] di Robert Sheckley, non pensavamo che potesse trovare una plausibile ambientazione italiana. Da noi la fantascienza è quella che può essere in un paese povero anche di scienza, tutta merce d’importazione: in Italia il futuro non è cominciato, siamo ancora alla liquidazione dei residui feudali; e quando vaticiniamo su ciò che accadrà dopodomani la fantasia resta al palo. Ogni precedente tentativo di “science fiction” indigena, compreso lo sfortunato Omicron di Gregoretti, era finito miseramente: e l’idea del nostro Petri alle prese con un tipico racconto newyorkese, legato alla crudele atmosfera della metropoli e impensabile sotto cieli non americani, non ci tranquillizzava affatto. E invece, vedere per credere, il film è di prim’ordine» (Kezich).

 

domenica 5

ore 17.00 Colpo di stato di Luciano Salce (1968, 105’)

La lunga lunga notte dello scrutinio elettorale del 1972 secondo le menti geniali di Salce e De Concini, che immaginano un’impennata imprevista dei voti conquistati dal partito comunista. Libero esperimento cinematografico figlio del ‘68 italiano, seriamente danneggiato da una distribuzione a dir poco fantasma che ha portato alla sparizione quasi totale del film. Salce mischia una satira politica beffarda, quasi sempre lontana dagli schemi sicuri della commedia all’italiana del periodo, al cinema-verité, al film-inchiesta, al film nel film, al film corale (con tanto di coro greco a commentare i passaggi narrativi principali), frantumando la trama in un susseguirsi delirante di situazioni, avvenimenti, dinamismi. Prodotto dopo mille difficoltà con un budget ridotto lungo un anno di duro lavoro, Colpo di stato è certamente fra i film più ambiziosi e preziosi di Luciano Salce, da riscoprire urgentemente.

 

ore 19.00 Cesare Cadabra di Andrea Aurigemma, Fausto Brizzi, Alberto Vendemmiati (1994, 87’)

Uno speaker (Lello Bersani) ricorda Cesare Cadabra, sceneggiatore, scrittore, poeta, pittore, autore radiofonico ed altro ancora, personalità della cultura, protagonista della grande stagione del cinema italiano, inventore della tv verità, classe 1925, negli ultimi tempi, dopo alcune apparizioni televisioni (da Costanzo e Marzullo: si vedono puntate in cui era realmente presente Felice Andreasi), si è ritirato nella sua casa nel quartiere Prati, accudito da un’anziana signora, ormai vedovo. Un incubo ricorrente lo terrorizza (i suoi libri al rogo), segno di una fine imminente. Vorrebbe scrivere ancora qualcosa, ma non sa cosa, mentre il suo agente-factotum lo tormenta, ricordandogli gli impegni, le scadenze. Ma Cadabra pensa piuttosto a far ordine nella sua vita, mettendo a soqquadro la biblioteca personale, quei libri che lo hanno accompagnato e che ormai non servono più a nulla. Un giorno in un centro commerciale vede una telecamera e l’acquista. Il giorno dopo esce di casa e inizia a riprendere la realtà, come insegnava Zavattini, pedina le persone, osserva, colpisce, finché un gruppo di ragazzi, forse delusi di non essere ripresi da un operatore televisivo, gli strappano la telecamera e gliela portano via. Un vero e proprio film che avrebbe meritato un’uscita nelle sale, a conferma che anche in una scuola di cinema si può fare del bel cinema, con uno straordinario Felice Andreasi, one show man, in une delle sue più ispirate interpretazioni, ben spalleggiato da Carlo Colnaghi nella parte del barbone, o meglio, dell’uomo che vive (e non sopravvive) per strada.

 

ore 20.45 Joan Lui - Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì di Adriano Celentano (1985, 164’)

«Trash-cult-kolossal e totale disastro per Adriano Celentano, piccolo Kubrick dell’impresa alla sua ultima opera da regista. Un film sul ritorno di Cristo, interpretato da Celentano stesso, ai giorni nostri. [...] Celentano voleva fare Joan Lui da anni, ma i Cecchi Gori prendevano tempo. [...] Già in fase di riprese scoppia l’inferno. Le decine di ballerine e ballerini chiamati dall’America per il primo musical italiano stanno settimane senza far nulla a Roma e pesano sul budget. Il Maestro non riesce a controllare il proprio film, che deve essere in sala in tutta Italia il 25 dicembre, giorno della nascita del vero Lui. Per abbreviare i tempi di montaggio i produttori, alla fine, tolgono di mano i rulli del premontato a Celentano e li fanno stampare in stabilimenti diversi. Tre elicotteri e quattro aerei portano in tutta Italia le pizze del film a poche ore dal primo spettacolo. Joan Lui esce in una versione di quasi tre ore [...]. È un disastro, i critici ci sguazzano, il pubblico fugge. Celentano chiede in tutti i modi di poter rimontare il film. I Cecchi Gori hanno preparato una versione più corta, due ore circa, a insaputa del Maestro e stanno già facendo il cambiamento delle pizze in sala. [...] Scoperta la sòla grazie a una soffiata di un fan, Celentano chiede il sequestro immediato del film e dieci miliardi di danni ai Cecchi Gori per avergli rovinato l’opera d’arte e la reputazione. [...] Grazie all’interesse di Felice Laudadio è stato riproposto a Milano nell’agosto 1996 in edizione integrale. Forse era davvero un capolavoro» (Giusti).

 

martedì 7

ore 16.30 Toby Dammit di Federico Fellini (ep. di Tre passi nel delirio, 1967, 44’)

«Fellini e Zapponi stravolgono completamente il personaggio di Toby, nel racconto un brutto ceffo malfidato e losco, scommettitore accanito per vizio e per abitudine […]. Ne fanno un divo, ammirato e coccolato, gli danno il volto angelico di Terence Stamp, e lo plasmano in modo da aggiungerlo alla galleria dei protagonisti felliniani. […] Esibito, usato, sballottato da un set all’altro, costantemente fuori fuoco, confuso, ebbro. Come se l’unico modo per interagire con la (o per sopravvivere alla) realtà in cui è precipitato sia una perenne alterazione sensoriale. Toby non interagisce se non attraverso la catalogazione passiva del suo sguardo, che registra orrori su orrori facendo da filtro per lo spettatore. […] È stupido, è ottuso. È venuto a Roma solo perché gli hanno promesso una Ferrari, con cui si schianterà perdendo la testa. Il suo patto col diavolo è quello: la bambina che reclama il pegno è solo l’utilizzatrice finale, tutti gli altri sono complici e artefici della sua rovina» (Curti). Nel 2008 la Cineteca Nazionale ha realizzato, con la supervisione di Giuseppe Rotunno, il recupero cromatico dell’episodio Toby Dammit.

 

a seguire Guglielmo il dentone di Luigi Filippo D’Amico (ep. de I complessi, 1965, 37’)

Leggendario, invece, e a ragione, l’ultimo episodio, in cui Alberto Sordi impersona magistralmente uno dei personaggi più famosi della nostra commedia: Guglielmo il Dentone, petulante e invadente video-giornalista. Si tratta di una caratterizzazione riuscitissima, spalleggiata da un bravo Franco Fabrizi nella parte del “pretendente al posto” super-raccomandato. Sordi riempie il video col suo faccione e ci delizia con i suoi torrenziali discorsi, strappando risate e consensi» (Davinotti).

 

a seguire L’oppio dei popoli di Dino Risi (ep. de I mostri, 1963, 8’)

Una giovane signora annoiata riceve l’amante in casa mentre il marito assiste come ipnotizzato all’intero programma serale della televisione, tanto da non rendersi minimamente conto della presenza del rivale a pochi metri da lui.

 

a seguire Il testamento di Francesco di Dino Risi (ep. de I mostri, 1963, 2’)

Un uomo dall’aspetto molto curato e dal linguaggio forbito è seduto nella sala trucco di uno studio televisivo e tormenta il truccatore esigendo, con pretesti logorroici, continui ritocchi al suo maquillage. Una volta in onda lo si scoprirà essere un frate intento a predicare contro la vanità all’interno di una rubrica religiosa.

 

a seguire La bomba alla televisione di Luigi Zampa (ep. di Contestazione generale, 1970, 28’)

Riccardo, regista d’avanguardia, ha ricevuto l’incarico dalla televisione di girare un servizio sulla contestazione in modo moderno e rivoluzionario. Il giorno della proiezione, davanti agli increduli dirigenti della tv, il servizio risulta talmente sconcertante che i funzionari non sanno come comportarsi, anche perché si è sparsa la voce che l’autore sia stretto parente di un’alta personalità. Scoperto che questo non risponde a verità, il servizio non va più in onda.

 

a seguire Isole di Nanni Moretti (ep. di Caro diario, 1993, 38’)

«Vado a Lipari a trovare Gerardo. Troppo traffico, troppa confusione: non riesco a scrivere il mio film. Andiamo a Salina. Durante il viaggio Gerardo guarda la televisione. Salina è dominata dai figli unici. Lasciamo Salina per Stromboli. Il sindaco. Andiamo in giro con l’ape. Sul cratere del vulcano chiedo notizie di Beautiful a degli americani. Andiamo a Panarea. Subito ripartiamo per Alicudi» (Moretti).

 

ore 19.30 Reality di Matteo Garrone (2012, 115’)

«II primo di tutti i reality? La famiglia. Luciano (il detenuto-attore Aniello Arena, strepitoso), pescivendolo e piccolo truffatore napoletano, sogna il reality con la maiuscola, il Grande Fratello, ma già lo vive a casa sua. Grand Prix a Cannes, Reality inquadra l’odissea di Luciano, che nell’attesa ossessiva di entrare nella Casa esce fuori di testa. Con stile umanista, denuncia in fuoricampo e metronomo tra miseria (sociale) e nobiltà (televisiva), Garrone mostra come il reality sia oggi modus vivendi, format esistenziale: non è più la società dello spettacolo di Debord, ma lo spettacolo della società. Reality o realtà? Da vedere» (Pontiggia).

 

8-9 febbraio

Cosimo Damiano Damato: Visioni, fantasie, sogni, rivoluzioni, poesie e follie

 

«È un dolce filmare poetico quello che caratterizza l’opera complessiva di Cosimo Damiano Damato. La poesia è la sua cifra stilistica e lo dimostra nella sua opera più celebre: Una donna sul palcoscenico del 2009, dedicata ad Alda Merini, in cui Damato avanza elegantemente a piccoli passi, svelando lentamente intimità e cogliendo la vita fragile e vera della poetessa, raccontandolo attraverso momenti di toccante e potente liricità. La scelta della partecipazione di Mariangela Melato si rivela commovente, rimanendo una delle ultime interpretazioni della grande attrice milanese prima della sua scomparsa. “E con una voce che tradisce il suo candore da bambina �“ ha scritto Roberta Bottari su Il Messaggero �“ un sorriso che le illumina gli occhi e l’immancabile rossetto rosso fuoco, Alda Merini si abbandona a Cosimo Damato. Si fida di lui, “sente” che non verrà tradita. E mentre il regista gira in presa diretta, con la camera ferma, in attesa di uno sguardo, di un movimento o di una parola di donna, lei lo seduce parlando di poesia, di misticismo, di filosofia, di musica, di follia riversata nei versi, di Cristo e di passione, senza censurare il dolore famigliare e l’esperienza del manicomio”. La stessa poesia la si ritrova anche nella versatilità e nell’imprevedibilità delle tecniche utilizzate nell’ottimizzazione del fine narrativo, come accade nella sofisticata favola, scritta con il Premio Campiello Raffaele Nigro, La luna nel deserto (2008), storia che trova nel disegno animato l’unica via di rappresentazione possibile. E così il film diventa fulcro d’un messaggio sociale imbevuto di ironia e poesia grazie alle voci eccellenti che doppiano i personaggi del cartone animato d’autore. “Un film poetico che tocca e sconquassa il cuore” il commento di Vincenzo Mollica. La ricerca di Damato si esprime anche in una forma jazzistica, attraverso il robusto fil rouge arboriano (una amichevole e simpatica costante positiva e propositiva dei suoi lavori), trovando una sorta di climax in quel Missoni swing (2012), coinvolgente ritratto di un grande esponente dell'arte sartoriale italiana che svela la sua impresa in una forma di ritmato insegnamento di vita. L’amichevole cameo di Dario Fo, su testi inediti di Enzo Biagi scanditi dalle musiche di Renzo Arbore, sulle trame di Missoni ci permette di parlare ancora di poesia cinematografica. Ma non ci si può nemmeno esimere dalla considerazione di una forte e pura vena popolare che lega a doppio nodo la prospettiva di Damato a quella di artisti dimenticati, ai quali non è mai perdonata la colpevolezza di essere nati in Italia. Accade ad esempio nel bellissimo e commovente lavoro dedicato al cantastorie Matteo Salvatore in Pratapapumpapumpapà, dove Damato riesce a cogliere in pieno una sinfonia picaresca legata alla tradizione orale delle generazioni passate, grazie allo struggente apporto di un superlativo Lucio Dalla (per il quale il lavoro fu scritto in chiave di rappresentazione teatrale). Qui il lato poetico di Damato viene sublimato dalla ricerca spasmodica di valori ancestrali, di insegnamenti contadini che la globalizzazione e le illusorie lusinghe del benessere hanno spazzato via in una sorta di irrefrenabile contaminazione. È un lavoro intenso e profondo, incentrato sul viaggio che sembra essere il tema ricorrente delle fatiche affrontate da un autore che utilizza la macchina da presa come una penna, scrivendo con immagini pagine che acquistano un profondo senso poetico. Predomina spesso, tuttavia, il tentativo di tenere sempre la sperimentazione a portata di mano: in Os-cià dedicato a Tonino Guerra, Damato cerca di dare una personalità e una fisionomia ai personali ricordi e appunti di viaggio di un’esperienza artistica che si nutre di grande arte e di amicizia, quella che l’autore ha condiviso con Tonino Guerra e Abbas Kiarostami. E sempre da un sentimento vero e da un vissuto artistico personale è nato Io sono il teatro, realizzato nel 2011 per mostrare fuori e dentro la scena il gigante Arnoldo Foà. Nell’apertura le dita schiacciano e ammorbidiscono il tabacco, per poi affondarlo dolcemente nel caminetto di una pipa che immediatamente va ad accendere anche la fiamma dei ricordi. Inizia con un impatto familiare e discreto un coraggioso, affascinante e commovente lavoro dedicato ad uno dei più grandi attori di teatro del nostro paese. Uno degli ultimi esponenti di una classicità e di un morboso attaccamento alla professionalità e al trasporto istintivo della passione. La recitazione non esiste, conta solo l’immedesimazione. Anna Bandettini ha scritto su “La Repubblica”: “I documentari sono stati finora tra le cose più belle del Festival del film di Roma: colti, sorprendenti, spesso anche nell’uso originale del linguaggio del cinema. E tra i film più applauditi ci sono stati quelli dedicati al teatro in un incrocio tra discipline davvero feconde. Foà sullo schermo si ricorda con ironia, sincerità e un filo di malizia. Ma il grado di commozione resta alto”. Ma la poesia non è solo legata alla vena documentaristica, Damato viene dal teatro e questa sua educazione sentimentale rafforza il suo linguaggio cinematografico, sperimentando e cambiando maniera, come accade nel suo ultimo lavoro, il film breve Tu non c’eri in cui l’Erri De Luca poeta ispira un potente e delicato ammonimento generazionale, filtrato con un bianco e nero e con virtuosismi di ripresa utili alla rappresentazione, questa volta, della finzione. Padre e figlio, uniti e divisi, dalle incomprensioni e dai ritorni che il tempo predispone in un disegno che pare indecifrabile, ma che trova l’unica chiave di raccordo possibile in quel forte e delicato impatto emozionale dell’amore e della poesia. Il coraggio è un’altra prerogativa del cinema di Damato, se a teatro ha messo in scena la Costituzione raccontata da Gherardo Colombo nei panni di un professore che tanto ricorda il Roby Williams de L’attimo fuggente, per la sua opera di fiction affida il ruolo da protagonista ad una rockstar come Piero Pelù, che mette in pratica tutta la sua esperienza giovanile a lezione da Orazio Costa. Il critico Annamaria Piacentini ha scritto: “È’ una storia d’amore in bilico tra il poetico e il surreale, tra il mondo famigliare solo percepito e quello sognato, in un’infanzia solitaria dove il lacerante mistero del padre, diventa un “rumore” assordante. Il regista li mette a confronto perché imparino a guardare la realtà. La sua macchina da presa volteggia tra la natura incontaminata, si ferma sulla roccia da scalare. I due volti si avvicinano e i loro sguardi si incrociano. Damato punta alla verità, senza ipocrisie, senza emozioni incontrollate. Qualcuno dice che il cinema italiano naviga in brutte acque, allora facciamo le scelte giuste: di un regista come lui in Italia c’è bisogno”» (Lorenzo Procacci Leone, Circolo del cinema Dino Risi).

