BELLEZZA - di Alessio Di Franco

15/feb/2018 13:14:51 P.O. Elena Gollini Art Blogger Contatta l'autore

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Partiamo con due domande, cos’è per me la fotografia? Quand’è che mi sento di scattare una fotografia?

Per me la fotografia è pura emozione, ogni immagine racconta un luogo, una persona, un gesto attraverso le emozioni che provo. Tante volte quando fotografo mi piace ascoltare della musica. Solitamente musica classica oppure musica contemporanea minimalista. Quando ascolto la musica questa riesce a contemplare lo sguardo, a volte è la musica che comanda ciò che devo scattare, in base al tema musicale cerco un’immagine che lo racchiuda.

Un viaggio in particolare dove ho potuto seguire le emozioni delle persone attraverso i luoghi è stato a novembre quando andai in tre città: Siena, Pisa e Firenze.

Durante questa esperienza ho messo in relazione gli aspetti emotivi delle tre città in base a ciò che vedevo nelle persone, nei loro comportamenti e soprattutto in ciò che io personalmente provavo.

Siena. Ormai quando penso a questa città mi viene in mente subito la prima scena che vidi tra i suoi vicoli medievali; varco le mura di Siena ed entro nel centro storico, profumi ovunque, in ogni dove c’è un’osteria, una salumeria, un panificio, un’enoteca, insomma si è letteralmente presi dall’atmosfera. Bellissimo.

Dopo aver percorso la via principale arrivo nei pressi di Piazza del Campo e sento una voce che canta, una voce leggera, sottile, una voce lenta e fiacca, la potete immaginare poi voi guardando la fotografia. Questa voce lenta canta “La Vita è Bella”.

Camminate ancora un po' insieme a lui per le vie, camminate lentamente e mentre camminate immaginate di fermarvi insieme perché qualcosa vi ha colpito, volete andare a vedere, vi intrufolate tra la gente.

 

Qui l’immagine è cambiata, ora siete in mezzo alla gente, cantate per loro, gli ricordate che “La Vita è Bella”. Prima di essere fotografia era “immagine”, per me rispecchia molto la città, ricca di storia, di tradizioni, quando mi trovai in questo pensai, sì, è quello che cercavo.

Pisa: L’arrivo per la via centrale a Piazza Dei Miracoli è qualcosa di unico, o meglio c’è qualcosa che le somiglia. Vista da lontano la piazza mi ricordava molto l’immagine delle navi da crociera a Venezia, questi colossi che arrivano al porto, avevo questo vago ricordo. Vista da lontano la Piazza sembra tutta “attaccata”, poi si innalza tutto così dal nulla, sei in centro al paese e ti ritrovi davanti questa “Bellezza”.

Firenze: Indubbiamente la città che suscita più emozioni, arrivati in cima a Piazzale Michelangelo ho visto molte persone piangere vedendo la città dall’alto. È una città che io ho immaginato tanto, fin da piccolo quando vedevo Firenze in Televisione rimanevo pietrificato, la Maestosità della Cupola Del Brunelleschi, unica al mondo. Io a Firenze ho creduto molto sul fatto che la “Bellezza” fosse contaminata tanto dall’immaginazione. Il percorso per arrivare in cima al Piazzale Michelangelo è abbastanza “faticoso” diciamo. La parte finale è una scalinata ripida, con lunghi gradini, in mezzo alla scalinata si vede gente che si ferma a riposare un attimo, a riprendere fiato. Durante il percorso però la città non si vede, quindi non ti rimane che immaginare ciò che accadrà una volta arrivato in cima, ciò che vedrai. Il cammino è lento, hai tutto il tempo per crearti quell’immagine che vorresti vedere, pensi a ciò che hai visto fino ad ora, ciò che hai visto in televisione, su internet e intanto cammini.

Poi arrivi.

Arrivi in cima e la gente si emoziona, arrivi in cima e senti una guida toscana che dice con entusiasmo ad una ragazza del Nord Europa: Anvedi Firenze quant’è bella.

Per me Firenze rimane una città con un fascino, se si può dire, “Sacro”. Penso che il potere di far emozionare le persone alla sua vista sia qualcosa di veramente raro, quasi come fosse una Credenza. Per questo credo fortemente che la “Bellezza” sia collegata con l’immaginazione. Quando vediamo qualcosa che immaginiamo da tanto, che vogliamo vedere da tanto e quando siamo lì e questo è ciò che noi ci eravamo disegnati, per me questa emozione genere “Bellezza”.

