: Antropocene. L'umanità come forza geologica

12/giu/2018 10:25:06 Futurismo 2009 Contatta l'autore

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From: Italian Institute for the Future  

12 maggio 2018 - Italian Institute for the Future

 

“Antropocene. L’umanità come forza geologica”: il primo volume italiano sulla climate fiction

 

La climate fiction, la narrativa di speculazione che si occupa di temi legati al cambiamento climatico e al cosiddetto “Antropocene”, la nuova era geologica in cui siamo entrati a forza di trasformazioni dell’ambiente prodotte dalla civiltà tecnologica, è ormai un trend nella letteratura internazionale. Per questo, l’Italian Institute for the Future e Future Fiction, editore specializzato in fantascienza internazionale, hanno unito le forze per realizzare la prima antologia italiana dedicata alla climate fiction, che �“ come per il precedente progetto congiunto, Segnali dal futuro �“ unisce racconti di fantascienza e saggi di esperti selezionati. Antropocene. L’umanità come forza geologica, ospita racconti selezionati da Francesco Verso con firme di spessore internazionale: Clelia FarrisChen QiufanRobert SilverbergJean-Louis TrudelMarian Womack e lo stesso Verso, insieme a saggi curati da Roberto Paura che includono firme di scienziati e sociologi: Antonio CamorrinoGiampietro CasasantaGennaro FucileMarco SignoreFausto Vernazzani e Paura.

“Gli scrittori e le scrittrici di fantascienza si pongono come ottimi costruttori di scenari di un domani dai tratti oscuri e sfuggenti”, scrive Francesco Verso nella prefazione. “La fantascienza abita il futuro, suo luogo d’elezione, e forte di questa naturale vocazione ne conosce pregi e difetti. Dalle visioni post-apocalittiche, alle utopie irrealizzate, dalle trasformazioni postumane, alle congetture tecnologiche più ardite, passando per ogni alternativa offerta dal ventaglio delle probabilità, i racconti di fantascienza sfidano la capacità di immaginare qualche cosa di diverso dall’ineluttabile concretezza del presente”.

AntropoceneEcco quindi che, dalla Cina de La società dello smog di Chen Qiufan, metafora di un paese che sta pagando il prezzo di un’industrializzazione accelerata, alla Groenlandia de Le nevi del tempo che fu di Jean-Louis Trudel, dove una multinazionale intende far esplodere un ghiacciaio per venderne l’acqua dolce, e alla California di Cieli roventi di Robert Silverberg con i nuovi commerci di iceberg nell’oceano Pacifico, passando per la Sardegna di Un giorno da ricordare di Clelia Farris, in cui l’innalzamento del mare ha riscritto i comportamenti della popolazione locale, non c’è luogo sulla Terra che non risenta dell’influenza umana. E anche gli animali, come in Macaoni giganti dell’autrice spagnola Marian Rivera Womack e in Due mondi di Francesco Verso, sono naturalmente toccati dalle conseguenze prodotte dai comportamenti umani sull’ambiente.

“Come nella precedente antologia Segnali dal futuro, abbiamo scelto di affiancare alle storie selezionate anche saggi di esperti di diversi ambiti, dalla paleontologia alla fisica dell’atmosfera, dalla sociologia dell’ambiente agli studi su scienza e tecnologia”, spiega Roberto Paura. “In tal modo abbiamo voluto tentare di collegare la finzione alla realtà, le tendenze agli scenari possibili. In Segnali dal futuro, trattando di temi più generali legati alla nostra immagine del domani possibile, abbiamo offerto al lettore un assaggio dell’immaginazione narrativa degli scrittori italiani e internazionali quando si tratta di speculare sull’impatto sociale che avranno le nuove tecnologie, affidando poi a un pool di esperti e futurologi il compito di dirci quanto reali possano essere le idee utilizzate dagli autori. Qui, invece, partiamo dalla realtà, ossia dalla consapevolezza di essere entrati in una nuova era geologica del mondo, l’Antropocene, caratterizzata dalla capacità della civiltà umana di lasciare un’impronta permanente sull’ecosistema e sugli strati geologici, e affidiamo agli scrittori il compito di calarci in uno dei possibili mondi futuri che andremo ad abitare da qui alla fine del secolo, quando le conseguenze del cambiamento climatico e della sesta estinzione di massa, se non arginate, avranno radicalmente trasformato (in peggio, ça va sans dire) il mondo in cui viviamo oggi”.

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