Con l’autore dialoga, nell’incontro di giovedì 9, lo scrittore e giornalista Enrico Fierro.

 

mercoledì 8

ore 20.00 Tu non c’eri di Cosimo Damiano Damato (2016, 16’)

Film breve scritto da Erri De Luca. Con Piero Pelù, Brenno Placido e Bianca Guaccero. Dal soggetto di Erri De Luca: «Due uomini, due generazioni, padre e figlio: si sono mancati. Il padre è stato a lungo in prigione per aver fatto parte di una banda armata negli anni ’80, il figlio è cresciuto senza di lui. Un giorno il figlio decide di salire a un rifugio di montagna. Vuole raggiungere una cima che il padre frequentava, uscito di prigione. Sapeva scalare, il figlio no, ma vuole lo stesso fare questa specie di pellegrinaggio. Complice è la grande concentrazione della scalata, il vuoto intorno, il vento, lo sbaraglio. Rimprovera al padre l’assenza, la mancanza. Se lo immagina accanto. Si svolge tra loro un dialogo fitto, intenso come riescono a esserlo quelli immaginati. Sulla cima raggiunta insieme, si svolge un definitivo congedo e una consegna. Due uomini, due generazioni, padre e figlio: si sono mancati».

 

a seguire La luna nel deserto di Cosimo Damiano Damato (2008, 30’)

Voci di Leonardo Metalli, Violante Placido, Caterina Sylos Labini, Renzo Arbore, Michele Placido, Arnoldo Foà, Emilio Solfrizzi, Angelo Tumminelli, Savino Zaba, Attilio Romita. Musiche Radiodervish/Violante Placido. Film d’animazione Special Screenings all’Industry della 65^ Mostra del Cinema di Venezia. Luminosa e intensa, onirica, poetica eppure concreta, la favola della colomba Desdemona e della gazza Cola Cola dona le ali della fantasia a temi come la sopravvivenza, l’aspirazione alla felicità, il contrasto e l’integrazione fra mondi diversi. Dalle oasi nel deserto sino alla costa del Mediterraneo �“ seguendo il consiglio di una luna ammaliante - Cola Cola tenta il viaggio verso i paesi del benessere, l'isola del Grano e del Miglio.

 

ore 20.45 Alda Merini, una donna sul palcoscenico di Cosimo Damiano Damato (2009, 71’)

Presentato alle Giornate degli Autori - Venice Days alla 66^ Mostra del Cinema di Venezia. Documentario girato in presa diretta nella casa di Alda Merini, dove la poetessa dei Navigli si abbandona ad un racconto di sé puro ed elegiaco, mettendo a nudo la sua anima. Un incontro fatto di gesti, parole, sguardi. Un dialogo privato che trasuda dolore, ma che rivela l'anima più segreta e nascosta della Merini, la sua sapienza antica e il suo candore. La poetica, la filosofia, la genialità della Merini viene raccontata dal regista Damato grazie ad un canovaccio che affronta i temi del dono della poesia, del misticismo, della seduzione, della musica, un dialogo che diviene confidenza, afflato dell’anima, laddove si parla del dolore, delle brutture del manicomio, della follia riversata a piene mani nella poesia, del mistero di Cristo e della passione.

 

giovedì 9

ore 17.30 Io sono il teatro - Arnoldo Foà raccontato da Foà di Cosimo Damiano Damato (2011, 54’)

Documentario presentato al Festival Internazionale del Film di Roma. Un viaggio nella memoria del vissuto artistico e umano del grande attore, regista e commediografo Arnoldo Foà. Il Maestro racconta se stesso. Seduto dalla poltrona di casa sua rivede alla tv tutto il suo teatro e lo commenta, con il piglio di sempre fra ironia, poesia e impegno civile. Un viaggio che racconta per immagini anche tutto il teatro italiano, di cui Foà è stato ed è la vera anima. Il Maestro ci fa sedere in prima fila davanti al suo palcoscenico e ci rivela aneddoti e ricordi legati agli spettacoli portati in scena: da Pirandello a Baricco. Non solo contributi video inediti degli spettacoli, ma anche le sue celebri dizioni di poesia, da Dante a Neruda.

 

ore 18.30 Os-cia - La bellezza di Tonino Guerra di Cosimo Damiano Damato (2013, 50’)

Con Tonino Guerra e la partecipazione amichevole di Abbas Kiarostami. Presentato al Festival del Cinema Europeo. Os-cia (Osta) è una espressione romagnola di stupore. Sarà la sua voce leggera come l’aria, sarà la sua inflessione romagnola, sarà la sua aura magica e stralunata, ma le parole di Tonino Guerra appaiono come tavole bibliche. La bellezza salverà il mondo scriveva Dostoevskij e il grande poeta sembra aver fatto di questo la sua vera missione artistica. Da Pennabilli a Martina Franca, un viaggio con Tonino in un dialogo prima intimo nella sua casa-museo e poi un incontro con il pubblico dove la strada si veste di poesia. Un documento eccezionale: un grande incontro, l’abbraccio con il regista iraniano Abbas Kiarostami in un “indimenticabile tenzone” a suon di poesia fra versi in dialetto romagnoli e le poesie persiane di Rumi. Kiarostami commenta e ricorda quelle storiche immagini celebrando il genio e la sensibilità creativa di Guerra.

 

ore 19.30 Missoni Swing - I fili di Tai e Rosita di Cosimo Damiano Damato (2013, 65’)

Con Ottavio e Rosita Missoni, Dario Fo. Musiche di Renzo Arbore. Documentario presentato al Bif&st di Bari. L’epopea di Ottavio e Rosita Missoni, con uno straordinario cameo di Dario Fo. Le musiche sono firmate da Renzo Arbore. Un viaggio nella memoria e nel vissuto umano e creativo del Maestro della moda Italiana Ottavio Missoni. Tai (come lo chiamano gli amici) si racconta attraverso una lunga intervista, intima e minimale, in cui si annidano ricordi e fili di lana, un grande affresco che racconta anche il Novecento. Un grande racconto di vita di un uomo che ha saputo fare della moda una vera arte. Missoni non è solo un grande stilista, ma è stato anche un grande atleta: il racconto di Ottavio parte proprio da 1935, anno in cui vestì la maglia azzurra, nella specialità dei 400 metri piani e nei 400 hs. Poi la guerra sul fronte di El Alamein e l’incontro con Rosita e la creazione dei suoi colori.

 

ore 20.45 Incontro moderato da Enrico Fierro con Cosimo Damiano Damato

 

a seguire Tu non c’eri di Cosimo Damiano Damato (2016, 16’)

 

a seguire Prapatapumpapumpapà, la vita e le canzoni di Matteo Salvatore (2014, 86’)

Con Lucio Dalla, Marco Alemanno, Renzo Arbore, Moni Ovadia, Lunetta Savino, Teresa De Sio, Savino Zaba, Erica Mou, H.E.R. Documentario presentato al Bif&st di Bari. Lo spettacolo teatrale Il Bene mio - la vita e le canzoni di Matteo Salvatore è andato in scena l’ultima volta il 10 febbraio 2012 al Teatro Petruzzelli di Bari. Da questo eccezionale documento che vedeva come protagonista Marco Alemanno e Lucio Dalla, parte il viaggio di Renzo Arbore che racconta la straordinaria avventura poetica e musicale di Matteo Salvatore, uno dei padri della musica popolare del Sud. Il film documentario è un vero doppio-omaggio a Matteo Salvatore e Lucio Dalla, due artisti diversi, ma ambedue amati dal popolo, un caso del destino che gli ha fatti incontrare proprio in quel mondo fantastico che è la musica. Salvatore viene raccontato da Renzo Arbore attraverso un viaggio nella sua Apricena e con alcuni contributi video inediti che vedono il cantante folk esibirsi dal vivo.

 

10-12 gennaio

Storie di ordinaria follia. I film di Marco Ferreri (parte seconda)

«La mia sola morale è quella di fare film negativi»

Marco Ferreri

 

A vent’anni dalla morte di uno dei cineasti più originali, Marco Ferreri (9 maggio 1997), la Cineteca Nazionale lo celebra con una retrospettiva. «Il sarcasmo surreale eretto a sistema di ricerca antropologica. Gli uomini sono animali idioti (per effetto dei pregiudizi diffusi dalle religioni e dalle morali, nonché dalle abitudini), che debbono essere analizzati con distacco e divertimento. Ferreri �“ studente pigro che si trasforma in piazzista, in giornalista, in rappresentante di obbiettivi per macchine da presa �“ arriva al cinema, in Spagna, con queste semplici idee in testa. E produce satire antiborghesi e anticattoliche. Dei tre film spagnoli, El cochecito (1960) è il più crudele: prende di mira i vecchi. Ma la crudeltà rimbalza subito nei film girati in Italia: Una storia moderna - L’ape regina (1963), requisitoria contro il matrimonio; La donna scimmia (1964), sul personaggio patetico di una derelitta circuita da un cialtrone (Tognazzi); Dillinger è morto (1969), ritratto glaciale e atroce di un imbecille, ingegnere borghese dentro la società borghese. Non è necessario citare tutti i film di Ferreri per inquadrare la sua tesi. Basta osservare i più scabri e lucidi, i più gonfi di indignazione sarcastica. La grande abbuffata (1973) ha un piglio quasi epico nel descrivere l’incontro di quattro amici a Parigi per una lugubre orgia alimentare. Non toccare la donna bianca (1974) trasforma la buca dove sorgevano le Halles demolite in un set per una fiaba western, con cavalleria, indiani e spie, ottenendo effetti di grande ilarità. Ciao maschio (1978) descrive una New York astratta, da incubo, per raccontare l’autodistruzione di un matto che rifiuta l’amore. Chiedo asilo (1979) affida al folletto Roberto Benigni il compito di salvare l’umanità e la ragione» (Di Giammatteo).

 

venerdì 10

ore 17.00 Storia di Piera di Marco Ferreri (1983, 107’)

Nasce Piera, in una famiglia piuttosto sconquassata, almeno secondo la morale corrente: la madre è un specie di ninfomane, una candida amorale, un po’ ingenua e un po’ folle. Il padre è un attivista politico, disorientato dalla vita della moglie che ad ogni occasione lo tradisce, che vive sempre in bilico tra una gelosia inespressa ed una totale passività. «Il film ha peraltro momenti di forte emozione (basti citare l'incontro fra la giovane Piera e un atletico maschio che sembra uscire dalla mitologia) e, senza quasi mai offrire scene scabrose, esprime a meraviglia il clima inconsueto di quella famiglia, con quel coro di amiche di casa, quel piacere del gioco e della sfida, quell’inversione di ruoli fra madre e figlia» (Grazzini).

 

ore 19.00 Il futuro è donna di Marco Ferreri (1984, 102’)

In una discoteca Anna e Gordon, una coppia sposata senza figli, incontra Malvina, giovane donna incinta di sei mesi. Tra i tre nasce un rapporto intenso ma ambiguo, che viene interrotto dalla morte accidentale dell’uomo. Anna e Malvina restano sole: Malvina partorisce, lascia il figlio ad Anna e riprende il suo vagabondare. «Il futuro di Ferreri, dipinto come il massimo dell’evoluzione del costume e insomma del “progresso” […], finisce stranamente per somigliare a un incubo, a prefigurare una sgradita fine del mondo» (Frosali).

 

ore 21.00 I love you di Marco Ferreri (1986, 99’)

Michel è un giovane attraente e positivo, che ha un grande successo con le donne ed è amato da tutti. Una sera sente una voce suadente che gli sussurra «I love you». La voce fuoriesce dal ciondolo di un portachiavi raffigurante un viso di donna. Basta un fischio e il ciondolo ripete quelle parole. Michel sviluppa una vera e propria ossessione amorosa per quell’oggetto arrivando ad esserne geloso. «Come quasi sempre mi succede nel rivedere i suoi film, I love you guadagna a una seconda visione tanto più che all’ultimo festival di Cannes era stato presentato in edizione francese. Specialmente nei duetti tra Christophe Lambert e il suo patetico Sganarello Eddy Mitchell, candidato al Nobel per la jella, il film riesce a essere divertente nella sua ironia che lega i denti, simpatico nell’angoscia che impregna la descrizione della odierna gioventù di quieti senza causa, viandanti senza meta, afasici senza tormento (apparente)» (Morandini).

 

sabato 11

ore 17.00 Come sono buoni i bianchi! di Marco Ferreri (1988, 98’)

«Su cinque autocarri una spedizione umanitaria internazionale porta aiuti alimentari alle popolazioni affamate del Sahel. Finisce male. Ovvero: degli europei portano da mangiare agli africani e gli africani li mangiano. Film estremo, radicale �“ scritto con Raphael Azcona �“ nell’irrisione del terzomondismo, della carità come business, del mal d’Africa come rimorso, tormento, paura delle anime belle europee. Notevole per la sincerità della rabbia ferreriana, madre di un sarcasmo ironico e sornione, e per la traslucida trasparenza dello stile, interessante persino nei suoi difetti, divertente. Ma si ride verde. Fu inevitabilmente un insuccesso commerciale» (Morandini).

 

ore 19.00 La carne di Marco Ferreri (1991, 90’)

Paolo, separato con due figli, è impiegato al Comune e la sera suona il piano un po’, dove capita. Il suo problema è ritrovare Dio. La sua Prima Comunione è stata un’esperienza di totale immersione nel divino e lui vorrebbe riviverla. Francesca è una giovane donna autosufficiente, bianca e luminosa. Gira il mondo senza meta, vivendo quello che le capita. Viene da un’esperienza con un guru indiano. È rimasta incinta. Ha abortito ed è tornata a vagare. Paolo e Francesca si incontrano nel night di un amico di Paolo. Tra loro è subito amore. Si rinchiudono nella casa al mare di Paolo, da cui escono solo per acquistare cibo, specialmente carne, conservata in un frigorifero vicino al letto. Ma gli amplessi frenetici non riescono a realizzare la totalità che Paolo sogna. Il rapporto si esaurisce e Francesca pensa di andare via. Paolo sogna un’altra possibilità di fusione... «La carne di Marco Ferreri è una commedia in forma di incubo, un film che verrà rivalutato negli anni. La sceneggiatura era composta solo da una trentina di pagine di una storia al limite della comprensibilità e ho capito subito che tutto sarebbe stato cambiato sul set, che avremmo lavorato in un modo totalmente diverso. E infatti è stata un’esperienza importante sul piano dell’improvvisazione e dell’immediatezza» (Castellitto).

 

ore 21.00 La casa del sorriso di Marco Ferreri (1991, 94’)

«Ferreri per accompagnarci nel “mondo dei vecchi”, si inventa una scrittura cinematografica e una drammaturgia miracolosamente mimetiche rispetto all’oggetto del suo racconto. La casa del sorriso è un film “scritto a mano”: le inquadrature si succedono in fila indiana, a piccoli passi, come in una coda all’ufficio postale. Oggettive e ineluttabili, inquadrature apparentemente casuali si accumulano in un gorgo di vertiginosa, sublime spersonalizzazione. […] La casa del sorriso è la storia di una dentiera che viene trafugata e nascosta per dispetto. La “casa” della dentiera (e del sorriso) è la bocca di Adelina (Ingrid Thulin), Miss Sorriso 1947. Dunque è un film sull’oralità, sull’unica oralità sopportabile, quella pacificata dei vecchi: i vecchi parlano, mangiano, si baciano e sorridono nella giusta misura. […] In questo senso il film è un’ininterrotta ode alle virtù degli anziani» (G. Bertolucci). Il film ha vinto l’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 1991.

