REMINDER | OPENING TONIGHT 6.30 PM | CARLO BATTAGLIA. ORIZZONTALE e ORIZZONTALE. OPERE 1968-1980

13/mar/2019 10:24:51 Menhir Arte Contemporanea Contatta l'autore

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a cura di Marco Meneguzzo
curated by Marco Meneguzzo 
 
in collaborazione con Fondazione Carlo Battaglia 
in collaboration with Fondazione Carlo Battaglia 
 
14 marzo - 14 maggio 2019
march, 14th - may, 14th 2019
 
Inaugurazione: mercoledì 13 marzo 2019, ore 18.30
Opening: wednesday october, 13th 2019 at 6.30 pm 


 
PRESS KIT
Dopo le personali dei tedeschi Winfred Gaul e Jürgen Knubben e dell'inglese Joe Tilson, la galleria Menhir Arte Contemporanea inaugura la stagione 2019 con una mostra dedicata a Carlo Battaglia

La rassegna, dal titolo "Carlo Battaglia. ORIZZONTALE e ORIZZONTALE. Opere 1968 - 1980", rende omaggio all'artista di origini sarde presentando una decina di capolavori, scelti tra le sue opere iniziali. Tele �“ spesso di formato orizzontale - realizzate negli anni che rispecchiano la fase d’esordio della sua carriera artistica, generalmente identificata con la ‘Pittura Analitica’, classificazione alla quale sarà sempre insofferente nonostante partecipi proprio in quegli anni a un numero significato di mostre che si rifanno a vario titolo a questa tendenza.
 
La predilezione per il formato orizzontale è un tema che permane in tutta la sua produzione artistica, soprattutto in quella degli anni Settanta. Questo formato gli permette infatti di coinvolgere il pubblico invitandolo a perdersi nella superficie mutevole della tela; ripercorrendola da destra a sinistra, lo sguardo dello spettatore viene cullato dal movimento rigoroso e costante che Battaglia compie sul supporto, rievocando un ulteriore elemento che caratterizzerà le opere dell’artista: il mare. 
 
Scrive infatti il curatore: “Già negli anni Settanta i suoi titoli sono evocativi �“ Tifeo, Vertiginoso, Brezza, Canone Conseguente, Ilva, Occaso, Come un giovane mare temerario, … - e quasi tutti riferiti al mare (Tifeo è Tifone, mentre il nome Ilva potrebbe essere l’antico nome dell’isola d’Elba) che è la radice, la lontana memoria realistica della pittura di Battaglia, isolano de La Maddalena. E come il mito è la radice interpretativa della realtà, così il mito dichiarato è la chiave per interpretare l’astrazione dell’artista: alla maniera di Paul Klee, si tratta di un’astrazione ‘con molti ricordi’, anzi, con uno solo, quello inesauribile del mare. Ecco allora che prima di arrivare al disvelamento conclamato del soggetto, avvenuto dai primi anni Ottanta e mantenuto sino alla fine, per tutti gli anni Settanta Battaglia non dipinge il mare, ma la sua sublimazione, e piuttosto lo ‘imita’ nel movimento costante e perenne del pastello o del pennello sulla carta o sulla tela. Negli anni Settanta, la sua affermazione di ‘aver in fondo sempre dipinto il mare’ sarebbe risultata incomprensibile o frutto di un paradosso da intellettuali, mentre nel consuntivo di tutta la sua attività non possiamo non dargli ragione” 
 
La personale si chiude infatti con l'opera ‘Come un giovane mare temerario n.5’, opera in cui il mare finalmente si svela e si rivela, presentata alla Biennale di Venezia del 1980, alla quale Battaglia fu invitato a partecipare con una sala personale.

La mostra, curata da Marco Meneguzzo, in programma dal 14 marzo al 14 maggio presso la sede di Via Giuriati 9 a Milano, si propone di valorizzare l'operato artistico di uno dei Maestri della pittura degli anni Settanta e di rendere omaggio a quel mare tanto amato da Battaglia, e da sua moglie Carla. 
Following the solo shows of German artists Winfred Gaul and Jürgen Knubben and English Master Joe Tilson, Menhir Arte Contemporanea gallery starts the 2019 season off with an exhibition dedicated to Carlo Battaglia

The show, titled "Carlo Battaglia. ORIZZONTALE e ORIZZONTALE. Opere 1968 - 1980" ("Carlo Battaglia. HORIZONTAL and HORIZONTAL. Works 1968 - 1980") pays tribute to the Sardinian- born artist exhibiting a dozen masterpieces, chosen among his early paintings. Canvases �“ often in horizontal size �“ produced in the years denoting the debut of his career as an artist, usually identified with ‘Analytical Painting’, a categorisation he will always be reluctant to, though taking part throughout the years to a significant number of exhibitions pertaining in different ways to this tendency. 

His predilection for the horizontal size constitutes a constant which will last throughout his entire artistic production, especially in that of the Seventies. This dimension allows him to involve the public inviting people to get lost in the iridescent surface of the canvas; running through it from left to right, the spectator’ s look is cradled by the meticulous and steady movement executed by Carlo Battaglia on the medium, which recalls a further element characterising the works by the artist: the sea. 

