IL VUOTO E LE FORME 6. Una sera incontrai un ragazzo gentile - 6. Edizione. Biennale d'Arti Visive - Chiavenna (SO)

10/lug/2018 15:07:06 Bellati Editore Contatta l'autore

IL VUOTO E LE FORME 6.

Una sera incontrai un ragazzo gentile

 

 

6. Edizione. Biennale d’Arti Visive Chiavenna (SO)

 


 

 

Evento ideato e progettato da Bellati Editore

a cura di Anna Caterina Bellati

 

 


 

 

Grandi Mostre

IL VUOTO E LE FORME 6.

Una sera incontrai un ragazzo gentile

 

Evento ideato e progettato da Bellati Editore 

a cura di Anna Caterina Bellati

 

Sabato 21 Luglio 2018 ore 11.00 Chiesa ex Convento Cappuccini – Chiavenna (SO)

Seguirà aperitivo

 

ARTISTI

 

Peggy Milleville (Solo Exhibition)

 

Antonio Abbatepaolo

Massimo Barlettani

Carlo Cane

Carmela Cipriani

Marco Cornini

Diego Dutto

Martine Della Croce

Donato Frisia jr

Ettore Greco

Anna Lorenzini

Paola Madormo

Susanna Magrin

Marco Martelli

Filippo Negroni

Mario Paschetta

Tobia Ravà

Luana Segato

Alessandro Spadari

Marialuisa Tadei

Teresano Sara

Fulvia Zambon

Alessandro Zannier

Elisabetta Zanutto

 

Sedi mostra:

Chiesa e chiostri ex Convento Cappuccini

Palazzo comunale

Palazzo Pretorio

Palazzo Vertemate

 

Durata: 22 Luglio > 7 Ottobre 2018

 

ORARI

Martedì, Mercoledì, Venerdì: 15.30>19.00

Giovedì, Sabato e Domenica: 10.00>12.00 e 15.30>19.00

Lunedì: chiusura

Visite guidate su richiesta (cell. 333 2468331)

 

www.bellatieditore.com

 

 

IL VUOTO E LE FORME giunge quest’anno alla sua 6. Edizione. La Biennale d’Arti Visive di Chiavenna, fondata da Anna Caterina Bellati nel 2008, nel 2018 si chiama Una sera incontrai un ragazzo gentile.

 

Il titolo è mutuato dal verso di una nota canzone degli anni Settanta, Amore disperato, scritta e interpretata da Nada. La frase originale suona così: Una sera incontrò un ragazzo gentile (…).

Il testo in effetti racconta la conoscenza tra due ragazzi in un locale notturno. Fra loro si scatena una passione fortissima che per un po’ resta in bilico tra perdita e speranza, finché l’attesa non viene premiata con il ritorno dell’amato.

Tornando al titolo della mostra, il cambio di persona nell’uso del verbo mette al centro un sentimento che riguarda, dall’adolescenza in poi, qualunque donna. Si parla di una fanciulla alle prese con la propria storia d’amore, quella che l’ha fatta tremare e sorridere e crescere, forse soffrire. La giovane in questione non è un individuo particolare, ma un topos, rappresenta ogni donna e il suo percorso sentimentale.

 

IL VUOTO E LE FORME questa volta esplora l’animo femminile e dice, a più voci, il sorprendente viaggio dell’innamoramento. Tuttavia, poiché questa esperienza non è praticabile a tutto tondo se non all’interno di una coppia, l’indagine non si ferma ai soli risvolti del cuore muliebre, ma si specchia e addentra anche nella risposta dell’altro. Con tutti i possibili coinvolgimenti del caso. Poiché la mostra è dedicata, in filigrana, a una persona da poco scomparsa, si limita a vagliare il tema dal punto di vista eterosessuale, senza analizzare altre vocazioni d’amore.

 

L’arte da sempre racconta le passioni umane, in particolare quella amorosa. Dai quadri rinascimentali a quelli moderni, il rapporto tra due individui si è evoluto nel tempo e per conseguenza è cambiata la sua rappresentazione. Acerbo o carnale e adulto, mitologico o nutrito di realtà, l’amore è da secoli fonte di ispirazione per gli artisti di ogni tempo e luogo.

La mostra narra dunque ogni possibile sfaccettatura del tema, arricchendolo in tutte le forme espressive possibili. Ogni autore presente interpreta, utilizzando le tecniche che gli sono abituali, il microcosmo della diade uomo/donna immerso nel macrocosmo che chiamiamo mondo. Chi scrive ritiene che l’evento si presti a essere letto e fruito da persone di qualunque formazione culturale, provenienza sociale o età.

Del resto, Più bella cosa non c’è.

 

 

 

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