 

domenica 12

ore 18.00 Diario di un vizio di Marco Ferreri (1993, 90’)

«Diario di uno schiavo d’amore tenero, tragico, solitario, alla deriva sui tram e sugli scampoli del sesso. Su di lui, e sulla ingenua, derelitta e trepidante interpretazione che ne dà Jerry Calà (“rivelazione” drammatica, ma anche notevole performance ironica e veicolo di forte angoscia quando, di tanto in tanto, gli spuntano dagli occhi lacrime strazianti), Ferreri apparecchia una specie di fotoromanzo estroso ed inedito, costruito su scene brevi e spoglie come i pensieri telegrafici travasati nel diario, decalcomanie di paure e desideri primitivi, uno schema nebulizzato cui corrisponde, però, un felicissimo, simmetrico accordo di corrispondenze narrative, sensibili introspezioni e armonie poetiche» (Trionfera).

 

ore 20.00 Nitrato d’argento di Marco Ferreri (1996, 90’)

«Lezione di storia del cinema raccontata dalla parte dello spettatore, della sala: una lezione sul cinema che non c’è più. Sciamannata più che accademica, ravvivata da paradossi e freddure, ma anche astratta, torbida, funebre. L’autore voleva intitolarlo La casa dei poveri, perché ci andavano soprattutto loro: per divertirsi, evadere, sognare, ma anche per vivere, stare insieme, parlare, pomiciare o imparare l’inglese come gli immigrati europei negli Stati Uniti. E un viaggio in un mondo perduto dove si parlano molte lingue, persino l’ungherese, perché Ferreri lo girò gran parte in Ungheria dove le comparse costano meno e si trovano ancora le faraoniche sale del tempo che fu. E un film stracolmo di citazioni eterogenee dove sono stati impiegati 240 attori […] e 12000 comparse. Non mancano i riferimenti alla storia e ai suoi orrori: guerre, dittature, nazionalismi, censure, lotta di classe, scioperi» (Morandini).

 

14-16 febbraio

I protagonisti del cinema italiano: Venantino Venantini

 

Un viso spigoloso. Uno sguardo magnetico. Ha attraversato più di mezzo secolo di cinema con un eclettismo invidiabile. Attore poliedrico con una filmografia prolifica ed eterogenea, Venantino Venantini lavora moltissimo non solo in Italia, ma anche all’estero, spesso e volentieri in Francia (con cineasti come Georges Lautner, Gérard Oury, Jacque Besnard, Édouard Molinaro, Claude Lelouch), ma anche in kolossal fantasy statunitensi (Ladyhawke di Richard Donner). In Italia alterna il cinema di autore (Dino Risi, Franco Rossi, Luciano Salce, Ettore Scola, Pasquale Squitieri) con quello schiettamente di genere (Massimo Dallamano, Lucio Fulci, Steno, Joe D’Amato, Umberto Lenzi, Joe D’Amato, Antonio Margheriti, Ruggero Deodato) e con quello erotico (Tinto Brass). È molto prolifico anche in televisione con sceneggiati ormai diventati di culto come Coralba (1970), fino ai grandi telefilm di successo come I ragazzi della 3° C (1987) e Il maresciallo Rocca (2005). Nel 1999 è nel cast de La cena di Scola che consegue il Nastro d’argento. Ottantasette anni (ad aprile) e non sentirli.

 

martedì 14

ore 16.30 La Celestina P... R... di Carlo Lizzani (1964, 100’)

Celestina è un’attivissima donna d’affari milanese, che si occupa di un genere di “public relations” non precisamente lecito, ma che le consente una vita piuttosto agiata anche se assai movimentata. Celestina, in effetti, non è altri che una “madame”, la quale usa le sue ragazze come esca per prendere all’amo i vari industriali e trasformarli in vittime. «Torna Assia Noris, assente dai nostri schermi dal 1945 […]. Ed è […] brava come ai tempi di Batticuore e di Un colpo di pistola. O meglio ha quelle qualità di disinvoltura e aggressività fotogenica che fanno il mostro sacro del cinema: con un simile potenziale divistico a Hollywood non l’avrebbero certo lasciata tanto tempo lontano dagli schermi» (Kezich). Con Venantino Venantini, Beba Loncar, Raffaella Carrà, Marilù Tolo.

 

ore 18.30 Odissea nuda di Franco Rossi (1961, 110’)

Un intellettuale italiano arriva a Tahiti per realizzare un film. Ma il lavoro passa in secondo piano, mentre prendono il sopravvento gli istinti primordiali che quella terra risveglia in lui. Capolavoro dimenticato e maledetto del cinema italiano anni Sessanta, Odissea nuda di Franco Rossi è un anti-mondo movie con Enrico Maria Salerno nei panni di un regista sedotto dalla Polinesia. «Il restauro di Odissea nuda, presentato per la prima volta alla Festa del Cinema di Roma 2015, è l’omaggio a uno dei film più censurati della storia del cinema italiano, ma che non ha finora avuto giustizia come è invece successo ad altri casi coevi, da La ragazza in vetrina di Emmer a Rocco e i suoi fratelli di Visconti. […].Rossi, in seguito, sarà uno dei registi più attratti da ambientazioni internazionali: gli Stati Uniti di Smog (1962), il Brasile di Una rosa per tutti (1966), l’Australia di L’altra metà del cielo (1977). Ma forse il suo viaggio più incredibile è proprio quello per Odissea nuda […]. Nel racconto di una troupe spersa in Polinesia, oltre a Rossi e ai vari attori (Enrico Maria Salerno, Venantino Venantini…), si staglia la figura singolare di Golfiero Colonna, ex ufficiale di Marina e produttore del film» (Morreale).

 

ore 20.30 Incontro moderato da Marco Giusti con Venantino Venantini

 

mercoledì 15

ore 17.00 Colpo grosso, ma non troppo di Gérard Oury (1965, 111’)

«Un trafficante internazionale (de Funés) distrugge in un incidente la macchina di un rappresentante (Bourvil) in partenza per l’Italia. In cambio gli presta la sua Cadillac, non dicendogli che è piena d’oro, di droga e di gioielli rubati, e lo segue di nascosto a bordo di un’altra vettura. Dopo mille disavventure e dopo aver appreso la verità dalla polizia, il rappresentante si vendicherà a modo suo. Due grandi comici francesi a confronto in una serie di sketch legati tra loro dal tema del viaggio. La tranquillità naïf e innocente di Bourvil contro la tensione pasticciona e disonesta di de Funès: un contrasto molto ben gestito, sia dagli interpreti sia dal regista, che genera una comicità �“ di caratteri e di situazioni �“ scatenata e piacevole» (Mereghetti).

 

ore 19.00 C’era una volta un commissario… di Georges Lautner (1972, 96’)

Nell’intento di annientare una pericolosa organizzazione di trafficanti di droga, diretta dal nizzardo Pascar Manoni, il commissario Campelier si finge fratello di uno spacciatore, Maurice Lopez, ucciso da due misteriosi sicari. Poiché il morto era sposato, mentre egli è scapolo, si vede perciò costretto a inventarsi una famiglia nelle persone di Françoise, vedova di un collega, e del suo figlioletto Bertrand, con i quali si trasferisce a Nizza. Mentre gli ignoti assassini eliminano anche il segretario di Manoni e la fidanzata di Lopez, Campelier �“ le cui abitudini di celibe solitario e taccagno originario qualche contrasto con Françoise e il bambino, verso i quali, per altre, ricambiato, si va sinceramente affezionando �“ apprende, da due agenti del Federal Bureau of Narcotics, che i due sicari agiscono agli ordini della mafia americana e che si propongono di sterminare la banda di Manoni» (www.cinematografo.it). Con Michel Constantin, Michel Lonsdale, Mireille Darc e Venantino Venantini.

 

ore 20.45 In famiglia si spara di Georges Lautner (1963, 95’)

«Fernand non sa dire di no all’amico moribondo che lo prega di vegliare sulla propria nipote e sui suoi interessi. Il compito di Fernand non è facile dato che deve riscuotere il denaro di cui l’amico era creditore. I creditori del morto sono infatti gangsters pericolosi i quali tentano con ogni mezzo di sbarazzarsi di Fernand» (www.cinematografo.it). Con Lino Ventura, Bernard Blier, Francis Blanche, Claude Rich e Venantino Venantini, che con questo film viene scoperto e adottato dal cinema francese.

 

giovedì 16

ore 16.30 L’altra metà del cielo di Franco Rossi (1977, 100’)

«Prima a Fiumicino, poi sull’aereo che li porta in Australia, si incontrano un giovane prete, don Vincenzo Ferrari, e Susy Macaluso, prostituta (ma al compagno di viaggio s’è ben guardata dal dire la verità). Il caso vuole che i due si ritrovino a Woolgoolgaringa, uno sperduto villaggio minerario abitato soprattutto da italiani, che per don Vincenzo è sede di missione e per Susy l’esercizio estivo della sua “professione”. Il buon sacerdote, che ha finalmente capito di che vive la ragazza, si adopera, per ricondurla a una vita proba, con ogni mezzo» (www.cinematografo.it). Con Adriano Celentano, Monica Vitti e Venantino Venantini.

 

ore 18.30 Troppo rischio per un uomo solo di Luciano Ercoli (1973, 110’)

Rudy (Giuliano Gemma), campione del volante, viene accusato di aver ucciso la propria amante Nina (Susan Scott), la quale durante un party lo aveva fatto ingelosire. Incarcerato, trova comprensione solo nell’avvocato Crossman, agente del finanziere Brauner che voleva ingaggiare Rudy perché facesse pubblicità alla propria ditta. Rudy evade e si rifugia in casa di un amico, partito per un lungo viaggio. Poi riprende i contatti con Crossman, ma scopre che Brauner… «L’inizio ha una buona tensione e un sapore documentario. […] Dopo una lunga pausa riprendono le emozioni. Per venti minuti la “127” fa da primattrice. Le auto nemiche finiscono regolarmente fuori strada, gl’inseguitori finiscono a brandelli. Il noto pilota acrobatico Remy Julienne �“ lo stesso di Colpo all’italiana �“ diventa per una decina di sequenze l’autore vero della pellicola. E Gemma? “Io non mi sono tirato indietro, ho subìto personalmente un testa-coda. Non mi va di fare il difficile, sono stati i film ardimentosi a lanciarmi. Rinnegandoli, rinnegherei me stesso”» (Perona).

 

Toni Bertorelli. L’inferno dentro

 

«Toni Bertorelli racconta la sua storia. Nato e cresciuto in anni di grandi prospettive e possibilità, rivela sin da bambino una sensibilità artistica particolare, che lo eleva dalla media, ma che lo rende però anche molto fragile, segretamente insicuro e vulnerabile. Ed è proprio per far fronte a queste sue fragilità che comincia prestissimo a ricorrere all’alcol, grazie al quale “i nervi si sciolgono, le paure svaniscono”. Seguirono gli anni della gioventù, anni sbandati in cui si rivela il suo talento per la recitazione. Toni vive un lungo periodo ricco di arte, di entusiasmi, di soddisfazioni grandissime che si alternano a depressioni profonde, a litigate furiose, a botte da orbi con la giovane moglie, sbandata e fragile al par suo, ad amplessi disperate, a fughe impossibili. Sono anni in cui non ha alcuna certezza, nessun punto fermo, se non quello di sempre, l’approdo sicuro in cui trovare riposo e sollievo, calma e oblio di sé: l’alcol. Perché questo è il suo vero dramma. Anche quando arrivano il successo, i soldi, i riconoscimenti, i premi blasonati, anche quando è ormai un attore famoso e stimato, un uomo realizzato e padrone di sé, lui in realtà è un succube, è uno schiavo e il suo padrone è l’alcol. Vano ogni tentativo di liberarsene… l’alcol è per lui un demone potente che lo possiede e lo schiaccia. E lo avrebbe anche ucciso se non fossero arrivati gli Alcolisti Anonimi, i soli che con il loro esempio, la condivisione, il sostegno riescono veramente ad aiutarlo ad uscire dalla schiavitù della bottiglia e a imparare ad accettare per quello che è: un essere fragile, vulnerabile, fallace, ma anche resistente, determinato nel perseguire un percorso di “salvazione”, umile nel sentirsi uguale agli altri, non più solo e, soprattutto, finalmente sobrio!» (dalla quarta di copertina del libro di Toni Bertorelli Voglio vivere senza di te, Iacobelli, 2017).

 

ore 20.45 Incontro con Toni Bertorelli

Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di Toni Bertorelli Voglio vivere senza di te

 

a seguire Inferno dentro di Silvio Maestranzi (1979, 120’)

In Italia l’alcoolismo è una piaga diffusa. Sono in molti a vivere in un eterno inferno interiore e a rivolgersi, per cercare conforto e aiuto, agli Alcolisti Anonimi. Dieci tra questi si prestano a raccontare la loro storia dinanzi a una macchina da presa, sfidando così una delle norme più rigide del gruppo: quella di non svelare la propria identità. Il telefono, il primo telefono degli Alcolisti Anonimi, istallato tre ore prima della trasmissione, i cui numeri scorrevano sui titoli di coda, suonò ininterrottamente per due settimane.

Copia proveniente da Rai Teche

 

venerdì 17

Dal buio alla luce. Il restauro e la conservazione del cinema italiano

 

Qual è la situazione oggi dei restauri cinematografici in Italia soprattutto alla luce dei nuovi sviluppi tecnologici? Lacune binarie. Il restauro dei film e le tecnologie digitali di Rossella Catanese ha il grande merito di fare chiarezza in questo scenario che ha sempre più le sembianze di un labirinto carrolliano. Il volume non è solamente una ricerca sul panorama del restauro cinematografico, tra dimensione analogica e innovazione digitale, ma in realtà vuole esplorare uno degli aspetti più rilevanti del dibattito contemporaneo nell’ambito dei Film Studies, ovvero il problema della conservazione del materiale cinematografico nella sua duplice istanza estetica e storica, in quanto patrimonio dell’umanità e parte della memoria collettiva. La memoria del cinema. Restauri della Cineteca Nazionale 2002-2016, a cura di Sergio Toffetti, nasce come aggiornamento al precedente La memoria del cinema. Restauri, preservazioni e ristampe della Cineteca Nazionale 1998-2001 e vuole essere non solo un catalogo, ma anche una guida e una mappatura sulla storia del cinema italiano attraverso non solo i restauri di grandi classici, come Roma città aperta, Il Gattopardo, La dolce vita, Tutti a casa, ma anche attraverso una testimonianza di film scoperti e inattesi, non presenti nelle filmografie ufficiali, come i documentari di propaganda elettorale con Eduardo e Peppino De Filippo, la versione lunga di Nostra signora dei turchi di Carmelo Bene, le differenti versioni de La ricotta di Pier Paolo Pasolini, l’unico documentario di Pietro Germi, Scrittori e poeti anglosassoni a Roma. Sono solo alcuni esempi eloquenti nel delineare una contro-storia del cinema italiano… e non solo.

