Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi: intervista al giovane chitarrista Aleksandar Franchini

04/ago/2017 12.27.57 UffStampaMilano Contatta l'autore

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Aleksandar Franchini, chitarrista prodigio quindicenne, risponde ad alcune domande sulla sua esibizione alla cerimonia di “Spoleto Arte”, tenutasi domenica 30 luglio alla presenza di Vittorio Sgarbi e di numerosi visitatori, e sui suoi progetti futuri.

 

 

 

1.              Domenica ha suonato durante l’inaugurazione di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi.  Ha avuto modo di conoscere di persona il Professore? Come le è sembrato?

 

 

 

Sì, abbiamo avuto occasione di parlare, di musica e di altro. All'inizio mi ha salutato con un simpatico “ciao vecchio mio!”, e ciò mi ha fatto sorridere. Spero di incontrarlo nuovamente e chiacchierare ancora con lui. Ne approfitto per fare un ringraziamento speciale al manager Salvo Nugnes, per l'affettuoso aiuto che mi sta dando.

 

 

 

2.               Quali sono i brani che ha eseguito per l’evento? Li ha scelti per un motivo in particolare?

 

 

 

I brani che ho interpretato li ho studiati al conservatorio di Trento dove i miei bravissimi professori mi hanno preparato al meglio. La scaletta che ho portato a Spoleto è costituita da brani che hanno un alto valore espressivo e che rispecchiano a pieno le mie capacità. Questi sono tra i principali brani classici che ho suonato: Valses Venezolanos (A. Lauro), Vals Op.8 n°4 (A. Barrìos), Capricho Arabe (F. Tarrega), Preludi (H. Villa-Lobos), Op.48 n°13, Op.111 n°2-5 (M. Giuliani); Fantasia sul tema di Mozart “Don Juan” (J.K. Mertz). Non sono mancati brani di altro genere: uno fra i tanti “The Song of the Golden Dragon” di Estas Tonne.

 

 

 

3.               Come e quando è nata la sua passione per la musica?

 

 

 

La prima canzone di cui ho memoria è “La Donna Cannone” di De Gregori. L’immagine di quella donna bionda che nuota tra le stella è sempre rimasta, anche se confusa e incollocata, nella mia memoria.

 

Nel corso degli anni ho cambiato genere molte volte passando dai Led Zeppelin a Eminem a Tchaikovsky. Ho iniziato a suonare la chitarra classica a 11 anni, già a quell’età sapevo che la musica sarebbe stata la mia strada. A settembre inizierò il secondo anno del Liceo Musicale di Trento insieme al Conservatorio.

 

 

 

4.               La sua famiglia appoggia il suo desiderio di intraprendere un percorso musicale?

 

 

 

Mio papà, Valdan Petrovich, è sempre stato molto attento con i suoi figli nell’intuire le propensioni di ognuno. Ha subito appoggiato il mio desiderio di suonare la chitarra, a lui sarebbe piaciuto diventare un violinista. Nella sua famiglia di origine ci sono diversi musicisti, sua zia era un soprano all’Opera di Belgrado.

 

 

 

5.               Chi è il suo chitarrista preferito?

 

 

 

Il mio chitarrista classico preferito è Marcin Dylla, ho anche avuto l’occasione di conoscerlo ad una masterclass. Mi piace anche Paco de Lucia e, di tutt’altro genere, Jimmy Page.

 

 

 

6.               Quali sono i suoi futuri progetti?

 

 

 

Quest’anno voglio iniziare il corso di Composizione, infatti saper comporre musica è sempre stata una mia aspirazione. Ho intenzione di finire il liceo e prendere il diploma. Poi inizierei l’università (non so ancora l’indirizzo), ma questa è una scelta così remota nel tempo che non mi preoccupo ancora: chissà che succederà nei prossimi 5 anni! Nel frattempo non mancheranno di certo numerosi concerti in pubblico!

 

 

 

7.               Ha un sogno nel cassetto?

 

 

 

Sì, non ne parlo tanto ma io adoro viaggiare. Questa passione me l’ha trasmessa mia mamma che sin da piccolo mi raccontava le sue avventure in giro per il mondo. Sono curioso di conoscere luoghi e culture diverse. Se riuscissi ad unire le mie due passioni più grandi, la musica e i viaggi, sarebbe un grande successo.

 

 

 

 

 

    

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