Inaugurata a Sesto F.no la prima retrospettiva in ricordo di Giuliano Pini

29/mar/2018 00:14:30 La Soffitta Spazio delle Arti Contatta l'autore

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Inaugurata domenica 25 marzo a Sesto Fiorentino

la mostra “Giuliano Pini-Della libertà poetica”.

118 le opere esposte tra cui molti inediti


Folla record all'inaugurazione

dell'edizione 2018 di AltoBasso

che ricorda il pittore Giuliano Pini


Il mondo della cultura ha dato un grande “abbraccio” al maestro Giuliano Pini in occasione dell'apertura della mostra Giuliano Pini-Della libertà poetica che, per prima, ricorda il grande pittore fiorentino scomparso poco meno di un anno fa all'età di 81 anni. Circa 500 appassionati d'arte hanno infatti presenziato alla cerimonia del taglio del nastro.

L'evento - organizzato dal Gruppo La Soffitta Spazio delle Arti del Circolo Arci-Unione Operaia di Colonnata con la collaborazione del Comune di Sesto Fiorentino e il patrocino del Comune di Cavriglia (Arezzo) - si colloca nel progetto AltoBasso, giunto alla sua ottava edizione, che unisce in un grande appuntamento le due storiche strutture cittadine dove si fa promozione culturale: La Soffitta Spazio delle Arti, all'interno del Circolo Arci-Unione Operaia in piazza Rapisardi 6 a Colonnata, e il Centro Espositivo Antonio Berti in via Bernini 57.

Il taglio del nastro è stato effettuato domenica 25 marzo alle ore 11 presso il Centro Espositivo Antonio Berti alla presenza dei sindaci di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, e di Cavriglia, Leonardo Degl'Innocenti o Sanni; accanto a loro il curatore del progetto, responsabile del Gruppo La Soffitta Spazio delle Arti e presidente del Circolo Arci-Unione Operaia di Colonnata, Francesco Mariani, le storiche dell'arte Giulia Ballerini, Alessandra Acocella e M. Donata Spadolini, l'artista Gian Carlo Marini e Roberta Romanelli Pini.

“Questa mostra è un doveroso tributo a un grande artista che ha sempre avuto strettissimi legami con Sesto Fiorentino �“ ha esordito Francesco Mariani �“. Le 118 opere, molte esposte per la prima volta e tra cui vi sono alcune vere e proprie chicche, sono distribuite tra il Centro Espositivo Antonio Berti, dove trovano casa i pezzi più grandi, e La Soffitta Spazio delle Arti a Colonnata, dove viene dato maggior spazio alla parte litografica. Quale responsabile proprio de La Soffitta ho il dovere di ricordare che Giuliano Pini è stato uno dei co-fondatori della nostra galleria insieme, tra gli altri, a Gian Carlo Marini che ha scritto una suggestiva Lettera aperta a un amico inserita nel bellissimo catalogo della mostra realizzato dalle edizioni Polistampa-Firenze, nostro partner preziosissimo. Eravamo nel 1964 e l'idea di creare una galleria d'arte in un circolo Arci fu dell'allora presidente Enrico Pratesi. Oggi abbiamo 53 anni di vita espositiva alle spalle e, grazie all'impegno di tantissimi volontari, proponiamo con regolarità eventi culturali e artistici di alto livello. Il mio ringraziamento va proprio ai volontari e a tutti coloro, Roberta Romanelli Pini in primis, che hanno contribuito alla realizzazione di questa antologica”.

“Il Gruppo de La Soffitta porta avanti con profitto da anni il progetto di AltoBasso �“ ha ribadito il sindaco Lorenzo Falchi �“ che è diventato una garanzia di qualità; basta pensare alle mostre più recenti su Max Klinger, Antonio Berti e, l'anno scorso, la bellissima mostra sull'Art Nouveau. Quest'anno la scelta non poteva che ricadere su Giuliano Pini, pittore conosciutissimo a Sesto Fiorentino”.