 

ore 17.00 Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963, 185’)

Splendida rappresentazione del passaggio della Sicilia dai borboni ai sabaudi che restituisce integralmente il senso e il fascino del capolavoro di Tomasi di Lampedusa, nobilitato dal decadentismo viscontiano, abile nel cogliere «le sfumature quasi proustiane della [...] personalità mondana e familiare» (Moravia) del principe di Salina. La celeberrima scena del ballo, che richiese più di un mese di riprese, suggella la fine di un’epoca e di una classe sociale, con risvolti anche autobiografici. Il negativo originale del 1963, realizzato con il processo Technirama, sbiadito e con molti problemi dovuti all’usura del tempo, è stato scansionato in 8K. Per integrare qualche lacuna, è stato acquisito anche un interpositivo 35mm. Dopo la scansione, tutti i file sono stati convertiti in 4K e il restauro interamente digitale (con ritorno in pellicola) è stato eseguito a questa risoluzione. Anche la colonna sonora originale è stata sottoposta a un accurato restauro, partendo da un magnetico 35mm acquisito ed elaborato digitalmente. Le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna in associazione con la Fondazione Cineteca di Bologna, The Film Foundation, Pathé, Foundation Jerôme Seydoux-Pathé, Twentieth Century Fox. Il restauro è stato promosso da Gucci e The Film Foundation, Digital Picture Restoration e Colorworks ed è stato presentato nel 2010 alla 24ª edizione del Festival del Cinema Ritrovato di Bologna.

 

ore 20.30 Incontro con Francesca Angelucci, Sergio Bruno, Rossella Catanese, Sergio Toffetti

 

Nel corso dell’incontro verranno presentati i volumi Lacune binarie. Il restauro dei film e le tecnologie digitali (Bulzoni, 2013) e La memoria del cinema. Restauri della Cineteca Nazionale 2002-2016 (Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, Silvana Editoriale, 2016).

 

a seguire The Soldier’s Courtship di Robert William Paul (Bacio movimentato in pubblico, 1896, 1’)

Un soldato e una ragazza scelgono una panchina per baciarsi appassionatamente. La coppia viene però disturbata da un’intrusa indiscreta, che verrà cacciata via in malo modo. Il restauro è stato realizzato in digitale a partire da un positivo nitrato 35mm con titolo italiano ritrovato dalla Cineteca Nazionale, combinato al recupero e all’inserimento di un frammento mancante, conservato presso la Collezione Kodak del National Media Museum di Bradford. Analisi chimico-fisiche effettuate sulla pellicola di partenza, che risultava ingiallita, hanno escluso che la copia originale fosse colorata.

 

a seguire Tutto per mio fratello (1911, 17’)

Nel giorno delle nozze, Felice Sciosciammocca (Vincenzo Scarpetta) è costretto a prendere i panni del fratello gemello, il caporale Fortunato, che ha disertato per amore. Per il restauro si è partiti dall’unica copia reperita, un positivo nitrato imbibito, proveniente dalla famiglia Scarpetta e conservata negli archivi della Cineteca Nazionale. La pellicola è stata scansionata a 2K e lavorata in digitale con ritorno in pellicola. Alcune didascalie, gravemente danneggiate, sono state ricostruite rispettando il font originario. Le colorazioni originali sono state riprodotte con il metodo Desmet. Tutte le lavorazioni sono state eseguite nel 2008 presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.

Versione sonorizzata con musiche composte da Vincenzo Scarpetta, gentilmente messe a disposizione da Maria Beatrice Cozzi Scarpetta

 

a seguire Marizza, Genannt die Schmuggler-Madonna di Friedrich Wilhelm Murnau (Maritza,1922, 13’)

In una non meglio precisata terra di confine, la bella e giovane Maritza lavora in una campagna brulicante di personaggi impegnati in traffici illeciti. Un doganiere tenta di sedurla, ma lei oppone resistenza. Sua madre Jelina e alcuni contrabbandieri intravedono in questa situazione una fonte di guadagno, ma Maritza fugge alla ricerca di una nuova vita. Il restauro è stato effettuato sull’unico materiale a oggi ritrovato del film, un frammento lungo 285,7 m e corrispondente al primo rullo della versione italiana. Si tratta di un positivo nitrato con imbibizioni appartenente alla collezione del MICS (Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo) di José Pantieri e conservato presso la Cineteca Nazionale. Il frammento è stato scansionato e lavorato digitalmente. Successivamente sono stati stampati un internegativo e due copie positivo colore. Il restauro è stato effettuato nel 2010 presso il laboratorio Fotocinema di Roma e presentato alla 29ª edizione de Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, con accompagnamento al pianoforte di Donald Sosin.

 

a seguire Scrittori e poeti anglosassoni a Roma di Pietro Germi (1947, 9’)

Il documentario trae spunto dall’arrivo degli alleati, nel giugno 1944, per rievocare il percorso speculare di quei poeti e scrittori inglesi e americani che tra il Settecento e l’Ottocento arrivarono a Roma, dalle vie Salaria e Cassia, scegliendola come dimora. Uno spazio privilegiato è riservato alle vicende di John Keats, Percy B. Shelley e Lord Byron; Germi descrive i luoghi ai quali i tre poeti furono più legati; piazza di Spagna, le Terme di Caracalla, il Colosseo e il Foro Romano. Il cortometraggio è stato restaurato nel 2009 in via analogica, a partire dai negativi originali nitrato ritrovati negli archivi della Cineteca Nazionale, realizzando delle matrici di sicurezza e stampando da queste due nuove copie positive. Il restauro è stato eseguito presso il laboratorio Studio Cine di Roma e presentato alla 66ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 

a seguire Monologo di Eduardo De Filippo (1950, 10’)

Il cortometraggio sul Piano Marshall interpretato da Eduardo De Filippo offre lo spunto per una serie di riflessioni in cui, sullo sfondo del secondo dopoguerra, si intrecciano vicende di cinema e pratiche teatrali. La formula che Eduardo utilizza per questa operazione è la stessa che aveva adottato qualche anno prima nella commedia Questi fantasmi!. Affacciato al balcone, parlando con un interlocutore fuori campo, spiega la “ricetta” dell’economia americana destinata all’Europa, servendosi di esempi molto concreti. Questo cortometraggio, probabilmente mai proiettato in pubblico, è una sorta di inedito, di cui neanche gli studiosi di Eduardo conoscevano l’esistenza. Si tratta, infatti, di un film di propaganda interpretato da Eduardo e realizzato, in un periodo compreso tra il 1949 e il 1950, a sostegno del programma di aiuti statunitensi all’Italia conosciuto come Piano Marshall. I negativi originali, ritrovati e identificati negli archivi della Cineteca Nazionale, sono stati restaurati in digitale, con ritorno su pellicola 35mm poliestere. Le pellicole sono state acquisite a 2K da uno scanner speciale e sono state restaurate cercando di eliminare le righe e le macchie, di cancellare e attenuare i segni causati dalle giunte e di ricostruire il giusto tono fotografico.

 

a seguire La ricotta di Pier Paolo Pasolini (ep. di Ro.Go.Pa.G.,1963, 38’)

Una comparsa, il sottoproletario Stracci, interpreta il buon ladrone in un film sulla Passione, ma durante una pausa di lavorazione si ingozza di cibo e muore sulla croce. Al restauro dell’intero film, realizzato nel 2001 sulla base dei negativi originari, mancava il recupero e la preservazione delle differenti versioni dei quattro episodi pre e post censura, testimoniate da una copia d’archivio conservata dalla Cineteca Nazionale. Grazie al confronto tra i materiali a disposizione, dell’episodio di Pasolini sono state individuate le seguenti versioni: 1) la versione presentata alla censura nel febbraio 1963, che contiene la scena integrale dello spogliarello di Natalina (Maria Pia Bernardini), che verrà poi ridotta di 7 metri; 2) la prima versione di distribuzione, relativa all’uscita nelle sale del 19 febbraio 1963 dell’intero film, successiva al nulla osta dell’8 febbraio 1963, nella quale l’episodio La ricotta viene presentato ancora integro, privo soltanto dei tagli alla scena dello spogliarello; 3) la seconda versione di distribuzione, che si riferisce alla seconda uscita nelle sale del novembre 1963, dopo il processo a Pasolini per vilipendio alla religione dello Stato. Il film viene infatti ridistribuito con il nuovo titolo Laviamoci il cervello e con varie modifiche all’episodio La ricotta. Le lavorazioni sono state eseguite nel 2005 presso il laboratorio Studio Cine di Roma.

 

18-19 febbraio

Visioni Sociali: It’s a Free World?

 

L’appuntamento di “Visioni Sociali” vuole essere un grande laboratorio cinematografico permanente per riflettere a 360 gradi sulle dinamiche sociali, politiche, culturali, narrate dal cinema italiano, e non solo. Da ottobre a giugno, otto appuntamenti con otto parole chiave: un “contenitore” di cinema che sappia attraversare i generi, i formati, le provenienze, per offrire una riflessione ad ampio raggio sul mondo che ci circonda, superando ogni tipo di definizione e di etichetta.

Con questo quarto appuntamento vi invitiamo a un viaggio attraverso film che esplorano una dimensione sospesa, in cui uomini e donne sono a cavallo tra infanzia ed età adulta, città e periferia, realtà e immaginazione, il duro mondo del lavoro e le più intime aspirazioni, tra la libertà di essere se stessi e le gabbie degli stereotipi culturali. Se il film di Benni del 1989 preconizza e mette in scena, in una città avveniristica e catastrofica, una sorta di elogio del margine, nel XXI secolo la fantascienza diviene realtà e i nostri personaggi, tutti in qualche modo ai margini, si confrontano sul piano esistenziale con i propri sogni e le proprie paure, mentre intorno a loro la globalizzazione avanza per rendere tutti schiavi e precari. Anche nei sentimenti.

A cura di Maria Coletti

 

sabato 18

ore 17.00 I baci mai dati di Roberta Torre (2009, 80’)

Manuela, tredici anni vissuti a Librino, un quartiere modello, periferico e degradato di Catania, un giorno si inventa di poter fare miracoli. La gente non desidera che crederle e da quel momento irrompe nella sua vita un’umanità affamata e bisognosa che le chiede di tutto: dal posto di lavoro perduto alla vincita al Totocalcio. Mentre sua madre Rita intravede la possibilità di farne un commercio, Manuela si spaventa e vorrebbe smettere di fare la santa, ma non è più così facile. Perché suo malgrado un miracolo succede davvero.

 

ore 19.00 Se chiudo gli occhi non sono più qui di Vittorio Moroni (2013, 110’)

L’adolescente Kiko vive in Friuli con la madre filippina Marilou. Suo padre è morto e ora la mamma ha un nuovo compagno, Ennio, che recluta e sfrutta lavoratori clandestini. Kiko, si sente diverso dai suoi coetanei; frequenta la scuola, dove talvolta le sue origini asiatiche gli procurano problemi di razzismo da parte di alcuni compagni, e per aiutare la famiglia è costretto a lavorare nei cantieri edili di Ennio. C'è solo un posto dove Kiko si sente tranquillo: Saturno, un vecchio autobus abbandonato che lui ha trasformato in un rifugio. Poi un giorno Ettore, un vecchio amico di suo padre, riesce ad accendere in Kiko l’interesse per un sapere completamente diverso da quello che viene insegnato a scuola.

 

ore 21.00 Bellas mariposas di Salvatore Mereu (2012, 104’)

Cate e Luna sono due “farfalle”, o meglio, due ragazze nel pieno di un’adolescenza rigogliosa, ricca di sogni e paure. Le due amiche, pur vivendo nella squallida periferia di Cagliari, stanno muovendo i loro primi passi verso la vita, fantasticando grandi progetti di riscossa. Soprattutto Cate vorrebbe diventare una rockstar e scappare subito da quella casa in cui vive con i suoi numerosi, problematici fratelli e con un padre tiranno che le impedisce persino di cantare. E poi c’è Gigi, innamorato di Cate, ma troppo timido e innamorato per mancarle di rispetto. In un lungo giorno di agosto, le due ragazze si troveranno a dover proteggere Gigi da Tonio, il fratello di Cate, che lo vuole uccidere. Quando tutto sembra perduto, l’intervento di una bellissima donna �“ la coga Aleni, una strega che legge la sorte degli abitanti del quartiere �“ farà prendere alle cose una nuova piega...

 

domenica 19

ore 17.00 Musica per vecchi animali di Umberto Angelucci e Stefano Benni (1989, 89’)

Un anziano professore, una ragazzina e un giovane meccanico sono compagni di strada in un viaggio attraverso una città allucinata e allucinante situata in un imprecisato futuro. Ispirato al libro di Benni Comici spaventati guerrieri, il film è una strana commedia ambientata in una città surrealistica e posta in un futuro catastrofico e indefinito. L’espediente che i registi utilizzano per sviluppare la trama è una fuga dei tre personaggi principali, un professore (Dario Fo), un meccanico esperto di Kung-fu (Paolo Rossi) e una ragazzina bionda (Viola Simoncioni), tutti inseguiti da Rambo Sandri (Eros Pagni) al quale è stata rubata una pregiata auto d’epoca.

 

ore 19.00 Io rom romantica di Laura Halilovic (2014, 80’)

Gioia è una ragazza rom. Vive con la sua famiglia a Torino. Il padre, Armando, è angosciato dall’avere una figlia diciottenne ancora zitella che si comporta come una gagè, ossia una non rom. Se la comunità rom tratta Gioia come una gagè, per gli italiani resta solo una zingara. La ragazza è nata a Torino, ma, per motivi burocratici, non può ottenere la cittadinanza. Gioia si ritrova così doppiamente emarginata e la sua vita appare senza prospettive. L’unica sua confidente è Morena, una ragazzina figlia di italiani che gode di tutta la libertà dei gagè. È Morena a convincere Gioia a partecipare al casting per una pubblicità. Sul set, Gioia scopre un mondo che può offrirle tutto ciò che cerca. Finalmente ha un sogno: vuole diventare regista!

 

ore 21.00 In questo mondo libero di Ken Loach (It’s a Free World, 2007, 96’)

Angie è una giovane donna divorziata, con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un’agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell'Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme all’amica Rose crea un’agenzia di reclutamento che gestiranno in coppia. Il confronto con la realtà dell’immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte che non andranno tutte nella stessa direzione. «Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l’unico modo in cui la società può progredire; l’idea che tutto sia merce di scambio, che l’economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere. Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri» (Loach).

 

martedì 21

Gianfranco Pannone, tra miti e santi

 

Gianfranco Pannone è tra i pochi diplomati in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia che ha scelto con coerenza e convinzione la strada impervia del documentario, quando ancora �“ negli anni Novanta �“ non vi era quell’attenzione nei confronti del reale, che ha modificato negli ultimi la stessa concezione di cinema, abbattendo consolidate barriere. Realtà e finzione si strizzano ormai l’occhio, il verosimile diviene un nuovo terreno di ricerca, il passato si intreccia sempre di più con il presente, ma sullo sfondo, ad accomunare storie ed eventi, è sempre l’uomo, al quale la macchina da presa si avvicina sempre di più, come emerge ne L’esercito più piccolo del mondo. L’occasione di gettare uno sguardo in uno dei luoghi più avvolti nel Mistero, il Vaticano, è solo un pretesto per raccontare la storia di due uomini posti di fronte a una fondamentale scelta di vita. Così come il mito del Vesuvio, narrato ed evocato da scrittori e poeti, si tramanda nelle vicende di tre persone che vivono ai piedi del vulcano e ne subiscono ogni giorno la presenza. E una presenza altrettanto sommersa, ma vitale e forte nella vita di molti uomini, accompagna il viaggio di Pannone in Lascia stare i santi: la ricerca di tracce di religiosità popolare, come tale iscritta nelle tradizioni e nei riti di ogni collettività. Ritrovandone gli echi nella musica, che tutto compenetra e volge verso l’alto. Come la più recente produzione di Pannone.

 

ore 16.30 Sul vulcano di Gianfranco Pannone (2014, 80’)

Maria, Matteo e Yole: tre vite ai piedi del Vesuvio, in un luogo unico al mondo, ricco di miti, storia ed evocazioni letterarie. Maria, che vive e lavora in un’azienda florovivaistica ai piedi di una villa vesuviana in abbandono, coltiva anche le proprie curiosità intellettuali ed è una custode discreta del vulcano. Matteo, pittore di talento, rimette in gioco le sue opere fatte con la lava, testimonianza di un legame profondo con la terra da cui non si è mai staccato. Yole, cantante neomelodica, vive la propria libertà di giovane donna conciliandola con un’autentica devozione per la Madonna, espressione popolare di un sacro che ha sempre caratterizzato il Vesuvio, da Dioniso/Bacco a San Gennaro. E se il proverbiale fatalismo partenopeo, dietro cui vive ancora oggi una diffusa devozione religiosa, derivasse proprio dalla presenza del vulcano, che per ben due millenni ha dato e preso alla gente che vive sotto di lui? Ma oggi chi è più pericoloso? Il Vesuvio, che potrebbe risvegliarsi da un momento all’altro, o l'uomo, che in meno di cent’anni ha prodotto danni d’ogni genere? E sorge spontanea un’altra domanda: com’è stato possibile, tra case abusive e discariche d’ogni genere, produrre tanta bruttezza in così tanta bellezza?