In the words of the curator:Back in the Seventies his titles are already evocative - Tifeo, Vertiginoso, Brezza, canone conseguente, Ilva, Occaso, Come un giovane mare temerario, … - and almost all refer to the sea (Tifeo is Tifone, while Ilva could be the ancient name of the Isola d’ Elba) which represents the origin, the remote realistic recollection of Battaglia’ s painting, islander from La Maddalena. Just like the myth represents the interpretative root of reality, hence the related myth constitutes the key to understand the abstraction carried out by the artist: inspired by Paul Klee, he accomplishes an abstraction ‘full of memories’, which is actually only one, the endless recollection of the sea. Before achieving the acclaimed unveiling of the subject, taking place in the early Eighties and then preserved until the very end, throughout the Seventies Battaglia does not merely paint the sea, but its sublimation, rather ‘reproducing’ it in the constant and endless movement of pastels or brushes on the paper and the canvas. In the Seventies, his statement claiming that, after all, he had ‘always painted the sea’ would have appeared incomprehensible or the outcome of an intellectual paradox, whilst considering his activity as a whole it would not be possible to argue the contrary.”

The solo show thus ends with the work ‘Come un giovane mare temerario n.5’, which finally discloses and reveals the sea, presented at the Venice Biennale in 1980, where Battaglia was invited to participate with a solo project.

The exhibition, curated by Marco Meneguzzo, on view from March 14th until May 14th at the Milan venue, in ViaGiuriati 9, aims at enhancing the artistic value of one of the Masters of painting of the Seventies and honors the sea so deeply loved by Battaglia, and his wife Carla. 
CARLO BATTAGLIA nasce il 28 gennaio 1933 nell’isola della Maddalena, ma trascorre l’infanzia a Genova. Dopo il liceo classico, studia scenografia all’Accademia di Belle Arti, dove si appassiona alla pittura.
Nel 1964 espone per la prima volta alla galleria La Salita di Roma, ma è con la mostra del 1966 al Salone Annunciata di Milano che si consacra come artista. Nel 1967 soggiorna per sei mesi a New York, lavora in uno studio a Canal Street e frequenta Reinhardt, Motherwell e soprattutto Mark Rothko, al cui studio si reca quotidianamente. Nel 1970, invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia, espone per la prima volta le Maree, tema che lo coinvolgerà per tutta la vita. L’ambiguità, l’illusione, la malia del paesaggio marino coincidono con il suo sconfinato amore per il mare.Dagli anni 70 partecipa a tutte le più importanti mostre in Italia e in Europa della “Nuova Pittura” o “Pittura analitica”, provando però un sempre più crescente senso di distacco nei confronti di quelle formulazioni teoriche in cui non si riconosce.Nel 1980 è nuovamente invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia.Dal 1980 si isola sempre più, dividendosi tra Roma e New York per approdare definitivamente alla Maddalena dove dipinge in totale solitudine, guardando il mare dalla collina di Sualeddu.
Muore alla Maddalena il 17 gennaio 2005, di fronte a quel mare amato per tutta la vita senza riserve.
CARLO BATTAGLIA was born on the 28th of January 1933 on the island of La Maddalena, but he spent his childhood in Genova. 
After high school, he studies scenography at the Accademia di Belle Arti, where he develops a passion for painting.
In 1964, he exhibits for the first time in La Salita gallery in Rome, though achieving his consecration as an artist with the solo show in 1966 at Salone Annunciata in Milan. In 1967 Battaglia lives in New York for six months, working in a studio in Canal Street and spending time with Reinhardt, Motherwell and, in particular, Mark Rothko, whose study he visits daily. In 1970, invited with an individual space to the Venice Biennale, he exhibits for the first time the Maree,a topic which will engage him throughout his life. The ambiguity, the illusion and the charm of the seascape coincide with his boundless love for the sea. Starting from the 70s, he takes part into all the most important exhibitions, both in Italy and Europe, of the “Nuova Pittura” or “Pittura analitica”, although feeling an ever-increasing distance from those theoretical formulations. In 1980 he is invited for the second time to the Venice Biennale, with a solo project. From 1980, he increasingly isolates himself, dividing his time between Rome and New York, eventually going back to La Maddalena, where he paints in total solitude, looking at the sea from the hill of Sualeddu. 
Carlo Battaglia passes away on the morning of January 17, 2005 in La Maddalena, facing the sea he had so unreservedly loved.
MENHIR ARTE CONTEMPORANEA
Via Giuriati, 9 
20129 Milano 

Martedì - Sabato, 11.00 - 13.00 e 14.00 - 19.00
Tuesday - Saturday, 11 am - 1 pm and 2 pm - 7 pm 
Menhir Arte Contemporanea �“ Via Mario Giuriati, 9 �“ 20129 Milano (MI) �“ tel. +39 02 36707295  info@menhirarte.com�“ www.menhirarte.com
Orari: martedì-sabato 11.00 �“ 13.00 e 14.00 �“ 19.00
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