Per me fotografare la “Bellezza” non vuol dire solo necessariamente fotografare ciò che è “banalmente” Bello. Per me la “Bellezza” sta anche nelle cose così dire “Brutte”. Forse per me la “Bellezza” è ciò che immagino di vedere e di trovare in un luogo, in una persona, in un oggetto. La “Bellezza” è scoprire il paragone tra realtà ed immaginazione, se la realtà coincide con l’immaginazione, allora avrò ciò che cercavo e questa sensazione è per me ciò che rappresenta il “Bello”.

Mettiamo in pratica questo concetto prendendo alcune fotografie che ho scattato nel mio ultimo viaggio. Vediamo come qualcosa di “Brutto” possa essere ugualmente affascinante, se non di più, del “Bello”.

 

PRAGA 10 E LA VECCHIA CITTÀ DI ŽIžKOV

Sono atterrato due giorni fa da Praga, città fantastica, piena di storia e di ricchezze. Praga oggi è suddivisa dal 2001 in 22 distretti amministrativi. Fino al 1990 i distretti erano solo 10, però nel linguaggio turistico i distretti rimangono tutt’ora 10, questo per semplificare la suddivisione delle zone.

I primi tre giorni girai soprattutto nel distretto N°1, la zona di Praga più conosciuta dai turisti: il castello, la cattedrale di San Vito, i quartieri di Staré Mêsto (Città vecchia), Nové Mêsto (Città Nuova), Malà Strana (Piccolo quartiere), Josefov (Il quartiere ebraico dove si trova la prima Sinagoga Spagnola). Questa è la zona conosciuta anche come Zlatà Praha, la Praga D’Oro. La città prende questo nome dopo che l’imperatore Carlo IV, a circa metà del XIV secolo, fece mettere su ogni monumento ed edificio della città un elemento placcato in oro. Questo perché la maggior parte dei monumenti di cui Praga è composta sono stati fatti con una pietra locale di colore verde/nerastro quindi non vi erano alcune esaltazioni. Oggi Praga 1 è dorata per via delle sue luci che regalano lo scenario perfetto che l’imperatore Carlo IV tanto desiderava.

 

Ma non io. Dopo tre giorni facevo ancora fatica a capire questa città, non la percepivo, volevo altro, volevo una Praga che raccontasse i praghesi, non che raccontasse Carlo IV, cercavo una Praga abitata e vissuta dai praghesi, non una Praga turistica.

Allora nei giorni seguenti mi spostai, uscii dal centro e andai verso la periferia, andai nel distretto n°10 della città.

Qui trovai la “Bellezza”.

 

Qui si può ammirare l’architettura “Spoglia” senza dettagli in Oro, senza lusingherie, troviamo un paesaggio neutro e una varietà di architettura che caratterizzano questo paese. Da palazzi in stile rinascimentale a palazzine degli anni ’70-80, all’architettura cubista. Qui mi sono sentito più a mio agio, ero letteralmente affascinato dal paesaggio e dalla storia di questo luogo. Qui si trova anche il quartiere di Vrsovice, quello degli espatriati, il quartiere meno costoso della città.

Questo distretto è stato istituito nel 1990 ed oggi conta circa 100000 abitanti. Questa Praga la sento più vicina, più rispettosa a ciò che era la mia immagine, nonostante fossi sempre stato abituato a vedere e sentir parlare di Praga 1, come tutti d’altronde.

 

Il giorno dopo mi spostai ancora e andai in un’altra zona dove la storia dei praghesi è ancora presente sempre sotto forma soprattutto di architettura. Fino al 1922 Žižkov fu una città indipendente, ora rientra principalmente nel distretto n°3 e parte nel N°10.

Da metà ‘900 fino a circa metà anni ’90 la zona era per lo più abitata da lavoratori e operai, qui nacque il centro del comunismo sovietico.

Quella che vediamo sullo sfondo è la Torre della Televisione fatta costruire negli anni ’80 dai comunisti. Oggi è il simbolo della zona ed è visibile da tutta la città con i suoi ben 216 mt di altezza. Di notte l’estremità si illumina con i colori della bandiera della Repubblica Ceca. Oggi è anche sede di un ristorante e dell’hotel più esclusivo del mondo, pensate ha solamente una camera da letto.

Parecchie strutture abbandonate e distrutte oggi sono utilizzate come parcheggi a pagamento di autoveicoli oppure vi vengono costruiti dentro degli uffici o deposito merce.

 

 

Ecco la “Bellezza” di Praga, ed ecco cosa secondo me è la “Bellezza”.

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