 

ore 18.00 L’esercito più piccolo del mondo di Gianfranco Pannone (2015, 86’)

La Guardia Svizzera al tempo di Papa Francesco. Leo e René sono rispettivamente un guardaboschi e uno studente di teologia dell’Argovia, che hanno deciso di far parte del corpo Pontificio nato nell’epoca di Giulio II. Leo è un ragazzo semplice, felice di fare un’esperienza formativa nella Città Eterna. René è un intellettuale cattolico che vuol capire: cosa significa indossare un abito del Cinquecento ai nostri giorni? Far parte di un variopinto, ma per molti versi anacronistico corpo militare, specie in rapporto a una figura rivoluzionaria come quella del santo Padre venuto da lontano?

 

ore 19.45 Lascia stare i santi di Gianfranco Pannone (2016, 75’)

Un viaggio in Italia lungo un secolo nella devozione religiosa popolare. Santi antichi e più recenti, Madonne bianche e nere, processioni devozionali sono espressioni di un bisogno di sacro in apparenza molto lontano da noi, ma che così lontano non è. Ancora oggi, specie nel Sud, con “isole” anche al Nord, la fede popolare è un fatto concreto, che trova la sua massima espressione nel canto, nella musica. E i suoni proposti in questo film da Ambrogio Sparagna ne sono una chiara testimonianza. Il prezioso repertorio dell’Archivio Luce, composto da documentari e cinegiornali d’epoca, asseconda questo emozionante viaggio nel mondo della religione popolare.. Le voci di alcuni grandi intellettuali (Silone, Pasolini, Scotellaro, Soldati, Gramsci), guidano il cammino.

 

ore 21.00 Incontro moderato da Enrico Magrelli con Gianfranco Pannone, Erika Manoni, Francesco Munzi

 

22-23 febbraio

Luchino Visconti (quarta parte)

 

mercoledì 22

ore 17.00 La caduta degli dei (Götterdämmerung) di Luchino Visconti (1969, 156’)

La saga dei von Essenbeck, una famiglia di industriali, negli anni dell’ascesa del nazismo. Crolla l’ordine familiare e la ferocia dei forti si scatena sui deboli. La lotta spietata per il dominio si carica di violenza fisica e morale (su tutti la sequenza della notte dei lunghi coltelli), ma anche di forti suggestioni autobiografiche e culturali (Wagner, Thomas Mann, Macbeth).

 

ore 20.00 L’innocente di Luchino Visconti (1976, 129’)

Tullio Hermil tradisce la moglie, ma quando scopre che lei ha una relazione con uno scrittore, ne è di nuovo attratto. Ultimo film di Visconti, che morì pochi giorni dopo aver portato a termine il primo montaggio del film. Dal realismo di Verga al decadentismo di D’Annunzio si completa la parabola viscontiana. Come ricorda Pasqualino De Santis, «la mano che sfoglia il libro è quella di Visconti», il quale «ci teneva moltissimo a essere lui a sfogliare il libro».

 

giovedì 23

ore 17.30 Giorni di gloria di Giuseppe De Santis, Marcello Pagliero, Mario Serandrei, Luchino Visconti (1945, 70’)

Primo film di montaggio sulla Resistenza, prodotto dall’A.N.P.I., che rievoca le fasi salienti della liberazione e della caduta del regime fascista, commentate, non senza retorica, da Umberto Calosso e Umberto Barbaro. Visconti ha girato le sequenze del processo all’ex questore di Roma Pietro Caruso, il linciaggio del direttore del carcere di Regina Coeli Donato Carretta e le fucilazioni di Caruso e di Pietro Koch.

 

a seguire Appunti su un fatto di cronaca di Luchino Visconti (ep. di Documento mensile n. 2, 1951, 5’)

Testo di Vasco Pratolini sull’uccisione nel quartiere romano di Primavalle della dodicenne Annarella Bracci. Come chiarì Lino Miccichè, sulla base di una testimonianza di Franco Mannino, «subito dopo il montaggio del contributo di circa 4’30” a «Documento Mensile» Visconti montò un cortometraggio di circa 8’ [...] e lo presentò alla commissione ministeriale, che bravamente lo bocciò per mancanza di requisiti tecnici e qualità minime. E, come allora si usava in questi casi, il film fu (quasi certamente) distrutto, negativo incluso».

 

ore 19.00 Il lavoro di Luchino Visconti (ep. di Boccaccio 70, 1962, 54’)

Il conte Ottavio rimane coinvolto in uno scandalo di “squillo” e la moglie Pupe, per vendicarsi, chiede di essere pagata per ogni prestazione sessuale. Il denaro muove i fili delle relazioni sociali e anche familiari. Romy Schneider, al massimo del suo fulgore, duetta con il giovane e lanciatissimo Milian. Una curiosità: fra le lettura di Pupe figura una copia (in tedesco) de Il Gattopardo, degno preludio al successivo capolavoro di Visconti. Gli altri episodi furono diretti da Vittorio De Sica, Federico Fellini e Mario Monicelli.

 

a seguire La strega bruciata viva di Luchino Visconti (ep. de Le streghe, 1967, 40’)

Una diva del cinema si rifugia da un’amica in uno chalet e scopre di essere incinta. Visconti smitizza il ruolo della diva, dal quale è sempre stato attratto («nella mitologia moderna la diva rappresenta il raro, lo stravagante, l’eccezionale»), ma De Laurentiis giudica l’episodio troppo lungo e, come dichiarò il regista, «dopo lotte infinite tra me e lui a un certo momento ho ceduto e l’episodietto ha perso quel significato che aveva». Helmut Berger fa la sua apparizione nel cinema viscontiano nel ruolo di un cameriere, firmandosi con il suo vero nome, Helmut Steinberger. Gli altri episodi furono diretti da Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Franco Rossi e Vittorio De Sica. Titoli e animazioni, geniali, di Pino Zac.

 

Il cinema secondo Corman

 

«Le nouvelles vagues esplodevano nel mondo e perfino a Hollywood c’era del nuovo, ma meno sul fronte dei nuovi linguaggi che su quello del rinnovamento dei generi, e in entrambi i casi: off Hollywood. Corman vi fu il personaggio principale di una formidabile vitalità marginale, nel mentre che al centro si annaspava assediati dalla televisione e, appunto, dalle nouvelles vagues, e si tentavano mediazioni difficili quando non impossibili. Al centro dei margini, si può dire, c’era Corman, che fu, nei suoi trent’anni, il cervello di una mutazione generazionale, l’anima di un’“onda” di giovani �“ non solo registi, anche sceneggiatori, attori, scenografi, fotografi eccetera �“ disposti a lavorare a basso costo e a re-inventare il cinema, ma nello stesso tempo, grazie alla loro giovinezza, a guadagnarsi il pane divertendosi. […] Questo felice periodo è durato a lungo e ha prodotto, se non capolavori (ma qualcuno sì), nuovi registi ardimentosi, scaltri, pieni di idee e ambizioni. Troppo scaltri quasi tutti, che si sono serviti del lavoro con Corman per farsi conoscere e diventare, col tempo, i nuovi bonzi, i nuovi padroni, i nuovi monumentali e pallosi, prevedibili e presuntuosi padroni di Hollywood» (dalla prefazione di Goffredo Fofi al libro di Giulio Laroni Il cinema secondo Corman, Biblion International Monographs, 2016).

 

ore 20.45 Incontro moderato da Goffredo Fofi con Giulio Laroni, Aulo Chiesa, Davide Mancori

Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di Giulio Laroni Il cinema secondo Corman.

 

a seguire Carnival Rock di Roger Corman (1957, 75’)

«Il suo locale rischia di chiudere per debiti, ma “Christy” Cristakos (David J. Stewart) pensa solo alla bella Natalie (Susan Cabot), giovane cantante innamorata di un altro. A poco servono i consigli di Benny (Miller), suo braccio destro e amico fidato: l’amore di Cristakos è cieco e totalizzante, e rischia di condurlo all’autodistruzione. Basato su un episodio della serie tv Climax, è uno strano e misconosciuto kammerspiel, ben diretto, fittamente dialogato, acquista forza mano a mano che procede. Caratterizzato da fluidi movimenti di macchina, ha al suo attivo un cast ispirato (a partire da David J. Stewart) e psicologie efficaci. Gli intermezzi musicali (tra cui uno dei Platters) rallentano il ritmo» (Laroni).

Versione originale

 

24-25 febbraio

La mia vita? Un atto unico molto lungo. Lydia Biondi nel cinema, televisione e teatro

 

Nell’ultima sua intervista Lidia Biondi (in arte Lydia) afferma che la sua vita è stata «un atto unico molto lungo» e che fin da bambina aveva sempre pensato che avrebbe fatto teatro, e così è stato. Diplomatasi al liceo artistico di Livorno, sua città natale, Lydia ha le prime esperienze artistiche nella danza, per passare poi alla formazione teatrale e cinematografica, diplomandosi a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1966. Le sue prime esperienze di lavoro nel cinema furono con Totò, Pasolini e Fellini. La giovanile preparazione nella danza la portò a legare alla recitazione della parola l’approfondimento del linguaggio del corpo, studiando mimo con Roy Boiser. Dalla pratica del mimo viene anche l’incontro con Maurizio Nichetti, con cui Lydia lavorò in quattro dei suoi film. Alla fine degli anni Ottanta partì in tournée per quattro anni con la famosa compagnia svizzera Mummenschanz, esperienza che ha considerato essenziale alla sua formazione artistica. Poiché il linguaggio del corpo era per lei al centro della formazione dell’attore, negli anni Settanta aprì una scuola a Roma (MTM - Mimo Teatro Movimento) e da allora ha sempre affiancato, alla carriera internazionale di attrice in teatro, cinema e televisione, anche quella di insegnante. La sua attività professionale non si è mai fermata, arricchendosi di esperienze come aiutoregista nel cinema e nell’opera lirica, in quest’ultima anche come regista e coach di mimo. Per il teatro è stata anche regista e autrice.

Lidia Biondi è scomparsa a giugno e la Cineteca Nazionale la ricorda con una breve rassegna.

Evento a cura di MTM e Music Theatre International - M.Th.I. in collaborazione con la Cineteca Nazionale

 

venerdì 24

ore 17.00 Fuoco! di Gian Vittorio Baldi (1968, 87’)

In un paese, durante una processione, la statua della Madonna viene colpita e distrutta da diversi colpi di arma da fuoco. Mentre la gente fugge, le forze dell’ordine circondano la casa da dove sono partiti gli spari. Qui, in poche stanze, vive Mario con la moglie e la piccola figlia, mentre in un angolo giace un corpo inanimato. Mario passa le ore caricando le sue armi, o scrutando dalle finestre i movimenti della polizia e sparando ogni tanto sulla piazza. Le continue e ripetute esortazioni di un carabiniere non hanno effetto sull’uomo, che sembra voler resistere a lungo.

 

ore 18.30 Incontro moderato da Italo Moscati con Gianni Amelio, Maurizio Nichetti, Pasquale Pozzessere, Pamela Villoresi

Saluto in video di Veronica Pivetti

 

ore 20.30 Domani di Domenico Rafele (1974, 55’)

La sceneggiatura si basa sul racconto Domani (To-morrow) di Joseph Conrad del 1902. Il film partecipò alla XVII edizione della Mostra Internazionale del Film d’autore a Sanremo nel 1974 e fu poi trasmesso dalla Rai. Salvatore torna in Calabria vent’anni dopo la sua partenza per gli Stati Uniti. Al suo rientro scopre che sua moglie è morta e il figlio che stava per nascere è scomparso dopo esser stato affidato a dei parenti emigrati a loro volta. Decide allora di rimanere in Calabria, sperando che suo figlio decida di rientrare nel luogo in cui è nato. Questa speranza diventa così la sua unica ragione di vita.

 

sabato 25

ore 17.00 Lydia Biondi porta la Commedia dell’Arte nel mondo

Documenti filmati da alcuni tra gli innumerevoli corsi sul movimento scenico tenuti negli anni in Italia e all’estero. L’associazione MTM e il Teatro Studio, gli undici anni del FontanonEstate, il Politheatre EU project 2012-13.

 

ore 19.00 Una signora del palcoscenico

Frammenti e ricordi da spettacoli e da eventi, per parlare dell’arte di Lydia Biondi e della sua attenzione alle vibrazioni del mondo attraverso il teatro. Scene in video da alcuni spettacoli: Una notte di Salomè di Vacchetto, Al bagno turco di Dunn, L’età del jazz-Dorothy Parker di Fallucchi, Bread di Hunt, Ella’s Secret di Freedman, Sister, Cousin, Aunt di Johnson, Trincea di Signore di Calamai e La vita non è un film di Doris Day di Bellei.

 

ore 21.00 Le regie, le rassegne, l’impegno civile

Documenti e ricordi da spettacoli ideati e diretti da Lydia Biondi. Le rassegne internazionali. The Lysistrata Project: a Roma, al Teatro Vascello il 3 marzo 2003, veniva letta alle 21.30, e in contemporanea in altri 52 paesi del mondo, la Lisistrata di Aristofane in un’azione internazionale di protesta contro la minaccia degli U.S.A. di muovere guerra all’Iraq. Roma - New York A/R, le avanguardie di ieri e il teatro indipendente di oggi (Roma, novembre 2008). Una settimana d’incontri e spettacoli legati alle avanguardie teatrali a New York e Roma, negli anni Sessanta-Settanta e le loro influenze ed eredità nel teatro contemporaneo indipendente; in collaborazione con il Teatro LaMaMa di NY e con i teatri off di Roma. Per ogni sessione sono previsti interventi di colleghi e amici in persona e in video. Coordinamento di Patrizia La Fonte ed Elizabeth Inserra. Hanno confermato la loro partecipazione Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Carla Cassola, Paolo Castagna, Maria Luisa Bigai, Silvia Calamai, Maria Alessandra Fallucchi, Antonello Avallone, Gianluca Rame. Saluto in video di Leo Gullotta. L’evento è inserito nel programma internazionale SAT (ente riconosciuto Unesco) per la Giornata Internazionale della Commedia dell’Arte 2017 dedicata a Lydia Biondi.