“La mostra �“ ha proseguito Falchi �“ è davvero di grandissima qualità e assolutamente imperdibile per tutti quei sestesi, fiorentini e toscani che ancora non hanno avuto il piacere e la fortuna di entrare in contatto con la magia delle opere di Giuliano Pini. Quello che mi ha da sempre colpito, sin da piccolo, da quando ho conosciuto i suoi quadri, è la bellezza dei corpi, dei colori, dei contrasti che contraddistinguono le varie opere. E' indovinato anche il titolo che sta a indicare la libertà che Giuliano ha utilizzato per esprimere i propri sentimenti posati sulle tele. Insomma, un gran bel primo piano su un artista di profilo nazionale figlio del nostro territorio”.

“Giuliano Pini ha creato un legame fortissimo anche con il territorio cavrigliese �“ ha poi detto il sindaco Leonardo Degl'Innocenti o Sanni �“. Insieme a Roberta Romanelli Pini ha vissuto a Cavriglia negli anni ottanta e novanta, ma li ho conosciuti meglio quando, nel 2014, sono diventato primo cittadino. Proprio in quel periodo organizzammo in municipio una mostra intitolata I miei anni a Cavriglia e fu per me naturale intitolare la sala della giunta a Giuliano Pini. Da allora, grazie alla sensibilità di Giuliano e Roberta, il nostro municipio si fregia di ospitare alcune opere magnifiche targate Pini. Ogni mattina mi metto seduto sapendo di avere dietro le spalle un suo quadro, La notte di San Giovanni. Ma non solo: quando a Cavriglia capita qualcuno che mi chiede di raccontare la storia del territorio, lo porto nella stanza della giunta dove c'è un altro quadro di Giuliano, donato al Comune una ventina di anni fa, che parla delle lotte dei minatori della fine del XIX secolo, della prima centrale elettrica del 1905, degli eccidi nazisti del 1944. In quel quadro è sintetizzata la nostra storia. Ritengo che le istituzioni abbiano il dovere di valorizzare figure come quella di Giuliano. A Cavriglia da due anni abbiamo creato un premio di pittura per le scuole a lui intitolato e credo sia il modo migliore per trasmettere alle future generazioni il valore di personaggi di questo spessore umano e artistico”.

Roberta Romanelli Pini ha poi esternato col cuore in mano le emozioni del momento: “Ringrazio Giuliano. Perché la mostra è lui. E poi ringrazio tutta la squadra dell'organizzazione che ha portato alla nascita di una cosa bellissima, che Giuliano amerebbe. Bravissime sono state le storiche dell'arte che, pur avendolo conosciuto solo attraverso le opere e le pubblicazioni, hanno centrato l'anima di Giuliano e raccontato di lui in maniera encomiabile. Un plauso va anche a tutti i collezionisti che si sono messi a disposizione per dare le opere per la mostra. Ne è nata un'antologica frutto di vera condivisione che riflette il pensiero che ha sempre spinto lo stesso Giuliano a fare arte. Mi piace segnalare che a La Soffitta insieme alle splendide litografie degli anni ottanta-novanta c'è una bellissima pietra litografica, dove Giuliano aveva fatto il disegno originale, che è un'assoluta rarità”.

Sono quindi interventute le storiche dell'arte che hanno curato i testi critici inseriti in catalogo (Giuliano Pini. Percorso di un artista di Giulia Ballerini, “Nella fluidità di un segno ininterrotto” di Alessandra Acocella, e Un ricordo di Giuliano Pini sul filo della memoria di M. Donata Spadolini).

“AltoBasso è nato una decina di anni fa �“ ha ricordato Giulia Ballerini �“ quando il Comune di Sesto Fiorentino ha incaricato Francesco Mariani per la parte organizzativa e la sottoscritta per quella storico-artistica di curare un progetto espositivo pluriennale. E' bello vedere che oggi, all'ottava edizione, la 'squadra' di AltoBasso si è ampliata prima con Donata Spadolini e da quest'anno anche con Alessandra Acocella”.

