Intervista a Luciano Tonello, grande artista di Spoleto Arte

08/mar/2018 18:57:12 UffStampaMilano Contatta l'autore

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In vista dei recenti successi ottenuti dall’artista vicentino, tra cui il prestigioso Premio Canaletto, Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi vi propone quest’intervista per conoscere meglio Luciano Tonello, un pittore la cui creatività riesce a scuotere la fantasia di chi si trova ad ammirare anche solo una delle sue opere.

 

Nato a Vicenza nel 1960, il Maestro si avvicina all’arte grazie alla sua sconfinata passione per lo studio, che lo porta a conseguire la licenza di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Presente a numerose personali e collettive, anche a livello internazionale, Luciano Tonello si racconta così. 

 

1)      Maestro Tonello, sappiamo che ha fatto mostre in tutto il mondo e ha avuto diversi riconoscimenti. Quando ha cominciato a fare arte, immaginava che la sua carriera sarebbe arrivata così in alto?  

 

Sì.

 

2)      Quale è stato il suo percorso per diventare artista?

 

Dopo gli studi classici, ho intrapreso quelli propri di un pittore, ossia quelli accademici. La prima mostra risale a ventitré anni fa, nell’atrio di una chiesa della  periferia vicentina  dedicata a San Giuseppe.  Ecco spiegata la risposta alla prima domanda, che potrebbe suonare come vana sicumera, mentre in realtà è la serena consapevolezza che quando ci si affida al soprannaturale, la strada è tracciata e si è in buone mani. Poi ho proseguito, esponendo in sedi più o meno prestigiose, ma mai banali, e le mostre mi davano soddisfazione  sia per l’interesse del pubblico sia per la qualità dei critici che mi promuovevano. In questo senso la Promoter Arte ha rappresentato un punto di arrivo, per la professionalità di tutti ed in particolare del dottor Salvo Nugnes.   

 

3)      Qual è stata la sua soddisfazione più grande come artista?

 

I commenti di coloro che, guardando i miei lavori,  ne  hanno apprezzato la versatilità e l’originalità.

 

4)      Quale la mostra che ritiene più importante?

 

Non vorrei far torto a nessuna esposizione, perché tutte sono significative;  se proprio devo sottolineare un evento, metterei in rilievo quello che ha avuto luogo presso la sede bassanese della Milano Art Gallery nel marzo 2016, per i consensi che ho raccolto e l’affetto che mi è stato dimostrato.

 

5)      Ci parla dei prestigiosi premi che ha vinto per il suo talento?

 

Mi ha riempito di gioia l’assegnazione del 1° posto, ottenuto a Londra nel 2016. 

 

Un riconoscimento  per un pittore è sempre importante, ma se conseguito all’estero e per di più in una città come Londra, che è il centro del mondo per quanto riguarda l’arte (e non solo), diviene una tappa fondamentale del proprio percorso artistico.

 

6)      Sappiamo che ha parlato di lei anche il noto critico d’arte, il prof. Sgarbi. Come ci si sente in questi casi, essendo uno dei pochi eletti?

 

Una piacevole sorpresa; come la maggior parte delle persone, la mia conoscenza del professore era di tipo mediatico e perciò parziale.

 

7)      Com’è stato incontrare il prof. Sgarbi? Sappiamo che ha esposto durante numerose mostre organizzate da Spoleto Arte e da lui curate…

 

Emozionante: in me convivevano due sentimenti opposti. Da un lato un timore reverenziale , dall’altro il desiderio di mettersi in gioco, sottoponendosi al suo giudizio.

 

8)      Come è nato il connubio artistico creativo con il manager della cultura Salvo Nugnes? 

 

La casualità. Una mia amica pittrice di Vicenza mi ha proposto di partecipare ad un evento  la sera del 19 dicembre 2015 presso la sede milanese della MAG; in quell’occasione ho incontrato il dottor Salvo, al quale ho mostrato alcuni miei lavori, che hanno suscitato il suo interesse. Da lì è nata una collaborazione assai proficua per il sottoscritto.

 

9)      Quali sono i suoi prossimi obiettivi?

 

Affiancare alla produzione artistica un approfondimento teorico, che mi porti a comprendere meglio le ragioni del mio operare e da qui ripartire verso nuovi orizzonti. 

      

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