 

domenica 26

L’altra faccia della Luna. Omaggio a Lorenzo Pellizzari

 

Fissando la data del 26 febbraio per un sentito e doveroso omaggio della Cineteca Nazionale a Lorenzo Pellizzari, scomparso lo scorso agosto, non poteva essere più semplice scegliere un film da accompagnare all’incontro: è bastato aprire, a quella data, Il calendario del cinema: 365 giorni tra persone, film, momenti di riguardo (e senza riguardo) ovvero L’altra faccia della Luna (Artdigiland 2016), ultimo lavoro per le stampe di Pellizzari. Il libro elabora e ripubblica le “Lune” nate per «Cineforum», regalandoci, per ogni giorno dell’anno, acute pillole critiche: lunatiche, leggiadre, spesso beffarde e a volte cattive, divertenti, irridenti, quasi sempre rivolte al ricordo dei dimenticati e alla demistificazione di falsi miti, ovviamente con un gusto e posizioni “scientemente” personali. Il 26 febbraio, dunque �“ scopriamo con “Lope” �“, è la data di nascita di Assia Noris, e tra i film da lei interpretati non potevamo non privilegiare Darò un milione (1935), in quanto scritto da Cesare Zavattini, forte e duraturo punto di riferimento di Pellizzari e modello di scrittura imprescindibile fin dalla gioventù. Colpire al cuore servirà poi come spunto per sviluppare un discorso sul Pellizzari critico, a partire da un suo testo pubblicato su «Cinema e Cinema» nel quale Lorenzo ravvisa in Amelio le caratteristiche mature di un autore. Pellizzari si definiva “storico e critico del cinema senza titoli accademici”, ha esordito nella critica sulle pagine di «Cinema Nuovo», è stato tra i fondatori di «Cinema e cinema», con Adelio Ferrero e Guido Fink, poi collaboratore di «Cineforum», «Duel», «Il Sole 24 Ore», «Domus», «Abitare», curatore di mostre fotografiche e autore di innumerevoli libri, ha diretto collane per Longanesi e Falsopiano, ha collaborato alla Storia del cinema mondiale diretta da Gian Piero Brunetta (Einaudi) e alla Storia del cinema italiano diretta da Lino Miccichè (Marsilio). Nel 2002 inventò e diresse Ring! Festival della critica cinematografica. Negli ultimi anni ha intrecciato un proficuo rapporto con la casa editrice Artdigiland, pubblicando, oltre al Calendario, la raccolta di scritti Il mio Zavattini. Incontri, percorsi, sopralluoghi (2012) e la riedizione de L’avventura di uno spettatore. Italo Calvino e il cinema (2015). Conoscitore e collezionista di fotografie, nel 2016 ha donato al Centro Culturale San Biagio di Cesena la sua fototeca privata, ricca di circa 15.000 fotografie di cinema.

 

ore 18.00 Incontro moderato da Adriano Aprà con Leonardo Quaresima e Silvia Tarquini

Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume di Lorenzo Pellizzari, Il calendario del cinema. 365 giorni tra persone, film, momenti di riguardo (e senza riguardo) ovvero L’altra faccia della Luna (Artdigiland, 2016).

 

ore 19.00 Darò un milione di Mario Camerini (1935, 77’)

«Il soggetto di Zavattini era ben lontano dal costruire una trama di tipo classico. La sua struttura narrativa è quella, totalmente libera, dell’inseguimento slapstick [e molte cose] rimandano a The Circus. Il film di Camerini finisce per assomigliare invece, ma all’insegna del ribaltamento, ad un’altra opera di Chaplin: City Lights. All’inizio di Darò un milione l’incontro tra il ricco e il povero, dopo il quale c’è lo scambio di identità, avviene in acqua: il povero tenta il suicidio per “crisi finanziaria”, legandosi una pietra al piede, e il ricco si tuffa in acqua dal suo yacht, attirato dalle “luci della città”. In una situazione simile si incontrano anche Charlot e il milionario aspirante suicida in Luci della città. In City Lights Charlot si finge ricco per compiere una buona azione, in Darò un milione il ricco si finge povero per trovare qualcuno che si occupi di lui disinteressatamente. In City Lights la storia d’amore tra la donna e il finto ricco prelude alla disillusione finale, in Darò un milione l’amore tra la donna e il finto povero può arrivare al lieto fine. L’agnizione finale, in Chaplin, è infelice e mette il pubblico davanti a una denuncia, in Camerini è felice e compensatoria» (Tarquini).

 

ore 20.45 Colpire al cuore di Gianni Amelio (1982, 109’)

«Gianni Amelio riprende la questione padri-figli al centro de La tragedia di un uomo ridicolo per declinarla nell’incomunicabilità tra un ex partigiano (Jean-Louis Trintignant), professore all’università di Milano con frequentazioni nell’ambiente della lotta armata, e il figlio quindicenne, un giovane anagraficamente già fuori dalla generazione dei terroristi, ma che a questa è costretto a rapportarsi per tentare di comprendere il padre e la realtà plumbea che lo circonda» (Uva). «Io vorrei che lo spettatore si ponesse degli interrogativi su ambedue le figure, probabilmente più su quella del figlio che su quella del padre. Il mio approccio al film nasce appunto dall’essermi posto, alternativamente, di fronte a tutti e due. Ho cercato di mettermi nei panni del figlio per capire il padre e, viceversa, in quelli del padre per capire il figlio. Il padre coglie le reazioni del figlio, in maniera fin troppo lucida, razionale; mentre il figlio non capisce affatto il comportamento del padre. Il ragazzo ha quindici anni e, paradossalmente, ha più certezze del padre, o, almeno, gli sembra averle» (Amelio). Con Jean-Louis Trintignant, Fausto Rossi e Laura Morante.

 

martedì 28

Presentazione di Bianco e Nero: Alida Valli

 

Il numero 586 di «Bianco e Nero» è dedicato alla figura di Alida Valli, «l’attrice più amata dagli italiani», come ricordò Dino Risi. «Negli anni Quaranta in Italia scoppia la “vallifilia” […]. Una carriera straordinaria, dall’Italia a Hollywood e poi attraverso l’Europa, all’insegna della ecletticità e della disponibilità al cambiamento: da “fidanzatina degli italiani” a protagonista del cinema d’autore, a sorprendente perfida maliarda nelle performance di genere degli ultimi anni», come ha scritto Oriana Fallaci, «la sua storia è in fondo la nostra storia: fascismo e telefoni bianchi, dopoguerra e processo Montesi, sconfitte e fughe in America a cercar nuova vita». Dunque occuparci di Alida Valli significa in un certo senso ripensare la nostra storia, esplorare le molteplici forme delle identità sue e nostre, cercando di districarsi nel garbuglio dei fili simbolici della matassa storica. La sua vicenda, inoltre, si intreccia con quella del Centro Sperimentale di Cinematografia: l’attrice infatti entrò al (neonato) Csc ottant’anni or sono. E proprio alla Biblioteca Chiarini del Centro Sperimentale è stato affidato l’archivio privato dell’attrice. Il Fondo Alida Valli rappresenta per gli storici un’occasione eccezionale, perché permette di recuperare e di incrociare una grande quantità e qualità di fonti per rivisitare la carriera di Valli e studiare per la prima volta aspetti della sua vita e del suo divismo, che finora erano rimasti sconosciuti o inaccessibili ai ricercatori: la corrispondenza degli ammiratori costituisce una fonte straordinaria che di nessun’altra attrice italiana è attualmente disponibile.

Il numero è a cura di Mariapia Comand e Stephen Gundle.

 

ore 17.00 Piccolo mondo antico di Mario Soldati (1941, 107’)

«Nella Lombardia austriaca, Franco (Serato) sposa la figlia (Valli) di un modesto funzionario senza il consenso della nonna aristocratica (Dondini): inizia una persecuzione familiare che si concluderà solo dopo la morte della piccola Ombretta, figlia della sfortunata coppia. È uno dei risultati migliori della cosiddetta tendenza calligrafica, che reagì al clima fascista rivolgendosi alla letteratura nazionale ottocentesca ed esplorando con attenzione le possibilità formali del mezzo cinematografico. […] In perfetta sintonia con l’idea di “realismo storico” propugnata dal regista, si muovono gli operatori Montuori e Gallea, ai quali va il merito delle splendide riprese in esterni (il paesaggio lombardo avvolto nella nebbia e immerso in luci sfumate, in cui giocano un ruolo fondamentale le evanescenti superficie acquatiche)» (Mereghetti).

 

ore 19.00 Siamo donne di Alfredo Guarini, Gianni Franciolini, Roberto Rossellini, Luigi Zampa, Luchino Visconti (1953, 101’)

Primo episodio: Prologo - 4 attrici, una speranza - È la cronaca di un concorso tra aspiranti attrici, delle quali il film descrive ansie, delusioni, speranze: il concorso si conclude con l’assegnazione del premio alle due migliori.

Secondo episodio: Alida Valli - Un’attrice, invitata dalla cameriera che festeggia il proprio fidanzamento, tenta di far innamorare di sé il fidanzato di questa, ma, resasi conto della cattiveria che sta per commettere, tronca in tempo l’avventura.

Terzo episodio: Ingrid Bergman - È la storia delle preoccupazioni suscitate dalla devastazione di un roseto provocata da un pollo e dei conseguenti tentativi per impedirgli di fare altri danni.

Quarto episodio: Isa Miranda - Un’attrice che, per amore della carriera ha rinunciato ad avere figli, racconta di aver capito di aver commesso un errore.

Quinto episodio: Anna Magnani - Un’attrice ha un violento litigio con un autista di piazza che le ha chiesto un supplemento per il trasporto del suo cane, che, invece, secondo lei, è da grembo.

 

ore 20.45 Incontro moderato da Alfredo Baldi con Lucia Cardone, Mariapia Comand, Pierpaolo De Mejo

Nel corso dell’incontro sarà presentato il numero 586 di «Bianco e Nero».

 

 

 

Susanna Zirizzotti

Ufficio Stampa

Centro Sperimentale di Cinematografia  (Scuola Nazionale di Cinema �“ Cineteca Nazionale)

via Tuscolana, 1520 - 00173 Roma - tel: 06.72294260 - 3391411969 

www.fondazionecsc.it  -   www.ufficiostampacscblogspot.it

 

 

 

 

 

 

 

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Centro Sperimentale di Cinematografia: aggiornamento Ufficio Stampa Tue, 24 Jan 2017 16:40:44 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419059.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/419059.html Centro Sperimentale di Cinematografia Centro Sperimentale di Cinematografia

Cari  amici, vorrei informarvi che al Centro Sperimentale di Cinematografia con la nuova presidenza si è costituito un UFFICIO COMUNICAZIONE. Io ne faccio parte riprendendo il mio vecchio ruolo di responsabile dell’UFFICIO STAMPA, quindi tornerò ad informarvi regolarmente sulle attività della SCUOLA NAZIONALE DI CINEMA e della CINETECA NAZIONALE.

Chiamatemi pure in qualsiasi momento, sapete che non ci sono problemi, per chiarimenti, approfondimenti,  eventuali interviste o riprese televisive.

I miei contatti sono sempre gli stessi, un caro saluto e buon lavoro a tutti

 

Susanna Zirizzotti

Ufficio Stampa

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PRESENTATO A MONTERCARLO IL FILM DEDICATO A NANDO ORFEI MIO NONNO NANDINO CON CRISTIAN ORFEI Sun, 22 Jan 2017 23:03:58 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/418810.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/418810.html WBE NEWS WBE NEWS PRESENTATO A MONTECARLO IN OCCASIONE DEL PREMIO ALLA MEMORIA IL FILM DEDICATO ALLA VITA E ALLA STORIA DI FERDINANO ORFEI
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L'idea è quella di realizzare uno sceneggiato televisivo in due puntate, dedicato alla vita di Ferdinando Orfei,il più alto rappresentante del  prestigioso  e omonimo circo Italiano, nonchè attore cinematografico di spessore, diretto da un regista da Oscar come Federico Fellini, suo amico fraterno  anche nella vita.
L'idea nasce dal desiderio degli sceneggiatori ( e della famiglia) di celebrare la grandezza di Ferdinando  Orfei, dando vita ad una storia reale, autentica, di grande spessore, ricca di aneddoti, di atmosfera e di forti emozioni. 
Un tributo degno di un personaggio nternazionale, amato ,dal pubblico di ogni età, un omaggio alla sua vita colma di amore per la famiglia, per il lavoro, ricca di esperienze e accadimenti grandiosi. Un ricordo del suo essere, della  sua dottrina, un percorso a tutto tondo, che non si orienterà in una unica direzione ma che sarà armonico, completo, che indagherà sull'animo umano, sulle sue scelte, sulla superlativa vita di questo uomo carismatico e grande pioniere del mondo circense e dello spettacolo.
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Perchè Ferdinando Orfei ?
 

Ad Oggi non è mai stata realizzata una pellicola dedicata a Nando Orfei,  sono stati prodotti numerosi speciali, documentari destinati alla storia di questo grande personaggio, amato e conosciuto ovunque, che ci ha lasciato in eredità un patrimonio artistico di grandissimo valore.
Il suo smisurato lavoro ha avuto un enorme peso sui cambiamenti avvenuti all'interno del mondo circense, ha portato informazione, ha saputo lavorare con i mezzi di comunicazione creando valide strategie,ha saputo essere un autorevole  imprenditore,  ha saputo essere padre e attore, ha saputo  tenere alto il nome di una delle più importanti dinastie circensi. 
E stato un innovatore, un inventore, un modello che ha saputo svelare il suo volto più umano e che ha saputo applicare la recitazione, lo spettacolo alla vita e la vita ad essa, con naturalezza e fede.
Egli con costanza approfondì , indagò e sperimentò, fino ad attuare le sue idee, le sue convinzioni.
Nacque  il 9 luglio del 1934 a Portomaggiore (Fe) , fratello di Liana Orfei e cugino di Moira Orfei, padre di Ambra , Gioia e Paride Orfei, sposato con Anita Gambarutti , sin da giovane si interessò al mondo dello spettacolo, della recitazione, vestì numerosi ruoli, fu domatore, attore di teatro, attore di cinema, giocoliere, musicista, fu un artista a 360 gradi,  un uomo poliedrico, un artista abile, capace che ha sempre lottato per il mondo del circo e per la sua magia, che è stato ambasciatore degli Orfei nel mondo, che è stato un grande personaggio sia sul piano affettivo sia sul piano artistico. 
Interessante fu la sua esperienza cinematografica, recitò in quattro pellicole, di cui due dirette da Federico Fellini.
Esordì nel 1971 con "I clown" e riapprodò sul grande schermo nel 1973 interpretando il ruolo di Patacca in Amarcord. In seguito nel 1979 recitò con star internazionali   come Mastroianni e Anita Ekberg nel film "L' ingorgo"  di Luigi Comencini ed altro. 
Ad un certo punto sentì il bisogno di tornare alle proprie origini, di seguire la sua vera passione,  di tornare lì "sotto il magico  tendone  rosso del circo".  Molto legato alla cugina Moira Orfei e alla famiglia,  decise definitivamente di abbandonare il ruolo di attore, peraltro presso film d'autore e  di indossare la sua storica giacca bordeaux e di  conquistare ben presto, con le sue emozionanti esibizioni,  un successo planetario, divenendo così  il vero capostipite della famiglia Orfei, l'unico  vero rappresentante del circo italiano del Novecento. 
Negi anni novanta  adottò la scelta di proporre spettacoli circensi senza animali esotici, decisione pienamente condivisa anche dai suoi figli. Egli ripeteva spesso che i veri protagonisti del circo erano gli esseri umani proponendo nella sua arena, sempre di più artisti di valenza internazionale. 
Nando Orfei e la sua famiglia, amavano moltissimo gli animali, non li maltrattarono,   tanto che Nando,  ancor prima di proporre spettacoli solo con artisti, seppellì la  sua cara leonessa  Tereth, che tanto lo amò e che più volte lo difese dagli attacchi dei maschi , al cimitero degli animali di Bergamo. Inoltre era attaccatissimo alla sua inseparabile cagnolina Penelope che trattò come una di famiglia. 
La sua vita privata e pubblica fu costellata di eventi, di incontri, di conoscenze, di cambiamenti, non gli mancarono certo i riconoscimenti e le debite onoreficenze. 
Morto a 80 anni, ci colpisce di lui quanto sia ancora attuale e quanto siano ancora  amati  la sua vita e il suo mondo. 
Molti aneddoti, molte storie esilaranti, profonde accompagnano la vita di Nando Orfei, oggi , la moglie , i suoi figli eredi di questa dinastia sanno tenere vivo il ricordo di un marito e padre così grande, che ha incantato il pubblico, che ha donato emozioni e che è stato il vero domatore dei sogni di tanti bambini nel mondo, il vero giocoliere di una favola bellissima durata 80 anni.
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                                  DAL SOGGETTO ALLA SCENEGGIATURA

Idea, soggetto, trattamento, scaletta e sceneggiatura, sono i punti  fondamentali per  la realizzazione di  una sceneggiatura , la quale una volta regolarmente depositata verrà immessa sul mercato, come pre-produzione. 