“Il nostro lavoro �“ ha continuato Ballerini �“ va a comporre un catalogo che cerca di raccontare al meglio Giuliano Pini in tutti i suoi periodi creativi nei suoi 60 anni di attività. Roberta Romanelli Pini ci ha aperto non solo il suo archivio, ma anche il suo cuore e attraverso l'amore che ancora esterna per lui ci ha fatto conoscere l'anima di questo artista. Per Pini questo è un ritorno a Sesto. Il suo legame con questo territorio è iniziato presto e a sintetizzarlo è il ritratto del presidente del Circolo Arci di Colonnata, Enrico Pratesi, che nel 1964 lo chiamò a esporre a La Soffitta e che è stato collocato, ovviamente, a La Soffitta. Il Centro Antonio Berti ha ospitato sue mostre nel 2009 e nel 2013. In questa città Giuliano ha anche vissuto in due periodi, compresi i suoi ultimi anni, e ci è sembrato più che mai giusto renderlo protagonista di AltoBasso 2018”.

“Sono felice di aver dato un contribuito a questa bellissima rassegna �“ ha aggiunto Alessandra Acocella �“. Nei miei recenti studi mi ero occupata del contesto culturale di Firenze soprattutto dagli anni sessanta in poi e questa mostra è stata l'occasione per conoscere più da vicino uno dei suoi grandi protagonisti. Giuliano Pini è sicuramente una figura molto singolare all'interno del contesto non soltanto fiorentino ma anche italiano di quegli anni; una figura molto legata alle principali realtà culturali, dalle stamperie agli spazi espositivi, di Firenze, ma che ha anche saputo guardare con la sua poetica influenze europee di grande respiro. Credo che sia un autore assolutamente da valorizzare e che sicuramente il pubblico apprezzerà molto in questa occasione”.

“Quando mi è stato chiesto di curare l'analisi delle opere litografiche di Pini ho accolto l'invito con gioia �“ ha chiosato M. Donata Spadolini �“ perché ho avuto il piacere di conoscere Giuliano in prima persona. L'ho incontrato già prima del 2000 sia con Roberta che con Raffaello Becattini, titolare della stamperia dove Giuliano creava le sue opere. Negli anni tra noi si è sviluppata un'affettuosa amicizia. Nel mio testo ho cercato di mettere in risalto quello che era il suo amore per la grafica, per la litografia e anche l'amicizia, vera e profonda, che c'è stata fra Giuliano e Raffaello”.

“Sono lusingato �“ ha detto infine Gian Carlo Marini con voce intrisa d'emozione �“ di aver avuto l'opportunità di scrivere una lettera, inserita in catalogo, che racchiude in sintesi quella che è stata la nostra amicizia per lunghissimi anni. Io e Giuliano abbiamo esposto insieme per la prima volta a La Soffitta Spazio delle Arti nel 1964; nell'89 abbiamo fatto un'altra mostra intitolata Due amici e due artisti e che aveva un grandissimo significato. Da allora i nostri percorsi si sono divisi, ma sempre amichevolmente insieme. Stavolta io sono visitatore e lui espositore, ma ancora, idealmente, insieme”.

La mostra Giuliano Pini - Della libertà poetica sarà visitabile, con ingresso gratuito, sino a domenica 6 maggio con i seguenti orari: dal martedì al sabato 16-19; festivi 10,30-12,30 e 16-19; lunedì chiuso. Eccezionalmente è prevista la chiusura nella domenica di Pasqua, 1 aprile, e l'apertura con orario festivo il lunedì dell'Angelo, 2 aprile.


Sedi espositive

Centro Espositivo “Antonio Berti” - Via Bernini, 35 - Sesto Fiorentino (FI)

La Soffitta Spazio delle Arti c/o Circolo Arci di Colonnata - Piazza M. Rapisardi, 6 - Sesto Fiorentino (FI)

Ufficio stampa: ufficiostampa@lasoffittaspaziodellearti.it  

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