Naturalmente gia con una chiara ma breve sinossi  oppure con un trattamento, che prevede una narrazione della storia più corposa (sono circa 25/30 pagine), quindi con una descrizione degli ambienti, delle location, delle implicazioni emozionali dei personaggi e con qualche riferimento alle battute, potremo gia  inizare a lavorare produttivamente sul progetto filmico .
Il passo successivo sarà  quello della sequenza tecnica, ovvero del prodotto finale : la sceneggiatura.
Naturalmente verrà scritta a più mani, vista la ricca e delicata  storia da trattare. Tutte le idee , bibliografiche  e non,   una volta passate al vaglio dei familiari  , verranno così assemblate e da li che si partirà ...da una idea. Si metteranno insieme tante idee, verranno scelte  quelle migliori e si decreteranno  le basi della storia...La vita corposa, emozionante di Nando Orfei è di per sè un grande film, ci trasporteranno  il suo entusiasmo e il suo amore per la vita artistica e familiare. 

Così, dopo le relative autorizzazioni da parte della famiglia, i figli Paride e Ambra Orfei, il giornalista Sandro Ravagnani, compatibilimente alle loro esigenze,  parteciperanno alla stesura della sceneggiatura ,daranno il loro contributo alla produzione di uno sceneggiato  autentico, forniranno gli elementi per dar vita ad una storia vera ,con personaggi, dialoghi,aneddoti,  location , fatti , avvenimenti realmente accaduti presenti ancora oggi nell'immaginaio collettivo, presenti nei loro cuori. 
Risultati immagini per nando orfei
                                               
MISSION

Il mercato televisivo, per un progetto filmico in due puntate come questo, potrebbe avere una "massa critica" mondiale. Girato in lingua italiana, dovrà essere doppiato in lingua inglese o sottotitolato, questo sarà da decidere con la distribuzione dell'opera filmica.
E' un film di grande spinta comunicativa, sicuramente la sceneggiatura, la storia di Nando Orfeo, personaggio che ha saputo creare un legame con persone di ogni età, di ogni target avrà una diffusione importantissima.
La sua famiglia oggi è presente nel cuore di chi ha saputo comprendere con quanto amore Nando e gli Orfei abbiano amato il loro lavoro, la loro storia, il loro paese, il loro pubblico, di come abbiano combattuto le loro battaglie e di come ancora oggi facciano parlare di se'.
La televisione è dinamica, fluida ed uno sceneggiato è una forma di spettacolo amato, seguito, perche' anche se sul piccolo schermo, fa sognare e permette di dare spazio a racconti, alla voce, alle idee, ai colori, agli ambienti...così come alla vita di questo grande personaggio.
La mission è quella di creare  una trama artistica di atmosfera, il più possibile reale, autentica, trasformandola così in immagini  dirette per  un mercato sempre più esigente.L'intento è quelo di  creare un'opera che resti nella mente dello spettatore, che sappia  far rivivere il personaggio di Nando Orfei  in un contesto emozionale, che possa essere  visibile e fruibile nel tempo, che faccia parlare di se in ogni contesto mediatico. 


Produttore Esecutivo
Carla Finelli

FOTO TRATTE DALL'ARCHIVIO STORICO DEL GIORNALISTA SEBASTIANO SANDRO RAVAGNANI E DAL MUSEO DI FAMIGLIA ISITITUTO LUCE E CADEC.
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Corso di sceneggiatura 2 con N. Guaglianone (Lo chiamavano J Wed, 18 Jan 2017 14:10:42 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/418376.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/418376.html Scuola di Cinema Pigrecoemme Scuola di Cinema Pigrecoemme
5 gennaio 2017
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NUM #104
 


Corso di Sceneggiatura 2

Condotto da Rosario Gallone.

Doppio appuntamento finale con Nicola Guaglianone
(sceneggiatore di Lo chiamavano Jeeg Robot e di Indivisibili).

Il corso di sceneggiatura 2 della Scuola di Cinema Pigrecoemme si compone di sette lezioni di quattro ore (il mercoledì dalle 15:00 alle 19:00, a partire dal 25 gennaio 2017), più una lezione finale di sei ore (dalle 11:00 alle 14 :00 e dalle 15:00 alle 18:00).

Sono previste esercitazioni da svolgere a casa.

Il ciclo di lezioni si rivolge a quanti abbiano già frequentato il corso di sceneggiatura 1 e ha lo scopo di produrre la sceneggiatura di un corto che, poi, verrà girato nei mesi estivi.

Il laboratorio coinvolgerà i partecipanti in una vera e propria esperienza creativa, paragonabile a quella di una writers’ room

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il DOCENTI

Il laboratorio sarà condotto da Rosario gallone (tra i fondatori della Pigrecoemme) e il doppio appuntamento finale sarà a cura di Nicola Guaglianone (autore delle sceneggiature di Lo Chiamavano Jeeg Robot e Indivisibili). 

 

 IL PROGRAMMA



 

Prima dell’inizio del corso i partecipanti saranno invitati a sottoporre un soggetto (non è obbligatorio) per un cortometraggio sul quale lavorare inizialmente. 
Tra i soggetti inviati, al termine della prima lezione ne verrà scelto uno sul quale si lavorerà.
A partire dal secondo appuntamento ogni lezione si dividerà in una prima parte teorica e in una seconda parte pratica, dedicata allo sviluppo della sceneggiatura. 

I lezione

(25 gennaio 2017, h. 15:00 �“ 19:00)

  • Di che parla il mio corto? L’arte della sintesi e dell’autopromozione.
  • La logline di Proust. Le caratteristiche necessarie affinché una logline permetta di vedere l’intero film.
  • I quattro quadranti del target.
  • L’importanza del titolo.
  • Pronti a pitchare? Esercitazione pratica.

 

II lezione

(1 febbraio 2017, h. 15:00 - 19:00)

  • L’importanza del genere di riferimento.
  • Archetipi e stereotipi secondo Robert McKee
  • Il rapporto tra struttura e genere.
  • Collocare il proprio soggetto.
  • Arricchire la logline.
  • Lo schema di Propp.
  • La motivazione dell’eroe. Il bisogno primordiale.
  • I 10 generi secondo Blake Snyder e le loro regole.
  • I personaggi del cortometraggio in lavorazione.

 

III lezione

(8 febbraio 2017, h. 15:00 - 19:00)

  • I tre atti di Syd Field e i 15 beat di Blake Snyder.
  • Trama classica, minimalista e anticlassica. La Triade di McKee.
  • La linea B e l’arte di differire.
  • Suddivisione di un noto film nei 15 beat.
  • Applicazione della struttura al soggetto selezionato.

 

IV lezione

(15 febbraio 2017 , h. 15:00 - 19:00)

  • La lavagna in quattro parti.
  • Primo atto.
  • Secondo atto fino al midpoint.
  • Secondo atto dal midpoint.
  • Terzo atto.
  • Disposizione dei beat.

 

V lezione

(22 febbraio 2017 , h. 15:00 - 19:00)

  • Lavoriamo al nostro corto.
  • Primo atto.
  • Secondo atto fino al midpoint.

 

VI lezione

(1 marzo 2017, h. 15:00 - 19:00)

  • Secondo atto dal midpoint.
  • Terzo atto.

 

VII lezione

(8 marzo 2017, h. 15:00 - 19:00)

  • Revisione della sceneggiatura.

 

VIII lezione e IX lezione

(29 marzo 2017dalle 11:00 alle 14:00  e dalle 15:00 alle 18:00)

  • Incontro seminariale con Nicola Guaglianone (sceneggiatore di Lo chiamavano Jeeg Robot e di Indivisibili) che verterà sul mestiere dello sceneggiatore e sulla sceneggiatura elaborata nel laboratorio, che gli sarà stata precedentemente sottoposta.

 

 

Contatti

- Telefono: 0815635188
- Email: corsi@pigrecoemme.com
- Sito web ufficiale: www.pigrecoemme.com

 

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  • REGIA

    Un corso che conduce i partecipanti, anche privi di esperienza, alla conoscenza delle regole fondamentali e necessarie per costruire un testo audiovisivo; sia esso un lungometraggio, un corto, un videoclip, uno spot o un video istituzionale.

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  • SCENEGGIATURA

    Tenuto dal regista e sceneggiatore Stefano Incerti, Il ciclo di lezioni, a un'impostazione teorica, affianca momenti di esercitazione sulla scrittura creativa che favoriranno, per ogni allievo, la stesura individuale di sceneggiature.

    Dal 23 gennaio.
    Docente: Stefano Incerti.
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  • SCENEGGIATURA DUE

    Condotto da Rosario Gallone e con un doppio appuntamento finale con Nicola Guaglianone (sceneggiatore di Lo chiamavano Jeeg Robot e di Indivisibili) Il ciclo di lezioni si rivolge a quanti abbiano già frequentato il corso di sceneggiatura 1 e ha lo scopo di produrre la sceneggiatura di un corto che, poi, verrà girato nei mesi estivi.

    Dal 23 gennaio.
    Docenti: Rosario Gallone e Nicola Guaglianone.
    Costo: € 350.

  • CRITICA CINEMATOGRAFICA

    Una corso per imparare a confrontarsi in maniera critica con il linguaggio dell'audiovisivo, adatto sia a chi voglia iniziare ad occuparsi professionalmente di critica, sia al semplice appassionato che voglia assumere maggiore consapevolezza.

    Dal 27 gennaio.
    Docenti: Vincenzo Esposito e Rosario Gallone.
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  • DIREZIONE DELLA FOTOGRAFIA

    Dal 9 al 13 gennaio Ugo Lo Pinto, direttore della fotografia ed operatore steadycam, terrà un workshop pratico e immersivo: si lavorerà con telecamera e corpi illuminanti di tipo cinematografico.

    Dal 9 al 13 gennaio.
    Docente: Ugo Lo Pinto.
    Costo: € 400.

  • FILMMAKER

    Un corso di 280 ore costituito dai moduli di regia, montaggio, sceneggiatura e analisi e critica del film a cui si aggiunge un secondo modulo dedicato alla regia e la realizzazione di un cortometraggio finale. Si rivolge a coloro che vogliano rendersi autonomi nella realizzazione di un prodotto audiovisivo.

    Dal 23 gennaio.
    Programma completo in .pdf
    Costo: € 1000.

  • FOTOGRAFIA

    Un percorso in quattro moduli tra storia, tecnica e creatività per principianti ed appassionati di fotografia. Dalle basi dell'uso della fotocamera alla postproduzione con Photoshop.

    Dal 23 gennaio.
    Docente: Luca Sorbo.
    Costo: da € 200 a € 800.

  • REPORTAGE FOTOGRAFICO

    Un workshop diretto a chi, avendo già acquisito le nozioni base della tecnica e del linguaggio fotografico, voglia confrontarsi fotograficamente con un evento complesso.

    Dal 17 giugno.
    Docente: Luca Sorbo.
    Costo: € 170.

 

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New Year Present- Rs3 Gold Cheap 9% Off on Rs3gold Mon, 16 Jan 2017 07:10:00 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417973.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417973.html ownher ownher he was uncomfortable on and off the court

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Our school has a "Hoop Shoot" to benefit the Boys' and Girls' Club. The officers for our Student Council are Connor Lewis, president; Nathan Biggs, vice president; and Harjas Singh, secretary. The students in first through fifth grades went to the Terre Haute Bowling Center.

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Candice told Julie she is a person that defends herself. She notes that racism is still alive in America and in the BB house. Julie could not give her any feedback because she is still a part of the game. However, weaponry wasn't all the Europeans used gunpowder for. In fact, most historical accounts show that the English and other nearby countries used fireworks to commemorate military victories, public events, and religious ceremonies as early as the 1258 AD. After a time, people even began to study the use of pyrotechnics at universities and discovered that a rainbow of colors could be produced in the flame.

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Gold Swtor Free Giveout is on the go Sat, 14 Jan 2017 03:19:58 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417899.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417899.html ownher ownher But the rest of the league is not very cheap swtor credits good. The country is cool. If the character is an alien or artificial life form, then it makes a little bit more sense. Aliens have Bizarre Alien Biology after all, and creators of synthoids and such would probably want their "children" to be anthropomorphic enough to fit in.

The big caveat is that it's impossible to tell from this study if the sleep problems are causing the headaches and stomach problems, or vice versa. But Ravi Singareddy, an assistant professor of psychiatry who led the study, says parents should get the medical complaints treated first.

But if I make a mediocre guitar for a mediocre player, then I think everything evens out. The few I've seen that were playable over the years were very similar to the Univox 335 copies: microphonic pickups, cigar box feel bodies and odd necks. Why the Browns stopped giving the ball is anyone's guess.The defense, however, wasn't so good.Secondary: F. Eric Wright lived every cornerback's worst nightmare.

Olga Milkin's husband, Sgt. Leonid Milkin of the Army National Guard, returned from duty in Iraq to his burned out home Thursday. Other times what appears to be a miracle to a layperson or a victim's family is not considered a miracle by medical professionals, who may see similar cases on a routine basis. Doctors know that it's not unusual for drowning victims especially ones who have been underwater for about 20 minutes or less, as Ostrander was to survive and fully recover..

The Canadian dollar closed higher after six days of losses that brought the loonie to its lowest levels since late last June. The currency was up 0.12 of a cent at 97.43 cents US. Cunningham built a million dollar variety store chain into a multibillion dollar mass merchandising firm by creating Kmart discount department stores. "Harry Cunninghams vision, creativity and leadership have reshaped the world of retailing.

It is unknown whether it is still armed. One possibility is that it is switched on but is no longer completely autonomous.[citation needed]. Lolley said the baggies indicated that the marijuana was being packaged for sale.Stephens was charged with unlawful distribution of a controlled substance, two countsof first degree unlawful possession of marijuana and unlawfulpossession of drug paraphernalia.West Alabama Narcotics Task Force commander Capt. Jeff Snyder said Stephens admitted to selling marijuana for about one year.Stephens, who has operated the store for almost 30 years, carried with him a piece of paper that he said contained the signatures of 580 people who supported him.He said he used marijuana in the 1960s and did not use it again until about a year ago.

Green Genes, are also products of the same kind of research. Scientists hope to use these kinds of studies to examining the progression of genetic diseases.. Yup, I not kidding. If you read to the end of the manga and also watched the movie, you would know what I mean.

"I remember meeting him thinking, this is it. This is the one."The problem she had to overcome, she said, was that Strickland, 28, wasn't ready for her at the time. Once a child has been born alive, it is irrelevant that the cord and after birth have not been expelled from the mother nor severed from the mother. This proposition is in accord with s.5 (2) of the Penal Code:"A child becomes a person when it has been born alive whether it has breathed or not, and whether the umbilical cord is severed or not." Also under section 307 of the Criminal Code, a child becomes a person capable of being killed when it has completely proceeded in a living state from the body of its mother, whether it has breathed or not, and whether it has an independent circulation or not, and whether the navel string is severed or not..

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500M Swtor Credits Free Giveaway is Upcoming Tue, 10 Jan 2017 08:01:56 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417412.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417412.html ownher12 ownher12 De Sith Warriors verlieten de swtor gold shuttle en rende richting de Jedi Knights totdat ze met elkaar in een gevecht belande en als snel de hal van de ingang wisten te overmeesteren. Daru vecht mee, naast de zijde van Dath Malgus en neemt vervolgens dekking achter een pilaar.

And this seemed as total a defeat as any, as the Ducks dominated every which way. In the words of UW coach Steve Sarkisian, "They destroyed us on special teams." The Ducks blocked a punt for a touchdown, converted a two point play out of a gimmick formation and used a fake field goal to get in position for another touchdown..

Still, the market remains wary, especially with the economy in a serious downturn. The Dow was up more than 500 points in the last hour before giving up some of its gains many investors wanted to take some money off the table before the next bit of bad news arrives.

Until April 24, 326 Dundas St. W., Toronto;To mark their move from Queen to Dundas, Galerie Lausberg is presenting Winter Thaw, a massive survey of works from their stable of neoabstractionists. And all the time, as we were pitching it in red hot, we were keeping the women off him as best we could for they were as wild as harpies. I never saw a circle of such hateful faces; and there was the man in the middle, with a kind of black sneering coolness frightened too, I could see that but carrying it off, sir, really like Satan.

Ordo is a veteran Mandalorian warrior who joins the player's party in Knights of the Old Republic. After the game's conclusion, he becomes "Mandalore", leader of the Mandalorians. Elsewhere, Ford is riding the coattails of other events intercepting traffic, said Ford marketing development manager Ryan Cashman, not driving it."It's very similar product presentation, but the concepts are really very different," said Cashman, who is in charge of marketing for Ford's western region. "It's just getting tougher and tougher to reach more people, so we're finding new ways to bring our products to people in a non threatening environment."The company is moving more and more of its marketing budget toward events and digital marketing, Cashman said, rather than traditional advertising.Local35 owner Justin Machus has helped brands open pop up shops in a vacant office above his store, a practice he started last year, but he's never partnered with a third party to open a second location, much less an international corporation such as Ford."It's a different mix," he said.

I'm sure there are probably quite a few editors who must now, by your logic, be idiots, and I don't know about them, but I don't like being called an idiot. SpartHawg948 20:59, January 16, 2010 (UTC). The Sultan of the Indies, having heard, without interrupting them, all that the Princes could represent further about their rarities, and being well informed of what had happened in relation to the Princess Nouronnihar's cure, remained some time silent, as if he were thinking on what answer he should make. At last he broke the silence, and said to them: "I would declare for one of you children with a great deal of pleasure if I could do it with justice; but consider whether I can do it or no.

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Incontro con Cesare Accetta.14 gennaio. Thu, 05 Jan 2017 16:51:26 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417117.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/417117.html Scuola di Cinema Pigrecoemme Scuola di Cinema Pigrecoemme
5 gennaio 2017
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NUM #104
 


Sabato 14 gennaio: incontro fotografico con Cesare Accetta

Sabato 14 gennaio 2017, dalle ore 16:00 alle ore 18:00, nell’ambito della rassegna Incontri fotograficiCesare Accetta sarà ospite alla Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme di Napoli, per dar vita a un incontro in cui racconterà il suo entusiasmante percorso artistico e professionale come fotografo di scena, fotografo di ricerca, direttore della fotografia per il cinema e light designer per il teatro e per mostre d’arte. 

Come partecipare all’incontro

L’incontro, fino a esaurimento posti, è a ingresso gratuito e sarà presentato da Luca Sorbo, curatore dei corsi di Fotografia e di Fotogiornalismo della Pigrecoemme.
Prenotazioni e informazioni al numero 081 5635188.

Cesare Accetta

Fin dagli anni Settanta Cesare Accetta (Napoli, 1954) applica la sua sperimentazione fotografica al teatro di ricerca, a Napoli e in Italia. E’ fotografo di scena per il Teatro Instabile di Napoli e collabora a lungo con i più importanti gruppi di avanguardia teatrale, tra cui Falso Movimento di Mario Martone, Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller, Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo, Teatro di Laura Angiulli e Club Teatro di Remondi e Caporossi.


Dalla seconda metà degli anni Ottanta inizia a lavorare anche per il cinema. Ricordiamo nel 1992 per il film Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone, con cui lavora ancora nel 1995 per L’amore molesto. La sua ricerca lo conduce poi alla progettazione e realizzazione del disegno luci di spettacoli teatrali (a partire da L’uomo, la bestia e la virtù, diretto da Laura Angiulli, 1995) e alla direzione della fotografia in ambito cinematografico (I racconti di Vittoria, diretto da Antonietta De Lillo, 1995). Cura inoltre la fotografia delle riprese televisive degli spettacoli da lui seguiti come light designer. Tra questi Delirio amoroso (regia di Silvio Soldini) e Luparella (regia di Giuseppe Bertolucci).
La mostra personale al PAN | Palazzo delle Arti Napoli Dietro gli occhi, a cura di Maria Savarese �“ che prende il titolo dall’omonima performance da lui ideata con Alessandra D’Elia e Andrea Renzi, e musiche dei Bisca (Galleria Toledo, Napoli, 1992) �“ è un’appassionante racconto di vent’anni di teatro di ricerca a Napoli attraverso fotografie e video tratti dal suo archivio, dal 1976 al 1996.
Nel 2010 Accetta è al Museo di Capodimonte con la personale 03-010, titolo che si riferisce ai due anni, il 2003 e il 2010, in cui sono stati realizzati i tre lavori esposti.
Cura come lighting designer anche l’allestimento di mostre (Diego Velázquez al Museo di Capodimonte; Julian Schanbel alla Mostra d’Oltremare; Grande Opera Italiana a Castel Sant’Elmo; riallestimento alla Reggia di Caserta nel 2004 di Terrae Motus, oltre alle diverse mostre dedicate a Mimmo Paladino, con cui collabora anche in occasione del lungometraggio del 2006 Qujote e del cortometraggio del 2013 Labyrinthus), nonché di concerti e opere liriche (Royal Opera House di Londra, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Comunale di Modena, Teatro Ponchielli di Cremona, Festival Pucciniano).

Numerosi i riconoscimenti che gli sono stati conferiti come direttore della fotografia per il cinema, fra cui la Grolla d’oro nel 2001, per Chimera (regia di Pappi Corsicato), l’Esposimetro d’oro nel 2002 per L’inverno (regia di Nina Di Majo), Ciak d’oro e Globo d’oro nel 2005 per Il resto di niente (regia di Antonietta De Lillo).
Nel 2014 vince il premio ANCT (Associazione nazionale critici teatrali) come lighting designer per il teatro.

 

 

Contatti

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- Email: corsi@pigrecoemme.com
- Sito web ufficiale: www.pigrecoemme.com

 

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    Dal 23 e dal 27 gennaio.
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  • SCENEGGIATURA

    Tenuto dal regista e sceneggiatore Stefano Incerti, Il ciclo di lezioni, a un'impostazione teorica, affianca momenti di esercitazione sulla scrittura creativa che favoriranno, per ogni allievo, la stesura individuale di sceneggiature.

    Dal 23 gennaio.
    Docente: Stefano Incerti.
    Costo: € 350.

  • CRITICA CINEMATOGRAFICA

    Una corso per imparare a confrontarsi in maniera critica con il linguaggio dell'audiovisivo, adatto sia a chi voglia iniziare ad occuparsi professionalmente di critica, sia al semplice appassionato che voglia assumere maggiore consapevolezza.

    Dal 27 gennaio.
    Docenti: Vincenzo Esposito e Rosario Gallone.
    Costo: € 350.

  • DIREZIONE DELLA FOTOGRAFIA

    Dal 9 al 13 gennaio Ugo Lo Pinto, direttore della fotografia ed operatore steadycam, terrà un workshop pratico e immersivo: si lavorerà con telecamera e corpi illuminanti di tipo cinematografico.

    Dal 9 al 13 gennaio.
    Docente: Ugo Lo Pinto.
    Costo: € 400.

  • FILMMAKER

    Un corso di 280 ore costituito dai moduli di regia, montaggio, sceneggiatura e analisi e critica del film a cui si aggiunge un secondo modulo dedicato alla regia e la realizzazione di un cortometraggio finale. Si rivolge a coloro che vogliano rendersi autonomi nella realizzazione di un prodotto audiovisivo.

    Dal 23 gennaio.
    Programma completo in .pdf
    Costo: € 1000.

  • FOTOGRAFIA

    Un percorso in quattro moduli tra storia, tecnica e creatività per principianti ed appassionati di fotografia. Dalle basi dell'uso della fotocamera alla postproduzione con Photoshop.

    Dal 23 gennaio.
    Docente: Luca Sorbo.
    Costo: da € 200 a € 800.

  • REPORTAGE FOTOGRAFICO

    Un workshop diretto a chi, avendo già acquisito le nozioni base della tecnica e del linguaggio fotografico, voglia confrontarsi fotograficamente con un evento complesso.

    Dal 17 giugno.
    Docente: Luca Sorbo.
    Costo: € 170.

 

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- Telefono: 0815635188
- Email: corsi@pigrecoemme.com
- Sito web ufficiale: www.pigrecoemme.com

 

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C'est le mercredi avant Thanksgiving Wed, 04 Jan 2017 15:28:07 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/416987.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/416987.html nior nior C'est le mercredi avant Thanksgiving, la nuit où chaque twentysomething va interdire avec de vieux amis, en pleurant leurs jours de gloire d'autre entouré par chaque asshat de lycée. Mais il fait froid dehors, alors pourquoi ne pas rester dans et regarder le classique un Charlie Brown Thanksgiving sur ABC à la place? Non seulement parce que c'est un délice sous-estimé - à jamais dans l'ombre de C'est la grande citrouille, Charlie Brown et un Noël Charlie Brown - mais parce qu'il vous enseigne ce que ne pas faire pendant les vacances.
C'est une idée fausse répandue que Friendsgiving est originaire de Friends dans les années 90. Pas vrai. Le premier Friendsgiving, en fait, a commencé quand Peppermint Patty s'est invité à la maison de Charlie Brown il ya 41 ans. Depuis lors, il y a toujours eu au moins un Peppermint Patty dans votre groupe d'amis immédiat, écrasant votre rencontre (ou dans le cas de Charlie Brown, son absence). Pour mémoire, ce n'est pas un bon décorum.
Maintenant, ne me marque pas un curmudgeon. Je suis un grand fan de ce genre de rencontres improvisées. Jusqu'à récemment, mes amis ont tenu une fête post-Thanksgiving remplie d'alcool. Ensuite, mon meilleur ami a déménagé au Maine et je viens de prendre à l'adoption d'un ami singulier sur ma maison une fois par an pour combler le vide. Point est, je ne suis pas anti-invités. Je suis juste pro-manners.

Que vous soyez l'hôte de votre propre toast-and-gelée de haricots repas ou vous inviter à plus d'un, assurez-vous de lire ce guide rapide à l'étiquette de Thanksgiving, inspiré par le gang Peanuts.
http://www.sherobe.fr/robe-de-soiree-naturel-de-sirene-en-chiffon-avec-zip-avec-cristal-p20361.html

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Dal set di 007 solo per i tuoi occhi a quello di Gallo Cedrone di Carlo Verdone: in vendita le case dei film Wed, 04 Jan 2017 15:07:45 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/416985.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/416985.html Immobiliare.it Immobiliare.it Parte del fascino di un film è anche la sua scenografia e spesso il set ideale cercato dal regista non è costruito in uno studio di posa, ma esiste davvero. Case semplici e spartane o ville da mille e una notte che, sovente, diventano anch’esse protagoniste della pellicola cui fanno da sfondo. Su Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) sono in vendita decine di case che sono state set di film famosi e che, per giorni o mesi, hanno ospitato fra le loro mura attori famosissimi.

Sulle montagne attorno a Cortina d’Ampezzo è in vendita, con prezzo riservato, la villa dove furono girate ben due pellicole famosissime: nel 1963 La Pantera Rosa con David Niven e Peter Sellers e, nel 1981, 007 Solo per i tuoi occhi; a vestire i panni dell’agente segreto di Sua Maestà era Roger Moore, il ruolo della Bond girl, fra le cime bellunesi, fu affidato alla splendida Carole Bouquet.

Spostandoci a Roma si trova l’annuncio di un altro palazzetto indipendente, oggi accatastato come immobile commerciale - ma facilmente convertibile in villa privata – dove, da come si legge nel testo, furono girate alcune scene di due film importantissimi: nel 1977 Ettore Scola lo scelse come set di Una giornata particolare e, nel 1995, fu ambientato qui il Romanzo di un giovane povero interpretato dall’indimenticabile Alberto Sordi. Prezzo richiesto 4.100.000 euro.

Non lontano da Roma, ma in provincia di Latina, a Terracina è in vendita la casa dove Carlo Verdone, nel 1998, girò alcune scene del film Gallo Cedrone, pellicola in cui il regista e attore romano interpretava anche la parte di un agente immobiliare dalla discutibile integrità professionale. Per comprare questa splendida proprietà che guarda da un lato il golfo di Gaeta e dall’altro il Parco nazionale del Circeo servono 3.000.000 di euro.

Dal Lazio all’Emilia Romagna, e più precisamente a Cesenatico, per trovare la vendita della villa che è stata set di una pellicola più recente, il film televisivo Il Pirata Marco Pantani, che nel 2007 ripercorreva la vita dello sfortunato campione del ciclismo italiano morto in circostanze mai del tutto chiarite. Prezzo richiesto: 890.000 euro.

Servono invece 960.000 euro per diventare i nuovi proprietari dell’appartamento di via Milano 13, a Torino, dove sono stati girati sia Bianca come il latte, rossa come il sangue, film con Luca Argentero del 2013, sia La verità, vi spiego, sull'amore, film con Ambra Angiolini, Giuliana De Sio e Carolina Crescentini che sarà nelle sale dal prossimo aprile.

A Firenze è in vendita per 2.200.000 euro un castello di origine medievale che non solo fu residenza di Papa Leone X, ma anche set di numerose (e non specificate) pellicole cinematografiche del dopoguerra.

Piccolo alone di mistero anche per il trilocale nel quartiere romano Garbatella: il proprietario dell’immobile, proposto in affitto per 1.220 euro al mese, nella descrizione dell’appartamento afferma che il condominio in cui si trova la casa è stato “location per film importanti”, ma quali siano le pellicole in questione non viene detto.

Molto esplicito, al contrario, il collegamento cinematografico dell’ultimo annuncio di questa carrellata. Nel 2014 Il film Le Meraviglie, firmato da Alice Rohrwacher, ha vinto il Grand Prix speciale della giuria al Festival di Cannes. I paesaggi che fanno da sfondo alla storia sono principalmente quelli della Toscana in cui la stessa regista è nata, ma a condividere il nome con la fortunata pellicola è il casale di Acquapendente (in provincia di Viterbo) adesso in vendita su Immobiliare.it. Il prezzo è riservato, ma per fugare qualunque dubbio sulla veridicità della connessione con il film premiato sulla Croisette, l’annuncio mostra anche le immagini della troupe durante le riprese.

Cinefili di tutto il mondo, mano alla tastiera! Le offerte per vivere in un set, come vedete, davvero non mancano.

 

 

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Leg and Breast Exercises Wed, 04 Jan 2017 07:56:44 +0100 http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/416946.html http://comunicati.net/comunicati/arte/cinema/416946.html anna anna Exercises pertaining to the leg can be a great way to strengthen, tone, firm, and shape them up. The forthcoming passages elucidate on a few extremely beneficial leg exercises.

The muscles in the legs are the most powerful as well as the largest in our body. They have extremely high endurance levels. Exercising the legs is important, since they are used for everyday activities, like walking, moving about, and running. Also, in most of the sports, leg muscles have to produce a tremendous amount of power and need to have immense endurance. Plus, the sedentary lifestyle that most of us lead results in our legs becoming flabby and out of shape. Leg specific drills improve balance, and keep the leg and gluteus muscles toned, firm, and in great shape with bella cream. bella breast lift up can help you lift breast effectively without any side effects.

Lie down on the floor on your left side. Extend your left arm straight on the floor, with your head resting on the arm. Put your right arm near the chest in the front, and place the palm down for support. Make sure to align your breasts in such a way that the outer breast faces the ceiling, while the lower breast is against the floor. Bend your left leg slightly to provide balance and support. Now, tightening the muscles of your right leg, lift it up to a count of 2, and then lower it back down to a count of 4. Repeat 8 - 12 times and ensure to not use momentum. Now, turn over and repeat with the other leg. Once your leg muscles become stronger, you can do 3 sets per side. This drill is great for strengthening and toning the outer thigh and breast.

 

Lie down on the floor on your left side. This time, lift up your upper torso by resting your left elbow and forearm on the floor. Place your right hand with bella breast enhancement cream in front of you for support. Next, bend your right knee and place your right foot in the front or behind the left thigh. Check to see that the inner thigh of your left leg is facing the ceiling. Now, lift the left leg up to a height of 5 - 6 inches off the floor, and lower again. Repeat 8 - 12 times and turn over to repeat with the other leg. You can increase the number to 3 sets once you become stronger. This workout targets the inner thighs.

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